Da un certo punto di vista, non sono poche le analogie tra Xenoblade Chronicles X: Definitive Edition ed il film Interstellar. Non parliamo strettamente della trama (su quello non diremo nulla, anche se qualche spunto di familiarità c’è), ma anche di tutto il contesto che ruota attorno al titolo.
Pensata inizialmente come esclusiva per la sfortunata WiiU, l’epopea di Monolith Soft si era ritrovata suo malgrado confinata su una piattaforma morente. Senza apparenti possibilità di trovare la salvezza al di fuori dal proprio ecosistema di origine. Per la saga occorreva trovare la salvezza altrove. Il grande successo raccolto da Xenoblade Chronicles 2 su Switch aveva aperto le porte ad un susseguirsi di trionfi per il team giapponese, permettendo di continuare il cammino della serie (con espansioni notevoli ed un sensazionale terzo capitolo). Non solo: anche di diventare una risorsa indispensabile per Nintendo, collaborando per gli ultimi capitoli principali di serie come The Legend of Zelda e Splatoon. Era dunque arrivato il momento giusto, atteso da decadi. Dopo un lungo riposino, per Xenoblade Chronicles X era arrivato il momento di svegliarsi alla luce di nuovo sole, nella sua nuova casa.
Xenoblade Chronicles X: Definitive Edition è disponibile dal 20 Marzo per Nintendo Switch.
Versione testata: Nintendo Switch
Non siamo destinati a salvare il mondo
Per i tanti (probabilmente e realisticamente, troppi) che non l’hanno giocato a suo tempo, Xenoblade Chronicles X pone il pubblico all’interno di un racconto fantascientifico con una prospettiva un pò diversa da quella degli altri capitoli della saga. Di cui X fa parte, è bene ricordarlo, ma è altresì un perfetto punto di ingresso a sé stante… tanto per rispondere da subito ad un dubbio legato a potenziale fruizione senza aver giocato la trilogia di Xenoblade.
L’anno è il 2054. Un conflitto intergalattico tra due razze aliene ha provocato come effetto collaterale la distruzione della Terra, lasciando l’intera umanità sull’orlo del baratro. Per garantire la sopravvivenza della specie, il vascello spaziale denominato Balena Bianca si avventura tra i misteri interstallari del cosmo alla ricerca di una nuova casa. Tuttavia, un problema inatteso costringe i superstiti ad una atterraggio di emergenza su Mira, un pianeta inesplorato ed ostile. Nei panni di un agente BLADE, l’obiettivo sarà quello di garantire la sicurezza della fortificata città di Neo L.A. e di impedire l’estinzione del genere umano. Per farlo, sarà necessario ritrovare il disperso Centro Vitale, una sorta di database in grado di custodire informazioni genetiche e ricordi degli ultimi umani.
Non diremo altro sulla trama del titolo, soprattutto perché, nonostante gli anni sulle spalle, il gioco sarà essenzialmente una novità per gran parte del pubblico. Pertanto lasciamo a voi lo stupore della scoperta di una storia in grado di dipanarsi in direzioni inattese attraverso un world building fenomenale. Non vi anticiperemo altresì le tematiche, se non nel sottolineare quanto esse siano profonde e (tristemente) attuali. Men che meno vi diremo una singola parola sul capitolo 13, un’appendice inedita della storia originale che… beh, non solo rende giustizia al frettoloso finale originale, ma vale da sola il prezzo del biglietto anche (e forse ancor di più) per chi ha già giocato Xenoblade Chronicles X.

Al momento della sua release, poche persone ebbero la fortuna di poter assistere alla meraviglia rappresentata dal pianeta Mira. Con qualche oscuro sortilegio (o magari più semplicemente con talento ed un intelligente uso delle risorse a disposizione senza inutili sprechi), Monolith Soft aveva realizzato un titolo di una vastità incredibile, coronato dalle dimensioni spiazzanti dell’ambientazione. Guardando il panorama odierno, si resta basiti di come gli sviluppatori abbiano raggiunto un traguardo simile su WiiU. La Definitive Edition dal canto suo migliora ed ulteriormente ottimizza le eccellenti basi del titolo originario.
Il team ha così lavorato sull’illuminazione e sugli shader, nonché ridisegnato i volti dei personaggi per renderli più simili alla direzione artistica degli altri Xenoblade. Ma ha anche inserito un numero imbarazzante di migliorie quality of life, ha reso la nuova interfaccia più intuitiva e ha adattato alcune delle caratteristiche che nel titolo originarie erano demandate all’uso dello schermo del GamePad di WiiU (tipo il Frontier Nav). Forse quest’ultimo punto segna un piccolo ma necessario sacrificio rispetto alla peculiarità dell’esperienza del 2015, soprattutto perché la soluzione adottata tende a spezzare un po’ il ritmo del gameplay. Ma non ci sentiamo di muovere grandi critiche, visto che le soluzioni introdotte sono in definitiva ben implementate ed ulteriormente impreziosite da una ottimizzazione generale che si estente pure alle dimensioni del titolo. La Definitive Edition pesa infatti circa 13 GB, contro i quasi 23 GB della versione WiiU. Un successo da insegnare a scuola di programmazione.

Bisogna lasciarsi qualcosa alle spalle
Tra personaggi inediti e nuove intriganti missioni secondarie, Xenoblade Chronicles X: Definitive Edition introduce un elenco ragguardevole di novità e piccoli accorgimenti che donano nuovo lustro ad un impianto ludico davvero coinvolgente.
Il sistema di combattimento recupera le caratteristiche principali del titolo originale, con una particolare interpretazione della turnistica a metà tra il dinamismo degli action RPG e la modularità dei MMORPG. Indispensabile è infatti il posizionamento sul campo di battaglia, con la necessità di gestire le abilità del party a seconda degli specifici tempi di utilizzo (e relativi cooldown). Non solo per una questione di flow delle lotte, ma anche per soddisfare taluni requisiti ai quali sono legate le esecuzioni di attacchi speciali o combo, che conseguentemente impongono un’attenta pianificamente strategica.

L’impianto appena descritto non è stato accolto con grande entusiasmo a suo tempo, ma è indubbio che rappresentava un grande passo avanti rispetto a quello del primo Xenoblade Chronicles. La Definitive Edition ripropone la medesima esperienza ma molto più intuitiva ed accessibile, facendo ancora una volta leva sul fascino degli hunting game (soprattutto di questo periodo, vero Monster Hunter Wilds?). Il titolo permette (ed incoraggia) nel bersagliare specifiche parti degli avversari, sia al fine di indebolirle ma anche per ottenere peculiari ricompense. Il che, unito alla nuova funzione di Ricarica Rapida delle abilità, rende l’esperienza più frenetica e veloce, andando a risolvere il problema del ritmo a lungo andare (soprattutto nelle fasi di grinding, ma anche per alleggerire l’esperienza complessiva).
A distanza di anni, fa ancora sorridere che un elemento impattante (ed ampliamente pubblicizzato) come quello di pilotare gli Skell sia una caratteristica che si apre ai giocatori dopo molte ore di gioco (anche se un modo per celerizzare la situazione adesso c’è…). Infatti, solo quando il titolo sembra aver esaurito le sue carte e Mira sembra essere diventata una landa conosciuta, il gioco mette a disposizione gli imponenti mech liberamente personalizzabili dal giocatore, rimettendo in gioco tutte le certezze e conoscenze acquisite. Una lunga e paziente attesa che non tutti apprezzeranno ma che rivoluziona l’esperienza complessiva, sia nel campo di battaglia sia al di fuori. Utilizzare gli Skell permette di affrontare sfide più ardue, sbloccare nuove possibilità e tattiche di combattimento, decidere come e quanto sviluppare il proprio armamentario. Ma soprattutto consente di soddisfare quella fantasia di poter creare il proprio robot trasformabile, di poterlo usare per combattere ed esplorare il mondo, con una ricchezza e profondità impareggiabili.

Tutto quello che può accadere accadrà
Il vero fulcro dell’esperienza di Xenoblade Chronicles X risiede nell’esplorazione di Mira.
Il pianeta alieno è la vera star del titolo, non solo per la sua ricchezza contenutistica, ma anche per le sue impressionanti dimensioni, per la varietà dei suoi ecosistemi, per l’imprevedibilità delle sue aree e per la palpabile sensazione di trovarsi davvero al cospetto di una terra sconosciuta e viva. Ma è altresì un trionfo di game e level design, al punto da poter avere una molteplice chiave di lettura a seconda dell’approccio a piedi o tramite gli Skell, con una profondità sensazionale conferita al ritmo esplorativo. Cercare risorse, inseguire potenziamenti, portare a termini incarichi o anche solo farsi le ossa con la fauna locale è un’esperienza così gratificante ed assuefacente al punto di averla raramente incrociata anche in produzioni contemporanee. Il tutto, senza caricamenti (salvo alcuni brevi per i viaggi rapidi). Follia a pensare che tutto questo era disponibile già dieci anni fa su WiiU.

Come se tutto questo non fosse abbastanza, sappiate che la Definitive Edition recupera altresì l’impianto online di Xenoblade Chronicles X. Il titolo infatti include anche una modalità cooperativa in cui, previa iscrizione a Nintendo Switch Online, è possibile creare un proprio gruppo online (fino a 32 membri) e collaborare assieme ad altri giocatori per completare obiettivi in cambio di bottino ed esperienza. Si tratta di una collaborazione di gruppo di stampo semi asincrono, in cui ciascuno dei partecipanti insegue il proprio obiettivo e solo con uno sforzo congiunto è possibile ottenere i premi migliori. Se invece siete per esperienza più tradizionali e dirette, fino a quattro giocatori possono unirsi per eliminare nemici, raccogliere oggetti o cimentarsi nelle Battaglie Nemesi Globale in cui affrontare e sconfiggere gigantesche e portentose creature.
Siamo sinceri, non eravamo grandi fan delle funzionalità online di Xenoblade Chronicles X neanche ai tempi di WiiU e su questo versante il nostro parere non è cambiato granché. Sia chiaro, tutto funziona bene ed aiuta ad incrementare la varietà complessiva dell’esperienza. Poteva tuttavia essere migliorata o ulteriormente espansa, per dare maggior mordente. Fortunatamente (o sfortunatamente, a seconda dei punti di vista) si tratta tuttavia di una componente accessoria che non preclude in alcun modo la piena (e completa) fruibilità del titolo da parte dei giocatori orientati al single player.

Commento finale
A circa dieci anni dal suo sfortunato esordio su WiiU, Xenoblade Chronicles X: Definitive Edition raggiunge il pianeta Nintendo Switch regalando nuova gloria al capolavoro Monolith Soft. Un JRPG impressionante oggi come allora, migliorato esponenzialmente sotto ogni punto di vista: dalla grafica al sonoro, passando per il gameplay. Un titolo pienamente rappresentativo dell’incredibile talento del team di sviluppo, che ha addirittura inserito nuovi succosi contenuti che faranno la gioia anche di chi lo ha già apprezzato una decade fa. L’odissea su Mira attende tutti noi: siamo esploratori, non guardiani.




















