Recensione Dead Space 2

Un’impostazione “vecchia scuola”

La difficoltà nel gioco ovviamente è uno dei punti chiavi visto che stiamo parlando di un Survival Horror. A difficoltà “Normale” il gioco non risulterà impegnativo. Ovviamente incapperemo in determinati punti più difficili e snervanti vista la mole di nemici che ci troveremo ad affrontare. Anche l’intelligenza artificiale del gioco ha subito un grande passo in avanti. I nemici saranno meno stupidi, specie se in gruppo, ove attueranno forme di strategia che potranno impensierirci non poco. Tutto ciò però è ovviato dalla presenza di notevoli punti per poter salvare nonché di checkpoint molto frequenti. Al massimo ci troveremo a dover ripetere una sessione di gioco di uno due minuti, tranne in rari casi.

Alla massima difficoltà è tutt’altra storia. Munizioni che scarseggiano, nemici più agguerriti e nutriti come pure una minore resistenza che causerà parecchie volte il game over.

Un comparto tecnico di prim’ordine

Come già visto nel primo capitolo capitolo, Dead Space 2 offre un comparto grafico di prim’ordine. Il dettaglio è davvero notevole e spesso resteremo incanti dalle scene che ci troveremo dinanzi. Dead_Space2_3_150_84_87A dar maggior risalto al lato meramente tecnico, oltre ad una realizzazione artistica davvero ispirata e originale nel suo genere, avremo anche una tavolozza di colore più variegata (punto debole di Dead Space ndr.) dovuta anche ad una maggiore varietà di ambientazioni.

L’HUD è rimasto quasi invariato e sarà anch’esso un’arma per poterci immergere maggiormente nel gioco. La telecamera potrà essere girata a 360° permettendoci di ammirare qualsivoglia dettaglio in qualsiasi momento del gioco. Insomma il tutto è studiato a pennello per un effetto “wow” da incorniciare.

Longevità nella media, qualità alle stelle.

Per quanto concerne la longevità, il titolo preso in esame si pone nella media di questa generazione di console, e per media intendiamo le 8-9 ore a difficoltà Normale. E’ chiaro che il team va lo stesso premiato viste le tante produzioni con la medesima longevità o ancora più corti che però presentato molte fasi morte e poco carismatiche.

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Il titolo Visceral invece è sempre carico di tensione, adrenalinico quanto basta e sublime in ogni dettaglio. Insomma quella decina di ore che vorremmo in ogni altro titolo di questa portata. Si aggiunga poi la presenza di una modalità Hardcore che darà davvero del filo da torcere ad ogni sorta di videogiocatore e che aumenterà non poco la durata di gioco. Da sottolineare la possibilità di salvare solo TRE VOLTE durante tutta la durata del gioco in Hardcore Mode.

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