Recensione Suicide Squad: Kill the Justice League, il gioco più controverso e sottovalutato dell’anno

Suicide Squad: Kill the Justice League è destinato, nel bene e nel male, a diventare un case study per l’industria. Soprattutto quando uno dei team di sviluppo più talentuosi delle ultime generazioni videoludiche, quei Rocksteady capaci di tirar fuori la meravigliosa serie Arkham, si prende quasi una decade per un nuovo progetto. Specialmente quando il prodotto finale non solo prende le distanze dai lavori precedenti per gameplay, ma intraprende una strada tortuosa fatta di spinose scelte narrative ed una dibattuta struttura game as a service. Ed in particolar modo dopo un reveal tiepido, progressivamente esacerbato da un malcontento diffuso tale da costringere al rinvio di un anno del progetto a poche settimane dalla release originaria.

Con premesse di questo tipo, purtroppo non stupisce aver assistito nelle scorse settimane ad una vera e propria gogna mediatica del progetto. Come ha potuto un team di questo calibro piegarsi a logiche di tal misura? Come hanno osato calpestare il lascito dell’Arkhamverse? Perché hanno buttato il loro talento alle ortiche per quasi dieci anni? Un malumore serpeggiante tanto nella community quanto nella stampa internazionale. Ma è davvero tutto come la vox populi afferma? Oppure è un autoconvincimento dettato da ragionamenti più legati a quello che si sarebbe voluto, che non a quello che effettivamente ed oggettivamente abbiamo in mano? Ci siamo presi qualche giorno extra per esplorare a fondo la Metropolis raccontata nel nuovo prodotto Rocksteady e adesso possiamo finalmente raccontarvi gioie e dolori del titolo più controverso e sottovalutato dell’anno.

Suicide Squad: Kill the Justice League è disponibile dal 2 Febbraio per PC (via Steam), Xbox Series e PlayStation 5.


Versione testata: PlayStation 5


È semplice. Dobbiamo… uccidere la Justice League

Manicomio criminale di Arkham. Amanda Waller recluta tra i detenuti della struttura i componenti della Task Force X: l’assassino Deadshot, la criminale Harley Quinn, lo squinternato Capitan Boomerang ed il letale King Shark (direttamente da Belle Reve). Un team improbabile, tenuto insieme dal ricatto: completare l’incarico assegnato o essere terminati dalla bomba impiantata alla base del loro cranio. La loro missione è molto semplice: una volta raggiunta Metropolis, dovranno opporsi all’invasione di Brainiac, già responsabile di distruzione e morte su larghissima scala. C’è però un piccolo e trascurabile problema: il terribile avversario ha corrotto le menti degli eroi della Justice League. Come opporsi alla superiorità tecnologica della forza aliena, ulteriormente rafforzata dalle abilità dei World’s Finest? Beh… uccidendo anzitutto la Justice League, ovviamente.

Il nostro team di disadattati crescerà in affiatamento e relazioni nel corso della storia.

La premessa narrativa alla base di Suicide Squad è al contempo estremamente rischiosa e tremendamente affascinante. Da un lato, l’idea di porre in essere un nuovo capitolo ambientato all’interno dell’ArkhamVerse ha permesso agli sviluppatori di poggiare le proprie basi su fondamenta familiari. Dall’altro lato, è inevitabile aver attirato critiche e malcontenti per un tono diametralmente opposto ai lavori precedenti… ed anche per essere balzati dall’altro lato della barricata, con l’obiettivo dichiarato di uccidere i buoni.

Perché è inutile girarci intorno, ed in fondo è questo l’obiettivo di questa recensione: affrontare di petto gli argomenti caldi e più controversi di questa produzione. Kill the Justice League rovina l’eredità di Arkham? La risposta secca dopo oltre venti ore di campagna principale è un sonoro no. Rocksteady decide infatti di raccontare una vera e propria Crisi in stile DC, con tutti i pregi e difetti che una scelta del genere può provocare nei confronti delle aspettative dei fan dei loro precedenti lavori. Il mondo è sempre lo stesso, gli eroi sono sempre gli stessi ed anche i nemici lo sono. Tuttavia, sono passati molti anni dalla nostra ultima visita a Gotham e stavolta ad essere diverso è l’intero scenario: un’apocalisse in cui non ci sono mezze misure e le scelte da farsi sono tremende. Con l’unica speranza lasciata ad un gruppo di criminali egoisti. Approcciarsi ad una sceneggiatura di questo tipo è complesso, ma Rocksteady non dimentica le proprie origini con una evidente cura nella regia e nella costruzione della lore, appoggiandosi ai classici approfondimenti demandati a registrazioni e file. Insomma: al netto di qualche scelta destinata a far scalpore (probabilmente per sempre, chissà…), la storia di Suicide Squad vi spingerà a restare incollati allo schermo per vederne la conclusione… Ma torneremo su questo punto.

Quando Flash sarà corrotto da Brainiac diventerà estremamente fastidioso… e cattivo.

Dimmi… tu sanguini? Gronderai

Ma cosa è, esattamente, Suicide Squad: Kill the Justice League? Une bestia strana, ve lo concediamo, a tratti contraddittoria in ciò che vuole essere, sospesa a metà tra due aspirazioni.

Da un lato c’è il biglietto di presentazione noto a tutti. Il progetto game as a service destinato ad un supporto duraturo, che sacrifica i dettami ludici della precedente serie Rocksteady sull’altare dell’always online (almeno fino alla patch che permetterà di liberarsi di queste fastidiosissime catene imposte da Warner Bros, come tristemente visto anche in Mortal Kombat 1). Un quest design fatto di missioni adatte alla cooperativa, strutturate attorno ad obiettivi da portare a termine rincorrendo l’equipaggiamento migliore, il loot compulsivo ed il potenziamento costante. Dall’altro lato c’è invece la voglia di non rinunciare al DNA dello studio britannico. La strenua difesa dell’ideale cinematografico (anche grazie ad un comparto grafico di prim’ordine), della storia da raccontare, della rilevanza dell’esperienza single player. Un dissidio interiore tra due anime, che si manifesta a tratti con tutta la propria prepotenza… ma che trova altresì un insperato equilibrio.

All’inizio dovrete anzitutto imparare ad usare bene ciascun personaggio. Il gioco sarà buon maestro in questo, tranquilli.

Kill the Justice League è infatti, in sé e per sé, sostanzialmente un looter shooter open world non diverso nella filosofia rispetto ad altri esponenti del genere (potremo citarvi Borderlands, ma oseremo tirando in ballo un certo Diablo). Ma riesce ad esserlo in maniera assolutamente non intrusiva, dando al giocatore un gratificante senso di progressione. Ogni missione, tanto le primarie quanto le secondarie, danno accesso costante ma graduale a nuove funzionalità e contenuti. Viene così meno la bulimica frenesia del “tutto subito”, in favore di una lenta e coerente curva di apprendimento. La mobilità estrema del cast (diversificata a seconda del personaggio), l’utilizzo ottimale delle armi, le migliori tattiche offensive e difensive, la conoscenza del campo di battaglia e dei nemici. Sono tutti aspetti che verranno appresi dai giocatori nel corso di una campagna strutturalmente archetipica, ma mai invasiva nei suoi aspetti più GaaS.

In questo senso, le dichiarazioni di Rocksteady sulla perfetta fruibilità del titolo anche ignorando l’opzione multiplayer, ci è sembrata decisamente onesta. Suicide Squad si può giocare ignorando per quasi tutto il tempo gran parte delle finezze statistiche (perlomeno fino all’endgame…), così come studiare il miglior layout e playstyle possibile per ogni membro della Task Force X, per focalizzarsi sulla più pura essenza caciarona e caotica del titolo. Perché si: Kill the Justice League è un autentico casino, ma di quelli divertenti che potrebbe generarvi una genuina assuefazione. L’azione è adrenalinica, scoppiettante, esagerata, stilosa. E quando vi sembrerà di aver visto tutto, il titolo sarà capace di aggiungere un nuovo giocattolo, un nuovo avversario, un nuovo obiettivo da raggiungere. Sebbene strutturalmente ci si limiterà sempre a sparare (e poco altro), la verità è che abbiamo accusato la noia e la ripetitività molto meno di quanto era lecito attendersi… o di quanto si vorrebbe far credere.

Hack è uno dei membri di supporto della Suicide Squad.

Magari torno dentro, così mi puoi salvare!

Arrivati a questo punto, dovrebbe essere facile tirare le somme su Kill the Justice League. Al netto di una storia controversa ma affascinante, di un gameplay concettualmente ripetitivo ma divertente, di una presentazione sgargiante ma tecnicamente impeccabile. Eppure, anche con idee piuttosto chiare, è impossibile ignorare il suo punto di arrivo, ad oggi. Non seguiranno spoiler, ovviamente.

Per sua stessa natura, il cammino di Suicide Squad è infatti destinato a proseguire nel corso del supporto dei prossimi mesi. Rocksteady ha in serbo una roadmap di contenuti gratuiti che si proporrà non solo di aggiungere nuovi obiettivi, ma anche personaggi, missioni, aree di gioco… e capitoli della storia. Senza cadere nell’insidioso terreno degli spoiler, possiamo dirvi che in Kill the Justice League la fine non è che l’inizio. Quando raggiungerete i titoli di coda, saprete che la vostra avventura ha davanti a sé ancora molto da offrire.

Mmm… missioni secondarie a base di un colore verde fluo? Chi potrà mai essere? Chissà…

Al termine della nostra playthrough ci siamo infatti ritrovati davanti ad un autentico marasma di nuovi contenuti da endgame, capaci di estendere grandemente la longevità del titolo fino a raddoppiare serenamente le venti ore impiegate per raggiungere il boss finale. E se alcuni di loro sono semplicemente riproposizioni di vecchie missioni remixate a difficoltà maggiori, non mancano altresì nuovi obiettivi di difficoltà maggiore capace di regalarvi… nuove armi, potenziamenti e funzionalità. Insomma, se il gameplay loop vi ha conquistato, avrete tanto da vedere.

Il problema arrivati a questo punto, semmai è un altro. Quanto la bontà, costanza e varietà dei contenuti in arrivo sarà in grado di elevare le buone basi di Kill the Justice League. Se la prospettiva di avere nuovi membri per la Task Force X è intrigante, la partita si giocherà tuttavia nella capacità, da parte di Rocksteady, di osare nel level design delle nuove aree, nel quest design dei nuovi obiettivi e nella scrittura dei nuovi capitoli della storia. Il team di sviluppo londinese ha tra le mani, con Suicide Squad, la possibilità di scrivere uno dei redemption arc più interessanti degli ultimi anni… oppure di fallire andando a replicare blandamente le stesse idee proposte al lancio. Raramente ci è capitato di essere così in difficoltà nel darvi la nostra opinione su un titolo, con la piena consapevolezza che potrebbe essere totalmente ribaltata (in positivo o negativo) da qui ad un anno. Sarà interessante seguirne gli sviluppi e magari tornare a parlarvene a completamento del progetto per capire se la squadra suicida sarà riuscita nell’impresa.

Metropolis è molto diversa da Gotham.

Commento finale

Suicide Squad: Kill the Justice League è il titolo più difficile da recensire non solo del 2024 ma forse, chissà, dell’intera generazione. Dopo quasi dieci anni d’attesa da Batman Arkham Knight, Rocksteady finalmente torna con un progetto accolto più con un accorato requiem funebre che con un po’ di distaccata freddezza. Giudicato attraverso le lenti del fan deluso da ciò che sarebbe potuto essere questo titolo, sarebbe facile parlare di delusione, andando a marcare in modo iperbolico difetti (esistenti) e meriti narrativi. Ma sforzandosi di giudicare il titolo per ciò che sinceramente vuole essere, non possiamo non riconoscerne gli evidenti valori produttivi, il coraggio del cambio di rotta e, in definitiva, il divertimento e l’intrattenimento che sa regalare. Perché Kill the Justice League è principalmente questo: un titolo che offre un genuino svago, mosso da una trama avvincente ed imprevedibile. Non tutto funziona come dovrebbe e lo spettro della ripetitività aleggia come su qualsiasi altro looter shooter. Ma una cosa è certa: Suicide Squad non è pessimo come bollato dalla communis opinio. Dategli una chance: questa squadra di scalmanati potrebbe sorprendervi e, chissà, magari tra un anno potremo ritrovarci qui a parlare del suo percorso.

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7.7

Suicide Squad: Kill the Justice League


Suicide Squad: Kill the Justice League è il titolo più difficile da recensire non solo del 2024 ma forse, chissà, dell'intera generazione. Dopo quasi dieci anni d'attesa da Batman Arkham Knight, Rocksteady finalmente torna con un progetto accolto più con un accorato requiem funebre che con un po' di distaccata freddezza. Giudicato attraverso le lenti del fan deluso da ciò che sarebbe potuto essere questo titolo, sarebbe facile parlare di delusione, andando a marcare in modo iperbolico difetti (esistenti) e meriti narrativi. Ma sforzandosi di giudicare il titolo per ciò che sinceramente vuole essere, non possiamo non riconoscerne gli evidenti valori produttivi, il coraggio del cambio di rotta e, in definitiva, il divertimento e l'intrattenimento che sa regalare. Perché Kill the Justice League è principalmente questo: un titolo che offre un genuino svago, mosso da una trama avvincente ed imprevedibile. Non tutto funziona come dovrebbe e lo spettro della ripetitività aleggia come su qualsiasi altro looter shooter. Ma una cosa è certa: Suicide Squad non è pessimo come bollato dalla communis opinio. Dategli una chance: questa squadra di scalmanati potrebbe sorprendervi e, chissà, magari tra un anno potremo ritrovarci qui a parlare del suo percorso.

PRO

Ludicamente divertente ed esaltante | Cinematografico ed avvincente | Ricco di contenuti |

CONTRO

Lo spettro della noia può aleggiare | Alcune scelte narrative potrebbero far infuriare parte del pubblico | La validità del supporto nel tempo sarà determinante |
Danilo Di Gennaro
Danilo Di Gennaro
Viaggiatore nel tempo, utilizzatore della Forza, ex SOLDIER di 1° classe. Accanto ad una passione incrollabile verso il media videoludico da oltre 30 anni, nel tempo mi appassiono quadrimensionalmente a tutto ciò che proviene dal Giappone, nonché a cinema, serie tv, supereroi e molto altro. Allons-y.

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