Recensione Mount & Blade II: Bannerlord

Medioevalisti c’è posta per voi! Un periodo decisamente prolifico per produzioni sul genere, visti anche i recentissimi A Plague Tale: Requiem, Chivalry 2 e Pentiment. Successore del primo capitolo Mount & Blade Warband, ma prequel narrativamente parlando, arriva a distanza di più di dieci anni Mount & Blade II: Bannerlord. Sviluppato ed edito da TaleWorlds Entertainment, è disponibile su PlayStation 5, Xbox One, PlayStation 4, Xbox Series X/S, Microsoft Windows (via Steam).


Versione testata: PlayStation 5


Un processo evolutivo iniziato esattamente dieci anni fa, ovvero quando nel 2012, a due anni dal lancio di Warband, lo sviluppatore annunciava la creazione di un sequel destinato ad un futuro prossimo. Un’azienda TaleWorlds Entertainment, che da quei tempi si è espansa ed ingrandita, acquisendo la forza e la possibilità di alzare ulteriormente l’asticella delle aspettative proprie, e del pubblico appassionato.

Bentornati a Calradia

In Mount & Blade II: Bannerlord torneremo a calcare le terre di Calradia, 200 anni prima di quanto avvenuto in Warband. L’Impero è sull’orlo del collasso e diverse fazioni sono in guerra per controllare i resti di quello che rimane della potenza che un tempo dominava l’intero continente. E’ da questo semplice incipit narrativo che prende vita il gargantuesco mondo di Mount & Blade II: Bannerlord. Per noi, nuovi giocatori, il tutto ha inizio con la creazione del nostro alter ego non solo attraverso scelte meramente estetiche ma che riguarderanno anche background, tratti caratteriali ed obiettivi, con conseguenze anche sul gameplay.

Mount & Blade II: Bannerlord

Discendere da una famiglia di fabbri situata a nord del continente, avrà temprato caratteristiche diverse rispetto all’essere figli di un truffaldino mercante nomade. La componente RPG si innesca direttamente dal passato del nostro personaggio, probabile premessa delle gesta future che sceglieremo di compiere. Calradia è terra vastissima e ricca di possibilità da cogliere in base alla run che vorremo impostare. Che vogliate personificare irriducibili guerrafondai, piuttosto che abili mercanti o saggi diplomatici, dipenderà esclusivamente dai vostri gusti ed interessi.

I vari regni e le ricostruzioni sono di fantasia, ma è lapalissiana l’ispirazione alla storia di circa 1500 anni fa, e più specificatamente alla debacle dell’Impero Romano e delle altre numerose fazioni coinvolte in quel periodo storico.

Giurate fedeltà alle fazioni esistenti o create il vostro regno da zero, prendete decisioni drastiche, gestite i feudi e costruite il vostro retaggio sul suolo calradiano: tutto in Mount & Blade II: Bannerlord è studiato in dettaglio per catapultarvi in una epopea medievale che va al di là del singolo e influenzerà il corso della storia. Avrete eredi, gestirete la loro crescita e tramanderete la vostra eredità. Potrete persino continuare la vostra avventura, vestendo i panni del vostro successore quando il vostro personaggio morirà.

Mount & Blade II: Bannerlord per meccaniche di gioco e gameplay vi permetterà di rendere ogni singola run, tanto più diversa dalla precedente, rispetto alle scelte che prenderete di volta in volta.

Un’identità dai mille volti

Approcciare il titolo di TaleWorlds Entertainment da neofiti potrebbe risultare quanto meno spiazzante. Come precedentemente accennato, le meccaniche di gioco permettono approcci radicalmente diversi, e questo è dovuto al fatto che si trovano a convivere nella stessa produzione elementi RPG, gestionali, action e strategici. Già dai primi momenti in game, in cui creando il nostro personaggio gli attribuiremo dei punti abilità, si paleserà la componente ruolistica.

Mount & Blade II: Bannerlord

Una volta scesi sul campo (in prima o in terza persona), come perfetti signor nessuno, potrete iniziare a godere del tipo di gameplay che più vi aggraderà. Quanto appena detto, non rimarrà tale solo da un punto di vista squisitamente teorico, ma praticamente fatta eccezione dei pochi punti skill che potrete assegnare liberamente all’avanzamento di livello, la restante crescita delle abilità sarà influenzata dalle azioni che compirete.

Cavalcare inarrestabilmente tra un regno e l’altro, accrescerà i valori relativi all’equitazione. Maneggiare armi e scudi di un certo tipo costantemente, vi renderà sempre più abili e letali per quel tipo di build. E via discorrendo. Per cui il sistema di crescita sarà strettamente vincolato al vostro modo di interpretare il gioco.

Personalmente parlando è un sistema che amo molto, spesso nei giochi dove le skill si aumentano con assegnazioni da parte del giocatore, magari con alberi ampiamente ramificati, mi ritrovo ad assegnare punti ad abilità che mai utilizzerò e viceversa. In questo modo invece, sono sempre portato a valutare bene che armi utilizzare, come comportarmi, perché in base al modo che avrò di giocare, aumenteranno o meno determinate skill. Per cui dovrò avere uno stile di gameplay totalmente coerente con ciò ho in mente di fare, altrimenti creerò una build del tutto disallineata e conseguentemente poco soddisfacente.

Partendo dalle prime piccole missioni introduttive – dopo aver preferibilmente portato a termine il breve tutorial – potrete iniziare il vostro complesso percorso tra i regni calradiani. Una volta assoldati i primi quattro senza dio che saranno disposti a seguire la vostra causa per un pugno di monete, inizierete a scoprire quanto diversi potranno essere i vari approcci di gameplay.

Sin dai primi scontri potrete scegliere il livello di gestione del combattimento, se guidare i vostri uomini in prima linea, menando terribili fendenti, parando, attaccando a cavallo ed altro ancora. Altrimenti non dovesse garbarvi la componente action, tra l’altro impostata in termini piuttosto rigidi tra macchinosità e simulazione (a qualcuno potrebbe ricordare vagamente le goffe e pesanti movenze del mitico Henry di Kingdom Come: Deliverance), potrete guidare le vostre truppe dalle retrovie, impartendo ordini attraverso delle ruote dei comandi richiamabili attraverso i tasti del DualSense. Nel primo caso metterete più a rischio la vostra pelle, ma aumentando la potenza d’attacco della vostra fazione. Nel secondo, avrete maggior certezze riguardo al mantenere intatta la vostra salute, riducendo però l’offensiva agli ordini che avrete impostato all’IA.

Preferite essere valorosi condottieri, o leader carismatici? A voi la scelta.

Nel caso non riusciste a sentirvi nessuno dei due dopo poche ore di gioco, pazientate e non demoralizzatevi. Al fine di capire bene l’effetto pratico di ogni ordine impartito, periranno parecchi dei vostri uomini. Nel capire il timing e le tecniche del combattimento sia a cavallo che a piedi, perirete spesso anche voi. Come accennato, l’approccio ricercato dal team di TaleWorlds Entertainment tende molto all’efficacia, alla strategia ed all’essenzialità e molto poco alla spettacolarizzazione del combattimento, cercando di essere più coerente possibile con la ricostruzione storica.

Nel mio caso, nei primi combattimenti ho dovuto lasciar fare tutto ai miei uomini, affrontando scontri esclusivamente in superiorità numerica. Le prime volte che sono partito urlando “carica!!!” spada in mano alla William Wallace, mi sono ritrovato a faccia in giù a terra in pochi attimi. Il tutorial di per se è veramente striminzito, e ci ritroveremo in battaglia dovendo assimilarne le meccaniche a nostre spese.

Il cuore di Mount & Blade II: Bannerlord

Se da una parte è vero che contenutisticamente il gioco offra approcci diversi riguardo come impostare la propria avventura o campagna che sia o che si possano costruire build completamente differenti tra loro, in realtà il cuore pulsante della produzione è uno solamente e batte forte sul campo di battaglia.

Che vogliate diventare ricchi mercanti, piuttosto che ambire a scalare la gerarchia del vasto olimpo geo-politico presente in Calradia, prima o poi dovrete far prevalere le vostre idee con la forza bruta. La guida e gestione delle campali battaglie in M&B è l’aspetto indubbiamente messo al centro della produzione, se non altro per una cura nel dettaglio, trascurata in altri aspetti del gioco.

Inizialmente il gioco avrà la capacità di rapirvi attraverso le due visualizzazioni del mondo disponibili (2D isometrico durante gli spostamenti nella mappa, 3D durante i combattimenti e le interazioni all’interno dei vari villaggi). L’impressione di sentirsi un minuscolo ingranaggio della spietata macchina medievale rapirà la nostra attenzione, galvanizzati da ogni mini quest, o aspetto marginale del gioco.

Potrete osservare la disponibilità di beni che fluttuano in un’economia feudale simulata, in cui il prezzo di tutto, dal grano ai cavalli da guerra, fluttuerà in base alla domanda e offerta. Creare carovane, possedere officine e forgiare armi di valore armi preziose, mentre i vostri insediamenti fioriranno sotto il vostro dominio, mentre proteggerete le rotte commerciali, prevenendo le incursioni e sviluppando progetti.

Tuttavia iniziando a masticarne ripetutamente i contenuti, facilmente andrete incontro ad un drastico calo dell’entusiasmo, che porterà ad ottimizzare le vostre attività in game evitandone di lente e tediose, proprio a causa della scarsa profondità e ripetitività di alcune di esse.

Per quel che mi riguarda reputo inutile interagire con decine di personaggi, che poi sul lungo periodo a quest terminate, potrò considerare poco più che scatole vuote per le quali ho portato a termine un qualche noioso o ripetitivo tipo di incarico e nulla più. Ovviamente non mi aspetto che quest secondarie nascondano sempre trame intriganti o sorprendenti, ma non posso nemmeno apprezzare lo stesso npc duplicato da città in città, con le stesse banali richieste e lo stesso sguardo vitreo.

Versione PlayStation 5

Fatta premessa che i titoli multipiattaforma sono sviluppati e progettati per essere giocati su ognuna di esse, è altrettanto vero che alcuni titoli danno il meglio di se in certi ambienti piuttosto che in altri. Nel caso di Mount & Blade II: Bannerlord l’assetto PC con mouse & tastiera è quello che andrebbe privilegiato per comodità di gameplay e non solo. Per quanto il lavoro di TaleWorlds Entertainment in termini di mappatura del DualSense non sia da disprezzare, la grande mole di istruzioni durante la battaglia, piuttosto che la navigazione tra i vari complessi menù, non sono risultate appaganti completamente tramite pad. Anche un semplice punta e clicca, diventa irrimediabilmente più tedioso di quanto si potrebbe fare altrimenti con il mouse.

Senza contare l’inserimento ed utilizzo delle varie mod, le quali come noto possono contribuire a migliore e non di poco la qualità di una produzione, aspetto a chiaro appannaggio del PC.

Tecnicamente abbiamo provato le modalità disponibili, optando per la prestazione. Abbiamo preferito una maggiore fluidità, utile nel mantenere più elevato il numero di FPS durante le battaglie campali con moltissimi elementi a video. Oltretutto a livello grafico il titolo seppur offra qualche buono scorcio ed una discreta cura nella differenziazione dei vari regni, visivamente è nato già vecchio. Complice probabilmente uno sviluppo durato molti anni, unito al fatto di dover gestire una quantità notevole di IA, ha comportato un livellamento degli aspetti grafici piuttosto verso il basso, al fine di farlo girare bene su tutte le piattaforme disponibili.

Mount & Blade II: Bannerlord

Commento Finale

Mount & Blade II: Bannerlord in versione PlayStation 5, è la risultante terminale degli oltre due anni di early access su PC. La software house turca si è concentrata sull’affinare un prodotto oramai consolidato tra pregi e difetti. Probabilmente il “simulatore medievale”, sotto molteplici aspetti, più completo sul mercato. Graficamente non al passo di altre produzioni contemporanee, e con una cura del dettaglio non riservata ad ogni aspetto della produzione, Mount & Blade II: Bannerlord riesce comunque a ricreare un mondo vasto, dinamico e pieno di attività da portare a compimento. Tedioso nella banale ripetizioni di quest secondarie, poco profonde e spesso prive di contenuti originali, offre comunque un’ottima longevità potendo impostare ogni nuova run differentemente, grazie alla varietà del gameplay e alla presenza del comparto multiplayer. Un titolo imperfetto e controverso, gargantuesco e ricco, ma senza ombra di dubbio, imperdibile per gli amanti del genere.

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8.0

Mount & Blade II: Bannerlord


Mount & Blade II: Bannerlord in versione PlayStation 5, è la risultante terminale degli oltre due anni di early access su PC. La software house turca si è concentrata sull'affinare un prodotto oramai consolidato tra pregi e difetti. Probabilmente il "simulatore medievale", sotto molteplici aspetti, più completo sul mercato. Graficamente non al passo di altre produzioni contemporanee, e con una cura del dettaglio non riservata ad ogni aspetto della produzione, Mount & Blade II: Bannerlord riesce comunque a ricreare un mondo vasto, dinamico e pieno di attività da portare a compimento. Tedioso nella banale ripetizioni di quest secondarie, poco profonde e spesso prive di contenuti originali, offre comunque un'ottima longevità potendo impostare ogni nuova run differentemente, grazie alla varietà del gameplay e alla presenza del comparto multiplayer. Un titolo imperfetto e controverso, gargantuesco e ricco, ma senza ombra di dubbio, imperdibile per gli amanti del genere.

PRO

Battaglie e componente strategica ben fatte | Mondo vasto e dinamico | Varietà di approccio al gameplay

CONTRO

Graficamente arretrato | Contenutisticamente non molto raffinato ed originale | Scomodo e poco pratico giocato con il pad
Stefano Taccari
Stefano Taccari
Gamer dal 1987, padre di due piccoli gamers, griller, Dungeon Master e batterista hardcore. "I VG sono uno strumento che ci permette di entrare in contatto con altri universi".

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