Recensione Like a Dragon: Infinite Wealth, Ichiban e Kiryu nel miglior capitolo della serie

Correva l’anno 2005 quando Ryu ga Gotoku arrivò per la prima volta nei negozi nipponici e, diciamocelo con sincerità: anche i più ottimisti non si sarebbero aspettati che sarebbe stato il fecondo seme che avrebbe portato, quasi venti anni dopo, a Like a Dragon: Infinite Wealth.

Riassumere il percorso di una serie di questo tipo è decisamente impresa ardua. Nonostante un successo strepitoso e progressivamente maggiore in terra natia, la serie giunta dalle nostre parti con il nome di Yakuza ha faticato enormemente ad imporsi, tra release tardive ed incassi insoddisfacenti. Mentre il Giappone vedeva un fiorente flusso di capitoli principali e spin off, il grande pubblico dell’Occidente stentava ad apprezzare la serie fino ad arrivare ad un impasse con il quinto capitolo, per anni disperso. Solo un successo insperato e clamoroso di Yakuza 0 nel 2015 ha permesso a Kazuma Kiryu di conquistare lentamente e coraggiosamente il pubblico di tutto il mondo. Quasi dieci anni di successi progressivi fino ad arrivare alla rivoluzione copernicana di Yakuza: Like a Dragon di qualche anno fa: un impianto da JRPG ed un nuovo protagonista principale. A distanza di pochi mesi dal capitolo di collegamento The Man Who Erased His Name, arriva oggi Infinite Wealth che si propone di celebrare le opposte parabole dei due personaggi principali di una saga divenuta storia. E lo fa con il capitolo più grande e stratificato di sempre.

Like a Dragon: Infinite Wealth è disponibile dallo scorso 26 Gennaio su PlayStation 5, Xbox Series X|S, PlayStation 4, Xbox One, Windows e Steam (PC).


Versione testata: PlayStation 5


Da Yokohama ad Honolulu

Yokohama. Il buon Ichiban lavora in un’agenzia di collocamento, intento ad aiutare segretamente i vecchi componenti degli oramai sciolti grandi clan della yakuza. Un impiego onesto, con l’obiettivo di aiutare e riabilitare persone con un passato complicato, ritrovatesi in povertà e senza lavoro. Un giorno tuttavia, il vento cambia improvvisamente direzione. Ichiban si ritrova a sua volta disoccupato, con una reputazione nuovamente calpestata e, cosa ancora più spiazzante, messo al corrente che la madre a lungo ritenuta morta si trova alle Hawaii. Praticamente costretto dagli eventi, Ichiban vola in direzione Honolulu dove ad attenderlo ci saranno avversità, se possibile, ancor più insidiose. Lo sventurato viene infatti raggirato, finendo col risvegliarsi derubato e completamente nudo su una spiaggia affollata. Inizierà una incredibile successione di eventi, che lo porterà ad incrociare la strada con diverse fazioni tutte alla ricerca della misteriosa donna, tra cui addirittura l’agenzia segreta per la quale lavora il leggendario Kazuma Kiryu.

Una coppia indimenticabile.

Come da tradizione per la serie, anche Infinite Wealth propone una trama attenta e calibrata, in cui il momento faceto e leggero si alterna efficacemente ad attimi estremamente drammatici e potenti. La sceneggiatura ci riesce non solo giocando carte avvincenti e stimolanti, ma anche e soprattutto con una magistrale resa dei personaggi e delle loro storie personali. Lo precisiamo: se siete fan di nuova data, potrete godere delle vicende narrate anche solo avendo giocato il precedente Yakuza: Like a Dragon o ripassandone rapidamente gli eventi principali. Ma solo i fan più sfegatati, che hanno seguito negli anni ogni momento dell’odissea di Kazuma Kiryu prima e di Ichiban Kasuga poi, potranno cogliere ogni sfumatura… ed emozionarsi ancor di più. In questo senso e senza poter dire troppo, possiamo rassicurarvi: il Ryu ga Gotoku Studio non delude neanche in questa occasione, al netto di una fase iniziale che si prende forse del tempo eccessivo per carburare.

Spostare la location principale nell’assolata capitale delle Hawaii ha permesso non solo di realizzare il capitolo più vasto di sempre, ma anche di rinfrescare la presentazione visiva nonché quella tematica. Se impiegherete davvero poco tempo a percepire la vastità del mondo di gioco, altrettanto immediata sarà la ventata di novità rappresentata dalle spiagge di Honolulu e dagli scorci di questa ambita meta turistica. Tecnicamente il gioco fa qualche passo avanti rispetto al precedente capitolo, fermo restando una sostanziale continuità (anche dovuta all’esigenza di dover gestire la natura cross gen), che tuttavia apprezziamo per solidità generale (quantomeno su current). Ma l’approdo fuori dalle coste giapponesi ha permesso al team di affrontare anche nuove tematiche, figlie di un mondo a metà tra Occidente ed Oriente, in cui la società moderna si trova alle prese con difficoltà e problemi assai noti anche dalle nostre parti. Un nuovo encomio dunque per la scrittura, che non cessa mai di stupire e, talvolta, sensibilizzare.

Incredibile vedere Danny Trejo in un capitolo della serie.

Ogni Persona è unica

Non vogliamo svelarvi ogni sorpresa contenuta in un titolo semplicemente enorme come Infinite Wealth, ma possiamo rassicurarvi: la quantità di contenuti è addirittura soverchiante, tra missioni secondarie e attività opzionali, passando per meccaniche vecchie e nuove. La tradizione della serie non solo è rispettata, ma spinta verso nuove ed imprevedibili vette che vi porteranno a macinare un numero positivamente preoccupante di ore. Se avete giocato in passato qualche capitolo della serie potreste immaginare cosa aspettarvi, se siete dei nuovi fan sarete sorpresi. Ma in entrambi i casi, non avete idea della follia dilagante e dei momenti spiazzanti che il team di sviluppo ha riservato per tutti.

Ma di una cosa possiamo parlarvi senza remore, ovvero delle migliorie introdotte al sistema di combattimento. Torna l’istrionico job system del precedente capitolo, in cui i membri del party possono intraprendere professioni a metà tra il reale ed il surreale, così come la strutturazione a turni dell’azione. Se tuttavia in passato tutto appariva piuttosto statico a causa della impossibilità del posizionamento sul campo di battaglia, riducendo attacchi ambientali o circostanziali a mere occasioni fortuite, adesso la situazione è completamente diversa. Infinite Wealth ha infatti introdotto la possibilità di muovere liberamente i personaggi nell’area di combattimento in maniera non dissimile da quanto visto nel bellissimo Mario + Rabbids: Sparks of Hope. Diventa così possibile posizionarsi in modo strategico per sprigionare attacchi concatenati o per interagire con gli altri membri del party, rendendo l’azione più dinamica e divertente. Applausi scroscianti poi per il buon vecchio Kiryu, capace di “rompere” letteralmente le regole della turnazione per usare il suo stile brawl in un contesto prettamente action: geniale.

La dinamicità del sistema di combattimento fa davvero la differenza.

Ad essere rivisto è stato anche il bilanciamento generale, oltre alla introduzione di una serie di migliorie quality of life che rendono di fatto Infinite Wealth non solo un Like a Dragon migliore ma anche un JRPG migliore. Tutto è stato ricalibrato, dal potenziamento delle armi alla gestione dell’equipaggiamento, passando per l’intero sistema di acquisizione fondi economici. Continua a farsi sentire in modo abbastanza evidente l’influsso positivo della serie Persona, con l’affiatamento tra i compagni basato su una versione semplificata del social link capace di sbloccare abilità di coppia.

Particolarmente funzionale e divertente nel suo equilibrio è l’Ereditarietà delle Tecniche, ovvero la possibilità di sfruttare i legami tra personaggi per permettere di sbloccare slot capaci di ospitare mosse provenienti da attività lavorative precedenti. Ne deriva dunque la possibilità di creare build interessanti e diversificate, in un sistema che si intreccia a sua volta con le restanti meccaniche social. Una risorsa, questa come altre, che diventa praticamente fondamentale per gestire la difficoltà media del titolo, che si attesta su un livello più alto del precedente Like a Dragon. Se gli scontri casuali con avversari deboli sono stati gestiti con accorgimenti intelligenti per non tediare i giocatori (con automatismi impostabili), tuttavia gli scontri più importanti e un po’ tutte le boss fight richiederanno la vostra attenzione. Si badi bene però: se anche la difficoltà media è superiore, Infinite Wealth è altresì più sapientemente bilanciato e non vi si riscontrano picchi improvvisi come in passato. Ah, ovviamente tenetevi pronti alla follia più dilagante, complice la fervida immaginazione di Ichiban.

Follia ne abbiamo, tranquilli.

Infinite Sujimon Crossing

Tra le innumerevoli attività presenti in Infinite Wealth, tra vecchi classici ed esilaranti new entry (come una versione Glovo-like del classico arcade Radical Bikers), nel mare magno di sorprese che non vogliamo assolutamente anticiparvi, spiccano tuttavia i Sujimon e la Dondoko Island.

Già presenti nel precedente capitolo, i Sujimon altro non sono che una dissacrante parodia dei Pokémon. Qualsiasi nemico sul vostro cammino infatti potrà essere “catturato”, allenato (e talvolta evoluto) e reso disponibile per battaglie a turni in tutto e per tutto simili a quelle viste nel classico Nintendo. Se già la riproposizione di questa simpaticissima attività secondaria è da salutare con particolare entusiasmo (il collezionismo compulsivo nei monster taming piace a tutti, suvvia… Palworld docet, no?), constatare che sia stata ulteriormente approfondita e raffinata ci ha fatto enormemente piacere. Basti pensare che stavolta avremo a che fare anche con dei veri e propri maestri da sconfiggere… vi ricorda qualcosa? Ah, se poi siete anche fan di Snap, Infinite Wealth potrebbe accontentarvi in qualche modo anche qui.

Tre contro tre, una sfida equa…?

Ma la novità più grande ed inattesa di Infinite Wealth è probabilmente la Dondoko Island.

Prendendo stavolta ispirazione da un altro classico Nintendo, vi ritroverete a gestire una rilettura di Animal Crossing con l’obiettivo di realizzare, in questo caso, il miglior resort possibile. A partire da aree iniziali e compiti modesti, dovremo progressivamente liberare l’isola dal degrado ambientale (e dalla minaccia di fastidiosi ecoterroristi) per trasformarla in un autentico paradiso. Tutto potrà essere curato, dalla creazione e personalizzazione di strutture passando per le attività presenti che possano soddisfare la clientela. Persino le attività più metodiche e tediose richieste dal Tom Nook di turno, come collezionare insetti e raccogliere legna, sono azioni presenti ma gestite con un piglio assolutamente ironico. Andando avanti è addirittura possibile sbloccare una seconda isola, che potrà incrementare le mansioni nonché vi offrirà la possibilità di impiegare proprio i Sujimon tanto per attività produttive ma anche per allenarsi.

Raggiungere il top dei resort tropicali e degli allenatori di creature non è una passeggiata: parliamo, tra Sujimon e Dondoko Island, di oltre trenta o quaranta ore di contenuti… totalmente opzionali! Un quantitativo che si unisce alla longevità comunque alta del titolo al punto che, per vedere e fare tutto, dovreste mettere da parte almeno un centinaio di ore. Un esempio fulgido non solo della ricchezza contenutistica di Infinite Wealth ma anche della passione degli sviluppatori nel continuare, anno dopo anno, ad introdurre meccaniche fresche e completamente folli.

Naturalmente anche gli arredi interni saranno a vostro gusto.

Commento finale

A quasi vent’anni dal primo leggendario capitolo, Like a Dragon: Infinite Wealth ha il sapore, al contempo, di un punto di arrivo e di un nuovo folgorante inizio. Lungi dal volervi svelare qualcosa, ciò che possiamo dire è che il nuovo titolo del Ryu ga Gotoku Studio non solo è, con ogni probabilità, il capitolo migliore della serie. Rappresenta altresì uno dei migliori JRPG del panorama videoludico recente e, ci spingiamo oltre, uno dei primi seri candidati ai GOTY del 2024. Un acquisto obbligato praticamente per tutti ma soprattutto proprio per quei fan che comprarono Yakuza nel lontano 2006 per PlayStation 2: tutto questo è stato possibile anche grazie a voi!

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9.0

Like a Dragon: Infinite Wealth


A quasi vent'anni dal primo leggendario capitolo, Like a Dragon: Infinite Wealth ha il sapore, al contempo, di un punto di arrivo e di un nuovo folgorante inizio. Lungi dal volervi svelare qualcosa, ciò che possiamo dire è che il nuovo titolo del Ryu ga Gotoku Studio non solo è, con ogni probabilità, il capitolo migliore della serie. Rappresenta altresì uno dei migliori JRPG del panorama videoludico recente e, ci spingiamo oltre, uno dei primi seri candidati ai GOTY del 2024. Un acquisto obbligato praticamente per tutti ma soprattutto proprio per quei fan che comprarono Yakuza nel lontano 2006 per PlayStation 2: tutto questo è stato possibile anche grazie a voi!

PRO

Scrittura di altissimo livello | Enorme e straripante di contenuti | Il sistema di combattimento è stato rivisto e perfezionato |

CONTRO

La fase iniziale è un po' lenta | La ricchezza contenutistica può distrarre dalla narrativa | L'esigenza di un update grafico si fa talvolta sentire |
Danilo Di Gennaro
Danilo Di Gennaro
Viaggiatore nel tempo, utilizzatore della Forza, ex SOLDIER di 1° classe. Accanto ad una passione incrollabile verso il media videoludico da oltre 30 anni, nel tempo mi appassiono quadrimensionalmente a tutto ciò che proviene dal Giappone, nonché a cinema, serie tv, supereroi e molto altro. Allons-y.

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