Recensione Sunday Gold

Partiamo da un presupposto.

Non abbiamo la minima idea di come i BKOM Studios siano arrivati alla decisione di voler creare un videogioco con così tante identità diverse. E’ probabile che lo studio sia composto da innumerevoli persone tutte in disaccordo tra di loro, ed ognuno ha voluto mettere la propria firma su questo Sunday Gold, oppure tutti quanti sono finiti nel solito sporco pub londinese, e dopo diversi ettolitri di birra sono arrivati alla solita conclusione.

Fatto sta che la creatura di questo loro brainstorming, Sunday Gold, ha raggiunto le nostre scrivanie virtuali, ed in questa recensione capirete perchè ne siamo rimasti piacevolmente colpiti.


Versione testata: Steam PC

Release date: 13 Ottobre 2022


London Calling

Siamo in una Londra distopica dell’Ottobre 2070, il pensiero transumanistico è agli albori, l’uomo che vuole trascendere il limite che la natura gli ha imposto si chiama Kenny Hogan, il CEO della Hogan Industries, che gestisce la lega sportiva che ha soppiantato il calcio: le corse tra i cani. Non cani qualunque, cani tecnologicamente potenziati, violenti, veloci, virtuosi.

Vestiremo i panni di un trio di improbabili protagonisti, che sembrano usciti direttamente da un film di Guy Ritchie (Lock & Stock, The Snatch ecc), due rapinatori con dei trascorsi ed un ex ingegnere delle Hogan Industries con l’intenzione di vendicarsi del suo oramai ex datore di lavoro. Inutile dire che un lavoretto che inizialmente sembrava facile e veloce si trasformerà in un folle rapina che ci mostrerà le reali intenzioni di questa corporativa.

Un incipit semplice ma interessante, narrativamente Sunday Gold fa il suo sporco lavoro, come un barista dell’underground londinese. Non sarà sorretto da una scrittura sofisticata o un’umorismo tagliente tipico del regista sopracitato, ma riesce ad accompagnare degnamente il giocatore fino ai titoli di coda, che raggiungerà in circa 13 ore, con una narrazione sintetica ma efficace.

Il nostro covo

Clicco qui, clicco là

Come detto in prefazione, Sunday Gold prende varie meccaniche di diversi generi e li mischia con una certa cognizione (vorremmo dire sapientemente ma la sensazione che sia tutto frutto del caso è davvero persistente). Inizialmente si presenta come un’avventura grafica punta e clicca di vecchio stampo, tanto che il supporto al controller non è nemmeno contemplato.

Proseguendo con l’avventura Sunday Gold inizierà a mostrare le facce del suo poliedro: è un’avventura grafica? Sì. E’ un jrpg? Sì. E’ un escape room game? Sì. E’ uno strategico? Sì. Ecco i quattro generi sui quali il titolo BKOM poggia le basi.

L’impianto ludico si srotola in una sequenza di schermate fisse (da un angolazione ispirata alle telecamere di videosorveglianza) tipiche di un punta e clicca dove dover interagire con l’ambiente per scoprire come proseguire. Ogni ambientazione è disseminata di enigmi in pieno stile Escape Room, piuttosto semplici ma sufficientemente studiati per non sentirsi offesi intellettualmente, ma non avremo totale libertà in questa fase esplorativa.

Tatticamente parlando…

Saltiamo adesso nel mondo degli strategici, poichè avremo un determinato numero di PA (punti azione) per poter eseguire le nostre mosse esplorative nelle varie schermate. Una volta finiti sarà il turno del nemico che piano piano aumenterà il suo livello di allerta: livelli di allerta alti porteranno a combattimenti più frequenti (di cui parleremo dopo).

Impareremo a sfruttare in maniera efficiente i PA delegano ai nostri protagonisti i compiti giusti: Frank scassinerà le casseforti, Sally eseguirà i lavori di forza bruta, e Gavin in quanto hacker ci spianerà la strada attraverso serrature biometriche e terminali di sicurezza. Queste tre attività le effettueremo attraverso tre diversi minigame oggettivamente mal concepiti: spostare oggetti pesanti tramite l’equilibrio di un cursore, scassinare serrature con un click banale o hackerare terminali giocando a sudoku risulterà frustrante e noioso. Dal momento che hanno preso spunto da diversi generi sarebbe stato saggio ricordarsi degli scassinamenti e gli hackeraggi di Sam Fisher.

Piccolo appunto: il salvataggio libero incentiva il trial & error. Il giocatore in determinate situazioni ricaricherà un vecchio salvataggio per ripetere la stessa sezione in maniera perfetta, in modo tale non sprecare PA negli scontri che verranno. Forse andava prevista questa evenienza.

Final… Fantasy?!

Gli scontri con il nemico però saranno inevitabili, ed è qui che esce fuori l’anima jrpg di Sunday Gold.

Ricordate i PA? Gli stessi punti azione che consumiamo durante l’esplorazione ci serviranno per eseguire le tecniche di combattimento, dal semplice attacco fisico alle tecniche di supporto più avanzate.

Un classico skill tree ed un inutilmente astruso sistema di equip/inventario ci permetteranno di sviluppare i nostri protagonisti, piegando il proseguo dell’avventura secondo le nostre esigenze, che siano più incentrate sul semplificarci la vita nell’hackerare o magari nel poter infliggere qualche status negativo al nemico (sulla falsariga degli status elementali nei fantasy qua avremo sanguinamento, ossa rotte, stordimento…).

A complicarci la vita nei combattimenti ci sarà la barra dell’autocontrollo, che andrà tenuta sempre su dei valori alti per poter vivere senza ansie i combattimenti. I personaggi saranno soggetti a variazioni di umore che andranno ad intaccare tale barra, che al suo svuotamento farà comparire un timer ad ogni turno dei nostri personaggi: se non si esegue l’azione voluta entro lo scadere del tempo si perde un turno.

Per quanto i combattimenti risultino sufficientemente strategici, quest’ultima variabile ci è rimasta un pò sullo stomaco, in quanto i consumabili per riportare l’autocontrollo a dei livelli decenti sono rari e un pò debolucci, che tradotto significa fare lunghe battaglie sotto l’egemonia di un timer a volte troppo severo, quando invece un pò più di calma per far emergere le qualità ruolistiche degli scontri sarebbe stata una scelta più sensata.

Queste molteplici anime riescono a coesistere dignitosamente ma non ad esaltarsi a vicenda, i molteplici cambi di ritmo dell’avventura non sembrano essere stati calcolati adeguatamente, ed il rischio di snervare il giocatore è piuttosto presente. Questo è probabilmente il vero grande difetto di Sunday Gold, che alterna momenti di divertimento genuino ad altri abbastanza frustranti.

A BKOM piace Disco Elysium

Esteticamente Sunday Gold è pieno di carattere.

I personaggi caricaturali e decadenti sono figli di una chiara influenza del capolavoro di Robert Kurvitz, mentre le ambientazioni sembrano uscite da un fumetto noir in stile Watchmen, queste due linee artistiche si intrecciano per un risultato convincente e dannatamente intrigante da osservare, seppur nella quasi totale staticità dell’universo di gioco inspiegabilmente afflitto da qualche drop di frame rate (che speriamo vengano risolti con una patch al D1).

A condire l’ottima direzione artistica ci pensa una buona colonna sonora elettrofunky ed un discreto doppiaggio in lingua originale, e per originale non mi riferisco solo all’inglese ma proprio allo slang dei london’s suburbs.

Imparerete ad amare l’art design di Sunday Gold

Commento Finale

Sunday Gold è come un bicchiere di whiskey di qualità discutibile preso in un bar di un sobborgo londinese. Ogni tanto farete delle smorfie quando tirerete giù un sorso, ma le buone sensazioni che vi farà vivere vi porteranno a chiedere al barista un altro giro.

Peccato che l’ottima idea non sia stata supportata da un’ adeguata distillazione, avrebbe potuto dare nuova linfa ad un genere estremamente radicato alle sue origini. Ad ogni modo….’un altro giro perfavore‘.

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7.2

Sunday Gold


Sunday Gold è come un bicchiere di whiskey di qualità discutibile preso in un bar di un sobborgo londinese. Ogni tanto farete delle smorfie quando tirerete giù un sorso, ma le buone sensazioni che vi farà vivere vi porteranno a chiedere al barista un altro giro.

Peccato che l'ottima idea non sia stata supportata da un' adeguata distillazione, avrebbe potuto dare nuova linfa ad un genere estremamente radicato alle sue origini. Ad ogni modo....'un altro giro perfavore'.


PRO

Un mix originale di meccaniche | Artisticamente sporco e bello | Saprà intrattenervi genuinamente

CONTRO

Ritmo di gioco claudicante che danneggia le varie anime di gioco | Sistema d'inventario da rivedere in toto | Un umorismo più spiccato avrebbe giovato alla banalità del plot narrativo
Silvio "Mr. Jim Oak" Salza
Silvio "Mr. Jim Oak" Salza
Sono un ultra trentenne che ha sempre sofferto della "Sindrome della Belle Epoque": adoro le auto d'epoca, il Jazz, i vinili, i pianobar giapponesi, le locandine al cinema, le vecchie barche a vela ed i videogiochi vintage. Passo il mio tempo diviso tra il mare aperto e il microscopico attico in cui vivo, dilettandomi nella degustazione di Pixel Art, Thelonious Monk e Linguine alle Acciughe. Credo in un unico Dio, Hideo Kojima.

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