Recensione Might & Magic Heroes VII

Vent’anni di avventure e non sentirli…

In principio c’erano solo Jon Van Caneghem e la sua idea di dar vita ad una nuova saga fantasy che fosse in grado di miscelare sapientemente elementi presi a piene mani da tutto ciò che di meglio il genere avesse da offrire.

Prende forma così, nell’ormai lontano 1986, Might and Magic Book One: The Secret of the Inner Sanctum, primo episodio di quella che sarebbe poi diventata una delle serie più seguite ed amate di tutti i tempi, vera e propria pietra miliare del genere, capace di regalare ai giocatori di tutto il globo ben tre decadi di battaglie epiche nelle leggendarie terre di Ashan, un mondo fantasy in continuo e coinvolgente mutamento.
Un successo tale che nel 1995 lo stesso Jon Van Caneghem cominciò a pensare ancora più in grande, puntando alla realizzazione di un titolo collegato alla precedente serie di RPG, ma che miscelasse equilibratamente un sistema a turni tipico degli RTS e la possibilità di costruire proprie città da gestire, unendo poi il tutto alle suggestioni RPG che tanto erano state gradite dal pubblico.
Heroes of Might & Magic era nato.
L’universo di Might & Magic, il cui franchise è stato poi acquisito nel 2003 da Ubisoft, ha continuato, complice una schiera di fan davvero nutrita, ad espandersi nel corso degli anni esplorando anche altri orizzonti videoludici, quali ad esempio quello dei TCG con Might & Magic Duels: Champions.
Senza dubbio una serie così longeva non poteva, all’interno di un arco temporale così esteso, non risentire degli affanni dell’età, ed in effetti Might & Magic ha attraversato fino ad oggi momenti altalenanti, barcamenandosi tra i memorabili successi del passato e le recenti delusioni inflitte alla sua nutrita schiera di seguaci. La saga fantasy è però lontana dal tramonto e per dimostrarlo, a distanza di vent’anni, ecco giungere tra noi Might & Magic Heroes VII, nuovo episodio che negli intenti degli sviluppatori dovrebbe riportare la saga agli antichi fasti, riproponendosi come una rinnovata miscela di tutti quegli elementi che nel passato l’hanno resa tanto famosa.

{media load=media,id=8963,width=853,align=center,display=inline}

 … o quasi

Certo le intenzioni c’erano di sicuro tutte, ma è stato sufficiente avviare il titolo per capire quanto un videogame, specie se vuole farsi carico di un’eredità così pesante, non possa vivere solo di buone premesse.
Molto apprezzata, ad esempio, è stata la scelta da parte del team di sviluppo di rapportarsi direttamente con il proprio pubblico durante la creazione del titolo attraverso lo Shadow Council, grazie al quale gli utenti sono stati addirittura coinvolti nella scelta di ben due delle sei fazioni giocabili presenti nel gioco. Sicuramente intelligente è stata la soluzione, rappresentante la prima e più incisiva novità degna di nota dal punto di vista tecnico, di utilizzare l’Unreal Engine 3, in quanto, abbreviando i tempi di produzione, ha consentito di canalizzare le energie sugli aspetti più strettamente legati al gameplay.
In effetti, l’utilizzo del nuovo motore grafico, ha sicuramente portato alla realizzazione di un’ambiente globale di gioco fatto di mappe più dinamiche e dettagliate, non solo gradevoli a vedersi, ma in grado di ampliare le scelte tattiche messe a disposizione dei giocatori. Ponti ed altre strutture distruttibili consentono infatti di dar vita a strategie in grado di rallentare gli avversari mentre il mutamento delle condizioni meteorologiche è sicuro in grado di dar vita a battaglie sempre diverse tra loro.
Il problema principale, però, subito ravvisabile dagli amanti del genere strategico, risiede nel fatto che i suoi vent’anni Might & Magic, specie se rapportato ai colossi dell’ultimo periodo come Endless Legend o Age of Wonders 3, li dimostra tutti, in negativo ovviamente.
Nonostante l’aggiunta di un certo realismo alle mappe di gioco, graficamente il titolo non è di sicuro all’altezza dei succitati titoli più recenti che sono stati in grado di rinnovare in senso profondo il genere. A tutto ciò va aggiunto il fatto che, mentre è possibile riscontrare un miglioramento grafico degli scenari, a fare da sfondo alla parte gestionale dei propri insediamenti sarà una scialba immagine in due dimensioni, a cui si andranno ad aggiungere di volta in volta gli edifici che costruiremo. Una scelta poco coinvolgente e che sicuramente farà storcere il naso agli amanti della serie, in quanto, il non vedere le proprie costruzioni erette in tre dimensioni sulla mappa, cosa anche questa ormai molto comune per il genere, rappresenta di sicuro un altro punto a sfavore del titolo.
Nel complesso, il mutamento grafico e l’evoluzione del level design hanno fatto sicuramente un passo avanti, specie se consideriamo il dinamismo delle luci, rispetto agli episodi precedenti, ma siamo pur sempre in una situazione di difetto rispetto ad altri titoli recenti.

Quando gli uomini sono chiamati a fare gli dèi…

Might & Magic Heroes VII persegue quanto fatto in passato prima di tutto dal punto di vista ruolistico del gameplay affidando al giocatore, sia in single-player tramite la modalità Campagna o i semplici scenari, sia in multiplayer, la guida di uno degli eroi iconici della serie, appartenente ad una delle sei storiche fazioni del mondo di Ashan, ognuna dotata di proprie peculiari caratteristiche e di un totale di 8 unità specifiche schierabili in battaglia.
Purtroppo anche da questo punto di vista il gioco mostra le proprie lacune.
Le possibilità di personalizzazione sono in effetti ridotte al minimo, cosa che porta a pensare a modalità di sviluppo davvero superficiali in questo senso. Non solo le differenti abilità di partenza e il diverso look dei personaggi non troveranno riscontro visivo né nella raffigurazione dell’eroe nell’inventario né durante le battaglie, visto che in entrambi i casi la resa grafica sarà sempre la stessa per ogni fazione, ma gli stessi artefatti ed equipaggiamenti che potrete raccogliere nel corso della vostra avventura non saranno visualizzati sul vostro condottiero.
Chiaro che non sarebbe stato possibile aspettarsi da questo punto di vista una personalizzazione variegata come quella di un RPG puro, ma il doversi perennemente confrontare, nonostante l’acquisizione di nuovi oggetti, con un character design identico per tutta la durata della propria avventura, non gioca di certo a favore dell’immedesimazione, un fattore che una serie così importante avrebbe dovuto cercare di sostenere nel tempo.
Stesso discorso vale per la gestione dell’albero delle abilità, caratterizzato da diverse scuole di magia, ma nel complesso abbastanza lineare, senza alcuna possibilità di variare sensibilmente le scelte tattiche messe in campo tramite il proprio eroe. Per ogni condottiero sarà possibile portare al livello Gran Maestro, il più potente dei 4 livelli di ogni scuola di magia, solo tre delle diverse linee di incantesimi disponibili, ma il problema più profondo risiede nel fatto che queste ultime saranno già fissate in precedenza e conseguentemente il livellamento del proprio personaggio, con un level cap fissato a 30, non potrà che indirizzarsi sempre
nella medesima direzione se vorremo ottenere il massimo dalle sue capacità.

… l’unica risposta è la guerra

Dal punto di vista strategico, Might & Magic Heroes VII rimette in campo, in tutti i sensi, il patrimonio accumulato nei precedenti anni. Ogni volta che ingaggeremo uno scontro, la cui difficoltà sarà visionabile in precedenza ai fini di consentire ai giocatori scelte più oculate, ci verrà chiesto di posizionare sulla griglia di battaglia le truppe al seguito del nostro eroe per poi dare inizio al combattimento che, pur consentendo varie scelte strategiche, finirà con il rivelarsi abbastanza semplicistico. Oltre alle abilità del nostro eroe, utilizzabili durante il turno di una delle nostre truppe, stabilito classicamente in base al valore di iniziativa, potremo muovere e far attaccare le nostre creature, ognuna caratterizzata da determinate potenzialità attive e passive, ma munita di una singola tipologia di attacco, un fattore, quest’ultimo, inevitabilmente portante ad un appiattimento a lungo termine delle sessioni di battaglia, le quali, probabilmente non a caso, potranno anche essere risolte in automatico attraverso l’apposita opzione, saltando del tutto la fase degli scontri. Non mancheranno comunque numerose opzioni per velocizzare le tempistiche di reazione delle varie unità o per permettere la visualizzazione di mosse scenografiche per ogni singolo attacco a seconda dei gusti dei singoli giocatori. La stessa resa grafica delle truppe si presenta a tutti gli effetti molto particolareggiata, rappresentando di sicuro un elemento a favore di questo nuovo episodio.

La vita è come un fiume che scorre inesorabile…

Ultimo aspetto da considerare quando si parla di Might & Magic Heroes è sicuramente la componente prettamente gestionale, che pur non spiccando, rappresenta il versante meglio riuscito del titolo. Come i più avvezzi alla serie sicuramente sapranno, la gestione delle proprie forze potrà avvenire su due versanti attraverso un pratico sistema a turni, nell’economia del quale questi ultimi rappresenteranno il trascorrere dei sette giorni della settimana.
Allo scadere dei sette turni complessivi, vostri e dell’avversario, si passerà alla settimana successiva, che andrà a fornire un particolare bonus casuale, il quale a sua volta potrà andare ad incidere tanto sulla produzione delle risorse, in questa edizione ripristinate nuovamente al numero di 7 totali, sia sulle capacità delle proprie truppe.
Durante ognuno dei propri turni, sarà possibile spostare l’eroe verso determinati punti strategici, tra i quali i più importanti saranno rappresentati dalle miniere e dalle cave di vario tipo ed i luoghi che conterranno gli artefatti, oppure dedicarsi alla gestione della propria città tramite la costruzione di nuovi edifici e fortificazioni, per un massimo di una al giorno. Si tratta di una scelta che pur bilanciando, nell’ottica globale che il titolo si propone di incentivare, la gestione equilibrata dei propri turni tra combattimenti nel mondo esterno e pianificazione interna al proprio insediamento, si dimostrerà alla lunga limitante qualora si volesse dare scacco matto all’avversario attraverso una velocizzazione della propria produzione.
Per quanto concerne le modalità di edificazione in senso stretto, queste saranno rappresentate da un albero costruttivo piuttosto semplificato all’interno del quale, in base alle risorse disponibili, sarà possibile scegliere quali strutture costruire per prime ed, almeno in questo caso, fornire così un po’ di varietà alle proprie partite visto che in base all’edificio selezionato sbloccheremo nuove tipologie di unità prodotte settimanalmente, nuovi incantesimi da apprendere o nuove funzionalità di gestione delle risorse. Il tutto, però, anche stavolta risulta ridotto ai minimi termini, dato che, pur considerando la diversità delle varie strutture e delle unità da esse prodotte, lo schema costruttivo di ogni fazione si presenta praticamente identico.

… a volte è necessario andare controcorrente per trovare un riparo

Tempo di tirare le somme, tempo di giudizio finale per il mondo di Ashan.
Intendiamoci  le aspettative su Might & Magic Heroes VII, quelle generate dalla sua forte eredità e quelle create grazie ad un rapporto molto intenso con la community in fase pre-produzione, non sono state di sicuro soddisfatte pienamente.
Il titolo ha certamente tra i suoi pregi un comparto grafico migliorato rispetto ai precedenti episodi, una colonna sonora che, seppur scarna in quanto a quantità, riesce a fornire un buon sottofondo alle battaglie, e soprattutto un’ottima longevità grazie all’aggiunta della modalità multiplayer e dell’editor che consentirà ai giocatori più incalliti di creare vere e proprie mod per il gioco.

MMH7 Haven Light

Il problema evidente di quest’ultima produzione risiede nel fatto che tutto sa troppo di già visto.
Might & Magic Heroes VII è un titolo rivolto soprattutto agli appassionati, ai nostalgici del mondo di Heroes, sempre affamati delle avventure eroiche vissute sul mondo di Ashan, i quali, almeno dal punto di vista narrativo, saranno appagati anche dal prodotto. Quest’ultimo però non può costituire purtroppo un punto di riferimento differente per i neofiti del genere, i quali sicuramente troveranno qualcosa di meglio su cui puntare. L’errore più grande probabilmente è stato quello di non volersi distaccare troppo dal passato, puntando solo a recuperare i migliorarne elementi, attraverso una miscela che di sicuro riesce a rinnovare leggermente la serie, ma non ad innovarla, cosa di cui si sentiva invece il forte bisogno. Un’occasione mancata dunque per riportare in auge una saga che avrebbe meritato di risalire nell’Olimpo del genere e che, invece, complice forse anche la paura di osare da parte del team di sviluppo, si presenterà nuovamente al pubblico, dopo vent’anni, con un prodotto discreto sicuramente lontano dal lasciare un segno indelebile.  

Commento finale

Might & Magic ritorna, ma non lo fa in grande stile. Personalmente posso dire in tutta tranquillità che mi sarei aspettato molto di più da Might & Magic Heroes VII, vuoi per la lunga tradizione alle spalle vuoi per la fiducia riposta nel lavoro fatto dagli sviluppatori nell’interfacciarsi con il proprio pubblico. Purtroppo il risultato è un titolo discreto adatto sicuramente agli amanti della serie, ma che ha davvero poco da dire ai nuovi arrivati.

Pro Contro 
– Grafica migliorata
– Animazioni delle truppe ben realizzate
– Tutto il meglio degli episodi precedenti…
– … ma nulla di rivoluzionario
– Scarsa possibilità di personalizzazione
– Poche opzioni tattiche tra cui scegliere in battaglia.
  Voto Globale: 72 
 

{vsig}games/pc/MighteMagicvii/Recensione{/vsig}

Rispondi

Ultimi Articoli