Recensione The Orange Box

Titoli storici, uno dopo l’altro e di una qualità e di uno stile unici nel loro genere, corredati da un motore grafico che sente un po’ il peso degli anni ma ancora d’effetto grazie alle features aggiunte dalla nuova generazione di console.

Una splendida raccolta

Avete presente quei casi in cui un libro non si giudica dalla copertina? Bene, questo è uno di quelli. La cover utilizzata per presentare The Orange Box è effettivamente bruttina, ma ciò che contiene è semplicemente da “sballo”. Il prodotto Valve, che abbraccia PC, Xbox 360 e Play Station 3, è sostanzialmente una raccolta di cinque imperdibili giochi, dal pluri-premiato Half-Life 2 e relativi seguiti, allo splendido e geniale Portal sino al frenetico Team Fortress 2. Titoli storici, uno dopo l’altro e di una qualità e di uno stile unici nel loro genere, corredati da un motore grafico che sente un po’ il peso degli anni ma ancora d’effetto grazie alle features aggiunte dalla nuova generazione di console. Ma andiamo ad analizzarli in dettaglio!


Half-Life 2

Una volta inserito il disco all’interno della propria console (o lettore DVD del PC), seguitamente al classico logo Valve verrà mostrato un menu posizionato in orizzontale il quale permetterà di scegliere subito uno dei cinque giochi proposti. Titolo centrale, su cui ruota l’intera cerchia di Orange Box è sicuramente Half-Life 2, il capolavoro PC 2004 pluri-premiato dalle riviste specializzate e capace di conquistare oltre 40 premi come gioco dell’anno. Il gioco ci mette nei panni di Gordon Freeman, che nel primo episodio, come ricercatore di un esperimento governativo fallito si trova costretto a combattere varie creature teletrasportate da un altro mondo, Xen, a causa degli effetti di quell’esperimento che ha di fatto distrutto i confini delle dimensioni conosciute dagli esseri umani, in questo seguito ha il compito di salvare la terra infestata dagli alieni, che hanno ormai preso il totale controllo del pianeta e schiavizzato la popolazione con metodi poco ortodossi. I lavori di conversione sono soddisfacenti: i controlli sono stati adattati alla perfezione ai controller delle console ed il motore grafico non ha subito alcun “taglio” ma ha, anzi, beneficiato dell’avvento dell’alta definizione e di alcune piccole caratteristiche grafiche non presenti nel 2004, quando Half-Life 2 fece la sua prima apparizione.

Le meccaniche di gioco sono clamorosamente rivoluzionarie per uno sparatutto in prima persona; la fisica è implementata in modo praticamente fondamentale per la sorte del prosieguo dell’avventura, tant’è che a volte vi ritroverete a risolvere piccoli enigmi basati su di essa per andare avanti ed è tutt’ora insuperata da altri titoli della stessa caratura, seppur più attuali. Oltre ad un set di armi degno di un FPS dei “bei tempi andati”, è disponibile pure una speciale arma gravitazionale che permette non solo di respingere i nemici con una forte scossa, ma anche di attirare a sé oggetti di qualsiasi tipo per liberare strade altrimenti bloccate o semplicemente per divertirsi un po’ verso i malcapitati avversari.


Gordon si ritroverà a combattere un po’ di tutto, da soldati dell’esercito di razza aliena a strane creature provenienti da un altro mondo, pericolosi doppiogiochisti e quant’altro ancora regalato da una trama semplicemente splendida che non sfigurerebbe nemmeno in un buon kolossal hollywoodiano. L’atmosfera e le ambientazioni del gioco, costellate da tracce musicali non frequenti ma comunque d’effetto, regalano al videogiocatore 10-15 ore di puro concentrato di adrenalina, fatto di inseguimenti, sparatoie, enigmi ben studiati, fughe a rotta di collo e quant’altro ancora, per un capolavoro di dimensioni epiche che nessun buon amante degli sparatutto in prima persona (e dei videogiochi in generale) dovrebbe lasciarsi scappare.


Half-Life 2: Episode One

Forse il titolo meno riuscito fra i cinque, ma è comunque il seguito ufficiale di Half-Life 2 che continua le vicende narrate nel secondo capitolo. Naturalmente, non vi sveleremo nulla riguardo la trama onde evitare di rovinare alcuni pezzi fondamentali di essa ai novizi della serie interessati al gioco, ma semplicemente vi sveleremo solo qualche piccola caratteristica del gioco.

Come previsto, le meccaniche sono rimaste immutate e perfezionate in alcuni punti, ad esempio la torcia, che in Half-Life 2 era collegata alla tuta di Gordon Freeman è ora indipendente da essa e più pratica da utilizzare, soprattutto riguardo il suo consumo leggermente prolungato. Le ambientazioni sono più cupe e i protagonisti “reciteranno” in maniera più seria e realistica, proprio per adattarli al meglio alle situazioni di cui sarete le indubbie figure di spicco. Purtroppo, è un gioco che si “perde” un po’ verso la fine, dopo un inizio semplicemente splendido e degno del precedente capitolo, non riesce a mantenere lo stesso appeal per tutto l’arco delle cinque ore che vi servono per completarlo. Si avete letto bene, purtroppo Episode One, che sia per il prezzo budget a cui era stato proposto o semplicemente per il fatto di essere appunto un “episodio” ha una longevità estremamente bassa e vi basterà anche un solo week-end per completarlo. Un ottimo sparatutto tutto sommato, che non riesce a raggiungere i fasti del suo genitore ma fa comunque il suo dovere e soddisferà chi amato Half-Life 2.


Half-Life 2: Episode Two

Forse, arrivati a questo punto occorre fare una precisazione: La serie “episode” è sostanzialmente una trilogia ideata da Valve a puntate che dovrebbe rispondere a tutti i quesiti lasciati a risposta aperta da Half-Life 2. Non si sa se questo preclude quindi l’arrivo di un Half-Life 3, ma tempo addietro il team di sviluppo ha assicurato che la saga non si dovrebbe concludere con questi episodi quindi è certo che dopo Episode Three vedremo qualcos’altro.

Chiusa la parentesi, Episode Two quindi riprende le file storiche di Episode One, espandendo ancora di più i punti interrogativi di questa saga ma rispondendo anche ad alcune domande ancora irrisolte. Episode Two, lo diciamo subito, è davvero degno di Half-Life 2. Sicuramente più riuscito del suo predecessore, vi metterà di fronte ad un gameplay sempre più raffinato, idee ancora più superbe ed una enfasi emotiva degna del capitolo principale. La longevità inoltre è stata sensibilmente migliorata, dato che il titolo dura almeno il doppio rispetto ad Episode One e le emozioni sono sicuramente superiori rispetto a quest’ultimo, grazie anche ad una trama migliore e come detto, degna del prodotto principale della serie e delle ambientazioni sostanzialmente più variegate ed evocative. Da non perdere.


Portal

Quando il genio supera il limite. Portal è tutto questo. Un gioco particolare che si guadagnerà sicuramente un posto nel vostro cuore. Il gioco è ambientato in un percorso di addestramento sperimentale finanziato dagli Aperture Science Laboratories. Nel corso dell’avventura, vi sarà chiesto di risolvere enigmi sempre più complicati grazie all’ausilio di un’unica e speciale arma che crea portali attraverso le ambientazioni. Già, avrete la possibilità di creare due tipi di portali (di entrata e di uscita) che vi permetteranno di proseguire senza problemi nelle complicate situazioni proposte. Il bello è che il tutto funziona assurdamente bene e, come detto, è incredibilmente geniale. Un esempio? Un muro, con una piccola apertura in alto vi preclude l’accesso alla stanza successiva.

Tuttavia, con la vostra arma potrete crearvi un portale di entrata sui muri che vi circondano ed uno di uscita, attraverso la fessura dell’ostacolo di fronte a voi sul tetto della vostra destinazione. Detto fatto, una volta attraversato il portale vi troverete magicamente dall’altra parte. Ma i portali possono essere utilizzati in diversi modi: per eludere trappole, fare salti di grande lunghezza sfruttando la forza di gravità (infatti, se posizionate un portale di entrata in una posizione più in basso rispetto alla vostra ed uno di uscita in una più alta, la forza di gravità accumulata durante il salto per entrare nel primo vi darà quella spinta in più durante l’uscita che vi permetterà dunque, di raggiungere posizioni altrimenti irraggiungibili), disattivare mitragliette difensive e quant’altro ancora. Il gioco si suddivide in diversi capitoli ed ha una buona longevità, donata anche da una rigiocabilità di alto livello nutrita dalla possibilità di rigiocare gli stessi capitoli in forma avanzata (una volta completato il titolo si intende) con enigmi più difficili e complicati o semplicemente accettando sfide su di essi, come un limite di portali da non superare e cosi via.


Magari è anche il titolo migliore dell’intero pacchetto grazie alla sua forza enfasi innovativa che potrebbe diventare, in futuro, uno standard per i titoli del genere. Al momento è “solamente” un grande capolavoro interattivo. Siete capaci di chiedere di più?


Team Fortress 2

Team Fortress 2 è sostanzialmente dedicato agli amanti del multiplayer online. Forte di due grosse modalità spazianti fra il classico “Cattura la bandiera” ed una dedicata alla conquista di punti di controllo, e differenziata in tre diversi tipi, e di una selezione di classi ben variegata, Team Fortress 2 sa catturare immediatamente il giocatore, supportato da una veste grafica simile ad un cartoon, animazioni strambe e da un gameplay tanto semplicistico quanto divertente.

I giocatori vengono sempre suddivisi in due differenti squadre, ed ognuno ha sempre la possibilità di adattarsi allo stile di gioco da esso preferito grazie alle nove classi presenti che vanno dal medico, all’incendiario, al soldato, alla spia e cosi via. Come per ogni gioco online avrete la possibilità di iniziare subito un match veloce o affrontare partite classificate atte ad incrementare la vostra posizione nel ranking. Sicuramente è un titolo divertente ed un ottimo passatempo fra le sessioni di gioco invece più impegnative offerte da Half-Life 2 e Portal.


Considerazioni finali

Orange Box è il classico titolo che dovete acquistare a “scatola chiusa” (a proposito di box, quindi). Sia perché promette il restyling del miglior FPS della storia quale è Half-Life, sia perché propone i relativi seguiti e due prodotti tanto originali quanto divertenti. Del resto si sa, Valve è sinonimo di qualità.

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