Recensione Crisis Core -Final Fantasy VII- Reunion

L’annuncio di Crisis Core -Final Fantasy VII- Reunion nello scorso Giugno è stato accolto, dai maggiori sostenitori della serie, con un autentico sospiro di sollievo. Non tanto e non solo per le qualità del titolo, che ha avuto il merito (o il demerito, secondo una scuola di pensiero) di aver approfondito la lore del settimo capitolo della Fantasia Finale. Ma anche per aver finalmente liberato il titolo diretto da Hajime Tabata da un limbo di ben quindici anni.

Uscito originariamente per la prima PSP, il titolo rimase confinato nella sua forma fisica (il disco UMD proposto da Sony per la sua prima console portatile) senza mai raggiungere altre piattaforme o quantomeno gli store digitali di PSP Go o Vita. Un rischio progressivamente concreto di damnatio memoriae per la produzione che finalmente è stato sventato, segnando un piccolo grande successo per la preservazione videoludica.

Edito da Square Enix, Crisis Core -Final Fantasy VII- Reunion è una versione rimasterizzata dell’originario action RPG. Gli aggiornamenti introdotti hanno riguardato non solo la presentazione del titolo, ma anche il gameplay.

Le avventure di Zack Fair sono disponibili dallo scorso 13 Dicembre per PlayStation 5, PlayStation 4, Nintendo Switch, Xbox One, Xbox Series e PC (via Steam).


Versioni testate: Nintendo Switch, PlayStation 5


A Flower Blooming in the Slums

Crisis Core rappresentava il progetto più importante della Compilation of Final Fantasy VII, un piano editoriale di Square Enix che puntava ad arricchire l’universo narrativo di Cloud e compagni. In principio ci fu Before Crisis, titolo per smartphone mai arrivato in Occidente e focalizzato sui Turks. Successivamente toccò ad Advent Children, film in computer grafica ambientato dopo gli eventi del capitolo principale. Seguì il deludente Dirge of Cerberus, action shooter in terza persona con protagonista il buon Vincent Valentine. Crisis Core fu, a tutti gli effetti, l’ultimo progetto della Compilation, rea di aver riscosso meno successo di quanto sperato dall’azienda giapponese. Il sensazionale successo del remake di Final Fantasy VII, tuttavia, ha rimescolato le carte portando nuovamente in carreggiata il progetto. Nel 2023 attendiamo l’arrivo del promettente Ever Crisis nonché di Rebirth, secondo capitolo del Remake.

In questo quadro, non stupisce che Square Enix abbia colto l’occasione di riproporre Crisis Core. Né tantomeno sorprende che gli abbia dedicato un trattamento speciale. Un’operazione per rimodernare un titolo con qualche anno sulle spalle, ma anche per il desiderio di uniformare stilisticamente i progetti.

La ricerca della coerenza stilistica traspare anche dall’effettistica e dall’hud.

Pubblicizzato infatti come “ben più di un semplice remaster”, Reunion presenta una nuova veste grafica, una colonna sonora riarrangiata, dei dialoghi completamente doppiati in inglese e giapponese, nonché un sistema di combattimento aggiornato. Tutte le scelte sono volte a creare una armonia con Final Fantasy VII Remake: dal ritorno dei doppiatori passando per il riarrangiamento della colonna sonora, con brani mutuati dal titolo del 2020 ed altri remixati sotto l’attenta cura di Takeharu Ishimoto.

Quello che invece non è stato toccato è il comparto narrativo: il titolo è infatti, in questo senso, una fedele riproposizione del titolo originario. Zack Fair è un vivace SOLDIER di Seconda Classe, che sogna di diventare un eroe come il leggendario Sephiroth. Il mentore del ragazzo, Angeal, vede in lui un grande potenziale, ma teme a causa della sua irruenza e giovane età. Quando il SOLDIER di Prima Classe, Genesis Rhapsodos diserterà dall’esercito della Shinra Electric Power Company assieme ad un vasto gruppo di soldati, la multinazionale si vedrà costretta ad affidare ai suoi agenti più esperti la risoluzione del conflitto con la nazione di Wutai. Sephiroth, Angeal ed il giovane Zack partiranno per la missione. Sono tuttavia ignari che la circostanza darà il via ad una catena di eventi che sconvolgerà per sempre le loro vite e le loro convinzioni.

Crisis Core racconta una prospettiva diversa di Sephiroth prima di… voi sapete cosa.

La trama di Reunion è dunque la medesima apprezzata a suo tempo sulla console portatile Sony. Indispensabile dunque per gettare nuova luce non solo su Zack, ma anche su alcuni personaggi di Final Fantasy VII. La riedizione permette a Square Enix di uniformare il linguaggio dello storytelling e l’impronta stilistica, rimodellando i personaggi per stabilire una coerenza con il Remake. Proprio i personaggi direttamente legati a FFVII emergono qui con maggiore enfasi e cura, sottolineando le perplessità sui nuovi come il citato Genesis. In questo senso, il titolo fornisce un substrato importante per tutti i fan della serie. Lo stesso Yoshinori Kitase, producer di Rebirth, ha infatti caldamente suggerito di affrontare Crisis Core prima dell’arrivo del secondo capitolo del remake. Che sia un indizio di una particolare importanza della storia di Zack? Lo scopriremo (auspicabilmente) presto.

On the Verge of the Assault

Reunion svecchia opportunamente anche le ruggini al gameplay, che rendevano il titolo originale meno piacevole di quanto probabilmente lo ricordano i fan più affezionati.

Sulla originaria PSP, gli attacchi venivano selezionati da un apposito menù orizzontale mentre al player veniva richiesto di schivare gli attacchi sfruttando tempestive capriole. Un sistema che tutto sommato funzionava, pur con una certa macchinosità aggravata dalla tremenda gestione della telecamera. Reunion ripensa l’intero sistema di controllo. Mentre la levetta sinistra controlla Zack, alla destra è affidato il movimento della telecamera, con gli attacchi relegati a tasti appositi. Anche le abilità e le Materie possono essere utilizzate attraverso comode shortcut, rendendo l’esperienza ludica estremamente più fresca, veloce e responsiva.

Se vi sembra molto simile a Remake… beh, Reunion ha proprio questo obiettivo.

Anche il controverso sistema OMD è stato leggermente ripensato. L’Onda Mentale Celebrale consiste in una vera e propria roulette russa attraverso la quale, a seconda del suo casuale risultato, possono essere sfruttati bonus temporanei (come MP o AP infiniti) ed usare abilità limite o ricorrere alle Summon. Il suo funzionamento resta il medesimo: tuttavia, mentre nell’originale Crisis Core si dimostrava eccessivamente intrusivo, interrompendo l’azione troppo spesso, in Reunion esso agisce silenziosamente in background. Gli unici frangenti in cui l’OMD continua a mettere in pausa il gameplay è laddove verranno sbloccati flashback legati ai personaggi, con una piacevole commistione ludico-narrativa.

Dove il titolo purtroppo non beneficia granché delle migliore ludiche è nella stessa struttura di game design. Le origini portatili di Crisis Core si palesano non solo nella suddivisione dell’avventura in macro-aree avare sul versante esplorativo, ma soprattutto sull’organizzazione delle missioni secondarie.

Esse infatti sono relegate perlopiù ad un menù accessibile dai punti di salvataggio, presso i quali potranno essere intraprese. Si tratta di 300 (si, trecento) missioni, tuttavia estremamente brevi e pensate per una fruizione molto rapida. Zack verrà infatti trasportato in un’area con limitate possibilità di esplorazione con l’obiettivo di abbattere uno o più nemici specifici. In caso di successo, si potranno mettere le mani sul premio ambito. Salvo affrontiate missioni totalmente inadatte al vostro livello, le missioni si possono completare generalmente in pochissimi minuti. Qualcosa di non molto diverso da quanto proposto da Kojima con Peace Walker. Si tratta tuttavia di una parte corposa ed essenziale dell’esperienza ludica, capace di far lievitare la longevità. Si passa infatti dalle circa 20 ore della sola trama ad oltre 50 per completare tutto al 100%.

I Malboro ovviamente non possono mancare.

Burden of Truth

Gran parte delle migliorie proposte da Reunion riguardano la presentazione tecnica del titolo. Per l’occasione, abbiamo avuto modo di testare il gioco sia nell’edizione PlayStation 5, sia per la console ibrida Nintendo.

Pur preservando le animazioni della versione originale, Reunion si veste in tutte le versioni di una grafica completamente rinnovata grazie all’Unreal Engine 4. Abbiamo dunque modelli poligonali più complessi, texture di alta qualità, effettistica di livello superiore ed una risoluzione maggiore.

Su PlayStation 5, il titolo adotta una risoluzione dinamica che oscilla fra i 1800p e i 2160p. Il framerate si dimostra estremamente solido e stabile a 60fps, per una esperienza ludica fluida e coinvolgente.

Ci sentiamo di approfondire maggiormente l’analisi per quanto riguarda invece la versione per Nintendo Switch, che si difende egregiamente.

La versione Switch si difende ottimamente, al netto di qualche piccola rinuncia.

Al netto di qualche inevitabile rinuncia, la versione Switch si dimostra piuttosto solida. L’effettistica ed i riflessi sono presenti, così come molte delle texture aggiornate. Fanno eccezione le aree rocciose e con l’erba alta, dove è più evidente il downgrade. La differente configurazione gamma dello schermo restituisce una presentazione leggermente più scura rispetto al risultato ottenuto con PS5.

La differenza più evidente è rappresentata tuttavia dalla gestione delle ombre dei personaggi, che nelle aree outdoor vengono rese attraverso le classiche ombre circolari.

Dal punto di vista delle prestazioni, in modalità docked il titolo punta ad una risoluzione di 720p ed un framerate di 30fps. Entrambi si dimostrano tendenzialmente stabili, salvo occasionali drop a 576p, non così impattanti come potrebbe sembrare. In modalità portatile, Reunion punta ugualmente ad una risoluzione di 720p. Ci riesce per la maggior parte del tempo, sebbene i drop arrivino anche a 432p (per una media tendenziale di 504p). Sfortunatamente il framerate non risulta altrettanto stabile, prestando il fianco ad una incertezza più marcata.

Una conversione di ottimo livello anche se inferiore al risultato ottenuto con gli hardware più moderni. Una versione che tuttavia ha il merito di preservare la filosofia del titolo. Su Switch, infatti, ci si avvicina allo spirito portatile di Crisis Core, soprattutto nei confronti della fruizione delle missioni secondarie. Un aspetto dunque da non sottovalutare laddove vogliate un’esperienza simile a quella di 15 anni fa… a meno che non abbiate Steam Deck.

La filososia ibrida di Nintendo Switch avvicina la fruizione di Reunion alle sue origini PSP.

Commento finale

Crisis Core -Final Fantasy VII- Reunion segna la fine dell’esilio delle avventure di Zack Fair, relegate per 15 anni alla prima console portatile Sony. Per l’occasione, Square Enix realizza un progetto “ben al di là di un semplice remaster” andando a svecchiare il sistema di combattimento, oltre ad introdurre una serie di ammodernamenti tecnici e stilistici alla ricerca di una coerenza con Final Fantasy VII Remake. Reunion rappresenta dunque un passaggio fondamentale nel percorso di avvicinamento a Rebirth, grazie al background narrativo che coinvolge fatti e personaggi di primaria importanza, al netto di un gameplay ancora oggi magnetico pur se inevitabilmente segnato dalle origini portatili. Se non avete mai vissuto la storia di Zack Fair, è giunto il momento.

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8.0

Crisis Core -Final Fantasy VII- Reunion


Crisis Core -Final Fantasy VII- Reunion segna la fine dell'esilio delle avventure di Zack Fair, relegate per 15 anni alla prima console portatile Sony. Per l'occasione, Square Enix realizza un progetto "ben al di là di un semplice remaster" andando a svecchiare il sistema di combattimento, oltre ad introdurre una serie di ammodernamenti tecnici e stilistici alla ricerca di una coerenza con Final Fantasy VII Remake. Reunion rappresenta dunque un passaggio fondamentale nel percorso di avvicinamento a Rebirth, grazie al background narrativo che coinvolge fatti e personaggi di primaria importanza, al netto di un gameplay ancora oggi magnetico pur se inevitabilmente segnato dalle origini portatili. Se non avete mai vissuto la storia di Zack Fair, è giunto il momento.

PRO

Una remaster generosa che si avvicina al concetto di remake | Il gameplay regala ancora oggi assuefazione | Un frammento importante della lore di FFVII |

CONTRO

Le missioni secondarie palesano le origini portatili della produzione | Strutturalmente accusa il peso degli anni | Se alcuni personaggi non vi convincevano all'epoca, non ci convinceranno neanche adesso |
Danilo Di Gennaro
Danilo Di Gennaro
Viaggiatore nel tempo, utilizzatore della Forza, ex SOLDIER di 1° classe. Accanto ad una passione incrollabile verso il media videoludico da oltre 30 anni, nel tempo mi appassiono quadrimensionalmente a tutto ciò che proviene dal Giappone, nonché a cinema, serie tv, supereroi e molto altro. Allons-y.

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