Recensione in pillole Albacete Warrior

Possiamo affermare senza timore di smentite che Albacete Warrior è la tipica produzione che, partendo da basi (teoricamente) solide, tenta di distinguersi nel panorama videoludico per idee non esattamente legate al game design. L’opera prima del team spagnolo FAS3 si presenta infatti come un ordinario beat’em’up a scorrimento, eco delle produzioni di qualche generazione fa… se non fosse per una evidente vena di follia che traspare fin dai primi attimi.

Pubblicato originariamente su PC (via Steam) dallo stesso team di sviluppo FAS3, Albacete Warrior si autodefinisce come un beat’em’up isterico, forte di una trama fuori di testa ed un intrigante presentazione che tenta di mescolare ambientazione 3D a personaggi in sprite 2D. Scopriamo insieme perché l’esperienza in compagnia del ninja spagnolo si è rivelata divertente nonostante i limiti della produzione.

Albacete Warrior è disponibile dal 1° Febbraio, su distribuzione EastAsiaSoft, per PlayStation 4, PlayStation 5, Nintendo Switch, Xbox One ed Xbox Series.

Albacete è un posto dedito alle feste ed alla movida.

Versione testata: PlayStation 5


Che gioco è?

Albacete Warrior è un titolo d’azione a scorrimento, basato su combattimenti e brevi fasi platforming.

Benito Waters è un ragazzo sboccato, molesto e dedito all’alcool. Dopo una sera di bagordi nel pub di Albacete, in Spagna, si risveglia inaspettatamente in un dojo. Nonostante un incontro non esattamente idilliaco, il sensei Paco vede in Benito il Prescelto, destinato a grandi imprese. Benito, convinto dalla prospettiva della gratuità di vitto ed alloggio, diventa dunque un ninja temibile e sfrontato. L’incontro fortuito con un pollo chiamato Pepito sarà l’inizio di una grande amicizia tra i due: sfortunatamente però, il dojo verrà attaccato da forze misteriose. Toccherà all’improbabile duo viaggiare per il mondo in cerca di vendetta e risposte.

Le mummie sono fastidiose, ma mai quanto i soldati con lo scudo.

La trama che fa da sfondo alle vicende di Albacete Waters, seppur strutturalmente classica, acquista una propria personalità grazie ad una taratura orgogliosamente trash. Le vicende, prevedibili nel loro svolgimento generale, vengono infatti arricchite da personaggi e dialoghi completamente fuori di testa e spregiudicati. Il gusto per una comicità spicciola e macchiettistica si lega a doppio filo ad una inattesa satira sociale (e politica), che prende vita dalle battute scurrili di Benito, che ci ha ricordato spesso lo Steve Stiffler della saga cinematografica di American Pie. Un umorismo probabilmente non adatto per tutti (complice anche una verbosità legata all’idioma inglese), ma che saprà essere apprezzato da alcuni giocatori per la sua leggerezza.

Perché giocarlo?

L’avventura di Benito e Pepito non mancherà di strapparvi una risata, all’interno di una campagna breve ma piacevole.

Il sistema di combattimento prevede l’uso di combo corpo a corpo a mani nude, presenti in buon numero e varietà. Ma non c’è ninja senza armi interessanti. Ecco dunque che, accanto a classici shuriken e spettacolari manovre evasive, potremo utilizzare il buon Pepito per infliggere danni consistenti agli avversari. Il simpatico pollo diventerà dunque arma contundente, capace di aiutarvi nei vostri combattimenti.

Quetzacoatl è solo uno dei boss del gioco… non vi sveliamo quello che ci ha fatto letteralmente cappottare dalle risate.

Come in ogni beat’em’up a scorrimento, il ninja Benito dovrà esplorare le aree con le sua abilità e far fronte ai nemici più disparati. Da mummie ad abominevoli uomini delle nevi, passando per indigeni del Sud America a spietate androidi assassine, l’avventura riserverà molti scontri avvincenti. Il culmine verrà tuttavia raggiunto dai boss, che riserveranno non poche sorprese, oltre a caratterizzazioni davvero divertenti.

Albacete Warrior è composto da cinque brevi livelli, ognuno caratterizzato da un’ambientazione differente e nemici diversi. Un’avventura dunque molto contenuta, completabile in un paio di ore, bilanciata da un price tag altrettanto modesto (€ 9,99).

Perché no?

Tristemente, la produzione soffre in maniera vistosa e significativa le sue umili origini, che si traducono in un gameplay approssimativo.

La colpa, a ragion veduta, è da ricercare nell’ardita scelta che caratterizza visivamente la produzione: aver voluto mescolare personaggi bidimensionali ad ambienti tridimensionali. Si tratta di una scelta di game design che porta con sé, tradizionalmente, molte sfide di sviluppo legate alla corretta navigabilità degli ambienti, alla percezione della profondità, nonché al corretto rilievo delle hit boxes. Tutti aspetti che purtroppo in Albacete Warrior presentano evidenti problematiche.

Nonostante la buona varietà di combo ed abilità speciali, il combat system appare infatti farraginoso e poco responsivo. Non solo Albacete Warrior deve fare i conti con un costante imput lag, ma anche con hit boxes imprecise che renderanno i combattimenti aleatori, anche a causa dell’assenza di un adeguato feedback sui colpi. Preparatevi dunque a menare le mani in modo insensato tentando di portare a segno i vostri attacchi, cercando al contempo di schivare le offensive avversarie indovinando il giusto tempo a causa dei problemi tecnici.

Un salto semplice può diventare infernale in Albacete Warrior.

Se i combattimenti, presi per quello che sono, riescono comunque ad essere divertenti e spensierati in una certa misura, è soprattutto nelle fasi platform che emergono tutti i problemi di Albacete Warrior. Le imprecisioni si fanno consistenti ed impattanti nell’esperienza ludica, rendendo un incubo alcuni momenti dell’avventura. Come se non bastassero i problemi di percezione nonché quelli legati ai controlli, la fisica dei salti renderà il protagonista al tempo stesso pesante e leggero, rendendo i suoi movimenti in aria imprevedibili come quelli di un palloncino sospinto dall’elio. Fortunatamente si tratta di brevissimi momenti di gameplay, che tuttavia torneranno per darvi il tormento quando meno ve l’aspetterete (tipo durante il boss finale…).

Commento finale

Albacete Warrior è una piccolissima produzione che propone un’avventura satirica nei panni di un ninja cafone accompagnato dal suo fido… pollo? Forte di un umorismo spicciolo e trash, il titolo di FAS3 incespica tuttavia con una realizzazione lacunosa in cui emergono tutti i problemi legati alla fusione tra personaggi 2D ed ambienti 3D. Le evidenti imprecisioni legate ai controlli, alle hitboxes nonché alla percezione della profondità influiscono negativamente su un titolo che poteva essere molto più interessante con qualche accorgimento supplementare. La follia tiene a galla l’opera che vi saprà regalare alcune ore di divertimento, a patto di chiudere un occhio e mezzo su tutto il resto.

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6.0

Albacete Warrior


Albacete Warrior è una piccolissima produzione che propone un'avventura satirica nei panni di un ninja cafone accompagnato dal suo fido... pollo? Forte di un umorismo spicciolo e trash, il titolo di FAS3 incespica tuttavia con una realizzazione lacunosa in cui emergono tutti i problemi legati alla fusione tra personaggi 2D ed ambienti 3D. Le evidenti imprecisioni legate ai controlli, alle hitboxes nonché alla percezione della profondità influiscono negativamente su un titolo che poteva essere molto più interessante con qualche accorgimento supplementare. La follia tiene a galla l'opera che vi saprà regalare alcune ore di divertimento, a patto di chiudere un occhio e mezzo su tutto il resto.

PRO

Trash e cafone | Le boss fight sono molto divertenti | Mood orgogliosamente retrò |

CONTRO

Trash e cafone | Imprecisioni nei controlli, nelle hitboxes e nella percezione della profondità | Dura pochissimo |
Danilo Di Gennaro
Danilo Di Gennaro
Viaggiatore nel tempo, utilizzatore della Forza, ex SOLDIER di 1° classe. Accanto ad una passione incrollabile verso il media videoludico da oltre 30 anni, nel tempo mi appassiono quadrimensionalmente a tutto ciò che proviene dal Giappone, nonché a cinema, serie tv, supereroi e molto altro. Allons-y.

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