Recensione Crysis 3


Una tuta futuristica

Come nei precedenti capitoli di Crysis il fulcro del gameplay si basa sull’utilizzo della nanotuta e dai poteri che derivano da essa con piccoli aggiornamenti rispetto al passato. La nanotuta ha uno scopo ed è quello di preservare e difendere l’ospite al suo interno. Questo si traduce in due stili di gameplay : stealth oppure distruggere tutto quello che ci capita davanti.

Infatti grazie ai poteri che ci ritroveremo la nostra forza sarà molto superiore a quella di un semplice soldato e potremmo sollevare la quasi totalità degli oggetti presenti su schermo e lanciarli contro i nemici.

Inoltre grazie a questa forza bruta potremo spiccare salti impensabili per un uomo normale e utilizzare armi armi assolutamenti letali.

Invece se volessimo giocare in modo più cauto potremmo far affidamento sulla combinazione visore e riflessione della luce. Con il visore la nanotuta ci permette di avere sempre ben in vista tutti i nemici su schermo e in alcune occasioni ci verrà data la possibbilità di hackerare, per porle a nostro servizio, le torrette nemiche.

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Con la rifrazione della luce invece resteremo occultati per un breve periodo di tempo e avvicinandoci ai nemici in modo silensioso potremo farli fuori in tranquillità.

Grazie anche ad un game design davvero splendido e ricercato i livelli offrono un approccio molto diversificato e ogni giocatore che si cimenterà nel gioco potrà studiare la zona e decidere se affrontarla direttamente oppure sfruttare l’ambiente circostante per eliminare silensiosamente il nemico.

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