Anteprima Dredge

Per gentile concessione dei Black Salt Games siamo riusciti a provare in anteprima Dredge, titolo che fin dal suo primissimo reveal aveva attirato l’attenzione di una buona fetta di utenza. Pur uscendo in un periodo a dir poco affollato, vista la presenza numerosi tripla A che verranno o sono già stati pubblicati in questa primavera (in particolare Hogwarts Legacy), in questa anteprima vi spieghiamo perché la data del 30 Marzo sia da cerchiare sul nostro calendario, nonostante ci sia stato espressamente richiesto di non svelare nulla di ciò che accade nei mari più remoti di Dredge, per non rovinare l’avventura ai marinai del D1.

Gli scorci di Dredge hanno un certo carisma.

Come il più classico dei racconti a tema marinaresco, la nostra avventura in Dredge inizia con un naufragio. Con la propria nave distrutta, sarà la losca figura del sindaco di Midolla Maggiore a lanciarci un “salvagente”, permettendoci di lavorare come pescatore di questa sinistra città portuale per pagarci la nuova imbarcazione di cui abbiamo un disperato bisogno.

Dopo pochi minuti Dredge ci farà bagnare i piedi lanciandoci in mare aperto per iniziare le nostre battute di pesca solitaria, unico modo per guadagnarci il pane. Black Salt Games ha deciso per un’introduzione rapida e schietta, senza troppi fronzoli, instillando però nel giocatore il dubbio che tutto ciò che lo circonda non è realmente come sembra.

I cittadini di Midolla Maggiore non vi spiegheranno mai cosa è successo al precedente pescatore, e lo strano avvertimento del sindaco che vi consiglia caldamente di rientrare in porto prima della notte vi farà subito capire che Dredge non si tratta del classico rilassante simulatore di pesca.

Le nostre prime uscite in mare aperto scorrono piuttosto piacevoli e tranquille: le meccaniche della pesca ricordano vagamente un rhythm game, più azzecchiamo il timing e meno tempo perdiamo a tirare su il pescato. Ad una buon senso del ritmo bisogna aggiungerci una buona gestione del tempo a disposizione: il giorno infatti scorre velocemente quando navighiamo e quando peschiamo (non quando siamo fermi, o controlliamo la mappa e il menù, per fortuna).

Bastano poche azioni e vedremo avvicinarsi l’imbrunire, e con esso tutti i pericoli che ne conseguono…

Una rilassante battuta di pesca, per ora…

Rientrando in un porto per tempo potrete vendere il vostro pescato al pescivendolo, parlare con alcuni abitanti, riparare la nave in caso di danni da impatto con gli scogli, potenziare motori, stiva e canne da pesca, o semplicemente riposarvi. Dredge potrebbe essere tutto qua, se seguirete il consiglio del sindaco. Ovviamente però il vero gioco si nasconde oltre quelle coltre di nebbia notturna, che prima o poi dovrete affrontare…

Sarà inevitabile, ad un certo punto, l’incontro con il collezionista, una misteriosa figura che noterà un oggetto che troverete dopo aver pescato una creatura aberrante che probabilmente definire pesce è un complimento. Questo personaggio ci incaricherà di trovare 5 reliquie di valore inestimabile che si intrecceranno con la narrativa di Dredge, che mano mano si macchierà di tinte paranormal-horror, trasformando le battute di pesca in una vera tenuta di nervi.

Il nostro pescatore infatti teme le pericolose creature marine che le profondità del mare nascondono, ed un indicatore a forma di occhio ci aiuterà a capire il suo livello di stress: più è alto e più probabile sarà avere delle visioni… o incontrare una di esse, e no, non saranno gentili.

No, questa sagoma sotto di noi non ci piace per niente.

Visivamente Dredge è un titolo pieno di carisma, con uno stile low poly ben confezionato, che riesce a regalare scorci ispiratissimi, senza lesinare però nella giusta dose di orrore per quanto riguarda la caratterizzazione delle creature marine (che vi lasceremo il “piacere di scoprire“). La realizzazione dell’acqua è molto buona, così come quella degli agenti atmosferici, in particolare la nebbia, che attenterà alla vostra tranquillità più volte durante la navigazione notturna. E’ percepibile che uno dei punti di forza del titolo sia il sense of wonder (forse è meglio dire terror) che si prova nell’esplorare i mari in solitaria, e l’impianto tecnico/artistico di Dredge sembra centrare bene l’obiettivo senza strafare.

Commento finale

I mari di Dredge nascondono moltissimi segreti da scoprire, che siano creature orrende pescate all’imbrunire, misteriose figure che vi affideranno altrettante misteriose subquest, che siano relitti sottomarini da dragare, marinai naufragati, fasci di luce cremisi notturne, visioni nella nebbia e mostri giganteschi passare sotto il nostro scafo. Ancora non sappiamo quanto il loop di gioco riuscirà a tenere botta durante il corso dell’avventura, o dove vorrà andare a parare l’ambizioso impianto narrativo, ma tutto l’immaginario di Dredge ci ha convinto, dandoci il giusto senso di terrore dell’ignoto, e attraendoci verso l’isola più remota dell’arcipelago esplorabile, alla ricerca di una risposta a quell’orrore cosmico che i Black Salt Games sembrano aver dipinto con grande cura. E noi non vediamo l’ora di naufragarci dentro.

Silvio "Mr. Jim Oak" Salza
Silvio "Mr. Jim Oak" Salza
Sono un ultra trentenne che ha sempre sofferto della "Sindrome della Belle Epoque": adoro le auto d'epoca, il Jazz, i vinili, i pianobar giapponesi, le locandine al cinema, le vecchie barche a vela ed i videogiochi vintage. Passo il mio tempo diviso tra il mare aperto e il microscopico attico in cui vivo, dilettandomi nella degustazione di Pixel Art, Thelonious Monk e Linguine alle Acciughe. Credo in un unico Dio, Hideo Kojima.

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