Recensione Secret of Mana Remake

Riscopriamo un grande titolo del passato.

Passano gli anni ma gli amori restano. È rimasto per lo meno quello per Secret of Mana, videogioco di ruolo che ormai ha i suoi begli annetti alle spalle. Forse non ve ne siete resi conto, ma sono passati 25 anni dalla prima pubblicazione su Super Nintendo da parte di Square Enix: era il 1993. Un certo rapporto con Final Fantasy Secret of Mana l’ha sempre avuto: basti pensare che il suo capitolo precedente, Mystic Quest, nasceva proprio come spin off della serie di Final Fantasy.

Ad ogni modo, solo Secret of Mana è arrivato in Europa: il capitolo precedente è rimasto relegato in Nord America, il sequel in Giappone. E mentre proprio in Giappone già su Nintendo Switch possono dilettarsi con tutti e tre i capitoli rimasterizzati, noi dobbiamo accontentarci del solo Secret of Mana, su PlayStation 4 e PlayStation Vita. Poco male: abbiamo provato la prima delle due versioni per voi, e siamo pronti per il verdetto.

Il nuovo conflitto

Già allora il gameplay di Secret of Mana permetteva di farsi strada nel calderone degli RPG presenti su console. A chi non andava giù il sistema di scontri a turni e casuali restavano aperte due strade: The Legend of Zelda e (appunto) Secret of Mana. Nell’ottica dell’anniversario della serie, un remake realizzato da zero e in 3D ha perfettamente senso.

Il mondo di Secret of Mana si chiama così perché permeato da un’incredibile fonte di potere, denominata per l’appunto Mana. Molti anni prima degli eventi raccontati la sete di potere degli uomini li spinse a manipolare il Mana per creare l’arma definitiva, una nave volante. Gli dèi per punirli inviarono i mostri sulla terra, scatenando un conflitto enorme. A distanza di anni, sembra che gli uomini come sempre non abbiamo imparato nulla, e che stiano preparando una nuova arma recuperando i semi di Mana sparsi per il pianeta.

Randi, il protagonista, viene scelto come portatore della Mana Sword, la spada leggendaria che già a suo tempo interruppe il conflitto tra uomini e mostri. In una trama tutto sommato priva di grandi colpi di scena, il ragazzo percorrerà i territori in cerca dei semi di Mana in compagnia dei suoi amici Primm e Popoi.

Non mancano momenti carichi di tensione e pathos ( a patto di stare attenti e di padroneggiare almeno un po’ la lingua inglese). Il totale dell’di ore di gioco richieste per completare l’avventura si aggira sulla trentina andando con molta calma. Per trovare tutti i tesori e vedere tutto quello che offre Secret of Mana vi occorreranno invece almeno 50 ore.

Ancora attuale

Secret of Mana è un titolo action-RPG che ci vede tutti presi dall’esplorazione di dungeon più o meno vasti, pieni di mostri e oggetti da accaparrarci, fino al momento dello scontro finale contro i boss. Le armi con cui inizieremo la partita sono sempre quelle ed incredibilmente limitate, ma ogni personaggio può equipaggiare letteralmente qualsiasi oggetto troverà per strada durante l’esplorazione.

Il combattimento vede in campo tutti e tre i protagonisti dell’avventura, ma il giocatore potrà controllarne soltanto uno alla volta. Gli altri due agiranno in completa autonomia, combattendo in tempo reale, meccanica che ha permesso a Secret of Mana di essere apprezzabile ancora oggi, anche dal pubblico odierno.

Peccato per l’intelligenza artificiale dei comprimari, che nella maggior parte dei casi o vanno a bloccarsi in qualche punto assurdo dei dungeon, oppure (soprattutto durante gli scontri  con i boss) perdono qualsiasi voglia di vivere e si suicidano. Square Enix ha legittimato la meccanica nell’ottica della conservazione: a parte la grafica non ha ritoccato proprio nulla di Secret of Mana, nel bene e nel male. Non sempre questa scelta ha senso.

Qualche problemino di troppo

Tecnicamente parlando, laddove Secret of Mana dovrebbe fare faville in virtù dell’aggiornamento ai tempi moderni, la situazione è abbastanza altalenante. Molti poligoni non convincono, al pari dell’aliasing, e qualche piccolo rallentamento non aiuta una sensazione complessiva di lentezza della risposta del titolo.

Paradossalmente la versione che ha più beneficiato del remake è stata PlayStation Vita, dove l’utente sicuramente non si aspetta prestazioni al livello di PlayStation 4 e tende in questo caso a rimanere meno deluso. Buona la riscoperta della colonna originale di Secret of Mana, opportunamente riarrangiata.

Commento Finale

Dal momento che appare sempre più improbabile la pubblicazione anche in occidente della trilogia originale su Nintendo Switch, Secret of Mana Remake è probabilmente l’occasione migliore che avete a disposizione per rigiocare un grande classico del passato nella sua nuova veste. E’ stato realizzato da capo solo il comparto grafico-visivo, tutto il resto è rimasto invariato, nel bene ma soprattutto nel male, con i difetti che c’erano all’epoca. Chi non ha mai avuto occasione di conoscere Secret of Mana però non può lasciarsi sfuggire l’occasione, magari a prezzo budget. E forse anche per i più anziani è tempo di una riunione di famiglia.

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Riccardo Amalfitano
Riccardo Amalfitano
Videogiocatore sin dalla "tenera" età, amante anche di manga, cinema e serie TV. Ho dimenticato qualcosa? Sicuramente!

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