Recensione in pillole The Chant

The Chant segna l’esordio del piccolo studio canadese Brass Token. Lo fa misurandosi con un genere, il survival horror, che sta trovando nel mondo indie un terreno fertile per la sperimentazione. Il mercato mainstream, pur nell’esser testimone di un progressivo ritorno dei grandi franchise del genere, sta d’altro canto puntando ad operazioni di remake. Dead Space, Resident Evil 4, Silent Hill 2, persino Alone in the Dark. Tutti titoli in arrivo nel 2023, e tutti basati su precedenti capitoli di successo. Brass Token, anticipando i tempi del mercato, si propone invece di offrire una nuova visione al genere.

Pubblicato da Prime Matter, The Chant è un survival horror con influenze action calato in suggestioni esoteriche e psichedeliche. Sarà riuscito il team di veterani Brass Token ad infondere la loro creazione della personalità sufficiente per distinguersi? Scopriamolo insieme!

The Chant è disponibile dal 3 Novembre per PC (via Steam), PlayStation 5 ed Xbox Series.

Benvenuti a Glory Island.

Versione testata: PC (via Steam)


Che gioco è?

The Chant si propone di essere un interessante mix tra action game e survival horror, optando tuttavia per una nuova chiave di lettura basata sull’esoterismo e sulla interiorità.

Su un’isola sconosciuta, sta avendo luogo uno strano rituale: qualcosa tuttavia va storto, una donna incinta scappa rompendo la cerimonia e permettendo a misteriose forze di liberarsi. Uno stacco temporale introduce Jess Briars, una ragazza vittima di disturbi a causa di un non specificato evento traumatico del proprio passato. Su consiglio di un’amica, Jess decide di concedersi qualche giorno di relax sull’isola di Glory Island, ritrovo spirituale guidato da un guru illuminato. La scienza prismatica offerta dalla comunità locale promette infatti di ripristinare la stabilità psichica e di migliorare addirittura l’equilibrio interiore. Un’offerta allettante per Jess, oramai distrutta e stremata… ma quale sarà il prezzo da pagare?

Inquietante? Si, eccome.

The Chant propone una storia intrigante ed affascinante, che punta maggiormente sull’angoscia e sulla inquietudine delle tematiche, che non sul jumpscare fine a sè stesso. Lo fa raccontando la dimensione spirituale della protagonista e le sue debolezze, tramutandole da elementi narrativi a caratteristiche di gameplay. Sullo sfondo, la componente psichedelica della trama si riversa nella direzione artistica, regalando interessanti combinazioni tra sinistri luoghi reali ed allucinanti visioni sensoriali. Sebbene tecnicamente stabile, il titolo non sorprende limitandosi a proporre una grafica meramente funzionale. L’attenzione del team si è infatti concentrata più sul comparto sonoro, che si rivela all’altezza dell’avventura di Jess.

Ogni location è piuttosto sinistra e vi farà dubitare della vostra piena sanità mentale.

Perché giocarlo?

Uno dei maggiori pregi di The Chant è da ricercarsi nella sua capacità di riuscire ad “acchiappare” il player grazie alla sua atmosfera. Ciò avviene tramite le affascinanti tematiche trattate ed al design generale, ispirato neanche troppo velatamente, a quelle atmosfere esoteriche, lovecraftiane che tanto ammaliano noi amanti della pop culture in tutte le sue forme. A tal proposito, Glory Island è piena di “chicche”, sotto forma di elementi visivi e uditivi, che riescono a rapire il player e a tenerlo sempre in un piacevole stato di tensione e ansia.

Ah, la follia!

Tutto questo quadretto è graziato, appunto, da un comparto sonoro veramente riuscito, con musiche sempre on point, ottimi effetti ambientali e soprattutto un doppiaggio italiano veramente di buonissimo livello. Cosa nient’affatto scontata, considerando la natura del progetto. Tale aspetto consente al giocatore di immergersi completamente nelle atmosfere di cui sopra, anche durante le sequenze più action, che sono presenti in buon numero, come avrete avuto modo di intuire da quanto detto prima.

Jess non è propriamente la classica fanciulla indifesa…

A tal proposito, una caratteristica distintiva di The Chant risiede nella sua natura ibrida, a metà tra survival horror e action. Se da un lato infatti dovremo fare un uso parsimonioso delle più classiche risorse cui ci ha abituato il genere, dall’altro avremo a disposizione poteri speciali che ci trasformano da preda a cacciatore. Questa impostazione ludica riesce ad allargare la cerchia di videogiocatori verso cui The Chant si rivolge, rendendolo un titolo consigliabile ad una vasta platea…

Perché no?

… tuttavia, questa sua caratteristica fa si che nessuna delle due “anime” di The Chant sia sviluppata in maniera impeccabile. The Chant, come diceva un vecchio lungometraggio animato, “non è cane, non è lupo, sa soltanto quello che non è”. Quindi, paradossalmente, una scelta orientata ad abbracciare una quanta più vasta platea è anche il punto debole della produzione. Durante la nostra (breve) esperienza con il prodotto di Brass Token ci siamo sentiti sempre come all’interno di un “limbo”, dal punto di vista ludico/strutturale, dal quale non siamo riusciti ad uscire.

I’ve got the power! Più o meno…

Per concludere la nostra disamina, vogliamo segnalare che sia le sezioni che richiedono un approccio più tattico che quelle che ne richiedono uno più diretto sono purtroppo penalizzate da un’IA che definire deficitaria è dir poco.

Commento finale

The Chant dimostra come il mondo indie sia terreno fertile per lo sperimentalismo in tema survival horror. Brass Token inaugura il proprio esordio con un prodotto coraggioso, a metà tra le suggestioni di una trama tesa e ben strutturata e le aperture verso un bilanciamento maggiormente orientato all’azione a scapito della sopravvivenza. Paradossalmente, l’intraprendenza del titolo gli impedisce di mettere pienamente a fuoco le proprie componenti ludiche, finendo per essere un’esperienza gradevole ma non imperdibile. Un comparto tecnico altalenante ed una durata fin troppo modesta lo rendono un titolo adatto principalmente ai fan dell’horror che sono tuttavia aperti all’ibridazione più “movimentata” del genere action.

Codice review gentilmente fornito da https://keymailer.co

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7.0

The Chant


The Chant dimostra come il mondo indie sia terreno fertile per lo sperimentalismo in tema survival horror. Brass Token inaugura il proprio esordio con un prodotto coraggioso, a metà tra le suggestioni di una trama tesa e ben strutturata e le aperture verso un bilanciamento maggiormente orientato all'azione a scapito della sopravvivenza. Paradossalmente, l'intraprendenza del titolo gli impedisce di mettere pienamente a fuoco le proprie componenti ludiche, finendo per essere un'esperienza gradevole ma non imperdibile. Un comparto tecnico altalenante ed una durata fin troppo modesta lo rendono un titolo adatto principalmente ai fan dell'horror che sono tuttavia aperti all'ibridazione più "movimentata" del genere action.

PRO

Interessante a livello narrativo, con tematiche originali | Localizzazione in italiano di qualità | Il mix tra action e survival può soddisfare un pubblico vasto |

CONTRO

La natura ibrida del gameplay lo rende ambiguo | Tecnicamente acerbo | Durata molto ridotta |
Danilo Di Gennaro
Danilo Di Gennaro
Viaggiatore nel tempo, utilizzatore della Forza, ex SOLDIER di 1° classe. Accanto ad una passione incrollabile verso il media videoludico da oltre 30 anni, nel tempo mi appassiono quadrimensionalmente a tutto ciò che proviene dal Giappone, nonché a cinema, serie tv, supereroi e molto altro. Allons-y.

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