Recensione Bright Memory

Articolo di · 16 Novembre 2020 ·

Un assaggio di Next Gen?

Microsoft ha recentemente lanciato la sua console di nuova generazione Xbox Series X insieme ad una sfilza di titoli che i giocatori possono già provare sul nuovo sistema. Uno di questi è lo sparatutto in prima persona fantascientifico, Bright Memory. Ma attenzione, il titolo non va confuso con Bright Memory Infinite, la versione più completa e next gen del titolo che arriverà a breve per console next gen e gratuitamente per i possessori PC del titolo originale.

Confusi? facciamo un po’ di chiarezza.

Bright Memory è un titolo sviluppato da una sola persona sotto l’etichetta FYQD studios e pubblicato inizialmente su PC tramiteSTEAM a gennaio 2019.

Nel corso del tempo il titolo ha ricevuto una serie di aggiornamenti e miglioramenti che dovrebbero concludersi poi in una versione definitiva del titolo, Bright Memory Infinite che sarà resa disponibile gratuitamente per i giocatori PC della versione originale Bright Memory.

Bright Memory Infinite sarà anche reso disponibile in versione stand alone per gli utenti della console next gen di Microsoft, a partire dal prossimo anno, ed incluso nel Game Pass.

L’intera operazione ricorda, se volete, quanto fatto da Konami con Ground Zero e Metal Gear Solid V e questo Bright Memory andrebbe quindi considerato come una sorta di prologo alla versione completa e definitiva che arriverà più avanti.

Le cose sono, tuttavia, ancora più complicate, perchè lo sviluppatore ha deciso di pubblicare su next gen anche Bright Memory, il titolo che qui recensiamo, comprendendo in questa versione solo una parte degli aggiornamenti che poi ritroveremo in Bright Memory Infinite, titolo che farà quindi da completo remake anche a questo prologo.

La versione del gioco che qui recensiamo, Bright Memory, è quindi un titolo che risente di questo così strano sviluppo e che soffre di così tanti problemi tecnici che, ve lo anticipiamo, probabilmente sarebbe stato più conveniente evitare di pubblicare già ora su Xbox Series X.

Ma andiamo con ordine

Un prezzo basso ma …

Bright Memory è disponibile a soli 7.99€, un prezzo bassissimo se confrontato con quello della maggior parte degli altri giochi lanciati con Xbox Series X.

Il prezzo, come potete immaginare, è in linea con la natura del titolo: una sorta di demo tecnica di un gioco ancora in sviluppo che nelle 1-2 ore di gioco garantite dal titolo vi permette di sbloccare tutti gli obbiettivi e di beccare praticamente tutti i problemi tecnici che solitamente si osservano in una beta.

Tra questi vi sono seri problemi di sincronizzazione dello schermo durante la riproduzione su Xbox Series X, un frame rate eccessivamente ballerino, popup di texture ecc. Nonostante sia presumibilmente stato ottimizzato per Xbox Series X, ha prestazioni peggiori rispetto a qualsiasi altro titolo anche della passata generazione. E questo, non è affatto un ottimo modo per mostrare le capacità della console. Non c’è nulla nelle performance del gioco che lo facciano sembrare un gioco di nuova generazione, tranne il logo all’avvio.

E’ tutto così deludente?

Il titolo è molto grezzo anche in termini di immagine a schermo. Ci sono brevi momenti in cui gli ambienti di Bright Memory sembrano impressionanti, ma per il resto il gioco è blando, con modelli poligonali bruttini e animazioni dei personaggi scarse.

I personaggi sono tutti abbastanza anonimi con caratterizzazione assolutamente nonsense accentuata da un doppiaggio che fa sorridere.

I giocatori assumono il ruolo di Shelia un membro della Science Research Organization (SRO), che ha il compito di impedire alla SAI, un’organizzazione militare, di ottenere il potere di risvegliare i morti.

Anche dopo aver completato il gioco (in circa 50 minuti), non è chiaro esattamente cosa sia successo e il finale brusco lascerà i giocatori all’oscuro come lo erano quando hanno iniziato l’avventura. Insomma, la trama non è qualcosa di particolarmente memorabile.

Il doppiaggio – come anticipato – è un altro dei difetti evidenti del gioco, con l’attrice che ha “donato” la voce a Shelia totalmente fuori contesto sia come tono di voce che come recitazione.

Oltre alla recitazione vocale, i giocatori noteranno anche che il design audio in generale è carente, con la musica nel menu principale che a volte sembra che si stia per interrompere.

Buono nella teoria … meno nella pratica

Tutti questi difetti potrebbero essere perdonati, in una certa misura, se Bright Memory avesse un gameplay avvincente. Sfortunatamente, quest’ultimo è tanto semplice quanto scialbo, e il suo tentativo di far sposare il gameplay da sparatutto in prima persona con un melee combat system in stile Devil May Cry, non ha centrato l’obiettivo.

I controlli che non rispondono immediatamente alla pressione possono rendere il combattimento un vero e proprio incubo e provare a combinare il combattimento corpo a corpo con il sistema di shooting è a dir poco disorientante. C’è un motivo per cui giochi come Devil May Cry sono in terza persona.

Preso solo come “sparatutto in prima persona”, il titolo mette a disposizione del giocatore solo tre armi (pistola, mitraglietta e fucile a pompa), senza però poterle modificare e/o potenziare. A dirla tutta, l’armamentario funziona abbastanza bene, eccezione fatta per il lento movimento della visuale, che purtroppo non si può modificare.

Bright Memory è un mix inconcludente

Ispirandosi a Devil May Cry, Bright Memory classifica i giocatori in base alle loro prestazioni in combattimento, come ad esempio B, A o S.

Sulla carta, questo sistema sembra davvero buono in quanto rende ogni combattimento più significativo ed eccitante, poiché i giocatori saranno ricompensati per aver ucciso i nemici in modi eleganti e utilizzando tutti gli strumenti a loro disposizione.

Il problema è che le classifiche amano scomparire casualmente dallo schermo, per poi riapparire pochi istanti dopo quando i giocatori stanno facendo qualcosa di completamente diverso, come camminare lungo un corridoio.

Come il comparto grafico, il sistema di combattimento è dunque minato da gravi bug e carenze tecniche. Ad esempio, si possono incontrare dei nemici che spariscono nel nulla, oppure colpi che non vanno a segno, pur mirando nella direzione giusta.

Un piccolo barlume di speranza c’è

Tuttavia, qualcosa di positivo c’è. Man mano che i giocatori raccolgono XP e guadagnano aggiornamenti, il combattimento diventa gradualmente più divertente. Nelle partite in New Game +, le cose finalmente si fanno più interessanti, poiché i giocatori avranno accesso a un arsenale più ampio di abilità fin da subito (come ad esempio fermare il tempo, saltare più a lungo, potenziare la difesa ecc.). Infatti, queste consentono di destreggiarsi tra i nemici in aria per lunghi periodi di tempo, movimentando un po’ il gameplay.

Se siamo abbastanza veloci (e i controlli cooperano), possiamo mettere insieme combo impressionanti ed avere un punteggio di stile altissimo, come ad esempio “SSS”.

Commento finale

Ancora una volta, considerando la natura di questo titolo, il fatto che sia stato sviluppato da una sola persona e il prezzo a cui è venduto, non possiamo considerarlo una anteprima veritiera di quello che sarà Bright Memory Infinite, il gioco next gen che arriverà l’anno prossimo. Tuttavia, chiamati a giudicare un titolo come questo non possiamo esimerci dall’illustrarvi con chiarezza le sue enormi criticità e nelle perplessità che suscita l’intera operazione.

Alcuni problemi probabilmente verranno risolti nella versione Infinite, ma altre, come quelle relative al doppiaggio e alla trama veramente dozzinale, forse ci accompagneranno anche nella versione definitiva del titolo. Tuttavia, non possiamo ancora saperlo e quindi non possiamo che astenerci in merito.

Quello che possiamo dirvi è che questa versione Bright Memory è impossibile da consigliare ad un utente next gen che vorrebbe godersi le meraviglie tecniche della sua nuova console e probabilmente Microsoft avrebbe fatto bene ad evitare di presentarlo come un titolo next gen.

Criterion 10
5

Un titolo grezzo

A tutte queste critiche è bene specificare che Bright Memory proviene da un team di sviluppo indipendente. Quindi, tenendo a mente quanto detto, il titolo è più impressionante di quanto possa sembrare. Tuttavia, questo non cambia la qualità del gioco e, nel suo stato attuale, è impossibile consigliarlo agli utenti freschi possessori di Xbox Series X. Peccato!


+
    - Prezzo budget
    - La parte FPS funziona discretamente
    - Alcune abilità sono belle da utilizzare
-
    - Troppo breve
    - Tutto il comportato tecnico è da rivedere

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