Recensione No More Heroes III

Esistono pochissime saghe videoludiche bizzarre ed eccentriche come No More Heroes. A ben vedere, possiamo tranquillamente affermare che le avventure di Travis Touchdown sono un esempio quasi irripetibile di titolo plasmato a completa immagine e somiglianza dell’intuito e del capriccio di un singolo game designer.

Gōichi Suda, ben più noto con il suo pseudonimo Suda51, è da sempre un autore eclettico, a tratti quasi ermetico nelle sue ferree convinzioni. La sua ludografia parla una lingua di eccessi e paradossi, in cui quasi sempre il gameplay viene messo al servizio di una esperienza audiovisiva metanarrativa e sperimentalista, in cui assurdità si mescolano con nonchalance a tematiche adulte, aperto fanservice e violenza senza limiti. Una cifra stilistica inconfondibile, di un autore non adatto a tutti i palati.

No More Heroes III, in un certo senso, rappresenta il culmine della dialettica ed esegetica di Suda51. Un vertice raggiunto grazie alle estreme conseguenze di scelte di game design, così volontariamente arcaiche da essere al tempo stesso vanto e croce.

Dopo essere uscito in esclusiva temporale su Nintendo Switch, il titolo Grasshopper Manufacture è in arrivo per le altre piattaforme presenti sul mercato grazie ad XSEED Games e Marvelous. L’occasione è dunque perfetta per parlarvi nuovamente dell’ultima follia di Suda51, dopo avervene già parlato nella nostra recensione della versione Switch.

No More Heroes III arriverà l’11 Ottobre su PlayStation 4, PlayStation 5, Xbox One, Xbox Series S/X e PC (via Steam).

Lo sgangherato motel di Santa Destroy sarà ancora una volta il vostro quartier generale.

Versione testata: PlayStation 5


FUori dal tunnel

Oltre venti anni fa, un piccolo essere proveniente dallo spazio profondo si smarrì sulla Terra. Solo ed abbandonato, trovò un amico fidato in un giovane ragazzino. Grazie al suo aiuto, il piccolo extraterrestre, chiamato FU, riuscì ad evitare di essere catturato da loschi individui governativi tornando a casa. Non senza aver promesso al suo amico terrestre che sarebbe tornato dopo 20 anni. Purtroppo questo non è un film di Spielberg: FU fa ritorno sulla Terra, ma con intenzioni ben diverse. Divenuto un principe sadico e spietato col titolo di Jess Baptiste VI, decide di conquistare il pianeta assieme all’aiuto di una élite di guerrieri extraterrestri. Toccherà al nostro amichevole assassino di quartiere Travis Touchdown fermare la minaccia.

FU è un villain credibile ed interessante, soprattutto nel mondo di No More Heroes.

La premessa narrativa di No More Heroes III palesa fin dalle fasi iniziali evidenti citazioni e rimandi a generi, opere e cliché del mondo dell’intrattenimento. Ben presto tuttavia la vicenda assume contorni e sostanza di un caleidoscopio di influenze, che si riversano non solo sugli eventi a schermo ma anche nelle tematiche trattate e soprattutto nella presentazione stessa.

Suda51 non si pone letteralmente alcun limite. No More Heroes III diventa un camaleonte che cambia pelle e colore ad ogni battito di palpebre. La direzione artistica, mai così sopra le righe, sorregge una forsennata mescolanza di stili grafici completamente diversi tra loro. Classico e moderno si fondono in posti e situazioni completamente imprevedibili. Il citazionismo si fa a tratti esasperato, fino ad arrivare all’autoreferenzialità ed allo sfondamento della quarta parete, una tradizione del game designer giapponese.

Vi ricorda qualcosa?

No More Heroes III è un titolo che, come il suo autore, non si pone limiti di alcun tipo. Istrionica, ermetica e sregolata, la produzione Grasshopper Manufacture dimostra una personalità unica ed impossibile da replicare.

Il Giardino della Follia

Se tutto quello che riguarda la presentazione e la direzione artistica risulta sostanzialmente inattaccabile per stravaganza ed ispirazione, pad alla mano No More Heroes III risulta molto più aggrappato a stilemi classici.

Il cuore del gameplay è nel combat system, che applica sulla tradizione della serie alcune lezioni apprese da produzioni successive di Suda51 come Killer is Dead. Ne emerge un sistema di combattimento rapido e dall’animo fortemente arcade. Travis può usare la propria Beam Katana contro un folto e variegato numero di nemici, sfruttando schivate all’ultimo secondo e prese di wrestling. Esaurite la vita dei nemici e potrete finirli con un coreografico colpo secco, che vi permetterà di azionare una roulette russa. Con un po’ di fortuna, potrete ricevere ulteriori potenziamenti con i quali disintegrare gli avversari.

Anche la Full Armor paga omaggio a diverse opere della cultura pop.

Tutto funziona in modo incredibilmente reattivo e divertente, reso ancora più fluido da animazioni convincenti e da un ritmo elevato. In quest’ottica, possiamo segnalare due aggiunte che conferiscono varietà ad un sistema di combattimento sicuramente divertente ma alla lunga un po’ ripetitivo. Travis potrà infatti contare sul Death Glove per installare modifiche di vario genere per variare l’efficacia dei suoi attacchi. Le funzionalità del guanto non finiscono qui però: ci saranno infatti quattro abilità speciali che vi aiuteranno nel combattimento. Sarà quindi possibile ad esempio rallentare il tempo a comando, oppure respingere un nemico con un colpo energetico. Per ultimo, Travis potrà sfruttare la Full Armor, una trasformazione che gli consentirà di indossare una corazza cibernetica con la quale infliggere consistenti danni ai nemici.

Nelle boss fight si respira tutta la follia di Suda51.

E’ nei combattimenti contro i boss che No More Heroes III tira fuori le idee più folli della produzione. Lungi dal fare alcun tipo di spoiler, gli avversari si dimostreranno personaggi completamente imprevedibili che riverseranno le loro peculiarità negli stessi combattimenti. Anche al costo di “giocare” con il player, in tutti i sensi. Grazie ad una colonna sonora ispirata e galvanizzante, i combattimenti saranno intensi e spettacolari rivelandosi da subito come il cuore pulsante di No More Heroes III, perfetta sintesi dell’estro ludonarrativo di Suda51.

Ritorno al passato

Come abbiamo anticipato, la terza avventura di Travis Touchdown incarna anche ogni capriccio di Gōichi Suda.

Da un punto di vista meramente tecnico, la produzione mostra il fianco a molte critiche. Come noto, i prodotti Grasshopper Manufacture non brillano per comparti grafici di prim’ordine, a prescindere dalle piattaforme di destinazione. No More Heroes III non fa eccezione, proponendo in linea generale un prodotto strutturalmente essenziale, un open world incredibilmente spoglio e vuoto, nonché costruzioni poligonali appartenenti a diverse generazioni videoludiche passate.

Nei minigiochi spesso emerge tutta l’arretratezza tecnica del titolo.

La versione PS5 da noi testata mostrava indubbiamente alcune migliorie rispetto all’originaria edizione per Nintendo Switch, a partire da una definizione a 4K e modelli poligonali aggiornati. Il frame rate appare solido in ogni occasione: la versione Switch, benché stabile durante i combattimenti, soffriva di fastidiosi cali in mappa aperta. Fortunatamente, il frame rate risulta ancorato ai 60fps anche in mappa aperta, risolvendo il problema riscontrato dall’utenza Nintendo. Anche i grilletti adattivi del DualSense trovano un timido utilizzo nelle fasi di guida della moto di Travis, simulando una resistenza nelle fasi di accelerazione iniziale.

Si tratta di una serie di piccole migliorie ed accorgimenti che rendono l’esperienza ludica più fluida e piacevole, ma non arginano quella che è una infrastruttura tecnica evidentemente arretrata.

La varietà di situazioni è lodevole, ma il prezzo da pagare è altrettanto significativo.

Ancor più anacronistica appare tuttavia l’intera struttura di game design. Fin dal principio, la serie ha interpretato criticamente le mode videoludiche, spesso introducendole nell’economia ludica al sol fine di sbeffeggiarle per sottolinearne paradossi e problematiche. No More Heroes III non è da meno e decide di recuperare una struttura open world in cui Travis può muoversi per trovare missioni, interagire con personaggi ed affrontare minigiochi. Nel 2007, la Santa Destroy del primo capitolo era volutamente vuota per simboleggiare allegoricamente i problemi della moda del periodo. Nel 2021, il mondo di gioco di NMH3 preserva le stesse caratteristiche e la stessa triste vacuità. Fin dove è opportuno spingersi per muovere una critica all’industria videoludica senza andare ad intaccare il proprio prodotto? Forse è un quesito che doveva essere affrontato.

Ad aggravare la percezione è anche una ulteriore peculiare scelta. Attraverso la decostruzione del level design, No More Heroes III non propone classici livelli all’interno dei quali muoversi. I boss vengono presentati come scontri da sbloccare una volta affrontati un certo numero di scontri nella world map ed aver pagato un importo in denaro. Una soluzione ardita e straniante, che di fatto relega il titolo ad una serie di scontri senza una vera e propria esplorazione nel senso classico.

Commento finale

No More Heroes III è il culmine del linguaggio ludonarrativo di Suda51. Come tale, l’avventura di Travis Touchdown è una sinestesia emozionale di immagini e suoni in cui lo sviluppatore giapponese riversa tutto il proprio estro e la propria inventiva. Sfortunatamente, il titolo eredita suo malgrado anche molte ruggini che lo portano ad essere, pad alla mano, contemporaneamente divertente ed anacronistico. Se accettate queste condizioni, preparatevi ad accogliere la sua immensa personalità ed a scatenarvi nel Giardino della Follia.

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7.5

No More Heroes III


No More Heroes III è il culmine del linguaggio ludonarrativo di Suda51. Come tale, l'avventura di Travis Touchdown è una sinestesia emozionale di immagini e suoni in cui lo sviluppatore giapponese riversa tutto il proprio estro e la propria inventiva. Sfortunatamente, il titolo eredita suo malgrado anche molte ruggini che lo portano ad essere, pad alla mano, contemporaneamente divertente ed anacronistico. Se accettate queste condizioni, preparatevi ad accogliere la sua immensa personalità ed a scatenarvi nel Giardino della Follia.

PRO

Quintessenza di Suda51 | Sistema di combattimento divertente | Grande varietà di situazioni assurde |

CONTRO

Quintessenza di Suda51 | Tecnicamente molto vecchio | Alcune stranianti scelte di game design |
Danilo Di Gennaro
Danilo Di Gennaro
Viaggiatore nel tempo, utilizzatore della Forza, ex SOLDIER di 1° classe. Accanto ad una passione incrollabile verso il media videoludico da oltre 30 anni, nel tempo mi appassiono quadrimensionalmente a tutto ciò che proviene dal Giappone, nonché a cinema, serie tv, supereroi e molto altro. Allons-y.

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