Speciale Ubisoft, Watch Dogs e The Crew fuori forma

Games Week conferma il perché del ritardo dei due titoli.

Ubisoft lo ha detto chiaramente: Watch Dogs e The Crew slittano perché c’è bisogno di ulteriore tempo per migliorare e i giochi in questione.

Al di là della scelta commerciale di evitare anche una concorrenza, soprattutto interna, troppo agguerrita, il recente evento milanese ha confermato che sia l’action ambientato a Chicago che il gioco di corse clandestine necessitino ancora di qualche aggiustamento importante.

Partiamo dunque da Aiden Pearce.

Watch Dogs

A Games Week Ubisoft ha addirittura deciso di non far provare il titolo direttamente ai giocatori accorsi alla fiera di Milano: al posto delle postazioni di gioco, infatti, il settore dello stand dedicato a Watch Dogs ci mostra una sessione di gameplay affidata ad un addetto dello staff.

La demo è ambientata in una zona periferica di Chicago, dove Aiden è chiamato ad hackerare un centro del CtOS per avere così accesso ai terminali nelle vicinanze. Ci viene quindi mostrato come entrare nella struttura senza attirare troppo le guardie e come neutralizzarle sfruttando l’ambiente tecnologico circostanze, dalle telecamere ai montacarichi. Il tutto sembra abbastanza fluido ed interessante, con un sistema di movimenti che ricorda molto da vicino Assassin’s Creed ma che si discosta da questo in maniera abbastanza decisa quanto ad interazioni e meccaniche di gioco.

Una volta entrati nel sistema, ecco che possiamo giocare in modalità vigilante, ovvero spiare le persone della zona per stabilire quale percentuale hanno di cadere vittime di un crimine: seguiamo una donna con una percentuale del 22%, la quale sale vertiginosamente quando imbocca un vicolo solitario e si imbatte in un individuo poco racomandabile. La donna subisce così uno scippo ed il nostro Pearce si lancia al’inseguimento. La corsa ed i movimenti in generale, come già detto, ricordano in maniera impressionante quelli dei cugini Assassini ed in questa fase la cosa è abbastanza evidente, almeno finchè non saliamo in macchina. L’inseguimento procede poi su quattro ruote ed il commentatore della demo ci spiega come evitare incidenti con altre persone faccia sì che la nostra reputazione rimanga positiva: ottimo. Peccato però che il sistema venga vanificato dalla cattura del criminale che, a quanto pare, farà scomparire magicamente i nostri crimini precedenti. Da valutare.

Fatto letteralmente fuori il rapinatore con una bella scarica di pallottole, si passa ad un’altra zona della città, per fare una capatina al nostro negozio di armi di fiducia. Qui, mentre Aiden sta facendo shopping, appare una foto segnalatica al telegiornale costringendolo alla fuga in auto e ad un altro inseguimento, superato brillantemente grazie alle abilità di hacking ed all’utilizzo dei semafori per bloccare gli “sbirri”.

C’è infine tempo anche per un assaggio di multiplayer: il nostro se ne sta ora tranquillo a rapinare degli ignari NPG accedendo al loro wi-fi domestico, senza intaccare minimamente la propria reputazione in quanto sta agendo in maniera discreta, quando ecco che un altro giocatore entra nella nostra partita e cerca di hackerare il nostro fidato smartphone per rubarci i sudati guadagni. Parte così una vera caccia all’uomo, una corsa contro il tempo e i mAh della nostra batteria per scovare il furfante tramite il sistema di sorveglianza prima che possa portare a termine il suo lavoro. Una volta scovato parte un altro inseguimento. Ma se il malfattore ci sfugge? Niente paura, possiamo vendicarci restituendo pan per focaccia: entriamo a nostra volta nella sua partita per hackerare il suo terminale e, se l’operazione non riesce, possiamo sempre provare ad eliminarlo fisicamente.

Ma proprio in quest’ultima modalità arriva l’imprevisto: nel passaggio da un mondo all’altro Aiden Pearce non si è infatti accorto di non essersi portato dietro l’automobile! Mentre infatti nella nostra Chicago Aiden era seduto a bordo di una macchina con cui aveva tentato l’inseguimento, entrati nel mondo del player avversario lo abbiamo ritrovato seguito sul freddo asfalto di un parcheggio vuoto, stringendo tra le mani un volante invisibile… Il ragazzo del team Ubisoft con il pad DualShock 4 in mano si è affrettato a farlo alzare e il commentatore non ha sottolineato l’evento, che ha comunque suscitato qualche sorriso ironico in sala. Nulla di trascendentale, certo, ma se lo aggiungiamo al fatto che Ubisoft ha voluto mostrare situazioni di gameplay controllato senza affidare il comando a giocatori “esterni”, il sospetto di altri problemi simili o anche più gravi presenti nella demo trova qualche appiglio in più.

Nel complesso, tuttavia, senza scendere in speculazioni troppo ardite, il gioco anche dal vivo ci è parso decisamente buono, con una grafica pulita e fluida all’interno di una città che promette di essere minuziosamente fedele alla controparte reale. Il sistema e la libertà di gioco promettono decisamente bene, ma finché non saremo noi ad avere il pad in mano non ce la sentiamo di sbilanciarci in un senso o nell’altro. Ciò che è certo è che il gioco non sembra veramente ancora pronto ad uscire sul mercato e che la scelta del rinvio, per quanto possano aver pesato le motivazioni commerciali, non può che trovarci d’accordo al 100%.

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The Crew

Lo stesso discorso vale anche per The Crew, il titolo di corse open world che vedrà Ubisoft entrare in competizione diretta con Electronics Arts e Need For Speed. Provato per qualche minuto dal nostro collega Francesco Pellizzari, il titolo ha mostrato qualche pregio, ma soprattutto tanti difetti. La demo girava su un PC e sfruttava un controller Xbox 360.

The Crew fa della velocità il suo punto forte e come tutti i giochi di corse di questo tipo propende verso il lato arcade piuttosto che verso quello simulativo; un aspetto questo che si ripercuote anche sulla cura verso la riproduzione delle vetture, con la Nissan GT-R e le altre auto a disposizione (ciascuna postazione utilizzava un’auto diversa che non poteva essere scelta dal giocatore, ndr) modellate in maniera accurata anche negli interni, ma non con la stessa cura maniacale a cui ci hanno abituato i vari giochi di corsa simulativi.

L’azione si svolge negli Stati Uniti d’America, dei quali è stata riprodotta fedelmente la mappa per inserirla all’interno del gioco stesso. Il genere Open World Social permette agli altri giocatori di entrare nella nostra partita e di far partire corse “al volo”, ma nonostante il gioco girasse su PC il livello di sviluppo ci è sembrato piuttosto indietro, con frequenti rallentamenti e cali di framerate.

The Crew è un titolo che, per questo motivo, trarrà secondo noi ancor più benefici dallo slittamento della data d’uscita, e che, pur avendo una realizzazione tecnica che potrebbe risultare buona una volta limati i tanti difetti ancora presenti, non sembra al momento offrire nulla di così innovativo per far sì che i giocatori di Burnout o Need For Speed possano preferirlo ai titoli che li hanno accompagnati fino a questo momento. Ci riserviamo però, ancor più che per Watch Dogs, la possibilità di rivedere completamente il nostro giudizio dopo una prova più accurata nei prossimi mesi.

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