Metro: Last Light, sviluppato in un ambiente malsano

Jason_RubinLe condizioni di lavoro contano, eccome se contano

La creazione di un videogioco non è semplice, lo sappiamo. Oltre all’enorme sforzo mentale per mantenere la concentrazione, e fisico per reggere orari super flessibili e riunioni straordinarie, c’è bisogno di un enorme aiuto economico e un ambiente di lavoro all’altezza; con attrezzatura all’avanguardia, spazi illuminati e arieggiati.

Jason Rubin, co-fondatore di Naughty Dog ed ex presidente della defunta THQ si è sbottonato senza mezzi termini riguardo le condizioni di lavoro che hanno dovuto subire i ragazzi di 4A Games, padri di Metro 2033 e Last Light.

Con la cessione tramite asta dei diritti per lo sviluppo e distribuzione del titolo, che da poche ore fa parte della nostra libreria videoludica, da THQ la palla è passata a Koch Media che ha subito mostrato freddezza con gli sviluppatori, costringendoli a lavorare al di sotto degli standard occidentali.

A detta di Rubin, oltre ad un ambiente grande quanto una palestra o mensa scolastica, gli sviluppatori anno lavorato gomito a gomito (letteralmente) in un ambiente confusionario, freddo per via dei riscaldamenti che spesso davano forfè e senza un adeguato budget economico. Poltrone comode con braccioli sono stati sostituiti da sedie pieghevoli da matrimonio e il passaggio dall’America all’Ucraina di materiale informatico spesso è avvenuto al limite dei furti e soltanto per attrezzatura high-end. Insomma, un quadro pessimo che però ha permesso con tanto sudore di sfornare un titolo in grado di spremere ogni goccia di sangue dalle configurazioni hardware.

“Hanno investito per l’intero titolo ciò che i concorrenti investono soltanto per le scene di intermezzo” questa la frase shock  di Rubin, che da sola basta a spiegare la situazione.

Oltre a condannare questo comportamento davvero riprovevole, vogliamo porre una domanda:

E se Metro: Last Light avesse ricevuto un budget adeguatissimo e i programmatori avessero lavorato in un ambiente sereno, che prodotto avremmo avuto oggi?

Rispondi

Ultimi Articoli