Recensione Unravel

“Amare è così breve, e dimenticare così lungo”.

Versione testata: PC.

Le avventure che, in un modo o nell’altro, sono in grado di lasciare il segno in ognuno di noi sono poche, ma fortunatamente ci sono ancora alcuni sviluppatori che mirano a “smuovere” la sensibilità e le emozioni dei giocatori per regalare qualcosa di più di un semplice videogioco. Coldwood Entertainment rientra in questa tipologia di team e ha realizzato Unravel, un titolo che vuole mettere in risalto il valore del passato utilizzando dei simboli apparentemente semplici ma profondi.

“Negli ultimi due anni e mezzo abbiamo messo il nostro infinito amore in questo gioco e non vediamo l’ora di poter finalmente condividere tutto questo con te. I giochi possono avere un grande potere e, proprio attraverso un gioco, persino uno studio piccolo come il nostro ha avuto la possibilità di parlare al mondo intero. Tenendo questo bene in mente, abbiamo capito che il modo migliore per comunicare era farlo con il cuore. Unravel è nato partendo da questi presupposti e, proprio per questo motivo, tratta temi quali l’amore, il desiderio e i legami spezzati. Ora finalmente potrai averlo tra le mani. Fanne ciò che desideri. Siamo estremamente felici e onorati per tutto il supporto ricevuto e vogliamo ringraziarti per questo. Grazie anche per leggerci. Speriamo che il gioco ti piaccia!” 

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“Non esiste separazione definitiva finché esiste il ricordo”.

Yarny è il nome del protagonista di questa avventura, una piccola creatura di lana rossa che ripercorre i ricordi di una famiglia della quale, ormai, rimane solo una donna anziana immersa in una dimora ricca di memorie. Questa è la trama che offre Unravel, una storia che “viene narrata” dagli stessi giocatori, in quanto si basa su un susseguirsi di diverse immagini del passato che inizialmente non sono chiarissime, ma che livello dopo livello danno forma alle nostalgiche reminiscenze catturate da poche fotografie.

Il titolo è molto immediato poiché ci ritroveremo subito nel gioco, senza particolari prologhi o scene d’intermezzo che ne delineino la trama, come detto sopra. I 10 livelli presenti non offrono una longevità elevata, sebbene richiedano diverse ore di gioco per poter essere totalmente completati. Lo scopo in ognuno di essi, infatti, non è solamente quello di arrivare alla fine e recuperare determinate decorazioni legate ai ricordi giocati, ma ogni livello nasconde anche delle spillette decorative più o meno segrete che richiedono una maggiore dedizione e abilità per essere recuperate.

Come accennato all’inizio della recensione, Unravel “cela” dei simboli riferiti proprio ai ricordi che forse non saltano subito all’occhio: se le fotografie immortalano dei momenti particolari della vita di tutti noi, il vero fiore all’occhiello è proprio la scelta del personaggio, un filo rosso che simbolizza la continuità e l’integrità della memoria, l’unica in grado di resistere alla prova del tempo e di custodire per sempre, appunto, dei ricordi dei propri cari.

Un filo per ogni occasione

Yarny, in quanto costituito da lana rossa, può sfruttare il suo lungo filo per svolgere svariate azioni che gli permettono così di avanzare nei livelli: arrampicarsi, appendersi, dondolarsi e molto altro. Durante l’avventura, i giocatori vengono messi di fronte a diversi rompicapo che in alcune occasioni sanno rivelarsi abbastanza cervellotici e che richiedono una certa dose di ingegno per essere superati.

E’ inoltre possibile che il filo si srotoli troppo e che la nostra creatura diventi molto striminzita d’improvviso, impedendoci così di proseguire: questo significa che il modo in cui abbiamo risolto un enigma, ad esempio, non è così corretto e non disponiamo di abbastanza filo per arrivare al prossimo checkpoint, dove viene “ricaricato”. Così facendo, il gioco ci invita a ritornare sui nostri passi e studiare una soluzione alternativa per poter continuare la nostra avventura.

Un viaggio nella magica Svezia

L’intera produzione è ambientata in Svezia, che viene proposta in varie ambientazioni davvero suggestive che fanno da colonna portante durante le nostre partite. La scelta dei colori e dei luoghi accostati ad una colonna sonora decisamente armonica regalano un’atmosfera rilassante in cui le sensazioni hanno il sopravvento, rendendo il tutto molto “poetico”.

Ciò che abbiamo notato è che la versione PC non dispone di altre opzioni nel menu oltre a “Nuova partita” e “Continua”, ma non abbiamo sentito il bisogno di modificare alcun tipo di impostazione in quanto il gioco vanta un comparto tecnico davvero ottimo. L’unica “pecca” che abbiamo riscontrato è la configurazione dei comandi, che sono abbastanza inusuali nel loro genere e in alcune occasioni risultano leggermente scomodi, anche se basta farci l’abitudine.

Unravel screen1

Commento finale

Unravel è un prodotto decisamente valido, un’avventura alla portata di tutti in grado di trasmettere sensazioni pure grazie ad un’atmosfera azzeccatissima. La presenza di rompicapo di diversa difficoltà richiede inoltre una certa abilità da parte dei giocatori e completare al 100% tutti i livelli presenti, seppur pochi, non è semplice. Unravel è sicuramente un titolo da provare almeno una volta e se avrà suscitato in voi nei primi minuti una qualche sensazione, vi consigliamo di acquistarlo senza riserve anche per il prezzo budget di 20 euro, davvero pochi per un gioco di questa fattura.

Pro Contro
– Comparto tecnico davvero ottimo
– L’ambientazione svedese è meravigliosa
– Diversi enigmi richiedono un certo ingegno…
– Comandi leggermente scomodi
– … sebbene alcuni potrebbero risultare frustranti
Voto Globale: 80
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Simone Rinaldi
Meglio conosciuto come "Ping" per gli amici e online, gioco dall'ormai lontano 2000. Cresciuto a pane e videogiochi a partire dalla prima PlayStation, nel tempo ho esteso i miei interessi anche all'ambito della tecnologia in generale, scoprendo un certo feeling con l'hardware PC. Le mie grandi passioni si sono poi trasformate in qualcosa di più concreto con l'entrata in 4News, grazie a cui ho avuto modo di vedere il mondo videoludico-tecnologico da una nuova prospettiva ed affrontarlo in modo più serio e professionale.

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