Recensione in pillole The Entropy Centre

Cominciamo la recensione con il botto: The Entropy Centre è uno dei titoli più sorprendenti dell’anno.

Il “Portal senza portali”, opera prima dei ragazzi di Stubby Games, è un reverenziale tributo al franchise di Valve, che cattura in pieno la sua essenza. Nonostante sia dunque una produzione in parte derivativa, riesce a distaccarsi dalla meccanica principale del famoso brand di Gabe e soci quel tanto che basta da offrire al mercato un’esperienza caratterizzata da una propria identità, appagante e soddisfacente.

The Entropy Centre è disponibile dallo scorso 3 novembre su PlayStation 4, PlayStation 5, Xbox One, Xbox Series X|S e PC.


Versione testata: PS5


Che gioco è?

Aria, la nostra protagonista, si risveglia senza memoria nell’Entropy Centre del titolo. Dopo pochi minuti di gioco farà la conoscenza di Astra, la “classica” arma che “non serve a sparare”, con Intelligenza Artificiale integrata.

Ben presto la ragazza scopre di essere l’unica sopravvissuta sul complesso scientifico, una stazione lunare creata dagli umani con un “semplice” scopo: invertire il flusso dello scorrere del tempo della Terra in occasione di eventi catastrofici. Solo grazie all’entropia generata dalla risoluzione di enigmi sempre più complessi è possibile accumulare l’energia necessaria a riavvolgere il tempo, salvare la Terra, e fornire agli esseri umani tutte le informazioni necessarie a prevenire la catastrofe appena sventata.

Qualcosa però non sta funzionando come dovrebbe. Tocca dunque rimboccarsi le maniche per cercare di capire cosa sta succedendo, visto che un ulteriore cataclisma sta per abbattersi sulla Terra.

The Entropy Centre
L’obiettivo dell’Entropy Centre è quello di evitare le catastrofi che colpiscono la Terra

L’intreccio narrativo viene proposto a schermo tramite dialoghi sempre ben scritti e grazie ai 76 collezionabili sparsi per la stazione di ricerca. Questi contribuiscono a dare carattere al world building ideato dagli sviluppatori. Menzione d’onore per la recitazione attoriale, veramente fenomenale, soprattutto considerando la natura del progetto.

Parlando di gameplay, come avrete avuto modo di intuire dall’introduzione della recensione, The Entropy Centre rientra nella categoria dei puzzle game in prima persona.

La struttura ludica è proprio quella che vi aspettereste da un Portal-like. Ci ritroveremo ad affrontare una serie di stanze-enigma intervallate da alcune sezioni più movimentate, utili a “spezzare” il ritmo.

Se le premesse narrative e la struttura ludica richiamano il brand di Valve (come detto, infatti, l’essenza di Portal è stata totalmente colta), la meccanica principale di gioco attorno cui ruota la risoluzione di tutti gli enigmi è originale e studiata alla perfezione.

Ma cosa fa la “pistola che non spara” in The Entropy Centre? Essa registra il movimento degli oggetti per un periodo limitato di secondi e fornisce la possibilità, all’utilizzatore, di bloccarli nel tempo o spostarli indietro mentre noi continuiamo a muoverci nel presente. Dovremo quindi capire come muovere gli oggetti in modo che si trovino nel posto esatto e nel momento esatto del passato. Mentre noi, nel presente, continuiamo ad avanzare verso l’uscita.

Perché giocarlo?

Lo ribadiamo, The Entropy Centre è sicuramente una delle sorprese di questo 2022 videoludico.

Il core ludico del prodotto di Stubby Games, cioè la risoluzione degli enigmi, brilla di una luce intensissima. La cura e l’estrema varietà delle situazioni di gioco riescono a rendere l’incedere dell’avventura sempre stimolante e ben ritmato. Gli sviluppatori sono stati bravissimi ad inserire nuove soluzioni di design ad intervalli regolari. Ciò ha permesso di mantenere vivo l’interesse del videogiocatore dal prologo all’epilogo, che vedremo dopo ben 10 ore di gioco.

The Entropy Centre, dunque, mette sul piatto tantissime idee, tutte ben inserite nell’economia globale di gioco e approfondite pian piano. La curva di difficoltà, a tal proposito, è davvero ben bilanciata: siamo stati continuamente stuzzicati ed invogliati a proseguire per capire cos’altro ci avrebbero proposto gli sviluppatori.

Anche sul versante narrativo gli sviluppatori hanno fatto centro. The Entropy Centre riesce a proporre un comparto narrativo veramente molto valido, cosa nient’affatto scontata per un puzzle game. Con il mix di dialoghi e documenti di lore di cui sopra ci hanno tenuti incollati costantemente allo schermo, nonostante il mistero ad un certo punto si faccia piuttosto “prevedibile”.

Abbiamo apprezzato tantissimo anche le modalità con cui vengono criticati aspetti attualissimi al giorno d’oggi, come il surriscaldamento globale, grazie ad un sapiente utilizzo di un sarcasmo sempre pungente e mai banale.

Perché no?

L’unico appunto che ci sentiamo di muovere alla produzione di Stubby Games riguarda la realizzazione delle scene di azione, quelle necessarie a “spezzare” il ritmo. Se la loro introduzione è comunque molto azzeccata e funzionale al pacing del prodotto, la loro realizzazione poteva essere migliore.

The Entropy Centre
Le sezioni più “action” rappresentano l’unico vero neo della produzione

Purtroppo queste sezioni sono pensate con dietro la filosofia del più becero Trial and Error. Soluzione di design che abbiamo sempre poco apprezzato, a causa della frustrazione che potrebbe far insorgere anche nel più paziente dei videogiocatori.

Fortunatamente, parliamo di sezioni collaterali dalla durata esigua in cui la componente appena criticata non sempre emerge a tal punto da creare frustrazione eccessiva.

Commento finale

The Entropy Centre è la sorpresa del 2022. Un puzzle game studiato a puntino fin nei minimi dettagli, con una componente narrativa forse scontata ma comunque catching, impreziosito per giunta da una direzione artistica e, soprattutto, un comparto sonoro d’altissimo livello.

Un titolo che è un piacere da giocare dall’inizio alla fine, insomma, grazie alla superba varietà delle situazioni proposte, nonostante la criticità delle sezioni “spezza-ritmo” segnalata in precedenza, unico vero neo della produzione.

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8.8

The Entropy Centre


In definitiva, The Entropy Centre è un'altra perla sfornata dal mercato indie, realtà che sta diventando sempre più fondamentale per il nostro media preferito e soprattutto per noi videogiocatori. Un titolo sviluppato con tanta cura e passione, piacevole da giocare dall'inizio alla fine, in cui anche le sezioni "problematiche", quelle più action, hanno comunque senso di esistere all'interno dell'economia di gioco.

PRO

Impianto ludico impeccabile | Narrativa ben studiata, nonostante i colpi di scena diventino presto prevedibili | Comparto sonoro d'eccellenza, grazie a doppiaggio e musiche veramente d'alto livello

CONTRO

Le sezioni "action", per quanto funzionali, potevano essere pensate meglio
Vincenzo D'Alcantara
Vincenzo D'Alcantara
Il mio amore per i videogiochi nasce grazie a mamma Sony e al folle marsupiale creato da Naughty Dog verso la fine degli anni 90. A distanza di più di venti anni i platform continuano ad essere la mia passione che tuttavia si è estesa, naturalmente e masochisticamente, a tutti i giochi impegnativi e "tosti", di qualsiasi genere essi siano.

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