Recensione in pillole Clunky Hero

Solo pochi giorni fa, quando abbiamo recensito l’italianissimo Children of Silentown, vi abbiamo parlato di come l’industria videoludica italiana stia vivendo un vero e proprio periodo d’oro, e nell’introduzione di questo Clunky Hero dovremmo ripeterci.

Con l’ultimo lavoro di Nicola Piovesan e Chaosmonger Studio non ci troviamo, in verità, di fronte ad una vera e propria perla del panorama indie dell’italico stivale, ma nonostante questo possiamo anticiparvi già da ora, che seppur con tutti i suoi difetti e sbavature, Clunky Hero ha una sua identità ben precisa che ci ha spinto a giocarlo fino alla fine con estremo piacere.

Dando un’impronta così marcatamente identitaria al loro prodotto (che per alcuni forse sarà anche un po’ troppo trash), gli sviluppatori sono riusciti a marchiare a fuoco nella nostra mente diversi momenti dell’avventura dell’Eroe Maldestro del titolo. E, in tutta franchezza, pensiamo che questa sia stata la carta vincente perché, diciamocelo, quello dei metroidvania è il terreno più battuto dagli sviluppatori indipendenti ed è il genere che ha dato i natali a veri e propri capolavori del media come Hollow Knight, ludicamente e artisticamente inarrivabile non solo per Clunky Hero, ma per buona parte dell’industria.

Clunky Hero è disponibile da oggi 25 gennaio 2023 su PlayStation 4, Xbox One, Nintendo Switch e PC.


Versioni testate: PlayStation 4 in retro-compatibilità su PlayStation 5, Nintendo Switch


Che gioco è?

Clunky Hero è un metroidvania dalla struttura molto semplice ed elementare.

Perché abbiamo utilizzato questi due aggettivi? Semplicemente, il titolo, seppure non ci dica mai apertamente dove andare, ha un mondo di gioco disegnato in modo che dopo ogni boss sbloccheremo un nuovo potere che ci permetterà di visitare solo una nuova zona, o almeno per la maggior parte del tempo è così. Abbiamo avuto, insomma, la sensazione di essere guidati molto più che in altri esponenti del genere. La progressione ci è sembrata molto più “schematica” di quanto ci saremmo aspettati. Ad ogni modo, dopo l’ultimo quarto di gioco, come in gran parte dei metroidvania dopotutto, l’esplorazione, grazie a tutti i poteri, esplode in tutto il suo splendore e girovagare per le mappe diventa molto più soddisfacente.

Ma facciamo un passo indietro e soffermiamoci sul gameplay. Il nostro Rufus inizialmente potrà saltare e effettuare dei semplici attacchi da 3 colpi con la scopa con cui inizierà il suo viaggio.

Clunky Hero
Scopa e secchiello in testa e si va a dare legnate!

Con il proseguire dell’avventura, oltre a sbloccare i vari poteri di navigazione, avremo la possibilità di sparare proiettili di sudore con il classico mana e raccogliere una notevole quantità di armi e oggetti che andranno a potenziare il protagonista e le sue abilità attive e passive, spostando il focus dei combattimenti di Clunky Hero più verso la preparazione che non sullo svolgimento reale degli stessi.

Completano il quadro ludico delle divertenti e riuscitissime sezioni platform che riescono a regalare un ottimo ritmo all’avventura grazie alla varietà proposta, risultando sempre più stimolanti man mano che sbloccheremo i nuovi poteri.

Perché giocarlo?

Come avrete avuto modo di intuire dall’introduzione, Clunky Hero è un titolo che ci ha tenuti incollati allo schermo grazie alla sua identità, al suo carattere, al suo carisma. Pad alla mano, è molto derivativo e presenta diversi problemi (di cui parleremo nel paragrafo successivo), quindi è proprio grazie alla particolare impronta che gli sviluppatori hanno impresso al loro gioco che l’avventura di Rufus ci ha divertito fino alla fine.

Già dalla premessa narrativa il gioco mette subito in chiaro la sua bonaria idiozia. Brunilde, la moglie di Rufus, viene rapita dall’innominabile Cattivo e trasformata in una bambola sexy con un cervello di gallina. Spetta a noi salvare la nostra amata, invertire la trasformazione e riportare le cose al loro status quo originario.

In un momento storico in cui in internet anche una virgola fuori posto può far scatenare devastanti bufere mediatiche, la costante ricerca del trash e del politicamente scorretto di Clunky Hero è stata una ventata di freschezza che ci ha davvero rallegrato. E poi la scrittura per noi italiani ha un quid in più. Chi di voi non vorrebbe salvare Pdor, figlio di Kmer? O parlare con un vichingo veneto?

Un altro grande pregio della produzione è da ricercarsi nell’offerta contenutistica, soprattutto in rapporto al prezzo estremamente ridotto a cui il gioco viene venduto. Noi abbiamo finito l’avventura in quasi 15 ore con il 99% di completamento. Una durata ottima per la portata del titolo.

Clunky Hero
Clunky Hero ha una durata di tutto rispetto

Sul versante tecnico, abbiamo avuto l’occasione di testare il gioco sia in versione PS4 (in retrocompatibilità tramite PS5), sia per Nintendo Switch. Su console Sony, il titolo ci è sembrato piuttosto solido, con un framerate che si è tenuto stabile tra i 50 ed i 60 fps. Più titubante la versione Switch, per la quale abbiamo riscontrato qualche drop anche sulla soglia dei 40 fps nelle situazioni più concitate. Fortunatamente, su entrambe le piattaforme l’esperienza ludica è stata pienamente soddisfacente. Ci sentiamo dunque di poterle consigliare entrambe, a seconda della vostra disponibilità o preferenza. Se desiderate performance più stabili, optate per la versione PlayStation. Viceversa, se volete sfruttare la portabilità della ibrida Nintendo, Clunky Hero fa bella figura anche sullo schermo della console della casa di Kyoto.

Per finire, menzione d’onore per il comparto sonoro. Il doppiaggio, purtroppo presente solo nei filmati di apertura e chiusura, è veramente ottimo e le musiche sono sempre gradevoli e azzeccate.

Perché no?

Purtroppo Clunky Hero è un titolo che pensiamo avrebbe avuto bisogno di qualche mese di lavoro in più. Per tutto il tempo abbiamo percepito una palesemente avvertibile approssimazione di diversi elementi del pacchetto ludico.

Prima di tutto, le hitbox dei nemici risultano molto aleatorie. Se nei combattimenti contro i nemici semplici questo aspetto non ha importanti ripercussioni, le Boss Fight di contro risultano depauperate di tutta la carica emotiva e il pathos che queste dovrebbero trasmettere.

In secondo luogo, mancano alcune features Quality of Life che avrebbero reso la progressione di Clunky Hero molto più accessibile. Da semplici accorgimenti di design come ad esempio non rendere la raccolta delle monete rilasciate dai nemici così noiosa ad elementi molto più impattanti a livello ludico, come ad esempio situazioni (trappole e nemici) non “preannunciate” a schermo, o zone opzionali senza nessun tipo di indizio visivo ad indicarle. Manca, in poche parole e in alcuni casi, un adeguato livello di leggibilità dell’azione a schermo.

Per finire, l’approssimazione di cui sopra è riscontrabile anche nella presentazione visiva del prodotto. La direzione artistica è parecchio altalenante. Alcuni scenari e nemici sono maggiormente rifiniti e ricchi di particolari rispetto ad altri. Questi stonano tantissimo e denotano una disomogeneità di fondo che non abbiamo gradito.

Commento finale

Clunky Hero è un titolo che trova il più grande punto di forza nella sua coraggiosa identità. Nonostante un impianto ludico derivativo e imperfetto, il titolo di Chaosmonger Studio è solido e pensato con criterio, soddisfacente e impegnativo. Certo, in alcuni casi anche a causa delle artificiosità legate all’approssimazione di cui sopra, ma va bene così. A chi lo consigliamo? A tutti, anche a chi non è fan del genere, grazie al prezzo competitivo a cui viene venduto e al carisma di cui è pregno il prodotto.

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7.0

Clunky Hero


Clunky Hero è un titolo che trova il più grande punto di forza nella sua coraggiosa identità. Nonostante un impianto ludico derivativo e imperfetto, il titolo di Chaosmonger Studio è solido e pensato con criterio, soddisfacente e impegnativo. Certo, in alcuni casi anche a causa delle artificiosità legate all'approssimazione di cui sopra, ma va bene così. A chi lo consigliamo? A tutti, anche a chi non è fan del genere, grazie al prezzo competitivo a cui viene venduto e al carisma di cui è pregno il prodotto.

PRO

Forte identità | Offerta contenutistica ottima, soprattutto in relazione al prezzo ridotto a cui viene venduto |

CONTRO

Troppo approssimativo in gran parte degli elementi che compongono il pacchetto ludico |
Vincenzo D'Alcantara
Vincenzo D'Alcantara
Il mio amore per i videogiochi nasce grazie a mamma Sony e al folle marsupiale creato da Naughty Dog verso la fine degli anni 90. A distanza di più di venti anni i platform continuano ad essere la mia passione che tuttavia si è estesa, naturalmente e masochisticamente, a tutti i giochi impegnativi e "tosti", di qualsiasi genere essi siano.

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