Recensione Hades

Hadesversioni testate: Nintendo Switch e PC

Supergiant Games per molti videogiocatori che non frequentano il mondo degli indie è un nome ancora semi sconosciuto. Si tratta di un piccolo studio indipendente formato da meno di venti persone, con base a San Francisco. Fondato nel 2009 da due ex dipendenti Electronic Arts, nasce con l’obiettivo dichiarato di “ridare al gaming ciò che il gaming ci ha dato“. E con un amore infinito per Diablo II, che trasuda da ogni pixel dei loro giochi rigorosamente in visuale isometrica.

Da queste premesse nel 2011 arriva Bastion, opera prima della piccola Software House. Un action RPG estremamente ispirato sotto vari aspetti, che grazie a un’interessante possibilità di interagire con la voce fuori campo si guadagnò l’attenzione della critica e svariati premi. Da allora, avanti veloce fino a oggi: dopo un successo crescente nel panorama indie, che da Bastion li ha portati a Transistor e poi a Pyre, i Supergiant Games arrivano con la loro nuova opera, Hades.

Inferno mitologico

Hades, ovverosia Ade. L’oltretomba nella mitologia greca, dominato dal dio tenebroso omonimo. Ed è proprio qui che l’avventura del gioco ci porta. Nei panni di Zagreus, figlio di Ade e principe del regno dei defunti, cercheremo una via di fuga da queste lande mortifere. Nato e cresciuto negli inferi, il giovane dio mal sopporta il padre e la sua rigidità. Di contro è invece affascinato dagli zii, dalle meraviglie dell’Olimpo, dalla terra in superficie; tutte cose che il dio dei morti rinnega, quindi a lui proibite. Aiutato dalla madre, Nyx dea della notte, e dal mentore Achille, Zagreus tenta la fuga dalla tirannia del padre. Da queste premesse prende il via un roguelite originale, divertente e dallo stile folgorante.

Il roguelike è un genere che nell’ultimo decennio si è imposto come uno tra i più gettonati nel panorama indie, in particolare grazie a titoli come Spelunky e The Binding of Isaac. Nel tempo ha preso sempre più piede anche un sottogenere, quello dei cosiddetti roguelite. Morte permanente e generazione procedurale del mondo di gioco sono le fondamenta del macro genere, mentre nei roguelite troviamo in aggiunta un qualche tipo di sviluppo del personaggio persistente. Qui è possibile approfondire le differenze.

Roguelite story driven

In questo contesto è nato Hades: per certi aspetti qualcosa di mai visto prima. Infatti, per quanto il titolo rientri perfettamente nei canoni del roguelite, e si avvicini sotto molti punti di vista ad altri illustri esponenti come Dead Cells, può vantare alcune particolarità. L’ultimo prodotto di Supergiant Games riesce come mai prima a contestualizzare e raccontare una storia complessa e ricca di personaggi, sfruttando come strumento i limiti che la struttura ludica del genere impone.

In Hades interpretiamo Zagreus, un dio immortale, motivo per cui ogni nostra sconfitta ci riporta alla dimora di Ade e ci fa ricominciare. Allo stesso modo, anche la proceduralità delle stanze che compongono i piani degli inferi è giustificata. Il continuo riaffrontare i boss a guardia delle regioni degli inferi ha a sua volta un significato, come pure la possibilità di costruire build diverse di partita in partita, o di interagire con un mercante in luoghi randomici. E ovviamente e soprattutto lo stimolo a continuare con i tentativi di fuga anche dopo essere riusciti nell’impresa è forte e contestualizzato.

Hades racconta la storia del figlio di Ade, rifacendosi a uno dei miti che compongono la cosmogonia ellenica. Nel farlo sfrutta dei trigger invisibili al giocatore, che innescano delle cut scenes in momenti specifici, o alcune reazioni apparentemente naturali e credibili del protagonista e dei suoi comprimari. Così accadrà che dopo un certo numero di tentativi falliti, o dopo aver superato in una fuga un punto specifico, il gioco ci racconterà un altro po’ di ciò che è avvenuto in passato. In questo modo si va a creare una narrazione naturale e che stimola costantemente a continuare a provare. Il tutto accompagnato da interazioni sarcastiche tra la voce narrante e il protagonista.

Ade Hades

Il giovane Zagreus sogna l’Olimpo, certo, ma è anche all’oscuro delle sue origini e tenta la fuga in cerca di risposte. Che arrivano, nel corso dell’avventura. E mai come in questo caso la parola avventura è azzeccata, pur parlando di un roguelite. Perché in effetti mai prima d’ora in questo genere si era raccontata una storia così articolata e intrigante, che va ben al di là della singola run, o del portare a termine una partita. Per scoprire le risposte a tutte le domande e andare in fondo alla storia dell’eroe servirà molto più di un singolo tentativo riuscito.

Hades: compendio di mitologia greca

Al contempo, nei nostri tentativi di fuga dalla tirannia di nostro padre, incontriamo divinità dell’Olimpo e personaggi vari della mitologia. Nel lavoro di Supergiant Games ciò che lascia continuamente di stucco è soprattutto la scrittura delle linee di dialogo e l’incastro perfetto che si viene a creare, di fatto andando a comporre un affascinante mosaico di interazioni che circonda il protagonista e la storia principale.

Nelle nostre ore di gioco siamo diventati messaggeri tra anime perdute nel Tartaro o nell’Eliseo, e altre residenti nella dimora di Ade, il vero e proprio hub di partenza di ogni tentativo di fuga. In questo modo Hades ci porta a conoscere Caronte, Orfeo, Euridice, le Furie, e tanti altri personaggi del mito ellenico. E possiamo assistere all’evolversi di svariati rapporti, attraverso dialoghi che si intrecciano trasversalmente alle nostre run, ma comunque perfettamente incastrati. Fermo restando che ogni incontro con questi personaggi è randomico, partita dopo partita.

Ed è sotto l’aspetto enciclopedico che Hades mostra un’altra delle sue grandi qualità. Nel gioco infatti Zagreus ha a disposizione il diario del suo maestro, Achille. In esso sono state appuntate informazioni riguardo divinità, personaggi ricorrenti, luoghi, nemici, armi e praticamente ogni cosa con cui interagiamo. Andando a completare questo diario, run dopo run e interazione dopo interazione, riscopriremo il mito ellenico.

Diario Achille Hades

Così dopo aver parlato un certo numero di volte con Zeus sbloccheremo una nuova porzione della voce a lui dedicata nel diario, potendo leggere il racconto di Achille riguardo il re degli dei. Analogamente, utilizzando una delle armi leggendarie per abbattere i nemici andremo scoprendo il suo ruolo nell’epica lotta intercorsa tra dei e titani. Di fatto, Hades ci offre la possibilità di apprezzare ancora una volta la totalità di miti e religione greci, riproposti in una chiave nuova, ma comunque stimolante ed educativa.

A lezione di stile da Hades

Andando avanti con le ore di gioco viene fuori il meraviglioso quadro della cosmogonia greca appunto, sapientemente rivisitato e stilizzato in chiave moderna. Tanto nei disegni quanto nei dialoghi, tutti i personaggi sono stati reimmaginati e resi splendidi da vedere e da ascoltare. Hades infatti vanta anche un ottimo doppiaggio inglese. Grazie alle voci e ai meravigliosi artwork delle divinità, la religione dell’antica Grecia ritrova fascino e attualità.

Non soltanto nell’aspetto, ovviamente, ma anche nella caratterizzazione, scanzonata e giocosa, ed estremamente diversificata tra i vari personaggi che incontreremo. È difficile non simpatizzare con questi dei, così moderni e alla mano, o proiettarsi nel complicato rapporto padre-figlio tra Ade e Zagreus, o ancora immedesimarsi nel battibecco a distanza tra Orfeo e Euridice – fantasioso seguito della storia del mito.

Hades è un’opera che trasuda carattere e stile, sia nell’estetica di personaggi e ambientazioni, sia nel racconto. La visuale isometrica riesce a dare profondità alle ambientazioni visitabili. La storia goliardica dentro cui veniamo trascinati trova l’equilibrio perfetto tra leggerezza e seriosità.

Sotto il profilo strettamente tecnico, Hades dà il meglio di sé su entrambe le piattaforme per cui è attualmente disponibile – PC e Switch. Il titolo risulta ben ottimizzato e capace di girare anche su macchine non troppo recenti, ancorandosi ai 60 frame al secondo, per quanto possibile. La versione per Switch perde qualcosa in termini di risoluzione, soprattutto in portabilità, e in rari casi mostra il fianco a qualche sporadico calo di fps. Niente di compromettente per l’esperienza complessiva comunque, e in ogni caso Hades sembra nato per girare sulla ibrida di Nintendo. Va segnalato tra l’altro che gli sviluppatori hanno promesso l’arrivo del cross save tra le due piattaforme. Un’ottima notizia per chi vuole goderselo in entrambi i modi, o per chi possiede già la versione PC, magari dall’early access, e vuole spostarsi su Switch.

Il tutto accompagnato da tracce audio incalzanti che spaziano prevalentemente dalle parti del metal, semplicemente perfette per aumentare il ritmo dei combattimenti. E anche dannatamente belle da ascoltare – e riascoltare, quando se ne sblocca la possibilità in game. Sonorità in effetti da sempre associate a combattimenti frenetici e tizi immortali con capelli improbabili che uccidono mostri immondi. Quindi rientriamo perfettamente nei canoni!

Frenesia da stylish action

La colonna sonora non è l’unica cosa che richiama i diavoli che piangono, in effetti. Tutto l’impianto ludico di Hades prende a pieni mani dal gioco d’azione “alla Kamiya. Il combat system si basa su due attacchi associati all’arma, uno normale e uno speciale. Oltre a questi, l’arsenale dell’eroe è costituito anche da dardi da lancio che si conficcano nei nemici, indebolendoli. Infine abbiamo a disposizione lo scatto e un’invocazione divina da ottenere nel corso di ogni run. Sia il numero di dardi che quello degli scatti può essere aumentato in modo permanente o temporaneo.

Combinando le sequenze di attacchi principali al potente attacco secondario e all’utilizzo dei dardi, con la possibilità di schivare i colpi dei nemici, viene fuori un gameplay divertente, frenetico e soddisfacente. Il tutto da moltiplicare per le cinque armi a disposizione, ognuna peculiare e di cui vi lasciamo il piacere della scoperta. Inoltre, in ogni run potremo trovare i doni di Dedalo, architetto e inventore mitologico, che ci permetteranno di potenziare o modificare radicalmente gli attacchi dell’arma scelta. Infine, come se ciò non bastasse, ogni arma ha diverse evoluzioni possibili, che modificano anche consistentemente il pattern di attacco dello strumento.

Build del personaggio da gioco di ruolo

Come in molti roguelike, Hades offre una personalizzazione del protagonista e delle sue armi ad ogni run, utilizzando i doni che gli dei ci mandano. Infatti, oltre a quelli di Dedalo se ne possono trovare di relativi alle divinità dell’Olimpo, da Zeus a Poseidone, da Ares a Dioniso. Ogni dio ci dona potenziamenti associati alle sue peculiarità. In questo modo quelli di Zeus aggiungono effetti fulminei, mentre quelli di Poseidone causano affogamento e sbalzamento per mezzo dell’acqua, e via dicendo.

Tra le varie stanze che compongono randomicamente i piani dell’Ade – il Tartaro, i Prati di Asfodelo e i Campi Elisi – possiamo spesso scegliere quale affrontare successivamente in base al dono che riceveremo. Ognuno ci permette di scegliere tra tre diversi potenziamenti legati alla divinità, da associare agli attacchi, o allo scatto. In questo modo possiamo aggiungere effetti specifici che aumentano il danno dei colpi e spesso infliggono malus, come annegamento, folgorazione, sbornia (sì, ovviamente parliamo di Dioniso) e vari altri. Inoltre possiamo associare un effetto dannoso al nostro scatto, rendendone l’utilizzo offensivo fondamentale, soprattutto negli scontri più ardui. Tramite i doni è possibile anche ottenere un’invocazione, una sorta di attacco limite che si carica durante i combattimenti. Ovviamente anch’esso è legato alla divinità associatagli, e spesso rende invulnerabili per qualche secondo.

Oltre ai potenziamenti inviati dagli dei, nelle stanze degli inferi possiamo trovare anche Pomi di Melograno e Cuori di Centauro, che permettono rispettivamente di aumentare la vita e di potenziare un dono già posseduto. Inoltre sarà possibile raccogliere denaro spendibile da Caronte, per acquistare potenziamenti durevoli giusto per qualche stanza, oppure ricariche di vita. Infine potremo raccogliere Gemme, Tenebre condensate e Chiavi Ctonie. Tutte valute da spendere in potenziamenti permanenti di vario tipo una volta tornati alla dimora di Ade.

Caronte Hades

Permadeath per tutti

In realtà non sarebbero finite qui le meccaniche di gameplay offerte dal meraviglioso Hades, titolo che consacra Supergiant Games nell’olimpo dello sviluppo videoludico. Potremmo parlare anche della possibilità di ristrutturare l’Ade, di pescare rarità nei fiumi infernali, di utilizzare i mementi ottenuti intessendo rapporti con i personaggi, o di ulteriori variabili e sfide sbloccate una volta completato un primo tentativo di fuga. Di carne al fuoco ce n’è davvero tanta in questa nuova opera del team californiano, ma vi lasciamo il gusto della scoperta. Al netto della poca varietà di ambientazioni e boss, le possibilità date dalle variabili che il gioco propone sono veramente tante, e lo stimolo a continuare a giocare è forte anche dopo aver terminato la prima run. E in realtà anche dopo aver terminato la decima…

Hades rappresenta contemporaneamente un punto d’arrivo e un punto d’inizio per il genere. Da un lato perché è di fatto una summa delle possibilità che questo impianto ludico offre, sfruttando al massimo tutte le sue peculiarità. Dall’altro lancia una sfida a chiunque in futuro si cimenterà nello sviluppo di titoli simili, ossia di riuscire a cucire una storia attorno a questa formula e riuscire a farlo così bene, impresa per niente semplice.

Allo stesso tempo, Hades è anche un prodotto perfetto per tutti: sia per gli appassionati di roguelike, esperti navigati dei tanti titoli susseguitisi in questi anni, sia per i neofiti. Grazie alla sua struttura e alla sua forte impronta story driven riesce infatti a coinvolgere e appassionare anche chi non si è mai affacciato a un genere non esattamente accessibile. Se quindi il concetto di morte permanente vi spaventa e vi ha sempre tenuti lontani da questo mondo, Hades è il titolo perfetto per provare a entrarci.

9.5

Must buy


Il nuovo titolo di Supergiant Games è un roguelite folgorante da vedere e da giocare. Hades è divertente nel gameplay, meraviglioso da vedere e intrigante nel racconto. Un titolo semplicemente imprescindibile per ogni appassionato del genere, e un perfetto punto d'ingresso per tutti i neofiti.

PRO

    - Storia interessante e ben raccontata
    - Gameplay frenetico e appagante
    - Stile mozzafiato
    - Grande varietà tra armi e build
    - Tantissime meccaniche di gameplay

CONTRO

    - Poca varietà di piani e boss
    - Non sempre le meccaniche sono spiegate a dovere
Andrea Scibetta
Gioco e scrivo, guardo film e serie tv, leggo libri e fumetti, disegno. Nel tempo libero faccio lo sviluppatore informatico

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