Non è una semplice correzione di rotta, ma un’inversione a marcia indietro che farà discutere. PlayStation avrebbe deciso di interrompere definitivamente i porting su PC dei propri giochi narrativi single-player. La ragione, emersa durante un incontro interno con i dipendenti, è duplice: la qualità altalenante dei lanci e il mancato ritorno economico sperato.
A tracciare il nuovo perimetro sarebbe stato direttamente Hermen Hulst, CEO di Sony Interactive Entertainment. inito i rilasci su PC “inconsistenti” e lontani dagli obiettivi di fatturato, annunciando la volontà di riallineare le IP principali all’hardware PlayStation. Nessuna eccezione, nessuna valutazione caso per caso: i single-player rimarranno dove sono nati.
Lanci fuori tempo e fiducia incrinata
L’apertura al mercato PC, inaugurata con titoli come Horizon Zero Dawn e God of War, aveva acceso l’entusiasmo di molti giocatori. Peccato che l’esecuzione abbia spesso tradito le aspettative. Molti giochi sono arrivati su PC con mesi, a volte anni di ritardo, in assenza di una promozione adeguata e con l’hype ormai spento. In diversi casi, la conversione tecnica è stata disastrosa.
L’esempio più lampante è The Last of Us Parte 1: il porting è partito con problemi tecnici talmente gravi da minare la reputazione di uno dei titoli più amati del catalogo Sony. Una debacle che ha pesato parecchio sulla percezione degli utenti, abituati a standard ben diversi. Altri porting, pur solidi, non sono bastati a costruire una fiducia costante nel pubblico PC, abituato altrove a lanci simultanei e ottimizzazioni curate.
Le parole di Hulst e la scelta di campo
“Durante un townhall qualche settimana fa, Hermen Hulst ha detto al personale che i loro giochi narrativi single-player rimarranno esclusiva PlayStation”, ha spiegato una fonte vicina alla riunione. “Ha aggiunto che i rilasci su PC sono stati inconsistenti, non hanno generato abbastanza denaro, e vogliono mantenere le proprietà intellettuali legate alla propria piattaforma. Non c’è spazio per valutazioni caso per caso.”
Il messaggio non lascia margini interpretativi. Chi sperava di vedere Marvel’s Wolverine o i prossimi capitoli delle grandi serie PlayStation approdare su PC dovrà cambiare prospettiva: la console diventa l’unico punto d’accesso. Il supporto alla piattaforma Windows non scompare del tutto, ma viene confinato ai titoli live-service, quelli pensati per aggiornamenti continui e monetizzazione prolungata nel tempo.
Cosa significa per il futuro dell’ecosistema
La scelta rappresenta una brusca frenata rispetto alla strategia multi-piattaforma abbozzata negli ultimi anni. Se da un lato l’apertura aveva contribuito ad ampliare il pubblico, dall’altro la percezione di un ecosistema disordinato e poco premiante ha spinto il management a ripensare tutto. Ora la parola torna all’hardware: possedere una PS5 o la sua erede diventa la condizione necessaria per giocare le esclusive narrative targate Sony.
Resta da capire se questa sterzata riuscirà a rafforzare l’identità della console o se, in un mercato sempre più liquido e interconnesso, rischierà di isolare ulteriormente l’offerta PlayStation. Una cosa è certa: per chi ama le storie firmate Sony, l’unico biglietto d’ingresso resta la console.
