Poste Italiane: banca, telefonia e investimenti, ma i pacchi? Li consegnano ancora?

Articolo di · 21 Maggio 2008 ·

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Epopea di Pacchi Celere 3, quando le Poste smettono di funzionare e pensano a fare tutt’altro che quello per cui sono nate

Poste e pacchi

In Italia c’è sempre stata la mania dei pacchi e non solo quelli delle feste o quelli televisivi, soprattutto quelli delle fregature. Quando a darli è una persona che si incontra così per starda o con la quale si ha ben poco a che fare pacatamente ci si rassegna, ma quando si ricevono continui disservizi da una grande azienda risulta ben più difficile mandarla giù.

Prima di continuare a leggere sappiate che quello che segue è nient’altro che un reclamo pubblico contro i disservizi delle Poste Italiane che, esclusa (dai fatti) l’eventualità che il sottoscritto sia l’unico destinatario a cui non arriva la merce, è diventata un’azienda che propone un servizio favoloso e a basso costo, però con un’alta probabilità di mancata espletazione.

Andiamo con ordine. Capirete che un sito con una grande vocazione per l’informazione tecnologica quale è 4News.it ha una certa dimestichezza con spedizione di prodotti e i vettori in genere ed è quindi logico che tra i tanti vettori presenti in Italia si finisca inesorabilmente qualche volta per scegliere il “convenientissimo” servizio postale dell’ex azienda pubblica Poste Italiane.

Il servizio, per quanto riguarda il settore pacchi, nelle sue forme disponibili costa da un minimo di 7 euro ad un massimo di 15 euro con possibilità di servizi aggiuntivi quali l’assicurazione, il tutto ovviamente legato alle esigenze di celerità della consegna. Sull’aspetto economico del servizio quindi nulla da eccepire, è assolutamente competitivo rispetto ai servizi di altre aziende private che in alcuni casi, specialmente quando il peso del pacco è considerevole, possono arrivare a costare molto di più.
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Ma un servizio di spedizione ha una sua ragion d’essere solo quando la spedizione arriva al destinatario, mentre con i servizi di Poste Italiane proprio qui arriva il bello. Non c’è giorno che possiate navigare in rete e ricercare di problemi legati alla consegna dei pacchi senza imbattervi in esperienze allucinanti di persone che hanno spedito oggetti anche di un certo valore e che non hanno visto recapitare i pacchi nè ricevere il rimborso in tempi “umani” e a valore pieno (per via della franchigia del 10 per cento sul valore finale).

E’ inutile riferire esperienze per sentito dire e quindi veniamo alla vera ragione per la quale ho cominciato a scrivere questo che definirei uno “sfogo socialmente utile”: l’ennesima mancata consegna della merce spedita con Pacco Celere 3 assicurato.

Ora è chiaro che ciascuno di voi è autorizzato a pensare che si grida allo scandalo solo quando a rimetterci è qualcuno che può farsi sentire da una “tribuna privilegiata” quale può essere un sito o un giornale, ma d’altra parte è solo con il contatto diretto che si riesce talvolta a comprendere al meglio le esperienze negative dei cittadini.

Innanzitutto quello che spinge a scrivere del disservizio delle Poste non è un caso isolato ma quella che definirei senza mezzi termini una costante (d’accordo ora a decine direte che non avete mai avuto problemi e che per un caso isolato si monta la solita polemica) ed in particolare ad essere fortemente criticato non è tanto il mancato espletamento del servizio che pure può capitare quando si ha la fortuna di servire migliaia di speidzioni al giorno, bensì la gestione della controversia da parte del reparto amministrativo. Spiego meglio.

L’anno scorso invio un pacco contenente un telefonino palmare di fascia alta valore 550 euro, ovviamente assicurato con Pacco Celere 3. Scaduti i tre giorni il tracciamento del pacco risulta fermo al fantomatico “SMISTATO HUB IMPIANTO AUTOMATICO – Hub Pacchi Roma”, ovviamente si attende sempre qualche altro giorno e visto che la situazione non migliora, si ricorre al favoloso numero verde messo a dispozione dalle poste (803160). A questo numero rispondono sistematicamente persone che cercano di non elevare reclami suggerendo al cliente di attendere “ancora un pò”, poi, dopo diverse telefonate, si riesce a trovare qualcuno che, a distanza di cinque – sei giorni, apre un reclamo per la mancata consegna del pacco al fine di “cercarlo”, ricerca che a dire degli stessi operatori, necessita di al massimo 40 giorni dopo di che si può dare luogo alla richiesta di risarcimento relativa al pacco che avverrà nei succesivi 30 giorni (questo è quello che dicono di solito).

La realtà nel caso su esposto è stata che dopo circa 90 giorni dalla richiesta, con l’aiuto di un numero indefinito di chiamate e solleciti, è arrivato un assegno di 350 euro (rispetto al valore di 550 euro assicurato) senza che fosse allegata alcuna dichiarazione in grado di spiegare i criteri di stima o i calcoli effettuati per il risarcimento. Ero consapevole del fatto che non avrei ricevuto il valore totale dell’oggetto come dimostrato dallo scontrino fiscale, perchè nelle condizioni di contratto è presente l’odiosa clausola della franchigia del 10 per cento, ma neppure si riesce a mandar giù che il risarcimento sia inferiore del 20 per cento rispetto al valore effettivo del bene assicurato. E’ chiaro è sempre possibile adire le vie legali, ma provate a rivolgervi ad un legale per recuperare 50 euro dopo avere prima esperito il tentativo obbligatorio di conciliazione e dopo che per l’incasso dell’assegno avrete atteso quattro oppure cinque mesi: il comportamento dell’uomo medio sarà quello di incassare, ob torto collo, l’assegno, magari imprecando per la sventura di essere capitato in un disservizio simile.

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Ecco il primo caso, dopo di questo mi sono guardato bene dallo spedire con Poste Italiane, ho avuto contatti con molti vettori: da TNT a UPS anche con spedizioni internazionali senza avere il minimo problema sulla consegna della cosa (d’accordo qualche piccolo ritardo c’è stato, ma la merce alla fine arriva e anche laddove non dovesse arrivare il risarcimento è assolutamente garantito in tempi ragionevoli). Da qualche mese ho ripreso a spedire con Poste Italiane, poche cose, innanzitutto raccomandate con documenti, qualche pacco di scarso valore e tutto bene, ma poi la sopresa.

La settimana scorsa acquisto una console Nintendo Wii con controller aggiuntivi, l’ennesimo prodotto utile per 4News.it con il fine di recensire più giochi simultaneamente, il venditore spedisce la console con Pacco Celere 3 assicurato, il valore ammonta a 300 euro, il pacco ancora oggi è fermo con la dicitura “SMISTATO HUB IMPIANTO AUTOMATICO – Hub Pacchi Bologna” contattato più volte il call center, alla fine un operatore accoglie il reclamo dicendo tra il serio ed il faceto “‘mi spiace per il pacco….noi lo cercheremo ma….ci sono tanti malintenzionati allo smistamento pacchi…vedono il contenuto con un apparecchio elettronico” alludendo alla possibilità di furti come un problema conosciuto anche dall’amministrazione. Sono sicuro che per ottenere il risarcimento della spedizione anche in questo caso la trafila sarà lunga ma questo in fin dei conti non importa ad un mittente o ad un destinatario occasionale, il problema è molto più sentito per chi utilizza il servizio postale a fini commerciali e basa la propria attività proprio sulla serietà e celerità delle consegne.

A questo punto è lecito chiedersi, nonostante sia stata un’ottima scelta quella di procedere alla privatizzazione delle Poste Italiane che ha permesso un miglioramento generale dei servizi erogati, come possa, Poste Italiane, dedicarsi a servizi fondamentali quali sono quelli bancari o telefonici (vi dice qualcosa la nuova postesim?) se non riesce a fare ancora bene quello per cui è nata: ovvero consegnare posta e pacchi.

Criterion 10

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