Recensione Stray Blade

Il nostro primo approccio con Stray Blade è avvenuto circa due mesi fa e, in tutta sincerità, l’impatto non è stato dei migliori. Il lancio del titolo è stato caratterizzato da un bel po’ di problemi, bug e glitch, principalmente di natura tecnica, che avrebbero potuto minare l’esperienza di gioco. Sotto sotto però, già si intravedeva il potenziale.

Prontamente, i 10 sviluppatori (!) hanno promesso che avrebbero continuato a lavorare assiduamente per cercare di correggere queste magagne, in modo da permettere alla propria opera di splendere.

Noi, complici anche i vari impegni redazionali degli ultimi mesi (Star Wars Jedi: Survivor e The Legend of Zelda: Tears of the Kingdom, per nominare i primi), abbiamo deciso di dare tempo e fiducia allo studio di sviluppo. E ora possiamo dirvelo, è stata la scelta azzeccata.

Il gioco presenta ovviamente delle criticità che esulano dalla tanto attesa ottimizzazione ma finalmente l’esperienza risulta veramente godibile. Per saperne di più, non vi resta che continuare la lettura!

Stray Blade, sviluppato da Point Blank Games e pubblicato da 505 Games, è disponibile dallo scorso 20 aprile 2023 su PlayStation 5, Xbox Series X|S e PC.


Versione testata: PlayStation 5


La Valle Perduta

In Stray Blade indosseremo i panni di Farren West, un (o una) “nomade irrilevante” che vive alla giornata sempre in cerca di nuove avventure. Durante uno dei suoi viaggi viene a conoscenza della valle “incantata” di Acrea. E ovviamente decide di andare alla sua ricerca.

Appena raggiunta la valle, il nostro eroe… muore. Riportato in vita da Boji, un lupetto dalle sembianze umanoidi con poteri magici, viene a scoprire che è ormai legato alla mistica valle, intrappolato in un ciclo di morte e rinascita.

Ovviamente una soluzione a questa maledizione c’è: i due dovranno trovare il maestro di Boji, l’unico in grado di liberare entrambi. Anche Boji, infatti, è legato alla valle, seppure per motivi diversi.

Nonostante la trama orizzontale sia molto semplice, il background narrativo costruito dagli sviluppatori su Acrea, la vera protagonista di Stray Blade, riesce a stuzzicare e a tenere altissima l’attenzione. Bellissimo anche il rapporto che si instaura tra i due personaggi, che andrà a rafforzarsi sempre di più e a trattare anche dinamiche particolarmente delicate. Seppure senza mai abbandonare il tono leggero che permea la narrazione.

Stray Blade
La lore di Acrea è molto interessante

La messa in scena, visiva e registica, mette a nudo tutti i limiti di un progetto sviluppato da sole dieci persone e con budget limitato, ma è in dubbio che il comparto narrativo di Stray Blade ha carattere, e non possiamo non apprezzare.

Soulslite…

Seppure all’apparenza possa sembrare un “soulslike colorato”, Stray Blade è, come definito proprio dai suoi sviluppatori, un action-adventure in terza persona con qualche contaminazione soulslike.

Questa accezione si concretizza nella presenza di un indicatore della stamina, di un’ampia varietà di armi ciascuna caratterizzata da un suo moveset, e dall’importanza dello studio dei pattern di attacco degli avversari. Scordate numerini e build. Lo sviluppo del personaggio dipende delle armi e dal tipo di armatura che decideremo di utilizzare. Per questi motivi, oltre al fatto che alla morte non perderemo praticamente nulla e alla presenza di un selettore di difficoltà, l’etichetta soulslite pensiamo calzi meglio.

Questa scelta di game design ci permetterà di cambiare sempre il nostro stile di gioco e soprattutto, di mitigare l’eccessiva ripetitività di fondo degli scontri causata dalla scarsa varietà di nemici. O meglio dalla scarsa varietà di approccio agli stessi.

Stray Blade
I combattimenti potrebbero risultare presto ripetitivi

Che affrontiate il tank o il guerriero agile, l’approccio richiesto è sempre lo stesso. Il sistema di combattimento di Stray Blade, di base, è monotono. Dovremo attaccare dopo aver schivato/parryato l’attacco nemico. E basta. Per tante ore. A tal proposito, una prima run può durare anche 20 ore, se vi fate prendere un minimo dall’esplorazione (e lo consigliamo, visto che è la parte ludica riuscita meglio, ma ci arriveremo tra poco). Manca quel quid che potrebbe rendere interessante e movimentati i vari encounters.

… o meglio Soulsvania?

Quid che fortunatamente è presente nelle fasi di esplorazione che fanno da contraltare ai combattimenti. Ritornando alla definizione iniziale, aggiungiamo che in Stray Blade è presente anche una sorta di contaminazione metroidvania per quanto riguarda la costruzione e relativa navigazione del mondo di gioco.

Tale accezione si configura attraverso le nuove abilità che acquisirà Farren dopo aver sconfitto determinati boss: nello specifico, una specie di teletrasporto verso determinati punti di ancoraggio, la possibilità di creare stradine/piattaforme in punti specifici e la capacità di rendere tangibili elementi eterei. Grazie a queste abilità potremo continuare la nostra avventura oltre che raggiungere zone totalmente opzionali in cui recuperare collezionabili, progetti di armi e armature, elementi di lore, potenziamenti. Il reward system funziona alla grande e l’esplorazione è sempre incentivata e stimolante.

Stray Blade
I “poteri di navigazione” rendono ancora più stimolante il level design di Acrea

Dopotutto, ve lo avevamo anticipato, Acrea è la vera protagonista di Stray Blade. Non solo per l’ottima costruzione narrativa, ma anche e soprattutto grazie al pregevole level design. La struttura di cui sopra va ad arricchire mappe complesse dalla costruzione spiraliforme che tuttavia non ci hanno mai spaesato, anzi. L’ottima implementazione di shortcut fa sì che viaggiare tra le 4 macro-aree di Acrea non è mai fastidioso. Sì, abbiamo parlato di macro-aree. Acrea non è un open world nel senso stretto del termine, ma il mondo di gioco è costruito talmente bene che la sensazione di libertà è restituita perfettamente.

Le nostre scorribande, poi, sono rese più stuzzicanti da una peculiare meccanica inserita dagli sviluppatori. Il mondo di Acrea è in costante mutamento. Quando moriamo e resuscitiamo, intorno a noi il tempo continua a scorrere. E così, potremmo ritrovarci in una porzione di mappa già esplorata e magari liberata da un accampamento di soldati questa volta occupata dalla fauna locale. Un espediente che funziona, seppure l’impatto inizialmente sembri più importante di quello che poi si rivelerà alla fine.

Angoli da smussare

Nonostante il continuo lavoro degli sviluppatori, a cui abbiamo accennato in apertura, Stray Blade risulta avere ancora qualche problema legato alla scarsa pulizia del codice. Ci siamo imbattuti dunque in qualche bug e glitch, tra cui uno che non ci ha permesso di ottenere un’arma, e altre piccolezze del genere. L’esperienza risulta, come già detto, pienamente godibile, ma il lavoro di polishing non può dirsi ancora impeccabile.

Polishing che manca non solo dal punto di vista tecnico, ma anche dal punto di vista di rifinitura di alcuni sistemi di gioco. La meccanica che porta il mondo ad evolversi, ad esempio, molto spesso si “inceppa”, o ancora, l’IA nemica in alcuni momenti pare altamente schizofrenica, con nemici che abbandonano lo scontro senza motivo per poi ritornare all’attacco. O il sistema di hitbox che a volte funziona in un modo, e altre volte in un altro.

Stray Blade
Le hitbox, soprattutto contro la fauna, non sempre funzionano come dovrebbero

Giocando a Stray Blade, insomma, abbiamo avuto la sensazione che i vari sistemi ludici non sempre funzionano come dovrebbero con la conseguenza che il videogiocatore dovrà fare i conti con delle “regole” che in alcuni punti assumono connotazioni imprevedibili.

Commento finale

Stray Blade è un più che discreto action-adventure in terza persona, graziato da un level design e da un loop di esplorazione e ricompense molto gratificante. I combattimenti, pur con tutti gli sforzi degli sviluppatori atti a variegare l’impostazione degli encounters grazie alle tantissime tipologie di armi, alla lunga potrebbero annoiare. Tuttavia, pur con questi difetti, tra le produzioni AA Stray Blade è comunque una delle più interessanti che abbiamo avuto il piacere di approfondire negli ultimi anni.

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7.5

Stray Blade


Stray Blade è un più che discreto action-adventure in terza persona, graziato da un level design e da un loop di esplorazione e ricompense molto gratificante. I combattimenti, pur con tutti gli sforzi degli sviluppatori atti a variegare l'impostazione degli encounters grazie alle tantissime tipologie di armi, alla lunga potrebbero annoiare. Tuttavia, pur con questi difetti, tra le produzioni AA Stray Blade è comunque una delle più interessanti che abbiamo avuto il piacere di approfondire negli ultimi anni.

PRO

Il binomio formato da level design e struttura metroidvania funziona alla perfezione | Loop esplorazione-ricompensa molto gratificante | Background narrativo stuzzicante |

CONTRO

Combattimenti presto ripetitivi | Alcuni elementi ludici non sempre funzionano come dovrebbero |
Vincenzo D'Alcantara
Vincenzo D'Alcantara
Il mio amore per i videogiochi nasce grazie a mamma Sony e al folle marsupiale creato da Naughty Dog verso la fine degli anni 90. A distanza di più di venti anni i platform continuano ad essere la mia passione che tuttavia si è estesa, naturalmente e masochisticamente, a tutti i giochi impegnativi e "tosti", di qualsiasi genere essi siano.

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