Recensione Flashback 2, un ritorno da dimenticare

Nel 1992, Flashback, insieme a pochi altri titoli, fece da apripista al concetto di ibridazione tra il medium videoludico e il cinema. Un modo (o meglio, uno dei tanti) di intendere il videogioco che ha raggiunto la piena maturità proprio negli ultimi anni. Ovviamente i mezzi erano quelli che erano, ma fu senz’altro un “precursore”.

Grazie a queste qualità, il titolo di Paul Cuisset fu un successo di critica e pubblico, entrando anche nel Guinness World Records come il gioco francese più venduto di tutti i tempi. Parliamo dunque di una pietra miliare del media.

Ok, sono passati più di 30 anni, già di per sé un’eternità, figuriamoci in questo settore. Ma con queste premesse, e proprio con lo stesso Paul Cuisset alla guida di ben due team di Microids, mai ci saremmo immaginati che Flashback 2 fosse un titolo così problematico, saturo di evidenti criticità in ogni sua componente. Volete saperne di più? Non vi resta che continuare la lettura!

Flashback 2 è disponibile dallo scorso 16 novembre 2023 su PlayStation 4, PlayStation 5, Xbox One, Xbox Series X|S, Nintendo Switch e PC.


Versione testata: PlayStation 5


Gusci vuoti e “deus ex machina”

In Flashback 2 torneremo a vestire i panni di Conrad B. Hart, il giovane agente del GBI (Galaxia Bureau of Investigation). Nel XXII secolo, la pace dei Mondi Uniti si estende per tutto il sistema solare, ma questa tranquillità è minacciata dall’invasione dei Morph, una razza aliena mutaforma, guidati dal temibile Generale Lazarus.

Partiti alla ricerca di Ian, vecchio amico di Conrad, dovremo farci strada in diversi scenari, artisticamente abbastanza ispirati, tra salti, qualche enigma e tanti (pessimi) scontri a fuoco. Ma sulla parte ludica ci torneremo tra poco. Proprio la conduzione artistica è uno dei pochi aspetti salvabili della produzione, tra luci al neon, giungle lussureggianti e inospitali habitat alieni.

L’altro aspetto che avremmo potuto apprezzare sarebbe stata la storia, grazie ai tanti colpi di scena, arricchita per giunta da un affascinante background narrativo, rispettoso del titolo originale. Ma perché tutta questa filippica ipotetica?

Flashback 2
La direzione artistica è l’unica cosa veramente buona del gioco

Perché in Flashback 2 c’è un grossissimo problema che disintegra quanto di buono fatto sul comparto narrativo: la messa in scena. Prima di tutto, la storia viene trasposta a schermo con dialoghi statici tra personaggi come nelle peggiori visual novel di serie Z. E già questo è grave, pensando soprattutto a quanto detto nell’introduzione. Il primo Flashback è stato pionieristico per quanto riguarda i filmati di stampo cinematografico, e ritrovarsi questa nuova e poverissima impostazione nel sequel è stata veramente una brutta sorpresa.

Ma la cosa peggiore è che i personaggi non hanno nessuna reazione emotiva. Dopo mezz’ora di gioco ci siamo resi conto di star controllando un guscio vuoto, e di interagire con burattini. I colpi di scena di cui sopra vengono trivializzati in maniera sconcertante dalle reazioni dei protagonisti delle vicende. Vicende che, per giunta, proseguono tramite tantissimi momenti “deus ex machina”. Ok la sospensione dell’incredulità, ma in alcuni punti abbiamo assistito a situazioni che dovevano accadere “perché sì”, per far proseguire la storia.

Insomma, il comparto narrativo di Flashback 2 è mediocre perché un’ottima lore e degli ottimi colpi di scena vengono mortificati da personaggi “vuoti” e da una serie di sequenze di azione e reazione illogiche, sviluppate solo per far proseguire gli eventi.

Banale e problematico

Flashback 2, leggendo la descrizione sugli store digitali, viene definito come uno sparatutto platform. In senso lato, possiamo anche concordare, seppure tutta la componente di platforming, perno del gioco originale, è stata totalmente banalizzata. Tutto si riduce a premere un tasto nelle vicinanze delle sporgenze in modo che Conrad interagisca con la piattaforma in maniera automatica/scriptata.

E la cosa grave è che la componente shooting è anche peggiore. L’inquadratura è sempre laterale, ma ora Conrad può muoversi nelle tre dimensioni, combattendo con un sistema da twin stick shooter appena abbozzato. Il problema principale è che il sistema di controllo non funziona, le coperture non funzionano, il sistema di power-up non funziona. A tutto ciò aggiungiamoci che inspiegabilmente il gioco soffre di compenetrazioni e bug e, ancora peggio, continui problemi tecnici (principalmente cali di framerate e stuttering) che compromettono all’inverosimile un quadro già propriamente non idilliaco.

Flashback 2
Gli scontri a fuoco sono atroci

Per onestà intellettuale, il gioco presenta comunque una buona varietà situazionale, con alcune sezioni collaterali che cercano di variegare l’offerta ludica. Tuttavia, anche in questo caso, parliamo di sezioni alquanto “povere”, a tratti tragicomiche.

Per finire, piccola nota sulle battute finali, che per professionalità non vi raccontiamo per filo e per segno. Siamo riusciti a finirlo, anche “grazie” al fatto che dura solo 6 ore, ma l’ultima ora di gioco è stata una delle peggiori esperienze videoludiche che abbiamo avuto il “piacere” di giocare. Framerate costantemente sotto i 30 fps, una sequela gargantuesca di scontri a fuoco e uno dei peggiori boss finali della storia dei videogiochi. Sappiate che se ci ripensiamo, riviviamo i flashback… del Vietnam.

Commento finale

Flashback 2 è un gioco, a voler essere buoni, mediocre. La componente narrativa, sulla carta anche affascinante, è stata trivializzata da una messa in scena atroce. E il comparto ludico è anche peggio. Un gioco sconsigliato a tutti, anche (e forse maggiormente) ai fan del primo capitolo.

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5.0

Flashback 2


Flashback 2 è un gioco, a voler essere buoni, mediocre. La componente narrativa, sulla carta anche affascinante, è stata trivializzata da una messa in scena atroce. E il comparto ludico è anche peggio. Un gioco sconsigliato a tutti, anche (e forse maggiormente) ai fan del primo capitolo.

PRO

La conduzione artistica è riuscita | Buon background narrativo e ottimi colpi di scena... |

CONTRO

... trivializzati da una messa in scena pessima | L'intero impianto ludico è inaccettabile |
Vincenzo D'Alcantara
Vincenzo D'Alcantara
Il mio amore per i videogiochi nasce grazie a mamma Sony e al folle marsupiale creato da Naughty Dog verso la fine degli anni 90. A distanza di più di venti anni i platform continuano ad essere la mia passione che tuttavia si è estesa, naturalmente e masochisticamente, a tutti i giochi impegnativi e "tosti", di qualsiasi genere essi siano.

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