Recensione Dishonored: La Morte dell’Esterno

Mai mettersi contro un dio

A distanza di quasi un anno dal secondo capitolo di Dishonored, che narrava le vicende di Emily Kaldwin e Corvo Attano, Arkane Studios ritorna con un’avventura stand alone, perseguendo la strada intrapresa da Naughty Dog con Uncharted: L’Eredità Perduta, completamente incentrata su uno dei personaggi più caratteristici e controversi della serie: Billie Lurk (Megan Foster). Per chi non ha mai avuto modo di avvinarsi ad uno dei capitoli di Dishonored, non c’è assolutamente da preoccuparsi in quanto l’intenzione di Arkane Studios è stata quella di offrire un’esperienza da un nuovo punto di vista, una sorta di fine e di inizio che non necessariamente richiede l’aver giocato a Dishonored e Dishonored 2.

The last fight

Dishonored: La Morte dell’Esterno ci riporterà nuovamente nell’affascinante e bizzarra Karnaca. Il nostro vecchio mentore Daud, che ormai non vediamo da quindici anni, ha bisogno di noi e i pochi indizi che abbiamo a disposizione ci conducono direttamente nell’impero delle isole. Dovrete ancora una volta tornare nei bassifondi di Karnaca, in cui la vita è certamente più difficile rispetto agli alti saloni dei ricchi aristocratici, indagare su un club di boxe clandestino, apprendere che c’è una setta, ovvero quella degli Orbi che oltre a sapere come è nato il tanto temuto Esterno, conservano le reliquie a lui legate ed una di esse, che dovremo ottenere, ha contribuito a farlo diventare un dio e infine… trovare finalmente colui che è stato “accusato” di essere il principale responsabile di quanto accaduto a Karnaca negli anni. Ecco La Morte dell’Esterno, riesce a chiarire diversi aspetti che erano rimasti celati o comunque lasciati in sospeso prima con Dishonored e poi con Dishonored 2.

Dishonored: La Morte dell’Esterno, riprende la struttura dei due precedenti capitoli, con livelli intricati che offrono svariate opportunità per portare a compimento le missioni principali e non. Il solido e ottimo level design e lo stile narrativo tipici della serie, sostanzialmente restano invariati. Avremo quindi modo di raccogliere documenti, giornali, libri che ci daranno una prospettiva più ampia e dettagliata di ciò che succede e/o è successo a Karnaca, introducendo nuovi personaggi e vicende che li contraddistinguono. Il fascino di Dishonored è rimasto pressoché immutato e nei nostri passaggi, fra un tetto e l’altro, avvertiremo quel senso di esserci già trovati li, di aver già compiuto quella determinata mossa o l’aver perseguito quella particolare tattica per derubare il nostro bersaglio, quindi attraverso un approccio furtivo, oppure aver dato sfogo alle nostre capacità “superiori” per fare incetta di nemici.

La donna che sussurrava ai ratti

Dopo aver affrontato la prima missione “introduttiva” senza alcun potere, nelle successive potremo contare su nuove abilità e nuovi poteri che ci permetteranno di affrontare più che agevolmente l’avventura. I poteri presenti sono 3:

  • Dislocazione: che attraverso il tasto L2 ci permetterà di posizionare un indicatore e premendo nuovamente L2 farà sì che Billie si possa scambiare con esso, raggiungendo posizioni altrimenti inaccessibili. Per poter essere utilizzato al meglio è necessario che la linea visiva sia libera e bisognerà trovarsi nel raggio d’azione del segnalatore. Potrete utilizzare tale potere anche contro i nemici, posizionando l’indicatore su di essi e facendoli esplodere in mille pezzi a patto però di subire a nostra volta un po’ di danno.
  • Preveggenza: permette di esplorare l’ambiente circostante e di marcare oggetti e personaggi premendo il tasto quadrato. Essi saranno visibili attraverso i muri evidenziando non soltanto la posizione ma anche il percorso di un NPC che si trova in zona. Il tempo quindi si fermerà dandoci modo di pensare al da farsi. Attenzione che la barra del mana (che stavolta si ricaricherà in automatico senza dover cercare la apposite fiale) si consumerà rapidamente. Inoltre la Preveggenza permette di posizionare un segnalatore e di scambiarci con esso utilizzando il potere Dislocazione.
  • Somiglianza: Premendo il tasto L2 vicino ad un determinato bersaglio, potremo quindi rubargli l’identità. In tal modo, potremo superare i nemici senza essere identificati. Attenzione però, la barra di energia si consumerà quando ci muoveremo.
  • Per identificare nuove opportunità o minacce, Billie potrà premere il tasto quadrato sui ratti che si aggirano per Karnaca, i quali ci avvertiranno attraverso frasi e parole per lo più criptiche, provenienti dal loro punto di vista di roditori ma che potrebbero tornarci molto utili.

Presenti anche in questo DLC gli amuleti d’osso che forniscono importanti benefici, denominati tratti e potenziando poteri e abilità. Quelli corrotti o neri sono più rari da trovare ma offrono abilità particolari pur mantenendo una certa instabilità e aumentando anche il caos delle nostre azioni. Ne potremo comunque attivare massimo 5 dal nostro diario.

Fra le armi, potremo contare sulle nuove mine a gancio che potranno essere collocate su qualsiasi superficie premendo il tasto L2. Una volta attivata, la mina aggancerà il bersaglio o l’oggetto nel suo raggio d’azione attirandolo verso di sé. E sull’arma voltaica che utilizza proiettili letali e non attraverso l’accelerazione elettromagnetica. A seconda delle munizioni prescelte, gli effetti saranno diversi.

Per poter inoltre acquistare nuove abilità o oggetti sarà necessario raccogliere le monete sparse per gli ambienti di gioco. Ad aiutarci ci penseranno i Contratti introdotti proprio in questa nuova avventura. Si tratta in pratica di quest secondarie, che ci chiederanno di compiere determinate azioni per accumulare una buona somma di denaro. Dal pedinare un particolare NPC al rapire qualcuno, oppure a dover inscenare un suicidio oppure rubare qualcosa di specifico. Anche qui le opzioni per portare a compimento le missioni saranno varie. La durata del DLC, senza contare le missioni secondarie e la raccolta di oggetti collezionabili e non è di circa 5/6 ore.

Vien da se che se siete fra quelli che cercano di carpire ogni sfaccettatura offerta dal plot narrativo o semplicemente fate parte della fitta schiera di “cacciatori di trofei”, la durata aumenta enormemente arrivando anche a superare le 15 ore di gioco complessive. Naturalmente, la durata dipende molto da che tipo di giocatori siete. Se cercherete un approccio stealth ai livelli di difficoltà più alti, sarà necessario prestare parecchia attenzione e preparare al meglio la strategia d’azione. Se invece siete fra quelli che preferiscono un approccio più “easy” quindi dall’uccidere qualsiasi cosa vi si pari dinanzi, bè i tempi di gioco si ridurranno notevolmente. Completata la prima run, potrete sbizzarrirvi nella particolare New Game+, che darà accesso ad una nuova serie di poteri. Insomma, dal punto di vista dei contenuti La Morte dell’Esterno ha da offrire parecchio anche considerando il prezzo di vendita contenuto.

Déjà vu

Il motore grafico alla base di quest’avventura stand alone, ovvero il Void Engine, è il medesimo di Dishonored 2, quindi tecnicamente non ci sono evidenti differenze. I livelli di gioco sono cinque mentre le ambientazioni che li caratterizzano sono quattro. Due di esse risultano essere troppo lineari, mentre le rimanenti, offrono degli spunti piuttosto interessanti. E’ qui che il motore grafico dà il meglio di se, attraverso un ottimo level design e con una serie di nascondigli, strade alternative e una maggiore libertà esplorativa davvero apprezzabili. Inoltre rispetto al secondo capitolo le ambientazioni interne sono state aumentate e potremo quindi sfruttarle al meglio per pianificare le nostre mosse, rifiatare un attimo o andare semplicemente a caccia di nuovi segreti e collezionabili che tali ambientazioni contengono.

Da segnalare la presenza di piccoli bug, come ad esempio spade fluttuanti, freeze improvvisi e un’intelligenza artificiale a volte deficitaria. In particolar modo i nemici, qualora dovessimo aver fatto rumore, verranno a cercarci ma a volte ci braccheranno senza sosta fino al termine della fase di allerta, altre volte invece si stancheranno rapidamente e torneranno sui loro passi.

Commento finale:

Dishonored: La Morte dell’Esterno è un’avventura stand alone che vale davvero la pena giocare. Tanti gli intrecci narrativi che riusciranno a far luce sugli oscuri segreti di Karnaca offrendoci però un punto di vista diverso, ovvero quello di Billie Lurk. Dato anche il prezzo di 29,99€, l’acquisto è consigliato sia ai fan della serie e sia a quelli che si approcciano per la prima volta a Dishonored.



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