Recensione Devil's Third

Ivan il Tamarro… ehm, Terribile!

Versione testata Wii U.

Ne abbiamo già ampiamente discusso nella nostra ANTEPRIMA e nel nostro HANDS-ON MULTIPLAYER, e siamo oggi qui per decretarne il giudizio finale. Di cosa stiamo parlando? Mi sembra ovvio, Devil’s Third, l’ultima fatica diretta dal noto producer Tomonobu Itagaki e prodotta da Valhalla Game Studios.

Il titolo è in arrivo in esclusiva su Nintendo Wii U il 28 di Agosto e potrà poi essere giocato nella sua componente multiplayer anche su PC per merito di una speciale edizione free to play che arriverà nel corso dei prossimi mesi.

Insomma, bando alle ciancie e scoprite con noi cos’è Devil’s Third e cosa rappresenta la sua esistenza all’interno dell’ormai vasta libreria di titoli che Wii U, da qualche anno a questa parte, continua a condire con release di spessore e con generi ampiamente diversi gli uni dagli altri. Riuscirà Devil’s Third a risplendere in mezzo a tutte le stelle Nintendo?

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Terrorista? Anti-Terrorista!

Poco dopo aver avviato il titolo ed aver deciso di intraprendere la campagna in giocatore singolo verremo introdotti agli avvenimenti che danno il via alla sequela di tamarraggini di cui il gioco  è pieno: il pianeta terra è sotto attacco a causa di un gruppo terroristico che, con un esplosivo effetto domino, ha messo fuori uso i satelliti di geolocalizzazione globale ed un po’ tutta la rete elettrica mondiale. Roba di poco conto, no? Del resto che volete che sia un piccolo esercito i cui pochi leader hanno in mano le chiavi di auto-distruzione di questi satelliti, no ? 

Trovato il casus belli nei panni di Ivan il Terribile (o, come preferiamo noi, il Tamarro) dovremo combattere contro questi terroristi e salvare il mondo. Ma prima di procedere, è giusto conoscere il nostro eroe.

Ivan è un ex-terrorista (indovinate un po’ di quale gruppo faceva parte?!) ed è detenuto in una prigione di massima sicurezza per la bellezza di circa 800 anni (un numero un po’ arbitrario, forse?); come fà, dunque, a diventare l’eroe? Semplice, corrente elettrica non ce n’è – a causa dell’attacco terroristico – ma per qualche strana ragione lo schermo gigante di cui è fornito all’interno della sua “cella” (prigione di lusso?) funziona ancora, e viene contattato proprio perchè solo lui può salvare le sorti del pianeta.

Ivan è il classico protagonista delle serie e dei film action anni ’90, ovviamente quelli di serie B: fuma, beve e gira sempre a petto nudo, mettendo bene in mostra il suo corpo tutto tatuato. E’ egoista negli atteggiamenti, ma in realtà agisce sempre per il bene degli altri. E’ praticamente immortale, eccetto che nelle boss-fight, ed è per questo che si butta sempre nella mischia senza pensarci due volte.

Il complotto alla base del titolo potrebbe anche reggere se non fosse contornato da un cast di personaggi praticamente inutili, ove spiccano solamente Ivan ed i suoi principali antagonisti e dove ogni “possibile eroe”, altro non è che una pedina che, prima o poi, verrà sacrificata. Poco male, d’altronde come in ogni B-Movie che si rispetti, anche in questo caso siamo di fronte ad un “One Man Army”: Van Damme e Chuck Norris, gli fanno un baffo (pagherò l’offesa al secondo con la frattura delle dita, lo so.) 

Dunque, Ivan è un supereroe?

No, Ivan non è un supereroe, ma potrebbe benissimo esserlo. D’altronde non fa altro che affrontare orde di nemici, facendo uso di un vasto equipaggiamento che vanta varie armi bianche ed armi da fuoco senza farsi mancare esplosivi, lanciarazzi e fucili di vario genere e tipo.

Il sistema di controllo è piuttosto basilare: vedremo quasi sempre Ivan di spalle in una visuale in terza persona, eccetto quando decideremo di prendere la mira e passare, dunque, ad una visuale in prima persona classica dei First Person Shooter. Abbiamo riscontrato non pochi problemi nel controllare il nostro personaggio per l’intero corso dell’avventura, a causa di un acerbo sistema di puntamento che non farà felici gli amanti degli Shooter, d’altronde se non si è in grado di prendere la mira con accuratezza, in che modo sarà poi possibile far fuori i nostri avversari? La nostra prova è stata fatta facendo uso del Gamepad di Wii U e pur smanettando con le impostazioni relative alla sensibilità abbiamo notato che il mirino si muove in modo irregolare all’interno dello schermo, buona fortuna, dunque, perchè sarà ella a guidarvi nell lotte più dure!

Il titolo ci permetterà di equipaggiare nello stesso momento fino ad un massimo di due armi da fuoco, siano esse primarie (fucili, lanciarazzi) o secondarie (pistole, mitragliette), qualche granata ed un’unica arma bianca. La scelta dell’equipaggiamento non sarà però vincolante, poichè nel corso dell’intera avventura troveremo più e più volte le stesse armi, potendo dunque sperimentare ed eventualmente ritornare sui nostri passi.

La creazione delle ambientazioni è stata ben strutturata e ci troveremo ad affrontare battaglie sia in luoghi vasti ed aperti, occupate da numerose strutture ed oggetti che potranno fungere da copertura, sia in luoghi stretti ed angusti, dove la prontezza dei nostri riflessi farà la differenza anche contro un esiguo numero di avversari.

Particolarmente caratterizzate le boss-fight. Seppur l’intero titolo offra davvero poche situazioni capaci di metterci in seria difficoltà, le boss-fight rappresenteranno una grossa eccezione alla regola, necessitando di strategia e prontezza dei riflessi nell’elaborazione della tattica più efficace contro ognuno dei singoli avversari che ci si porrà contro. Devil’s Third non sa cosa sia il bilanciamento della difficoltà, e subito dopo sequenze semplicissime ove bisogna uccidere decine e decine di nemici praticamente innoqui, ci metterà contro ad un singolo essere vivente capace di resistere a migliaia di proiettili, esplosivi e decine e decine di attacchi fisici.

Non nascondiamo di aver provato un certo senso di frustrazione di fronte ad un avversario equipaggiato con dei Kukri, impossibile da battere se non dopo circa 50 tentativi. L’appagamento una volta riusciti nell’impresa  è stato sicuramente fantastico, rievocando la medesima sensazione di soddisfazione che
ci aveva regalato, più di una volta, Monster Hunter, ma tuttavia è impossibile non pensare che dietro tutto questo ci sia soltanto un errore nel bilanciamento della difficoltà. 

Non siamo soli

Quando saremo finalmente stanchi del grandissimo Tamarro (o quando avremo completato le 6 ore di campagna singleplayer) magari decideremo di fare un tuffo nell’ampio e divertentissimo sistema di gioco multigiocatore che Devil’s Third offre ed è allora che scopriremo la vera anima del titolo.

L’intera esperienza di gioco, infatti, è stata a nostro avviso creata attorno al Multiplayer a cui è stata poi affiancata una componente Singleplayer che come avrete capito dalla prima parte della nostra review, è risultata piuttosto mediocre. Nel multiplayer l’attenzione e la cura ai dettagli, infatti, è notevole e piuttosto che vertere verso una tipologia di gioco più realistica, fa leva su esagerazioni dannatamente divertenti e su una grandissima varietà di modalità di gioco, tutte rette da un sistema competitivo che permetterà ai clan di prendere il controllo di alcune aree di gioco, e lottare per detenerlo.

E’ inutile stare qui ad elencare tutte le tipologie di match che potremo intraprendere, vi basti sapere che saranno presenti le modalità classiche quali Deathmatch e Team Deathmatch e numerose modalità esclusive quali “Cattura la Gallina” e “Butta la frutta dentro al frullatore”. No, non stiamo scherzando e sono entrambe modalità di gioco appaganti e divertentissime.

La crescita del personaggio è ben strutturata e ad ogni level-up avremo accesso a nuovi equipaggiamenti per merito dell’acquisizione di Dollen (almeno fin quando non avremo lo “stipendio” del clan) e di una valuta speciale, le Uova d’Oro.
Queste ultime
 saranno altresì acquistabili tramite microtransazioni e, dunque, denaro reale garantendovi l’accesso a speciali capi di abbigliamento, con funzioni prettamente estetiche ma anche funzionali, ed agli speciali X-Gear, speciali armi in grado di attivarsi al raggiungimento di un predeterminato numero di uccisioni all’interno di un match.

Un lavoro tutto sommato piacevole e capace di intrattenere anche i videogiocatori più smaliziati. Siamo inoltre sicuri che il titolo verrà supportato da DLC e contenuti aggiuntivi di vario tipo, che verranno poi resi disponibili nel corso dei mesi successivi al lancio e, magari, con l’approssimarsi dell’arrivo della versione Free to Play su PC.

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Decisamente passato

Abbiamo già visto in azione Devil’s Third numerose volte e non possiamo dunque non continuare a criticarne apertamente il lato tecnico, decisamente datato per una produzione che vede la luce sul mercato nel 2015. La scelta dell’Unreal Engine 3, sicuramente un motore adeguato al tipo di gioco e alla piattaforma non propriamente all’avanguardia di Nintendo, avrebbe dovuto essere la scelta non soltanto più azzeccata ma anche la più ovvia, appare pertanto ancora più misterioso il motivo che ha portato gli sviluppatori a cambiare più e più volte il motore di gioco in corsa fino a ritornare, infine e con le conseguenze che potrete di certo immaginare, al motore sviluppato da Epic Games. Modelli poligonali scarni e texture in bassa definizione saranno visibili ovunque; non c’è da sorprendersi, dunque, del basso livello qualitativo degli ambienti.  Anche dal punto di vista sonoro Devil’s Third non sorprende e fa uso di un discreto numero di effetti sonori che non brillano, tuttavia, per qualità del campionamento.

Commento finale

Devil’s Third è attualmente l’unico esponente del suo genere su Wii U (escludendo Splatoon) ed è difficile, dunque, paragonarlo a produzioni dello stesso calibro. Difficilmente riuscirà a sfondare in un mercato in cui l’impatto grafico è tutto e su di una piattaforma in cui titoli così non sono certo amatissimi. Siamo sicuri che Tomonobu Itagaki utilizzerà questa scusa per difendere la sua creatura, accusando il mondo della critica internazionale di non aver capito il suo “progetto visionario”. Francamente però, provare a difendere un prodotto raffazzonato come questo è impresa superiore alle nostre possibilità, e possibile solo per quel “genio” di Itagaki. Il titolo tuttavia non è completamente da buttare: giocandolo per qualche ora in multiplayer potrebbe per molti rivelarsi un acquisto azzeccato se cercate divertimento più spiccio e modalità di gioco volutamente esageratissime. 

Pro

Contro 
– Unico TPS su Wii U – escluso Splatoon!
– Talmente tanto banale e scontato che risulta divertente!
– Modalità multigiocatore unica
– Sarà giocabile gratuitamente in multiplayer su PC
– Scarso bilanciamento della difficoltà
– Tecnicamente datato
– Sistema di controllo impreciso
– Molto, molto, surreale
– Le microtransazioni
  Voto Globale: 65 
 
P.S: In queste ore starete tutti leggendo le numerose recensioni del titolo di tanti blasonati siti, a dirla tutta però sembra quasi che Devil’s Third rappresenti un comodo capro espiatorio per denunciare la sostanziale inadeguatezza di quanto il mondo videoludico è stato capace di esprimere negli ultimi mesi. Il gioco ha i suoi limiti evidenti e nella nostra recensione non abbiamo fatto altro che metterli in risalto, tuttavia, almeno nel comparto multiplayer non si possono tacere dei buoni momenti che la produzione ha. Abbiamo giocato ogni singolo giorno a questo gioco da due mesi a questa parte, e mai una singola volta ci è capitato di trovare recensori italiani … vorrà pur dire qualcosa, no?
 
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