Cyberpunk 2077 – Speciale lore: il Dopoguerra e la Riunificazione

Articolo di · 8 Dicembre 2020 ·

Proseguiamo con la serie di speciali dedicati alla lore di Cyberpunk 2077 per comprendere al meglio gli eventi antecedenti al gioco. Dopo il Collasso e la Quarta Guerra Corporativa, in questo secondo episodio ci dedicheremo al Dopoguerra ed alla Riunificazione.

Tratto dal libro “Il Mondo di Cyberpunk 2077.

Il Dopoguerra (2024-2035)

Il mondo impiego più di dieci anni a riprendersi dalla guerra globale, e i primi anni furono tutt’altro che pacifici. Sommosse e ribellioni scoppiarono in ogni angolo del globo. Il Sud America era ancora in subbuglio dal punto di vista politico e i Paesi in Europa e in Asia tentavano di rilanciare il mercato mondiale regolamentando le corporazioni sopravvissute, al fine di ristabilire il controllo governativo dopo tanti anni di egemonia corporativa.

Negli Stati Uniti, la presidente Elizabeth Kress dichiarò la legge marziale nelle zone del Paese rimaste sotto il controllo esecutivo. L’Arasaka fu ritenuta responsabile della detonazione nucleare che aveva distrutto il centro di Night City, ma continuarono a circolare voci secondo cui era stata la Militech a finanziare la misteriosa squadra d’assalto, fornendole il dispositivo nucleare portatile.

La popolazione pretendeva spiegazioni e la presidente Kress colse l’occasione per accorciare il guinzaglio alla Militech. Per quanto non ci fossero prove concrete che la implicassero direttamente, le attività della Militech furono nazionalizzate dal governo degli Stati Uniti e utilizzate per rafforzare il controllo federale. Ad alcuni funzionari di spicco della Militech furono offerte posizioni redditizie nel riformato Dipartimento della Difesa.

Questo periodo fu segnato dalla stagnazione dello sviluppo tecnologico. Le corporazioni lottavano per sopravvivere e i governi erano concentrati sugli affari interni, sul reprimere i disordini civili e ricostruire i loro Paesi. Furono i nomadi a diventare la linfa vitale del commercio tecnologico: rovistavano i campi di battaglia e depredavano le strutture abbandonate, contrabbandando le merci rare e vietate nei loro convogli corazzati.

Nonostante le rassicurazioni, la presidente Kress si impegnò poco nella ricostruzione della devastata Night City. In effetti, lasciar soffrire quella città in affanno era la strategia giusta per mettere in ginocchio l’intero Stato Libero della California del Nord. Tuttavia, i testardi residenti di Night City si rifiutarono di cedere, e l’arduo processo di ricostruzione iniziò.

Nel frattempo, dopo anni di inutili tentativi di ripristino della Vecchia Rete da un IS (intelligent system) rinnegato e programmi di combattimento coscienti, la NetWatch istituì il cosiddetto “Blackwall”, una barriera virtuale tra le regioni umane e quelle controllate dall’IS della Vecchia Rete. Data l’entità dell’operazione, potrebbe esserci del vero nelle teorie cospirative secondo cui la NetWatch fu costretta a concludere un accordo con l’IS per costruire il Blackwall.


Riunificazione (2035-2069)

I successivi trentacinque anni furono un lento ritorno alla normalità per le nazioni e le corporazioni di tutto il mondo. Le città furono ricostruite, le tratte commerciali furono ristabilite e la tecnologia riacquistò la propria onnipresenza. Negli Stati Uniti, gli aiuti governativi e corporativi contribuirono a ricostruire e ripopolare molte delle città abbandonate durante il Collasso del 1990-2016. Le corporazioni la consideravano un’opportunità per ripulire la propria immagine pubblica e per riacquistare una certa influenza sulla cultura locale.

Abbandonata dalla presidente Kress e dal governo degli Stati Uniti, Night City fu ricostruita dai suoi cittadini con l’aiuto dei nomadi e delle corporazioni minori. A quel tempo, voci incontrollabili sostenevano che il governo avesse fatto dell’Arasaka un capro espiatorio per la detonazione nucleare e che questa stimolò le tendenze all’indipendenza delle corporazioni. Era opinione comune che i cittadini avrebbero preferito vedere il ritorno del gigante asiatico della sicurezza, piuttosto che sottomettersi al controllo federale. Al contrario, la situazione delle vecchie megacorporazioni in Europa non era altrettanto rosea. Tutti coloro che un tempo contavano, ora venivano contrastati dai nuovi arrivati sostenuti e controllati dai governi nazionali europei.

In Asia, l’umiliata Arasaka affrontava la sconfitta a testa alta. La corporazione aveva speso una parte significativa delle proprie risorse per gli indennizzi di guerra, ma alcuni contratti redditizi le permisero di riconquistare la propria posizione di leader del mercato nel settore della produzione di armi e della sicurezza. La battuta d’arresto ebbe comunque delle conseguenze: Saburo Arasaka dovette iniziare ad affrontare un’opposizione interna, preludio di una vera e propria guerra civile segreta tra i ranghi dell’azienda.

Iniziarono ad emergere nuove reti remote individuali, per lo più intranet regionali. Le poche connessioni tra queste reti venivano attentamente controllate e supervisionate dalla NetWatch, la cui autorità era però stata significativamente limitata in Europa e Oceania. La nuova Rete era meno disponibile per gli utenti pubblici e più difficile da penetrare per i netrunner, poiché i dati più importanti venivano isolati.

Criterion 10

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