Recensione Quantum Break

Il tempo è il killer peggiore.

Versione testata: XBOX One.

Il tempo è denaro, il tempo è galantuomo, chi ha tempo non aspetti tempo. Quante volte ci è capitato di sentire pronunciare questi proverbi? Sicuramente moltissime. Se in ambito popolare si sprecano adagi che riguardano la successione temporale di eventi che riguardano persone e cose, è innegabile che questo argomento abbia dato origine ad un vero proprio genere letterario/scientifico che concerne la possibilità di viaggiare liberamente attraverso lo spaziotempo. Sono molti i romanzi, i film, le serie tv e ultimi, ma non ultimi, i videogames che come media hanno trattato l’argomento dei viaggi temporali. Da sempre la possibilità di viaggiare in epoche diverse per poter vedere coi propri occhi accadimenti storici o persino per provare a cambiare in meglio il proprio futuro hanno titillato le fantasie di noi videogiocatori. Ecco che Remedy Entertainment, dopo averci deliziato con diversi filmati di gioco e aver fatto crescere in noi un hype di dimensioni spropositate, lancia finalmente sul mercato Quantum Break, esclusiva Xbox One e Windows 10. Sarà in grado il titolo della software house finlandese di soddisfare le nostre aspettative? Andiamo a scoprirlo.

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Non rompermi i quanti

Il gioco è ambientato ai giorni nostri, nella fittizia cittadina di Riverport, Stati Uniti. Jack Joyce, protagonista principale dell’avventura, riceve una chiamata dall’amico di infanzia Paul Serene, imprenditore e direttore della Monarch Solutions, una multinazionale che si è fatta largo nel mondo degli affari in modo non propriamente “pulito” ed è riuscita a comprarsi quasi tutta la città. Nella telefonata, Paul chiede a Jack di raggiungerlo all’università, cosicché possa assistere ad un esperimento che potrebbe cambiare radicalmente il futuro dell’intera umanità. Una volta incontrato il proprio amico, ecco che Jack viene a conoscenza della creazione di una macchina in grado di far viaggiare nel tempo chiunque la utilizzi. Ad aver collaborato con Paul alla realizzazione di questo rivoluzionario progetto vi è il fratello di Jack, William Joyce, che farà la sua comparsa di lì a poco tentando invano di dissuaderci a sperimentare su Paul la propria creazione. Ovviamente l’esperimento viene intrapreso ugualmente e purtroppo non dà gli esiti sperati, andando a creare una frattura temporale che rischia di far collassare il tempo e porre fine a tutte le cose. Ma tutti i mali non vengono per nuocere: durante l’incidente avvenuto nel campus, Jack Joyce scopre di aver acquisito l’abilità di poter manipolare il tempo a proprio piacimento; saranno queste nuove abilità a spingerlo nell’ardua impresa di impedire il collasso totale del tempo.

La storia è di ottima fattura, sebbene non vanti una longevità elevata: l’avventura termina in poco più di 7-8 ore dedicandosi anche ai collezionabili, decisamente poche per un titolo di questo calibro, e probabilmente sono l’unica, vera pecca che affligge la produzione.

Piombo e spaziotempo, un connubio al bacio

Quantum Break si rivela ben presto per quello che è, ovvero uno sparatutto in terza persona con componente esplorativa. Appena terminata l’introduzione di gioco e relativo tutorial, ecco che verremo coinvolti nella nostra prima sparatoria. La cosa che lascerà un po’ spiazzati in principio è il sistema automatico di copertura, infatti il protagonista si metterà al riparo appena ci avvicineremo ad oggetti adatti allo scopo. Manca la possibilità di passare da un riparo all’altro o di aggirare gli angoli dei ripari che utilizzeremo. Ammettiamo di essere stati abituati troppo a Gears of War e questo nuovo metodo di difesa contestualizzato può essere un problema, ma fortunatamente solo nei primi istanti. Col passare del tempo, non ci farete più nemmeno caso. Non è possibile nemmeno sferrare atatcchi in mischia, caratteristica che negli ultimi sparatutto in terza persona è sempre stata presente. Probabilmente si tratta di scelte di programmazione atte a snellire certe fasi degli scontri e dare più dinamismo e divertimento agli scontri a fuoco.

Come abbiamo citato prima, una peculiarità del gioco è la capacità di Jack Joyce di utilizzare alcune abilità in grado di distorcere il tempo a proprio favore; dopo qualche livello di gioco, avremo già a disposizione tutti i poteri. Poteri che variano dalla semplice Visione Temporale, una sorta di “occhio dell’aquila” già visto nella serie Assassin’s Creed, al Blocco Temporale che ci permette di creare una specie di bolla nella quale i nemici saranno impossibilitati a muoversi per un breve periodo, fino ad arrivare ad abilità offensive come l’Esplosione Temporale, che una volta caricata crea uno squarcio in grado di investire più nemici contemporaneamente. Tutti i poteri, ovviamente, sono attivabili indipendentemente l’uno dall’altro, previo tempo di caricamento tra i loro utilizzi. Questo conferisce al gioco un approccio tattico differente in ogni situazione.

Il titolo Remedy funziona molto bene quando si tratta di sparare, in quanto riesce a divertire ed a coinvolgere al punto giusto il giocatore senza risultare frustrante. L’intelligenza artificiale dei nemici ci è parsa subito superiore ad altre opere simili: anch’essi, infatti, useranno diversi approcci nei combattimenti, tentando di aggirarci e stanarci dai nostri ripari, anche se non offrono un grado di sfida particolarmente elevato e in alcuni casi sono poco brillanti. Una pecca abbastanza evidente è che la varietà di nemici si esaurisce ben presto: da semplici guardie a soldati dotati di giubbotto antiproiettile, passando per qualche nemico in grado di resistere ai nostri poteri temporali e alcuni dotati di corazze pesanti. Si sente la mancanza di qualche “boss” tra un atto e l’altro di gioco che dia filo da torcere al giocatore. Le armi che possono essere utilizzate offrono una discreta scelta: che si tratti di pistole, fucili a pompa, fucili d’assalto o carabine di precisione, potremo contare su diversi strumenti di morte e distruzione. 

Non solo violenza

Ovviamente l’intero gioco non si basa solamente sulla distribuzione indiscriminata di piombo, ma richiede anche che si esplorino i vari ambienti nei quali si svolge la vicenda. I poteri temporali che abbiamo imparato ad apprezzare ed usare contro i soldati della Monarch torneranno utili anche per risolvere alcuni enigmi ambientali. Che si tratti di far tornare indietro il tempo per ricostruire ponti o passaggi andati distrutti, fermare porte taglia-fiamme impazzite o oggetti pericolosi instabili, Jack dovrà ben presto ricorrere al proprio corredo di super poteri per superare gli ostacoli che si pareranno sul suo cammino. Ostacoli che, a dirla tutta, non offrono un livello di sfida impossibile, anzi, una volta intuito il potere da usare, sarà abbastanza semplice passare oltre.

Nel corso del gioco, tra i vari collezionabili che amplieranno l’ottima trama che ci accompagnerà lungo la nostra avventura, sarà possibile trovare i cosiddetti frammenti di Chronon, ovvero particelle che, una volta assorbite, permetteranno di amplificare e sbloccare caratteristiche aggiuntive ai poteri temporali di Jack Joyce. Purtroppo, l’eplorazione ambientale, per quanto offra scorci di panorami ottimi ed ambienti realizzati con cura e dovizia di particolari, ci è parsa sin troppo lineare, senza troppa libertà, quasi fosse indirizzata su binari ben prestabiliti. Esplorando l’ambientazione, comunque, è possibile imbattersi nelle Propagazioni Quantiche che, esaminandole, ci permettono di andare a modificare i vari episodi della serie TV Quantum Break. Serie TV che potremmo visionare alla fine di ognuno dei 5 atti che compongono l’intera avventura. Apprezzabile l’esperimento utilizzato da Remedy Entertainment, che grazie a questi episodi live action interpretati da attori di tutto rispetto tra i quali Shawn Ashmore, Dominic Monaghan, Aidan Gillen, Lance Reddick e molti altri offrono il punto di vista dalla parte del nemico, ovvero mostra quello che accade tra le fila della Monarch Solutions. 

Quantum Break REVIEWS Screenshot 5

Quantum resolution

Tecnicamente parlando, Quantum Break si difende alla grande, nonostante le lamentele che sono seguite sulla scelta della risoluzione fissata a 720p. Gli ambienti di gioco, oltre ad essere dettagliati e convincenti, fanno un ottimo uso di luci dinamiche oltre ad effetti particellari di prim’ordine quando vengono fatti esplodere barili, bombole o altri oggetti esplosivi. Gli effetti speciali che susseguono all’uso dei poteri temporali sono ammirevoli. Il tutto si muove a 30 frame per secondo senza problemi di fluidità alcuno. Abbiamo notato una maggior cura grafica nelle cutscenes girate utilizzando il motore di gioco, quasi come fosse stato effettuato un downgrade nelle fasi giocate, ma è una cosa che passa in secondo piano. Il comparto audio è di ottima fattura, con effetti sonori realistici ed un doppiaggio italiano curato in modo ottimale, sia per quel che concerne i dialoghi presenti nel corso del gioco sia per la serie TV. La colonna sonora è adeguata alle varie situazioni che verranno a crearsi, inoltre sono presenti brani di artisti famosi, uno sopra tutti Africa dei Toto. 

Commento finale

Quantum Break è un titolo godibile, che però soffre di un grosso difetto: la longevità. Anche giocando l’avventura a livello difficile, impiegherete al massimo 7/8 ore per completare Quantum Break al 100%, collezionabili inclusi. Una volta presa la mano sui vari poteri disponibili, non si può far a meno di notare che i nemici sono quasi inermi di fronte alla potenza di Jack Joyce. Ci sarebbe piaciuto l’inserimento di qualche missione secondaria al fine di allungare maggiormente una longevità che purtroppo è abbastanza risicata. Nonostante gli scontri siano facilmente gestibili anche alle difficoltà maggiori e l’eplorazione dei vari livelli sia piuttosto lineare e limitata, possiamo senza ombra di dubbio affermare che Quantum Break ha come punto di forza la componente narrativa, solida e rocciosa. Un plot narrativo di alta qualità che vi terrà incollati allo schermo fino al suo apice finale. Quantum Break è quindi un titolo molto buono sotto quasi tutti i punti di vista, ma forse è una vittima del troppo hype. Noi ci sentiamo di consigliarvelo, magari non a prezzo pieno, ma è un titolo da giocare senza dubbio alcuno.

Pro Contro 
– Ottima trama e narrazione 
– Grafica e sonoro ottimi
– Divertente e frenetico negli scontri a fuoco
– Coi poteri sviluppati al massimo, gli scontri sono facili
– Longevità tarata verso il basso
– Poca libertà esplorativa
  Voto Globale: 75 
 
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