Recensione Pepper Grinder, macinapepe da cucina o trivella implacabile?

Pepper Grinder è uno dei tanti esempi che ci legittimano una particolare simpatia per Devolver Digital. Il publisher texano, da sempre in prima linea nel valorizzare le produzioni indipendenti, raramente sbaglia un colpo. Ma non è solo questo il motivo per cui attendiamo sempre ciascun loro titolo con un solido interesse: quasi sempre si tratta di produzioni di qualità, ispirate ed istrioniche se non completamente folli. Originalità e personalità sembrano essere marchi di fabbrica ineludibili per entrare nella loro scuderia. E proprio la piccola creatura dello sviluppatore solitario Riv Hester ci ha dato da subito la sensazione di essere l’ennesimo centro dell’editore di Austin.

In lavorazione dal lontano 2017, Pepper Grinder prende ispirazione dal platform arcade Dig Dug firmato Namco e lo ibrida con un sistema di controllo sul modello di Ecco the Dolphin di SEGA. Il risultato, dopo quasi sette anni, è un’avventura platformer piratesca in cui la vostra principale arma nonché mezzo di locomozione sarà… una trivella.

Il titolo è disponibile dal 28 Marzo per PC (via Steam) e Nintendo Switch (via eShop).


Versione testata: Nintendo Switch


Guarda dietro di te, una scimmia a tre teste!

L’inizio di Pepper Grinder è abbastanza diretto. Senza troppi complimenti, la protagonista Pepper si ritrova naufragata su un’isola e depredata da ogni suo avere. Con indomito spirito piratesco, inizierà subito la sua vendetta contro i disonesti Narling che l’hanno derubata. Per raggiungere i suoi obiettivi, ad aiutarla ci sarà il Grinder, una trivella multiuso capace di scavare nel terreno, controllare macchinari e… spazzare via gli avversari.

L’incipit del titolo Devolver Digital è tutto qui: pochissimo spazio per i fronzoli, sintetismo espositivo e dialoghi praticamente azzerati. Non è la prima volta che assistiamo ad introduzioni di questo tipo, soprattutto nel genere platforming. Sinceramente non che ce ne sia un particolare bisogno, visto il tenore e l’obiettivo ludico della produzione. Tuttavia, ci ha lasciato un pochino di amaro in bocca non vedere un’attenzione maggiore su questo versante soprattutto vista la pregevole direzione artistica.

Come ogni scarabeo, la parte vulnerabile non è quella corazzata.

Riv Hester ha infatti impiegato molto tempo per fornire a Pepper Grinder una veste grafica al contempo esteticamente fresca e ludicamente funzionale. La pixel art scelta regala un piacevolissimo impatto, non tanto per una particolare elaborazione visiva, ma per il suo mix tra palette cromatica brillante e corretta proporzione di ciascun elemento. Tutto, a partire dagli avversari passando per i collezionabili è studiato non solo per essere riconoscibile, ma anche estremamente pratico nell’ottica di un gameplay naturalmente fluido e rapido.

Anche il comparto tecnico è rassicurante in questo senso. Nella versione Nintendo Switch da noi testata, non abbiamo incontrato problematiche di sorta e, soprattutto, l’esperienza non risulta assolutamente alterata affrontando il titolo in modalità portatile. Il nostro timore legato alle ridotte proporzioni dello schermo è stato rapidamente fugato da un’esperienza che si è rivelata di facile lettura, responsiva e divertente tanto quanto quella in modalità docked.

La trivella si rivelerà utile in praticamente ogni occasione.

Questa è la mia trivella

Dove Pepper Grinder si distingue e si caratterizza rispetto ai propri competitors è nel ruolo centrale del Grinder.

La trivella infatti non costituisce solo un’arma per sconfiggere i Narling, ma è anche e soprattutto uno strumento in mano a Pepper per l’esplorazione dei livelli. Il Grinder permette di scavare nel terreno per esplorare le ambientazioni e raggiungere nuovi posti. Pepper infatti non è particolarmente agile, non sa effettuare salti considerevoli e non può azionare meccanismi. Tutto è demandato all’uso del Grinder, che permette senza soluzione di continuità di buttarsi in un terreno, seguirne il corso, sfruttarne l’andamento per sbucare fuori e saltare come un delfino verso la prossima destinazione. Non tutto ovviamente sarà così lineare: tra salti da calibrare, meccanismi da azionare e rompicapi da risolvere, Pepper dovrà sfruttare ogni sua abilità per raggiungere la fine dei livelli.

Se non fate bene i calcoli, i salti saranno rovinosi.

Un rischio insito in questa peculiare declinazione di gameplay era riservato al sistema di controllo: fortunatamente, Pepper Grinder se la cava benissimo.

Una volta che penetrerete il terreno con la trivella, i movimenti della giovane protagonista saranno demandati a movimenti dello stick analogico tanto fluidi quanto delicati. La curva di apprendimento è sostanzialmente immediata e, tempo pochi minuti, sarete perfettamente in grado di acquisire la sensibilità richiesta per navigare nel sottosuolo e per sfruttarne la geografia. Se proprio vogliamo puntualizzare qualcosa, possiamo immaginare che una parte del pubblico potrebbe trovare problematico abituarsi al diverso tipo di gentilezza richiesto per manovrare il Grinder. La finezza nella gestione dei controlli, in queste fasi, è molto precisa soprattutto laddove si voglia ottimizzare sia la raccolta di oggetti sia il tempo di percorrenza.

Pepper Grinder punta infatti anche alle immancabili time trial, in cui dovrete affrontare i livelli in velocità compiendo le manovre esatte al momento giusto. Quello che potrebbe sembrare apparentemente un risvolto impegnativo del titolo, in realtà cela una difficoltà generale piuttosto morbida. Soprattutto i fan del genere non troveranno infatti particolari difficoltà non solo nel raggiungere i titoli di coda, ma anche nel vedere tutto ciò che il titolo ha da offrire.

Andando avanti il setting ovviamente si arricchirà di ostacoli letali.

You Spin Me Round

Il problema fondamentale di Pepper Grinder, proprio a volerne cercare uno, è vincolato alla sua longevità estremamente contenuta.

Se si punta infatti a raggiungere i titoli di coda senza preoccuparsi troppo delle attività collaterali, è possibile farlo in appena tre o quattro ore. Una durata evidentemente molto modesta, che potrebbe essere un deal breaker per molte persone. Ma su questo punto ci sentiamo di invitare ad una riflessione. Anzitutto, il titolo può raggiungere una longevità complessiva di circa nove ore laddove si voglia completare la caccia ai collezionabili nonché ottenere i massimi traguardi nelle time trial. Condizioni queste praticamente imprescindibili per il pubblico di riferimento, gli amanti del platforming.

Pur con una longevità ridotta, Pepper Grinder è infarcito di idee interessanti e molto divertenti.

Ma anche a non voler considerare necessariamente l’aspetto del completismo, Pepper Grinder funziona e diverte come titolo in quanto tale grazie alla forza delle proprie idee. Il particolare alchimismo trovato da Riv Hester gli ha permesso di sperimentare non solo in termini di level design, ma anche di idee e meccaniche, con risultati sempre freschi ed assolutamente ammirevoli. Un merito non trascurabile in un mercato, quello dei platform 2D, in cui lo sperimentalismo e le idee innovative spesso sono appannaggio dei grandi classici o dei titoli più di nicchia, frutto di intuizioni improvvise e folgoranti.

Ultimo ma non per questo meno importante, tutto va guardato attraverso le lenti del price tag della produzione. Con un prezzo di soli 14,99 € (per eShop, mentre per Steam potrete risparmiare qualche ulteriore centesimo), Pepper Grinder è uno dei migliori esempi in cui le (poche) riserve su un titolo possono essere tranquillamente sorvolate pensando all’onestà del costo del biglietto.

In breve: Pepper Grinder costa poco e vale molto.

Commento finale

Pepper Grinder è come la spolverata della vostra spezia preferita: quella che avete messo sulla pietanza va bene, ma avreste potuto tranquillamente abbondare. Il titolo sviluppato da Riv Hester è un platform genuino ed intrigante, grazie alla gimmick della trivella che riesce a plasmare al tempo stesso esplorazione, navigazione ed azione. Una piccola delizia che piacerà specialmente ai fan del genere, anche a fronte di un’esperienza piuttosto contenuta. Ma visto anche l’esiguo price tag, beh… dove c’è gusto non c’è perdenza.

8.0

Pepper Grinder


Pepper Grinder è come la spolverata della vostra spezia preferita: quella che avete messo sulla pietanza va bene, ma avreste potuto tranquillamente abbondare. Il titolo sviluppato da Riv Hester è un platform genuino ed intrigante, grazie alla gimmick della trivella che riesce a plasmare al tempo stesso esplorazione, navigazione ed azione. Una piccola delizia che piacerà specialmente ai fan del genere, anche a fronte di un'esperienza piuttosto contenuta. Ma visto anche l'esiguo price tag, beh... dove c'è gusto non c'è perdenza.

PRO

La trivella è divertente da usare ed influenza tutto il gameplay | Artisticamente piacevole | Level design intrigante |

CONTRO

Esperienza piuttosto contenuta se non vorrete fare tutto | Piuttosto permissivo verso i veterani | Il sistema di controllo richiede una mano sensibile |
Danilo Di Gennaro
Danilo Di Gennaro
Viaggiatore nel tempo, utilizzatore della Forza, ex SOLDIER di 1° classe. Accanto ad una passione incrollabile verso il media videoludico da oltre 30 anni, nel tempo mi appassiono quadrimensionalmente a tutto ciò che proviene dal Giappone, nonché a cinema, serie tv, supereroi e molto altro. Allons-y.

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