Recensione in pillole Trifox

Non si può non simpatizzare per prodotti come Trifox. Non solo e non tanto per una questione estetica, bensì per la passione che traspare dal progetto. Quando un team di sviluppo decide infatti di omaggiare la golden age dei grandi platform 3D, è impossibile per un appassionato non sentire una stretta al cuore. I ricordi si affollano nella mente ed una nostalgia canaglia riscalda dentro, nella speranza di trovarsi di fronte ad un titolo che possa rievocare le stesse magie del passato.

Sviluppato dal team belga Glowfish Interactive ed edito da Big Sugar, Trifox si propone di fare proprio tutto questo. Lo fa mettendo sul piatto una forte personalità ed alcune buone idee: sarà tuttavia sufficiente per permettere alla produzione di ritagliarsi un posto di rilievo nel panorama del genere?

Trifox è disponibile sugli store digitali per Nintendo Switch, Xbox One, Xbox Series S/X e PC (via Steam). Arriverà, in un momento successivo, anche per PlayStation 4 e PlayStation 5.

Vi ricorda qualcosa tutto questo?

Versione testata: Nintendo Switch


Che gioco è?

Trifox è un’avventura fortemente ispirata all’età dell’oro del platform 3D degli anni ’90 ed inizio 2000.

E’ una tranquilla giornata, siete una simpatica volpe antropomorfa e vi state rilassando nella vostra bella casetta, comodamente in panciolle a guardare la televisione. Ad un tratto, si consuma il dramma. Una terribile invasione di manigoldi malintenzionati porta alla distruzione della vostra umile dimora e, circostanza ancora più grave… scappano con il vostro telecomando. L’urlo di disperazione della volpe riecheggia nell’aria: che disdetta atroce! Ma non tutto è perduto: sarà proprio la volpe a decidere di incamminarsi per affrontare i cattivi e recuperare il maltolto.

Nulla si può frapporre tra una volpe ed il suo telecomando.

Trifox pone le proprie basi su una premessa narrativa volutamente leggera, adatta a fornire uno spunto sufficiente per incamminarsi in un cammino di rivincita. Una essenzialità che permea l’intera presentazione del titolo. I personaggi si esprimono con un idioma sconosciuto e gesticolante, ma anche lo stile grafico adottato riecheggia una semplicità dichiarata e ricercata. Uno stile low poly, arricchito da colori pastello in interessanti contrasti.

Dovrete dunque affrontare una serie di livelli tra orde di nemici e piccoli puzzle ambientali, affrontando boss in scontri tesi ed impegnativi. L’esplorazione dei livelli sarà sempre incentivata dalla presenza dei classici collezionabili, che vi costringeranno non solo ad aguzzare la vista ma anche l’ingegno.

Il colpo d’occhio è sempre incantevole, grazie anche all’uso dei colori.

Perché giocarlo?

La produzione Glowfish Interactive si presenta come un divertente omaggio ai classici del genere platform, non senza proporre alcune idee piuttosto interessanti.

Nonostante le ispirazioni a classici come Crash Bandicoot siano fin troppo palesi fin dall’hub di selezione dei livelli, pad alla mano il titolo ricorda molto più titoli come Ratchet & Clank. Trifox infatti vi metterà spesso contro numerose ed agguerrite orde di nemici, esattamente come il Lombax più conosciuto della galassia. Avversari che dovrete spazzare via con meccaniche da twin stick shooter, grazie alle innumerevoli abilità della versatile volpe.

Lungi dall’essere un platform nel senso canonico del termine, Trifox vi mette infatti nei panni di una volpe con una triplice indole. A seconda di come preferirete svilupparvi grazie alle monete raccolte nei livelli, potrete apprendere abilità da tre distinte classi. Il guerriero potrà contare sulla forza bruta e sul suo possente martello per combattere corpo a corpo contro i nemici. Il mago, invece, potrà sfruttare sortilegi ed incantesimi per gestire gli avversari da una distanza di maggiore sicurezza. A metà strada si colloca l’ingegnere, che predilige azioni di supporto dalla media e corta distanza, permettendovi di piazzare torrette per bersagliare automaticamente i cattivi.

Le abilità dell’ingegnere sono devastanti.

Se le tre classi sono molto diverse l’una dall’altra, Trifox vi permette di non dover scegliere un unico percorso. Infatti, la produzione belga concede al giocatore di ibridare il proprio sviluppo per creare una classe completamente inedita. Attribuendo ciascuna abilità discrezionalmente al layout dei tasti disponibili, potremo dunque creare un ingegnere dedito alla magia, o un temibile guerriero che possa contare sui supporti difensivi delle due categorie… o molto altro.

Una grande possibilità di personalizzazioni, che vi permetterà di realizzare intriganti combinazioni per affrontare al meglio l’avventura. In questo senso, un plauso va riservato al level design. Il team di sviluppo propone una selezione eterogenea, ricca di situazioni diverse, per una varietà ammirevole. Enigmi ambientali, sezioni platform, ricerca di oggetti e molto altro, coronati da scontri contro avversari numerosi. Senza dimenticare gli immancabili boss, coriacei ed impegnativi.

La varietà di situazioni ci ha convinti.

Perché no?

Trifox presenta tuttavia alcuni aspetti che potrebbero allontanare lo stesso pubblico che vuol avvicinare.

Nonostante il titolo voglia omaggiare una lunga tradizione di platform, è proprio la gestione dei salti a destare qualche perplessità. La nostra volpe ha un feedback piuttosto pesante e non è particolarmente reattiva nelle fasi platforming. Se questo non rappresenta un problema in sé e per sé finché sussiste una sintonia col ritmo ludico, la situazione cambia in alcuni frangenti. La telecamera, tendenzialmente isometrica, non permette di distinguere correttamente la profondità delle piattaforme. Questa circostanza, unita alla necessità di capire dove la nostra volpe atterrerà guardando un mirino difficilmente distinguibile, porta ad inevitabili e fastidiose cadute. A ben vedere, il gioco tende più allo shooting che al platforming, ma riteniamo sia una problematica abbastanza rilevante in un titolo dichiaratamente appartenente a questo genere.

Purtroppo i salti non sono impeccabili, anzi.

Un altro problema della produzione è legato alla sua ridotta longevità. Nonostante la buona varietà lungo tutta l’avventura e lo stimolo ad esplorare per collezionare tutto, purtroppo il titolo finisce troppo presto. Potrete completarlo infatti in circa quattro ore. Anche in questo caso, non si tratta di un grosso problema e non sminuisce la qualità della produzione. Tuttavia si pone al di sotto della longevità media per il genere di riferimento.

La versione Switch da noi testata è risultata abbastanza stabile ed affidabile, pur mostrando qualche compromesso. Lo stile low poly della produzione, molto raffinato sulle altre piattaforme, soffre sulla portatile Nintendo un eccesso di aliasing che ne sporca la qualità dell’immagine. Fortunatamente, il gioco resta stabile nelle prestazioni sia in modalità portatile sia docked, pur dovendo esporre il fianco a qualche rallentamento nelle situazioni più concitate.

Le situazioni più articolate riservano qualche rallentamento, su Switch.

Commento finale

Trifox si propone di essere un omaggio ai grandi platform 3D. La produzione Glowfish Interactive riesce nell’impresa per lunghi tratti, grazie ad una buona personalità, un ottimo level design ed una interessante personalizzazione del protagonista. Purtroppo, alcuni problemi tecnici e nella formula ludica, oltre ad una longevità sotto la media del genere, ci impediscono di premiare il titolo come vorremo. Non disperate però: è un’avventura che vi soddisferà.

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7.3

Trifox


Trifox si propone di essere un omaggio ai grandi platform 3D. La produzione Glowfish Interactive riesce nell'impresa per lunghi tratti, grazie ad una buona personalità, un ottimo level design ed una interessante personalizzazione del protagonista. Purtroppo, alcuni problemi tecnici e nella formula ludica, oltre ad una longevità sotto la media del genere, ci impediscono di premiare il titolo come vorremo. Non disperate però: è un'avventura che vi soddisferà.

PRO

Stile low poly affascinante, grazie anche ad un brillante uso dei colori | Ottima varietà | Sistema di personalizzazione molto divertente |

CONTRO

I salti non funzionano come dovrebbero | Longevità sotto la media del genere | La versione Switch cede a qualche compromesso |
Danilo Di Gennaro
Danilo Di Gennaro
Viaggiatore nel tempo, utilizzatore della Forza, ex SOLDIER di 1° classe. Accanto ad una passione incrollabile verso il media videoludico da oltre 30 anni, nel tempo mi appassiono quadrimensionalmente a tutto ciò che proviene dal Giappone, nonché a cinema, serie tv, supereroi e molto altro. Allons-y.

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