Recensione in pillole: Darq

Versione testata: Xbox One

Darq è la rappresentazione poetica di un incubo senza fine. La speranza di salvezza si nasconde dietro agli enigmi che sbarrano i vari livelli. L’atmosfera angosciante rende il tutto più immersivo e i movimenti compassati del protagonista trasmettono la paura di quei luoghi sconosciuti. La dimensione onirica permette anche di infrangere le leggi della fisica, ogni superfice è calpestabile se ci permette di uscire dall’incubo.


Che gioco è?

Darq è un platform ricco di rompicapi che richiama titoli come Limbo e Inside. Ci ritroviamo nei panni di un ragazzo che, ogni volta che si addormenta, sprofonda in incubi orribili. Il gameplay procede per enigmi che dovremo risolvere se vogliamo svegliarci. Questi rompicapi hanno una difficoltà crescente che rende la sfida di Darq decisamente impegnativa, compensando in parte la breve durata del titolo.

I comandi a nostra disposizione ci permettono di interagire con gli oggetti, passare alla modalità stealth, correre e camminare sulle pareti, con una scelta di design decisamente riuscita. Infatti, premendo “A” vicino ad una parete priva di porte o ostacoli, possiamo camminarci sopra e, con una rotazione della telecamera, la prospettiva si ribalta trasformando quella parete nel pavimento. Ciò consente di rendere gli spazi di gioco decisamente più grandi di quello che sarebbero normalmente, oltre a nascondervi stanze segrete per oggetti e collezionabili.

Per il mondo di gioco, sono infatti seminati alcuni collezionabili sotto forma di pagine di diario. Trovarle è tutt’altro che semplice e non forniscono indizi extra sulla trama. La narrazione avviene infatti totalmente tramite le immagini e non sono presenti elementi testuali. Le pagine sono però essenziali per sbloccare gran parte dei trofei del titolo.

Darq presenta inoltre una grande varietà di nemici dall’estetica inquietante, che rendono il mondo di gioco un posto estremamente pericoloso. Il gioco, infatti, non ci permette di difenderci dagli attacchi e, se vogliamo sopravvivere, dovremo procedere senza farci notare. I nemici strisciano nell’oscurità o ci aspettano, apparentemente innocui, sulle loro sedie a rotelle. Nel momento in cui il protagonista viene attaccato, non c’è via di scampo e bisogna ripartire dall’ultimo checkpoint.

La colonna sonora di Darq è poco invasiva e lascia che il giocatore si immerga nell’atmosfera dei vari livelli. Prevalgono infatti i suoni ambientali, mentre la musica risalta nei momenti in cui la sua presenza si rende necessaria.


Cosa ci è piaciuto?

Uno dei più grandi pregi di Darq è quello di saper costruire un’atmosfera credibile attraverso l’utilizzo di scenari comuni (una strada, una stazione o un ospedale) che diventano però terrificanti grazie alle scelte di design. Lo stile visivo privo di colori accesi e tendente al bianco e nero rafforza questi aspetti e ricrea una perfetta atmosfera horror.

Tutti i livelli presentano delle ambientazioni diverse e, attraverso scelte artistiche come la possibilità di camminare sulle pareti, hanno anche una complessità maggiore di quella che presentano altri titoli simili. Infatti, in Darq non ci limitiamo ad andare avanti e indietro per il livello fino a concluderlo ma possiamo trovare diverse zone difficili da raggiungere e non immediatamente visibili.

Gli enigmi di Darq presentano una sfida avvincente che non scade mai nel banale. I primi livelli sono decisamente più semplici ed immediati ma si passa presto a dei rompicapi più complessi che hanno messo alla prova le nostre capacità. La sfida risulta quindi ben bilanciata e il backtracking necessario per ritrovare alcuni oggetti non è affatto frustrante, grazie alla bellezza degli ambienti.


Cosa non ci è piaciuto?

Come detto in precedenza, Darq ha pochi tasti da memorizzare e gran parte delle azioni vengono svolte con i tasti “A” e “X” del pad Xbox. Tuttavia, la scelta di utilizzare il tasto “X” per interagire con gli oggetti non risulta particolarmente immediata e la mancanza di un tutorial rende quasi obbligatorio il passaggio dal menù opzioni per controllare la mappatura dei comandi. Alla lunga ci si abitua ai controlli, ma avremmo preferito quantomeno la possibilità di una mappatura alternativa per poter utilizzare “A” per raccogliere e attivare gli oggetti.

Nonostante gli enigmi siano impegnativi, Darq ha una durata di un paio di ore che si riduce sensibilmente nel caso di una seconda run. Trattandosi di un titolo così bello da vedere, avremmo sicuramente voluto giocare un po’ di più.


Conclusioni

Darq è un piccolo gioiello. La sfida che presenta è tutt’altro che semplice e gli ambienti che riesce a ricreare sono meravigliosi. Non è ovviamente esente da difetti, ma si tratta di mancanze che non vanno a compromettere l’esperienza complessiva di gioco. Per gli amanti dei platform che cercano anche un’atmosfera coinvolgente in cui perdersi è sicuramente un titolo consigliato.

Darq è disponibile su PlayStation 4, Nintendo Switch, PC, PlayStation 5, Xbox Series X/S e Xbox One.

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8.0

Consigliato


Darq è un piccolo gioiello. La sfida che presenta è tutt’altro che semplice e gli ambienti che riesce a ricreare sono meravigliosi. Non è ovviamente esente da difetti, ma si tratta di mancanze che non vanno a compromettere l’esperienza complessiva di gioco. Per gli amanti dei platform che cercano anche un’atmosfera coinvolgente in cui perdersi è sicuramente un titolo consigliato.

PRO

    - Design curato
    - Atmosfera immersiva
    - Rompicapo ben bilanciati

CONTRO

    - Mappatura dei comandi
    - Eccessiva brevità del titolo
Antonio Rodofile
Antonio Rodofile
Già da prima di imparare a scrivere, i miei genitori mi hanno messo un pad tra le mani. Quel pad, nel corso degli anni, ha cambiato forma, dimensioni, peso ma la passione è rimasta invariata. Dopo tanti anni di studi tra media, cinema e videogiochi, sono sbarcato un po' per caso e un po' per destino nella critica videoludica che concilia le mie due più grandi passioni: scrivere e giocare.

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