La corsa globale all’intelligenza artificiale sta divorando componenti, facendo schizzare i costi dell’hardware e per Xbox il risultato è un paradosso amaro: la domanda di console c’è, eccome, ma i colli di bottiglia nella supply chain impediscono di produrne a sufficienza.
A dirlo senza giri di parole è stato Matthew Ball, Chief Strategy Officer di Microsoft Gaming, intervenendo al Summer Game Fest. “Le produciamo il più velocemente possibile. C’è un limite molto rigido a quanto rapidamente possiamo farlo, ma non è una questione di appetito da parte del pubblico”, ha spiegato Ball. “È un privilegio come azienda, ma anche una sfida complicata da risolvere.”

Helix, il modello di console va ripensato da zero
La tensione sul fronte produttivo si riflette direttamente sui piani per la prossima Xbox, nome in codice Project Helix. Con il prezzo dei componenti in costante ascesa, la domanda su quanto costerà la nuova macchina è diventata inevitabilmente incandescente. Ball non ha nascosto la portata del problema: “La crisi non sta ancora migliorando” e sta costringendo Microsoft a rimettere mano all’intera strategia.
“Siamo al lavoro per ridefinire ogni aspetto di Helix, una console che abbiamo tutta l’intenzione di portare sul mercato”, ha proseguito. “Abbiamo ben chiaro quanto dobbiamo cambiare come azienda per garantirne l’accessibilità economica e la flessibilità. Stiamo ripensando il modello di console in chiave aggiuntiva, non escludente, proprio per affrontare una crisi che potrebbe avere effetti acuti per i prossimi 2-2,5 anni”. Il dirigente ha poi ribadito la necessità di trovare un punto di equilibrio: offrire un valore convincente a chi entra per la prima volta nell’ecosistema, senza mai perdere di vista i giocatori di lungo corso. “Abbiamo decine di milioni di persone a cui abbiamo chiesto di spendere 500 dollari, una cifra ancora molto rilevante. Sentiamo il dovere di soddisfare le loro aspettative e di farli sentire ricompensati per la piattaforma che hanno scelto.”
Abbonamenti in calo e una domanda diretta al nuovo CEO
Ball ha offerto uno spaccato sincero anche sullo stato di salute di Game Pass, ammettendo che il servizio ha perso “milioni di abbonati” dopo i ritocchi al listino decisi l’anno scorso. Un dettaglio che la dice lunga sull’attuale fase di riassetto. Non meno significativo è stato il retroscena su Asha Sharma, la nuova CEO di Xbox, che appena arrivata ha chiesto a Ball se il brand fosse “riparabile”. La risposta del dirigente è stata cautamente ottimista: la strada è in salita, ma le leve per migliorare esistono.
L’Anima Xbox passa anche dai suoi classici più folli
Mentre il presente chiede decisioni difficili e il futuro è tutto da ridisegnare, fa un certo effetto ripensare a quei giochi che hanno costruito l’immagine di Xbox come terra di eccessi felici e sperimentazioni senza rete.
- 1 vs. 100 – Un game show multiplayer in diretta con premi veri. Una follia sociale e tecnica perfettamente funzionante, spenta dopo due sole stagioni.
- Conker: Live and Reloaded – Remake del classico Nintendo 64 con multiplayer online e un salto grafico notevole grazie alla “fur-shading”. Violenza cartoonesca e personaggi adorabili, miscela unica.
- Top Spin – In un’era senza il supporto di EA a Xbox Live, Microsoft si inventò il miglior simulatore di tennis online, con un sistema di ranking globale che era pura magia.
- Binary Domain – Sparatutto in terza persona firmato Ryu Ga Gotoku Studio, arricchito da un sistema di comandi vocali via Kinect per dirigere i compagni di squadra in sei lingue. Grezzo, certo, ma impossibile da dimenticare.
- Steel Battalion – La quintessenza dell’Xbox originale: un gioco di mech di Capcom abbinato a un controller da 7 chili con tre pannelli e tre pedali. Eccessivo, costosissimo, magnifico.
Mentre il team di Microsoft lavora per correggere la rotta, l’orizzonte non è vuoto. Progetti come Gears of War: E-Day, Halo: Campaign Evolved e il nuovo Fable restano in cantiere. La partita è aperta e la sensazione è che Xbox abbia intenzione di giocarla fino in fondo, anche a costo di ridisegnare le proprie certezze.
