Recensione Audioengine A2+

Diciamoci la verità, nonostante la gran parte di noi utilizzi per le proprie sessioni di gaming headset di varia natura, una postazione da gaming può dirsi completa solo con un set di speaker da scrivania.

Nonostante le cuffie da gaming abbiano infatti fatto passi da gigante, per quanto riguarda aspetti come “spazialità” e “presenza” un buon kit di casse da scrivania può davvero fare tutta la differenza del mondo.

Sul mercato esistono decine di soluzioni con nomi e forme stravaganti che si aggiornano con cadenza quasi annuale. Esiste tuttavia un set di diffusori da scrivania che grazie ad una straordinaria qualità del suono e ad un design elegante e raffinato, sopravvive alla prova del tempo. Stiamo parlando delle Audioengine A2+ un prodotto oramai sul mercato dal 2013 e nella versione senza bluetooth addirittura dal 2008.

Audioengine A2+ left

Design

Le avrete sicuramente viste in decine di immagini di postazioni super avanzate o in qualche video di youtuber alla moda, ed infatti le Audioengine A2+ con il loro design semplice sono quasi diventate iconiche.

Il piccolo cabinet (H 15 x L 12,7 x P13,3) in MDF da 1,8 cm laccato bianco lucido e con angoli arrotondati, è quasi totalmente occupato dai due piccoli altoparlanti sulla parte frontale:  il woofer da 2,75″ (7 cm) in aramide rinforzata con fibra di vetro e il  tweeter da 0,75″ (1,9 cm) a cupola in seta, con raffreddamento a ferrofluido, e magnete in neodimio integrato. Audioengine rende disponibili questi diffusori sia in colorazione bianca, come quelli in prova, sia colorazione rosso lucido e nero satinato.

Nella parte inferiore è presente una piccola feritoia che fa da sfiato per il sistema reflex. Questa soluzione appare quanto mai azzeccata per un paio di diffusori da scrivania, solitamente accostata al muro e quindi con poco spazio “per respirare”. Il reflex frontale, invece, consente così maggiore flessibilità di installazione e in queste calde giornate estive, se sparate al massimo il volume potete fare anche a meno del ventilatore

Dal vivo le Audioengine A2+ sembrano ancora più piccole di quanto non appaiono in video o nelle immagini promozionali, soprattutto se le si confronta con altri kit “mini”.

Immaginerete quindi la nostra sorpresa quando, una volta accese, le piccole A2+ sono state in grado di sconvolgere i nostri timpani, saturando con un suono pulito e caldo un’intera stanza di circa 35 mq, ad appena un terzo della manopola del volume.

Trattandosi di un kit di diffusori preamplificati le Audioengine A2+ non devono essere collegate ad un amplificatore esterno, che è anzi integrato nella cassa sinistra.

Sul retro del diffusore sinistro trovano quindi spazio due coppie di connettori RCA e un connettore input jack da 3,5 mm. Oltre a due fonti analogiche esterne, è quindi possibile collegare un preamplificatore o un subwoofer. Audioengine ne produce uno dalle dimensioni piccolissime, l’Audioengine S6, perfetto per le A2+

Sempre sul retro è presente una porta microUSB per il collegamento al PC e il pulsante, dotato di led luminoso, per il pairing Bluetooth. In alto a destra trova posto la manopola per il controllo manuale del volume, mentre in basso due connettori che supportano anche jack a banana, consentono il collegamento del diffusore sinistro a quello destro. Sempre in basso, sul  lato destro è presente il connettore di alimentazione proprietario a tre pin.

Le casse non hanno stand e per il loro posizionamento ottimale è consigliabile orientarle di circa 30 gradi verso l’ascoltatore. Audioengine A2+ commercializza uno stand da tavolo in gomma, il DS1, perfetto per le A2+ che oltre a fornire la giusta angolazione alle casse, garantisce anche un ottimo isolamento acustico dalla superficie della scrivania, assicurando l’assenza di risonanza dei bassi. L’isolamento dalla scrivania, comunque, anche in assenza di stand non dovrebbe essere un problema grazie alla presenza di un sottile strato di gomma sul fondo delle casse.

Audioengine A2+

Unboxing

Sin dal packaging è evidente che si tratta di diffusori premium.

Ogni diffusore è conservato in una sacca a coulisse in microfibra, che può essere riutilizzata per conservare e trasportare gli speakers, e una sacca che contiene cavetteria ed accessori. Nella confezione sono inclusi oltre alla coppia di speaker e alla manualistica:

  • 2 metri di cavo di potenza per il collegamento dei diffusori tra loro
  • Cavo USB da 1,5 m
  • Alimentatore con cavo removibile, da circa 1,8 metri Speaker wire.  (16AWG), 2 meters (~6.5 ft)
  • Cavo Mini-jack audio 3,5mm da 1.5 metri

Specifiche tecniche

Le Audioengine A2+, come dicevamo in apertura sono una versione aggiornata delle storiche A2. Rispetto al modello originale, le A2+ sono dotate di connessione Bluetooth con supporto APTX e convertitore analogico digitale. Audioengine non sembra particolarmente propensa a svelare la ricetta (leggi, specifiche tecniche) del suo prodotto di punta, e difatti è piuttosto difficile reperire sul sito del produttore una lista delle caratteristiche di questo kit.

Si tratta comunque sulla base di quello che siamo riusciti a scoprire, di un sistema di speaker preamplificati di Classe A/B con potenza nominale di 15w RMS per canale.

Se sulla carta il numeretto vi sembra piuttosto risicato, sappiate che in un ambiente come quello di prova (circa 35 mq) raramente siamo riusciti a ruotare la manopola oltre un terzo, pena la prematura dipartita del nostro apparato uditivo.  Il merito è anche dell’ottima sensibilità dei diffusori, che raggiungono i 95 dB ottimizzando al massimo l’energia fornita dall’amplificatore, e dall’ottima risposta in frequenza, tra i 65Hz e i 22kHz (± 2 dB).

Le Audioengine A2+ sono dotate di un ricevitore Bluetooth CSR 8670, con ingresso a 16 bit che supporta l’audio a bassa latenza aptX (30millisecondi) se ovviamente si utilizza un trasmettitore compatibile, l’AAC e l’ SBC. Unico appunto, l’assenza di un collegamento ottico che avrebbe reso queste A2+ davvero una soluzione completissima.

Primo collegamento

Le Audioengine A2+ offrono una esperienza di utilizzo “hassle free”, senza grattacapi. Ed in effetti basta davvero poco per collegare il kit al PC, sia che si utilizzi il collegamento USB, che quello Bluetooth. Mentre nel primo caso basta infatti collegare il cavo ad una porta USB del pc, per vedere comparire tra i dispositivi audio i nostri diffusori, per il collegamento Bluetooth è necessario premere il pulsante pair sul retro, attendere che la luce inizi a lampeggiare e poi effettuare la ricerca sul nostro dispositivo (pc o smartphone). L’operazione, non richiede insomma più di un paio di minuti.

Qualche problemino lo abbiamo riscontrato tuttavia in fase di primo collegamento con il cavo di alimentazione proprietario. Lo stesso ci è sembrato particolarmente delicato e, considerato che si tratta di un connettore proprietario (o almeno così crediamo), la sua eventuale rottura potrebbe creare più di qualche grattacapo.

Audioengine A2+ rear connections

Prova di ascolto

La nostra prova d’ascolto che comprende brani rock, pop, R&B e musica classica (tutti riprodotti tramite il servizio Apple Music per valutare la resa con l’audio spaziale e Tidal per la massima qualità audio), come è logico che sia per un sistema da desktop come questo, ha coinvolto anche la visione di film con una colonna sonora “ingombrante”.

In tutti i casi le Audioengine A2+ ci hanno sorpreso positivamente, sovente lasciandoci a bocca aperta. La gamma alta dello spettro sonoro è resa in maniera perfetta, cristallina, mentre quella bassa è sempre controllata e allo stesso tempo corposa, merito anche del reflex frontale.

La voce indimenticabile di Eva Cassidy in “Time after time” è di quelle capaci di farvi drizzare i peli sulle braccia, mentre i bassi di “Bones” degli Imagine Dragons vi faranno battere i piedi e muovere la testa (indicatore universale della capacità delle casse di creare un suono coinvolgente). Anche la gamma media non è mai predominante, donando pienezza all’ascolto senza impastarne eccessivamente i contorni.

In generale soundstage e presenza – anche considerando la posizione costipata delle casse sulla scrivania e le dimensioni extra ridotte – sono davvero eccezionali, tant’è che se non le avessimo quotidianamente dinanzi agli occhi, a luci spente potremmo scambiarle sicuramente per un set di diffusori più grandi e decisamente più costosi.

Solitamente da casse cosi’ piccole non ci si aspetta mai molto in ambito home theater, soprattutto visto che si tratta di un sistema privo di un sub dedicato. Eppure le Audioengine A2+ svolgono egregiamente il proprio lavoro, offrendo una buona spazialità e una buona gestione dei bassi anche in film “tutto azione” come “The Gray Man” con Ryan Gosling. Se poi ci spostiamo su film come “Il lato positivo” con Bradley Cooper, dove in un sistema multicanale è il canale centrale a fare tutto il lavoro, il risultato è ancora più impressionante con un audio chiaro e preciso.  

In gaming

Lo stesso discorso fatto per la prova film, potrebbe benissimo essere copia-incollato per quanto riguarda la prova gaming. I bassi sono potenti e controllati, mentre gli alti sono squillanti e precisi, molto precisi. Dopo qualche ora eravamo già pronti ad abbandonare il nostro headset di gioco.

Anche in modalità Bluetooth il discorso non cambia e anche in questa modalità non siamo riusciti a trovare un solo valido motivo per non preferirle al nostro headset. Il ritardo è decisamente trascurabile e comunque non avvertibile ad orecchio nudo. Probabilmente le orecchie più allenate al gaming competitivo potranno storcere il naso dopo quest’ultima affermazione, ma vi sfidiamo davvero a trovare differenze tra il collegamento USB e quello Bluetooth. Certo su quest’ultimo aspetto influisce anche l’hardware di trasmissione (nel nostro caso si tratta di un chipset Intel Wi-Fi 6 AX200 con supporto al Bluetooth 5.2 integrato sulla nostra motherboard X570 I AORUS PRO WIFI di Gigabyte) ma indubbiamente l’ottimo receiver Bluetooth CSR 8670 fa il suo dovere.

Audioengine A2+

Commento finale

Promosse a pieni voti. Questo è in sintesi assoluta il nostro giudizio sulle Audioengine A2+, un kit di casse che ci ha sorpreso sotto tutti i punti di vista. A partire dall’estetica, curatissima, elegante e minimale, passando per un sistema di connessioni completo e soprattutto per un audio che abbiamo apprezzato praticamente in ogni circostanza, le Audioengine A2+ sono il miglior sistema di diffusori 2.0 da scrivania che possiate acquistare al momento e probabilmente uno dei migliori kit 2.0 in questa fascia di prezzo.  Il prezzo è alto, certo (269 euro) ma comunque proporzionale all’estrema qualità del prodotto.

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9.5

Il miglior set di diffusori da scrivania


Promosse a pieni voti. Questo è in sintesi assoluta il nostro giudizio su queste Audioengine A2+, un kit di casse che ci ha sorpreso sotto tutti i punti di vista. A partire dall’estetica, curatissima, elegante e minimale, passando per un sistema di connessioni completo e soprattutto per un audio che abbiamo apprezzato praticamente in ogni circostanza, le Audioengine A2+ sono il miglior sistema di diffusori 2.0 da scrivania che possiate acquistare al momento, e probabilmente uno dei migliori kit 2.0 di questa dimensione.  Il prezzo è alto (269 euro) certo, ma proporzionale alla estrema qualità del prodotto.

PRO

Qualità costruttiva e design eccezionali; audio superlativo; tante possibilità di connessione, ma...

CONTRO

...manca ingresso ottico; Connettore di alimentazione un po' delicato
Arturo D'Apuzzo
Arturo D'Apuzzo
Nella vita reale, investigatore dell’incubo, pirata, esploratore di tombe, custode della triforza, sterminatore di locuste, futurologo. In Matrix, avvocato e autore di noiosissime pubblicazioni scientifiche. Divido la mia vita tra la passione per la tecnologia e le aride cartacce.

4 Commenti

  1. Salve, farete una comparativa di questi speaker con altri nella stessa fascia di prezzo? Per esempio le Klipsch R-51PM hanno prezzo e caratteristiche simili…sarebbe interessante poterle vedere battersi in un confronto con queste.

  2. Un confronto anche con le Edifier S2000MKIII sarebbe interessante. Hanno un prezzo di listino più alto ma si trovano praticamente sempre intorno ai 300 euro.

  3. Sono le DX 2 quelle Wharfedale in foto? Ho visto sul sito che ora ci sono anche le Wharfedale DS2 che hanno Dac e BLuetooth come queste audioengine… comunque bellissime le audioengine … sarebbe interessante sapere come va il loro sub, visto che costicchia…

  4. Ci sarebbero anche le Ruark nella stessa fascia di prezzo (listino) ma non so se vengono distribuite in italia, io non le ho mai viste

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