Recensione Evil Dead: The Game

Evil Dead: The Game è uno di quei titoli dove, sviluppatore e publisher, schiantano sul campo la devastante carta della malinconia. Una freccia acuminata scagliata dritta al cuore della fan base storica, oltre che un’operazione di marketing sicuramente efficace e di effetto.


Versione testata: PlayStation 5


D’altronde con Evil Dead, si sta parlando di film horror leggendari dei favolosi anni ’80, opere cristallizzate nel tempo, nate dall’estro di Sam Raimi. Differentemente, la riproposizione in salsa videoludica è opera composta a 4 mani da Saber Interactive e Boss Team Games. Un PvP asimmetrico, di cui il 4 Vs 1 costituisce il cuore dell’offerta, arricchito inoltre anche da una modalità single player, che rimane comunque sullo sfondo.

Avete vissuto gli ultimi 30 anni su Marte? Oppure siete troppo giovani per aver vissuto l’epopea horror cinematografica degli 80’s? Beh, nello specifico il gioco è presto fatto, Evil Dead: The Game si può riassumere – ugualmente ai film – in questo modo: violenza, sangue e tamarraggine a livelli olimpionici!

Modalità di gioco: Pvp cooperativo e single player

Togliamoci subito il dente: la modalità single player, non è una vera e propria campagna convenzionale, con trama e tutto il resto. Sono piuttosto degli scenari, iconici ed evocativi per chi è fan della versione cinematografica, attraverso i quali sbloccare degli extra o collezionabili simpatici, ma nulla più.

Il tutto ha inizio con un tutorial, all’interno del quale dovremo raccogliere tre frammenti di una mappa, i quali una volta riuniti permetteranno di individuare e conquistare il Pugnale Kandariano fondamentale per distruggere il Necronomicon ed esorcizzare l’area dalle presenze demoniache.

Detto questo possiamo chiudere la trascurabile parentesi dedicata al comparto single player e concentrare maggiormente le nostre attenzioni sul comparto multipayer, dove la cooperazione la farà da elemento portante.

Sotto questo punto di vista ci vengono in mente titoli così a braccio, come Dead by Daylight o il più recente Back 4 Blood, con i quali Evil Dead: The Game ha delle similitudini e da cui prende spunto. La cooperazione tra giocatori reali, zombie e non morti come nemici, ed un cattivo – in un 4 Vs 1 -, personificato da un quinto giocatore. Questi alcuni degli elementi che posizionano il titolo di Saber Interactive in un genere ben specifico, all’interno del quale non riesce però, a spiccare qualitativamente a livello di gameplay, ma potendo usufruire del suo grande carisma.

Evil Dead: The Game

Tredici sopravvissuti tra cui scegliere, divisi in 4 classi, supporto, leader, cacciatore e guerriero. Ognuna di queste consentirà di avere accesso ad abilità e stili di combattimento differenti, il che contribuirà a rendere l’esperienza di gioco variegata e maggiormente longeva. Come nel tutorial, l’obiettivo del gruppo sarà lo sempre lo stesso:

  1. svelare la mappa raccogliendone i pezzi
  2. prendere il Pugnale Kandariano
  3. reperire le pagine del Necronomicon
  4. sconfiggere gli Oscuri
  5. proteggere il libro dai non morti 
Evil Dead: The Game

Squadra che vince…

Come specificato la vocazione del titolo è indiscutibilmente volta alla cooperazione tra i vari giocatori. Per portare a termine le varie missioni, completando i vari obiettivi, sarà fondamentale che ognuno giochi soprattutto per gli altri piuttosto che per se stesso. Assolutamente sconsigliato che il gruppo si disgreghi all’interno della mappa, considerando che poi andando avanti gli scontri si faranno sempre più ostici e difficili.

Inoltre quando un giocatore vaga da troppo tempo di notte senza fonti di luce, inizia ad avere paura, per cui più si sta in comitiva e ci si aiuta ottimizzando le risorse, maggiore sarà la possibilità di portare in salvo la propria pelle, nonché quella dei compagni.

Tra le varie risorse reperibili potrete trovare diversi power up temporanei, i quali agiranno sulle resistenze, fisiche e alla paura, sulla salute e sul combattimento.

Evil Dead: The Game comprende anche un sistema di livellamento in game, fintanto però che la missione è in corso. Una volta terminata il personaggio ritorna ai valori di default e potremo ri-livellarlo durante la prossima missione.

Evil Dead: The Game

…affronta il Demone Kandariano

Il quinto giocatore che parteciperà alla partita online, sarà l’unico non facente parte dell’eroico team che sfiderà i non morti. Anzi vestirà i sudici panni del Demone Kandariano, ed il suo obiettivo manco a dirlo di trucidare efferatamente la squadra degli indomiti di cui sopra. Ma come sarà possibile farlo in pratica? In sostanza dovremo girare lungo la mappa, il più velocemente possibile, al fine di raccogliere delle sfere che ci faranno livellare, diventando sempre più potenti e temibili.

Nel farlo, potremo intanto piazzare diversi tipi di trappole, così da inferire sui vari giocatori, nonché possederli nel caso la loro barra della paura raggiunga determinati livelli.

A seconda di quale demone deciderete di padroneggiare (considerate che ci vorranno un po’ di partite per prenderci mano), avrete la possibilità di vestire i panni di vari boss: Henrietta di Evil Dead 2 o Evil Ash de L’armata delle Tenebre.

La cosa buona in Evil Dead: The Game è che, sia che vestiate i panni dei superstiti, sia che bramiate di trucidare tutti personificando uno dei demoni disponibili, il gioco restituisce sempre una buona sensazione di equilibrio.

A prescindere dalla fazione giocata, il divertimento e le possibilità di vittoria dipenderanno più che altro dal vostro livello di abilità e cooperazione (nel caso si stia in squadra).

Gameplay Vs Carisma

Come già accennato, Evil Dead: The Game si va ad inserire in un genere, già popolato da buoni se non ottimi titoli. La creazione di Saber Interactive dal punto di vista tecnico non delude ma nemmeno entusiasma. Porzioni di mappa piuttosto generoso, un pacchetto grafico tutto sommato buono ed un frame rate – per lo meno su PS5 -, abbastanza stabile. A ciò va aggiunto, anche se vista la vocazione del gioco possiamo considerarlo un aspetto marginale, un IA piuttosto deficitaria sotto parecchi aspetti.

Oltretutto i sopravvissuti sono spiacevolmente caratterizzati da movenze ed interazioni piuttosto legnose, tutt’altro che utili ed apprezzabili quando il gioco si fa frenetico e molto dinamico.

Insomma un titolo che non fa ne dello “spacca-mascella” grafico, ne del gameplay raffinato, i suoi maggiori punti di forza. Ciò che invece lo spinge verso più alte vette è l’indubbio e tracotante carisma che emana.

E’ chiaro che al fine di percepire questo aspetto si dovrà essere necessariamente appassionati dei fari film che hanno ispirato questa produzione, altrimenti potrebbe sembrare un survival-horror qualunque.

Ma dato per scontato quanto detto, il lavoro congiunto, di Saber Interactive e Boss Team Games, a livello artistico è stato veramente ineccepibile, rispetto della tradizione e raffinato a livello di dettaglio.

Appena sguinzagliata l’iconica motosega di Ash, potrete riconoscerne il sound anche a occhi chiusi. Non solo Ash, anche gli altri personaggi, nonché non morti e boss, provenienti dai vari film, sono riprodotti in maniera meticolosa.

Scommettiamo che per gli amanti del genere, le prime ora di gioco saranno condite da altrettante fasi di amorevole stupore, nel riconoscere una location legata ad un film, piuttosto che nell’utilizzo del personaggio amato, e via di questo passo fino ad inondare il vostro divano di lacrime malinconiche.

Senza esitazioni può essere considerato uno dei prodotti videoludici, maggiormente fedele al franchise cinematografico dal quale trae ispirazione.

Commento Finale

Evil Dead: The Game assume valori diversi, dipendentemente da quanto siate fan o meno del franchise horror anni 80, nato dalla mente di Sam Raimi. Se siete tra coloro che non hanno goduto di tale filmografia, il titolo di Saber Interactive risulterà un survival-horror cooperativo, sulla falsa riga di altri già presenti nel genere. Divertente, piuttosto equilibrato nelle varie esperienze di gioco, ma con limiti tecnici evidenti. Diversamente, se si approccia il gioco da fan della saga, il gioco inserirà una marcia in più, unendo alla cooperazione ed al divertimento, una serie di richiami evocativi che faranno crogiolare nel loro brodo tutti gli amanti di Ash & Co.

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7.3

Evil Dead: The Game


Evil Dead: The Game assume valori diversi, dipendentemente da quanto siate fan o meno del franchise horror anni 80, nato dalla mente di Sam Raimi. Se siete tra coloro che non hanno goduto di tale filmografia, il titolo di Saber Interactive risulterà un survival-horror cooperativo, sulla falsa riga di altri già presenti nel genere. Divertente, piuttosto equilibrato nelle varie esperienze di gioco, ma con limiti tecnici evidenti. Diversamente, se si approccia il gioco da fan della saga, il gioco inserirà una marcia in più, unendo alla cooperazione ed al divertimento, una serie di richiami evocativi che faranno crogiolare nel loro brodo tutti gli amanti di Ash & Co.

PRO

Carismatico, fedele al franchise cinematografico, gameplay equilibrato

CONTRO

Affetto da limiti tecnici, IA deficitaria, single player di contorno
Stefano Taccari
Stefano Taccari
Gamer dal 1987, padre di due piccoli gamers, griller, Dungeon Master e batterista hardcore. "I VG sono uno strumento che ci permette di entrare in contatto con altri universi".

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