Recensione Destiny 2: La Regina dei Sussurri

Il progetto Destiny ha da sempre fatto parlare di sé , sin dai suoi primissimi vagiti, nel bene e nel male. L’opera di Bungie ha attraversato – infatti – più di un momento difficile nel corso degli anni, partendo da un primo capitolo dal potenziale enorme ma sfruttato soltanto in maniera tardiva fino all’arrivo di Destiny 2, anch’esso vittima di un percorso di evoluzione lento e ricco di incertezze, che per fortuna però sembra aver intrapreso la strada giusta di espansione in espansione. Ed è proprio questa la forza di Bungie e del suo Destiny 2: sapersi rialzare, trovare sempre un modo per, è il caso di dirlo, abbracciare la Luce e distruggere l’Oscurità che tenta di attanagliarlo nelle sue grinfie, riuscendo sempre – in qualche modo – a venirne fuori più forte di prima.


Versione testata: Xbox Series X


È un po’ tutto questo la nuova – maggiore – espansione The Witch Queen, per noi La Regina dei Sussurri, un corposo update che riesce a gettare tanta carne sul fuoco per i tanti Guardiani rimasti ancora in orbita, in frenetica attesa di imbracciare i propri strumenti di morte preferiti per difendere il Viaggiatore dalle macchinazioni e dalle manie di grandezza e potere dei tanti nemici della Luce, desiderosi di assoggettare l’intera galassia al proprio volere. Proprio da questo punto di vita, possiamo affermare senza mezzi termini che La Regina dei Sussurri è uno dei punti più importanti toccati proprio a livello narrativo, un contenuto che riesce ad ampliare in maniera importante, a tratti decisiva, l’intera lore da cui è pervaso l’universo coniato da Bungie, riuscendo a intervenire in maniera importante e precisa su alcuni punti importanti mai toccati.

Nel raccontare questo complesso e stratificato agglomerato narrativo, Bungie si serve di una gestione delle missioni tradizionale, certo, ma caratterizzata anche da diverse novità strutturali decisamente interessanti e funzionali, che siamo sicuri faranno la felicità dei Guardiani, soprattutto quelli che vivono l’avventura in compagnia. Perché sì, diciamoci la verità, la volontà di Bungie di spingere sempre di più i giocatori “solitari” a lasciarsi trasportare dalla voglia di familiarizzare col prossimo è sempre più evidente e, nel bene o nel male, The Witch Queen ne è un ulteriore conferma.

Destiny 2, La Regina dei Sussurri: una storia avvincente, raccontata con la solita maestria

Il comparto narrativo del nuovo major update di Destiny 2, che coincide anche con l’arrivo della nuova season, la Stagione dei Rinati (la numero 16), ruota intorno a un personaggio già conosciuto durante l’ultima stagione e che ha riscosso un grande successo nel cuore della community tanto da, appunto, meritarsi un ruolo centrale (eccome, fidatevi) nell’importa tematica dell’intera lore del Game as a service di Bungie: Savathun, una delle più alte cariche dell’Alveare nonché sorella del temibile Oryx. È proprio la Regina il fulcro della storia, la cui la linea generale di fatto ruota proprio intorno all’ascesa e all’arrivare ad un certo punto “x” del suddetto personaggio, partendo proprio dalle origini che il Guardiano può vivere attraverso una lunga serie di flashback, sotto forma di ricordi, con cui è possibile entrare nella sua mente per conoscere in maniera più precisa le sue volontà e il suo credo. È un viaggio lungo, estenuante e ricco di colpi di scena quello nella mente di Savathun, che porta il giocatore a esplorare il terribile e minaccioso, ma allo stesso modo incredibilmente affascinante, Tronomondo di Savathun, teatro di una storia che affonda senza paura e senza remore le sue radici nel cuore pulsante della storia, partendo proprio dalle origini, dalla genesi del Viaggiatore fino alla sua volontà di affidare la Luce ai Guardiani. La Luce è dunque ancora una volta al centro di ogni cosa ma stavolta la sua figura è avvolta da una coltre spaventosamente oscura di mistero e offre degli spunti potenzialmente senza confini per ampliare e sconvolgere tutto ciò che abbiamo imparato finora.

Destiny 2

Senza entrare troppo nel dettaglio e senza farvi spoiler su quella che senza mezzi termini è forse la miglior espansione a livello narrativo di questo Destiny 2, vi basti sapere che The Witch Queen prenderà a pugni più di una volta le vostre e le nostre convinzioni sull’intera storia, sull’intero universo di Destiny 2 che, siamo convinti, in qualche modo non sarà più lo stesso. Per farlo, Bungie si è servita di una campagna insospettabilmente lunga e stratificata, caratterizzata da un corposo numero di missioni, tutte fondamentale differenti tra loro e soprattutto lunghe e impegnative, il cui livello di sfida ha quasi sempre spinto a prestare una grandissima attenzione a ogni azione compiuta sul campo di battaglia. Il Tronomondo, infatti, è un luogo come dicevamo poc’anzi splendido, ma anche inospitale, con pericoli che si annidano dietro ogni angolo e che mettono in serio pericolo la salvezza del Guardiano, che come da tradizione è chiamato a farsi strada attraverso uno sconcertante numero di nemici, in un turbinio continuo di eventi, in una danza continua di proiettili, fendenti e stridii, capace di tenere incollati allo schermo per circa otto-nove ore prima di raggiunge ai titoli di coda, che nella loro – solita – epicità mettono subito le basi per quello che si preannuncia un futuro intrigante e potenzialmente aureo per la lore di Destiny 2, di cui questo The Witch Queen vuole essere soltanto un primissimo e importante tassello.

Gameplay, novità e contenuti

A livello di contenuti, continuando quella strada intrapresa con le ultime espansioni maggiori, La Regina dei Sussurri si conferma un prodotto solido e convincente, capace di tenere incollati agli schermi i giocatori per tante ore, tra quest principali, secondarie, sfide, e tante altre attività che faranno la felicità di tutti i Guardiani. Bungie non ha veramente “badato a spese” in tal senso, offrendo un contenuto in grado di ampliare parecchio la struttura ludica del suo titolo di punta, impreziosendo il tutto con l’introduzione della Difficoltà Leggendaria per le missioni della campagna. Tale feature, per quanto possa sembrare marginale o comunque poco innovativa perché comunque “derivativa” e pescata da altri lidi possiede in realtà un grandissimo potenziale. Ne parlavamo anche prima e ora possiamo confermarlo e approfondirlo in maniera più precisa: il livello di sfida offerto dalla nuova campagna de La Regina dei Sussurri è veramente molto alto e risulta tale fin dalla primissima missione. Di conseguenza, è doveroso sottolineare che questa nuova feature ci pare pensata principalmente per i giocatori organizzati, facenti parte di team e clan vari e non per i lupi solitari, che potrebbero trovarsi di fronte a un ostacolo insormontabile, oggettivamente fuori portata anche del giocatore più incallito e al netto di migliorie e power up vari all’equipaggiamento e al livello di potere consigliato per le varie sfide, che ci è sembrato sempre non indicativo se paragonato a un livello di sfida e una difficoltà generale delle missioni veramente molto alti.

Destiny 2

Proprio parlando di equipaggiamento è necessario parlare di un’altra delle aggiunte più interessanti che porta con sé la nuova espansione: il crafting delle armi. Questa meccanica, introdotta proprio per la prima volta all’interno dell’universo creato da Bungie, è sicuramente molto interessante e dimostra di avere un buon potenziale, per quanto bisogna ammettere che per valutarne a fondo l’effettivo rilevanza all’interno della struttura ludica del titolo bisogna comunque attendere e verificarne la resa sul lungo tempo. Tramite la Reliquia è infatti possibile Forgiare e Riforgiare le varie armi, potenziabili poi successivamente attraverso un sistema di progressione decisamente interessante e appagante, e soprattutto mai frustrante, che spinge il giocatore a variare e a sperimentare come forse mai prima d’ora. Continuando il discorso sulle armi, va segnalato che Bungie ha sfruttato proprio la dinamica della Reliquia per introdurre una nuovissima arma all’interno di Destiny 2, che proprio proprio nelle battute iniziali della nuova campagna, con un espediente narrativo e ludico, amplia l’offerta delle bocche da fuoco con una nuova aggiunta molto interessante: il Falcione. Questa nuova arma aggiunge varietà a una formula ludica già di per sé soddisfacente e appagante, anche grazie alla sua natura “ibrida”, che consente ai giocatori non soltanto di attaccare con dei fendenti corpo a corpo, ma anche di utilizzare l’arma come una sorta di arco, con cui scagliare cariche luminose verso i nemici per approcciare in maniera sempre diversa i vari scontri.

Per concludere il discorso sulle armi, Bungie ha introdotto anche un sistema dedicato ad alcune particolari armi, le quali possiedono un potere aggiuntivo che consente una diversa progressione e upgrade di esse, chiamato Risonanza. Tramite un sistema un po’ a la Skyrim, ossia con armi che migliorano in base all’utilizzo e al completamento di determinate attività, queste armi possono aiutare il giocatore a rendere il proprio equipaggiamento più ampio ma soprattutto vario, grazie proprio a quanto detto poco sopra. La voglia di sperimentare e di variare il bagaglio delle armi a propria disposizione è accentuata parecchio proprio dal sistema delle Risonanze, che pur senza risultare rivoluzionario o miracoloso rappresenta comunque un pezzo tassello da aggiungere alla formula generale, un tassello aggiuntivo di un mosaico che – lentamente – si compone anno dopo anno ed espansione dopo espansione. Oltre alle modifiche relative alle armi, Bungie ha ritoccato anche il sistema di sottoclassi, in particolare quelle relative alle classi e alle sottoclassi del vuoto, già ampiamente riviste e revisionate con l’espansione Oltre la Luce, in cui ha fatto la sua comparsa la Stasi e le sue relative abilità e Nature. Le modifiche introdotte sotto il nome di Vuoto 3.0 ampliano e modificano la struttura ludica dei guardiani, che ora possono approcciarsi agli scontri in maniera diversa, sfruttando proprio le nuove abilità relative all’evoluzione della sottoclasse, divise equamente con due nuove specializzazioni per ogni tipologia di guardiano. Pur senza risultare rivoluzionare, siamo convinti che le nuove possibilità ludiche introdotte potranno fare la felicità dei tanti giocatori, soprattutto per quanto riguarda la varietà degli approcci alle battaglie ora decisamente più ampia e sfaccettata e soprattutto divertente, l’ideale per abbracciare in maniera più positiva il futuro di un brand decisamente sempre molto interessante e con un potenziale smisurato.

Commento finale

Destiny 2: La Regina dei Sussurri è probabilmente una delle migliori espansioni mai partorite da Bungie per il suo game as a service. Il nuovo major update aggiunge infatti un nuovo e importante dna narrativo alla già complessa struttura nevralgica di un titolo tematicamente parlando in continua ascesa, a cui si aggiungono anche delle interessantissime chicche ludiche come la forgiatura delle armi, il nuovo Vuoto 3.0 e il Falcione. Tutti questi elementi, combinati in una struttura delle missioni complessa e appagante, rendono il futuro più roseo in casa Bungie, che ha saputo gettare delle nuove basi importanti, i cui frutti siamo convinti verranno raccolti nei prossimi mesi, con l’arrivo delle nuove stagioni e con i nuovi contenuti annunciati dalla software house per la sua miniera d’oro.

8.7

Desyiny 2: La Regina dei Sussurri


Destiny 2: La Regina dei Sussurri è probabilmente una delle migliori espansioni mai partorite da Bungie per il suo game as a service. Il nuovo major update aggiunge infatti un nuovo e importante dna narrativo alla già complessa struttura nevralgica di un titolo tematicamente parlando in continua ascesa, a cui si aggiungono anche delle interessantissime chicche ludiche come la forgiatura delle armi, il nuovo Vuoto 3.0 e il Falcione. Tutti questi elementi, combinati in una struttura delle missioni complessa e appagante, rendono il futuro più roseo in casa Bungie, che ha saputo gettare delle nuove basi importanti, i cui frutti siamo convinti verranno raccolti nei prossimi mesi, con l’arrivo delle nuove stagioni e con i nuovi contenuti annunciati dalla software house per la sua miniera d’oro.

PRO

Linea narrativa molto interessante, novità di gameplay funzionali e potenzialmente longeve, difficoltà generale pensata per venire in contro a tutti i palati

CONTRO

Il peso delle migliorie va valutato sul lungo termine, difficoltà generale sempre più proibitiva per i "lupi solitari"
Salvatore Cardone
Salvatore Cardone
Scrivo, cucino, mangio. Spesso contemporaneamente. Necessito di più mani (e più fegati).

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