Recensione NBA 2K21 (next gen)

Articolo di · 24 Novembre 2020 ·

La versione di nuova generazione di NBA 2K21 migliora leggermente rispetto alla versione old gen, ma non è il salto generazionale che ci saremmo aspettati di vedere. E vi spieghiamo il perché!

Versione testata: PlayStation 5

Negli ultimi due anni, le iterazioni di 2K e Visual Concepts a stampo cestistico, sia su Xbox One e sia su PlayStation 4 non erano più entusiasmanti come prima. Le grandi idee, che tanto avevano contraddistinto il franchise, sembravano essere svanite nel nulla. In generale, si avvertiva il senso dell’età e di un “more of the same” in praticamente ogni aspetto del franchise di NBA 2K. Proprio per questo motivo, quando Visual Concepts ha annunciato di aver creato una nuova esperienza – partendo completamente da zero – per la prossima generazione di hardware, eravamo al settimo cielo. Anche se NBA 2K21 viene etichettato come un’esperienza di nuova generazione, ma non è proprio così.

Potrebbe sembrare un’affermazione dura, ma ad un netto miglioramento grafico non corrisponde – purtroppo – un upgrade così evidente del gameplay. Quest’ultimo ha iniziato a zoppicare verso la fine della generazione precedente (qui la nostra recensione di NBA 2K21 old gen), in quanto gli ultimi giochi della serie tendevano a fondersi insieme, riciclando meccaniche o aggiungendo elementi a volte fini a se stessi. Ora che Visual Concepts può finalmente trarre vantaggio da una tecnologia più potente, i confini tra realtà e finzione stanno effettivamente iniziando a sfumare. NBA 2K21 per Xbox Series X e PlayStation 5 all’apparenza sembra incredibile … e lo è, almeno graficamente parlando!

Ray tracing, che bellezza!

L’illuminazione, così come i riflessi, è a dir poco stellare. Il merito va al ray tracing in grado di incantare e dare maggior peso anche ad elementi non proprio centrali dell’esperienza, come le venature del parquet o la sua lucentezza abbagliante. Durante i replay istantanei e i time-out, noterete quanto è migliorato il franchise sotto questo punto di vista, grazie alla rail cam, una nuova inquadratura in grado di impreziosire l’esperienza e renderla simile a quella televisiva. Anche i modelli poligonali dei giocatori hanno ottenuto un notevole svecchiamento e ora sembrano talmente realistici da riuscire ad ingannare qualcuno che passa distrattamente davanti alla TV. E il sudore. Oh, il sudore è qualcosa di incredibile. Un elemento che è stato perfezionato negli anni e che ora crediamo abbia raggiunto la resa quasi fotorealistica.

La potenza extra dell’hardware di nuova generazione consente al gioco di avvicinarsi a una vera esperienza NBA. Prima di ogni partita, il campo è pieno di giocatori che si scaldano facendo i loro rituali pre-partita, gli arbitri si consultano a metà campo, le cheerleader intrattengono la folla e i commentatori televisivi sono seduti a bordo campo. Chi vi scrive, ha visto tantissime partite di basket nella propria vita, e può dirvi che Visual Concepts ha fatto sicuramente un lavoro impressionante sul fronte presentazione e riprese in stile televisivo.

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Risoluzione e caricamenti

Per quanto riguarda la risoluzione NBA 2K21 gira in 4K a 60 frame al secondo e supporta l’HDR. Il frame è stabilissimo e rende l’esperienza di gioco fluida come non mai. I caricamenti sono stati ridotti all’osso e in diverse occasioni sono stati quasi azzerati risolvendo uno dei problemi maggiori che attanagliava il franchise sulle precedenti console.

Visual Concepts ha davvero migliorato la naturalezza del gioco

Una volta entrati nel gioco, i veterani di NBA 2K noteranno che diversi aspetti sono stati leggermente rivisitati. Parlando di gameplay, lo sviluppatore ha riprogrammato i giocatori in modo tale che questi possano prendere decisioni ancora più rapide – praticamente in ogni contesto – in base a ciò che sta accadendo, tanto in difesa, quanto in attacco. Inoltre, se un giocatore fa una determinata mossa, il gioco deve riprodurre un’animazione che rifletta quello specifico movimento. In passato, potreste aver notato dei giocatori che volteggiavano sul campo per raggiungere il punto in cui si sarebbe svolta l’animazione. Oppure che i loro piedi si muoveranno in modo innaturale. I movimenti in NBA 2K21 sono molto più fluidi. Le spalle dei giocatori – grazie all’ormai rodato Impact Engine, collidono fra loro in modo molto più naturale quando si trovano a contatto.

Un more of the same, o c’è dell’altro?

Vi possiamo garantire che questa versione di nuova generazione di NBA 2K21 non si sforza moltissimo per raggiungere un netto distacco dai suoi predecessori. Sotto tantissimi aspetti, sembra ancora troppo simile a quelli passati anche se Visual Concepts, non si è fortunatamente limitata alle sole animazioni, all’IA o alle collisioni citate prima. Ha anche introdotto un paio di nuove meccaniche di gioco che dovrebbero rendere le cose più interessanti e che ci fanno ben sperare per il futuro della serie.

Ad esempio – visto che il tiro da tre punti è ormai diventato una costante nel basket moderno – anche in questa versione virtuale next gen di NBA 2K21 non è da meno. Infatti, i giocatori faranno sì il solito passo indietro che normalmente li porterebbe a posizionarsi a cavallo della linea dell’area, ma stavolta si assicureranno anche di mettersi nella migliore posizione possibile prima di tirare. Un qualcosa che abbiamo constatato soprattutto con Damian Lillard e Kevin Durant, due giocatori specialisti nel tiro da tre e che ora – grazie a questa leggera revisione del passo indietro da tre – sono ancora più letali.

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Inoltre, i pull-up jumpers (per intenderci, la mossa in cui un giocatore dribbla, si ferma e tira in sospensione) sembrano essere molto migliorati. Per un giocatore NBA, un pull-up jumper non è troppo difficile da realizzare ma poteva esserlo per i giocatori di NBA 2K. Ora, questa mossa tanto bella a guardarsi quanto efficace, è più semplice da finalizzare. Basta cogliere il momento esatto in cui la difesa avversaria lascia spazi scoperti e via: dribbling, frenata e tiro in sospensione. Nelle versioni precedenti di 2K, tutto questo era parecchio più difficile da fare e costringeva i giocatori a tiri esterni a volte anche forzati. Ora, il pull-up jumper è molto più naturale e a conti fatti rappresenta la vera arma killer per fare canestro alle difese non schierate in modo ottimale.

Un leggero restyling lo ha ricevuto anche il sistema di tiro. Chi vi scrive, non è particolarmente entusiasta di utilizzare l’analogico destro per provare a fare canestro ma c’è da ammettere che l’utilizzo dello stick è stato migliorato. È più immediato tenere abbassata la levetta e cercare di controllare la traiettoria della palla posizionando l’indicatore al punto giusto. Una volta che si inizia il tentativo di tiro, la levetta analogica deve essere riportata nella posizione centrale. Se la si sposta all’estrema sinistra, la palla andrà troppo a sinistra. Troppo a destra, la palla finirà sul ferro di destra. Basta fare pratica – magari nell’arena dedicata – e le cose miglioreranno rapidamente. Naturalmente è possibile premere anche il rispettivo tasto di tiro, in questo caso quadrato visto che abbiamo testato la versione PlayStation 5.

L’ultima aggiunta degna di nota (ma con riserva), riguarda il controllo della velocità della palla da parte del giocatore. Onestamente non abbiamo notato troppa differenza rispetto ad altri giochi della serie e crediamo che non offra – almeno allo stato attuale – un vantaggio o uno svantaggio evidente.

Le modalità disponibili non hanno subito particolari cambiamenti

Gameplay a parte, alcuni dei pilastri della serie NBA 2K tornano in questa versione di prossima generazione. In particolar modo ci siamo soffermati su: MyTeam e MyCareer.

MyTeam – che permette di importare i progressi dalla precedente versione – offre una lunga lista di attività da svolgere. Che si tratti di un’esperienza per giocatore singolo con matchup contro squadre create su misura in partite 5v5 o 3v3, o partite online contro altri giocatori, avrete sempre qualcosa da fare. Ogni modalità di gioco potrebbe offrire una ricompensa diversa come la valuta MyTeam che può essere utilizzata per ottenere pacchetti di carte. Detto questo, i pacchetti di carte potrebbero includere nuovi giocatori, badge che possono essere legati ai giocatori, scarpe o contratti per allungare il numero di partite alle quali i nostri giocatori possono partecipare.

Se non desiderate sborsare soldi veri per i pacchetti e volete provare a raggiungere la gloria soltanto con il grind, MyTeam è un’esperienza solida e divertente. C’è molto da fare e aggiornare costantemente la squadra fornisce una grande soddisfazione. Tuttavia, è inutile girarci intorno, spendere soldi reali aiuta rapidamente ad ottenere i giocatori più desiderati della lega attuale e del passato. Segnale evidente che – seppur ridotte – le microtransazioni sono ancora piuttosto invasive.

Per quanto riguarda la MyCareer, interpreteremo il ​​ruolo di Junior, il figlio di una leggenda del basket di New York recentemente scomparsa. Junior decide di dedicarsi al basket solo all’ultimo anno di liceo. E qui, sono state aggiunte alcune nuove opzioni. Infatti, il giocatore potrà decidere se affrontare il suo ultimo anno di liceo o saltare direttamente al draft NBA. Se si decidesse di giocare con la squadra del liceo, si apriranno molti percorsi narrativi diversi, come ad esempio non frequentare il college e andare alla G-League oppure andare al college e competere per un campionato nazionale, o persino decidere con quale agenzia firmare e tentare il salto che conta.

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NBA 2K21 ha cercato di emulare la carriera di un promettente cestista in modo che i giocatori possano vedere la sua evoluzione attraverso i loro occhi. La “mia carriera” in NBA 2K21 non ha quindi subito ritocchi e non è qualcosa che vi farà saltare dalla sedia. Tuttavia, all’espansione della sua modalità La mia carriera online.

Concludiamo dicendo che anche l’editor dedicato è stato revisionato e ora offre una maggiore libertà di creazione del proprio cestista.

Commento finale

NBA 2K21 su PlayStation 5 potrebbe sembrare un salto di nuova generazione per il franchise, ma manca ancora di upgrade significativi dal punto di vista del gameplay. Visual Concepts ha apportato piccoli miglioramenti necessari, come ad esempio nei pull-up jumpers e nelle collisioni fra i giocatori. Tuttavia, questo non è il salto generazionale che ci saremmo aspettati di vedere.  

Ciò sta a significare che abbiamo raggiunto il limite massimo per la simulazione di basket in termini di gameplay? Negli ultimi tre anni circa, NBA 2K non si è evoluto molto. E per essere onesti, perché avrebbe dovuto? L’attuale schema di controllo funziona ancora bene e non sappiamo quale ulteriore innovazione si potrebbe apportare utilizzando un controller moderno come il DualSense.

Il problema è che anche la versione next gen sembra – alla lunga – troppo ripetitiva. Ogni anno otteniamo una modalità MyCareer simile a quella precedente con una trama travolgente, una modalità MyTeam altalenante e un’esperienza online e non che premia coloro che sborsano soldi reali. Fino a quando 2K e Visual Concepts non decideranno di rivoluzionare – magari anche osando un po’ – gameplay e modalità, non ci sarà mai quello step successivo che ormai aspettiamo da almeno tre anni. NBA 2K21 resta un buon titolo cestistico che mostra sprazzi di next gen ma purtroppo, come la versione old gen, non va oltre i propri limiti!

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Un buon titolo cestistico

NBA 2K21 resta un buon titolo cestistico che mostra sprazzi di next gen ma purtroppo, come la versione old gen, non va oltre i propri limiti!


+
    - Diversi miglioramenti grafici
    - Un gameplay leggermente rivisto
    - Caricamenti rapidissimi
-
    - Non si distacca in modo evidente dalla versione old gen
    - Le microtransazioni sono ancora troppo invasive

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