A cinque weekend dall’uscita, Obsession continua a dominare il box office globale con numeri che nessuno avrebbe osato pronosticare per un horror a basso budget. Eppure Curry Barker, il regista che ha acceso la miccia del fenomeno, non ha nessuna intenzione di correre verso un sequel. In un’intervista rilasciata a The Hollywood Reporter, il giovane filmmaker ha spiegato perché preferisce prendersi il tempo necessario prima di riportare il pubblico nel mondo del One Wish Willow.
Tutti gli occhi sono puntati su di lui, e Barker lo sa. La domanda non è se arriverà Obsession 2, ma quando e come. La risposta, per ora, è una sola: con calma.
L’Eredità del One Wish Willow
“Non voglio passare direttamente a Obsession 2”, ha tagliato corto Barker quando gli è stato chiesto cosa vuole evitare nel suo futuro. “Ho un’idea talmente bella che non la svelo.”
Il regista ha voluto precisare che non sta parlando di un’attesa di cinque o sei anni. Semplicemente, non vuole bruciare le tappe del ritorno di Nikki. La fiducia nel pubblico, però, è totale: “Credo che la gente sarebbe entusiasta allo stesso modo anche se il sequel arrivasse un po’ più avanti. È tutto un turbine, sto ancora cercando di capire come muovermi.”
Un successo da 286 milioni (con 750mila dollari)
Lanciato il 15 maggio nelle sale di tutto il mondo, Obsession ha sbriciolato ogni aspettativa. Con Inde Navarrette nei panni di Nikki, Michael Johnston in quelli di Bear, Cooper Tomlinson come Ian e Megan Lawless nel ruolo di Sarah, il film distribuito da Focus Features ha trasformato la formula “attenzione a ciò che desideri” in un assegno da oltre 286,49 milioni di dollari a livello globale.
Cifre che farebbero invidia a molti blockbuster Marvel, ma che per un horror realizzato con circa 750mila dollari di budget assumono i contorni di un’anomalia. Obsession non è solo il film del momento: è già uno dei successi più dirompenti dell’ultimo decennio.
Antologia o sequel?
Fino a oggi Barker è rimasto volutamente vago sull’evoluzione del One Wish Willow e sul destino della saga. Ha però lasciato intravedere una strada alternativa: una serie antologica in cui ogni episodio segue un nuovo personaggio e un nuovo desiderio.
“Il bello di questa premessa è che c’è tantissimo da esplorare. Non si tratta propriamente di un sequel”, ha spiegato. “È solo un nuovo ragazzo o una nuova ragazza con un One Wish Willow: cosa desidera e come quel desiderio le stravolge la vita? Ci sono così tante storie da raccontare.”
Un’intuizione che allargherebbe l’universo narrativo senza tradire l’essenza del primo capitolo, lasciando aperta anche la porta a un eventuale Obsession 2 più tradizionale.
Il prossimo passo: Texas Chainsaw Massacre
Mentre l’idea del sequel prende forma senza fretta, Barker ha già accettato una sfida diversa e ingombrante: un nuovo capitolo del franchise di Non aprite quella porta. Un progetto con più carne al fuoco – letteralmente – su cui il regista ha le idee molto chiare.
“Non mi interesserebbe se non pensassi di poter trovare un modo che risulti fresco e nuovo, pur rispettando l’originale”, ha detto. “Il canone è piuttosto confuso, quindi non c’è granché a cui restare fedeli, a parte il primo film. Voglio spaventare una nuova generazione con quella sensazione da ‘E se andassi in viaggio con gli amici e ti succedesse questo?’. Voglio recuperare la crudezza e la concretezza dell’originale.”
Barker è appena all’inizio e già si muove tra un horror da record e un mito del cinema di paura. Due binari paralleli che promettono di tenere alta l’attenzione degli appassionati ancora a lungo.
