Recensione Amnesia Rebirth

Articolo di · 23 Novembre 2020 ·
Versione testata PC – STEAM

Amnesia Rebirth è il nuovo Horror sviluppato e prodotto dai Frictional Games; terzo capito del franchise che vedeva in Amnesia: The Dark Descent e Amnesia: A Machine for Pigs i primi due fortunati capitoli.

Nonostante i numerosi rimandi ai titoli che l’hanno preceduto, con Rebirth, la serie Amnesia si spinge oltre, toccando tematiche più introspettive, personali ed intime.

Uscito il 20 Ottobre 2020, a ridosso di Halloween, è il titolo perfetto da giocare in autunno, tra nebbia e pioggia, a patto che alziate il volume, e spegnate tutte le luci.

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Dal disastro aereo, alle fabbriche aliene…

Siamo nel 1937 (un secolo dopo il primo capitolo, ndr), un aereo con a bordo Tasi Trianon, suo marito Salim ed altri collaboratori, precipita al suolo.

Quando Tasi, la nostra protagonista, si risveglia, suo marito e gli altri della spedizione mineraria sono spariti. L’aereo giace a terra distrutto, lei è ferita ma sta bene. Parte cosi la sua forsennata e disperata ricerca dei superstiti.

Dal caldo e desolante deserto che ci troviamo dinnanzi appena aperto il portellone dell’aereo, ben presto, la ricerca ci condurrà all’interno di anguste e claustrofobiche grotte.

Tasi soffre di strane amnesie ed è costretta ad annotare i suoi ricordi su di un taccuino che porta sempre con se, sarà questa la sua “arma” all’interno del gioco.

“Ogni momento mi spengo e mi riaccendo. La mia anima è piena di fiammiferi spenti.”

Jules Renard

Insieme al taccuino, avremo con noi pochi oggetti a disposizione: olio per lanterne, piccoli flaconi di calmante, e fiammiferi. Si fiammiferi, perché le profonde grotte che visiteremo con Tasi sono buie, buie….buie. Oppressivamente, claustrofobicamente, disperatamente buie.

Trovare fiammiferi lungo il nostro cammino, sarà fondamentale innanzitutto per vedere dove stiamo mettendo i piedi e poi per evitare che Tasi venga assalita da una paura ansiogena dell’oscurità che andrà a ferirci nel vero senso della parola.

Anastasie, questo il suo nome completo, capirà ben presto, che oltre alla sparizione dei suoi compagni di viaggio c’è molto di più: in grembo scopriremo di avere un figlio, che sembra strettamente coinvolto con la trama e sarà il principale stimolo per uscire sani e salvi dal “limbo orrorifico” in cui ci troveremo immersi.

Nei suoi panni, saremo coinvolti in un esperienza extra dimensionale, avanti ed indietro da un mondo sconosciuto, lugubre e tenebroso che ci permetterà di avanzare con la nostra ricerca, superando altrimenti ostacoli insormontabili, tramite l’utilizzo di un bracciale “alieno”.

Sarà un viaggio forsennato, angosciante, scadenzato da flashback della protagonista.

La paura e l’angoscia in Rebirth, non vivono di fiammate estemporanee, ma sono una sensazione che i Frictional Games riescono a ricreare costantemente durante tutto il gioco, con un terribile crescendo verso la parte finale dove saremo costretti a prendere decisioni drammatiche.

Gameplay

In Amnesia Rebirth come accennato, Tasi è l’antitesi della classica eroina dei videogames. Disarmata, sola, impaurita e con costanti perdite di memoria e svenimenti.

Dovrà interagire con degli oggetti che troverà lungo il suo cammino, potrà raccoglierli, utilizzarli, aprire e chiudere porte. Non avremo alcun hub in game o gps vari.

L’IA nemica è quasi totalmente assente, fatta eccezione per dei Ghoul che incontreremo, tutt’altro che difficili da aggirare per altro.

Il gioco più che altro incede e si sviluppa avanzando lungo intricati e bui cunicoli.

Dovremo interagire con dei puzzle game ben bilanciati, dove è richiesta la nostra attenzione per completarli, senza mai però sfociare in frustrazione o tediosi blocchi.

Le meccaniche di gioco utilizzate sono più che altro il mezzo attraverso il quale potremo sviscerare i dettagli della trama.

Non vi sono particolari difficoltà, non sono richieste abilità specifiche ed in sostanza la “morte” in game non esiste, è più che altro pretesto per sviluppare ulteriori visioni e flash alla protagonista.

60 FPS, cura del dettaglio ma grafica non proprio “rebirth”

Abbiamo giocato la versione Steam PC, risoluzione 4K, con il poco disponibile da settare al massimo. (RTX3080/I7 4790K).

Piccola nota: come periferica video, abbiamo utilizzato un Tv Oled, e vista la tipologia di gioco, i neri, sono stati “intensi“…in tutti i sensi.

FPS granitici al massimo selezionabile (60), per un gioco che non fa della grafica “spacca mascella” il suo punto forte.

Intendiamoci, non che sia brutto da vedere, però poligoni ben visibili, effetti particellari o scenici ridotti al minimo, non lo rendono ad oggi al pari di altre produzioni ben più complesse ed appariscenti da questo punto di vista.

A parte qualche incoerenza, tutto sommato trascurabile, quello che invece stupisce è la grande cura nel dettaglio. Dal taccuino di Tasi, dove possiamo visualizzare degli schizzi a matita molto ispirati, ai vari scenari ricchi di dettagli artistici che rendono credibile ed immersivo tutto il contesto.

Commento finale

Assolutamente imperdibile per gli “amanti” del genere. Frictional Games va dritta per la sua strada, incurante di tanti aspetti oramai dati per scontati nei giochi odierni.

Non esaltante dal punto di vista grafico, con qualche sbavatura stilistica, sebbene comunque ben ottimizzato e senza mai cali di frame o incertezze, nelle 12 ore impiegate per portarlo a termine in uno dei suoi tre finali (60% di Achievements), Amnesia Rebirth regala con costanza sensazioni di angoscia, paura e pesantezza d’animo.

Non avremo molto da fare in pratica, ma il gioco ci terrà comunque incollati allo schermo, regalandoci un’immedesimazione completa tra un’amnesia e l’altra della protagonista.

Il gioco è disponibile in versione Playstation 4, Microsoft Windows e Linux.

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8.0

Consigliato

Assolutamente imperdibile per gli "amanti" del genere. Frictional Games va dritta per la sua strada, incurante di tanti aspetti oramai dati per scontati nei giochi odierni. Nelle 12 ore impiegate per portare a termine Amnesia Rebirth (60% di Achievements), in uno dei suoi tre finali, la sensazione di angoscia, paura e pesantezza d'animo, ci ha accompagnato con crescente frequenza. Non avremo molto da fare praticamente parlando, ma il gioco ci terrà comunque incollati, facendoci immedesimare tra un amnesia e l'altra della protagonista. Non esaltante dal punto di vista grafico, con qualche sbavatura stilistica, risulta comunque ben ottimizzato e non soffre mai di cali o incertezze.


+
    - Imperdibile per amanti Horror
    - Ottimo storytelling
    - Cura dei dettagli
    - Ben ottimizzato su PC
-
    - Grafica non entusiasmante
    - Scarso gameplay
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Info sull'autore
Gamer dal 1987, padre di due piccoli gamers, griller, Dungeon Master e batterista hardcore. "I VG sono uno strumento che ci permette di entrare in contatto con altri universi".

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