Limbo/Inside, recensione Nintendo Switch

Articolo di · 16 Luglio 2018 ·

Una combo di capolavori!

Lo sviluppatore indipendente danese Playdead ha fatto il suo debutto nel 2010 pubblicando l’ispirato e malinconico puzzle-platform 2D, Limbo. Sei anni più tardi la software house è ritornata sulla scena videoludica con il successore spirituale di Limbo ovvero, Inside. L’uscita su Nintendo Switch di entrambi i titoli ci ha sorpreso. Anche se i due giochi potrebbero non essere recentissimi, grazie ad un design semplice e senza tempo sembrano davvero calzare a pennello sull’ibrida della grande N.

Limbo è stato rilasciato praticamente su quasi tutte le piattaforme immaginabili, e non c’è molto da aggiungere. È probabilmente uno dei migliori platform a scorrimento orizzontale 2D che la mente umana potesse concepire e senza di esso nulla di Inside sarebbe stato realizzato. Infatti, Inside riprende tutto ciò che ha reso Limbo un titolo di successo ma espandendolo ulteriormente. La videocamera ci segue e si muove senza interruzioni dentro e fuori, regolando finemente la sua angolazione per offrire la migliore visione possibile di ciò che accade sullo schermo in quel preciso momento.

Sia Inside che Limbo sono giochi molto simili. Ci ritroviamo nei panni di un protagonista maschile silenzioso e senza nome, che si muove in perfetto stile platform, dal lato sinistro dello schermo a quello destro. La nostra “missione” è quella di arrivare alla fine sani e salvi ma non sarà affatto facile, fra ostacoli, trappole, nemici e enigmi ambientali da risolvere.

Nessuno dei due giochi presenta dialoghi o spiegazioni su cosa sta accadendo il che include anche la risoluzione dei puzzle portandoci a vivere dall’inizio alla fine due esperienze mute e oniriche. Sarete soli e toccherà a voi capire sia la brillante trama di gioco (una sorta di “favola” con una precisa morale per Limbo, più fantascientifica e probabilmente ancora molto attuale per Inside) e sia come risolvere gli enigmi, nulla di impossibile sia chiaro ma vi ritroverete a morire spesso, talvolta in modi orribili, mentre cercherete di districarvi nei due mondi di gioco. Fortunatamente, entrambi presentano un sistema di checkpoint che si ricaricano velocemente, quindi non si avrà mai la sensazione che il gameplay si fermi con la morte del nostro protagonista e né tanto meno si avvertirà un senso di frustrazione dovuto agli inevitabili game over.

Uno stile semplice ma ispirato

Sia Limbo che Inside sono visivamente semplici, Limbo si caratterizza per il sapiente utilizzo dei colori bianco e nero che insieme alla grana della pellicola ed i suoni ambientali minimi, creano un’atmosfera che risalta alla perfezione la cupa esperienza di gioco proposta in una sorta di alternanza fra luce e ombra. In Inside la scelta è stata differente, infatti Playdead ha optato per un tocco di colore, ma il colore che c’è non è altro che il contrasto perfetto con l’oscurità incombente che circonda tutti gli scenari di gioco attraverso cui saremo costretti ad avventurarci.

Giocarli on the road!

Se non avete mai giocato a Limbo o Inside, e siete felici possessori di Switch, l’acquisto dei due titoli è quasi obbligato. Si lasciano giocare sia in modalità docked e sia in quella portatile. I controlli semplici ben si adattano all’utilizzo dei Joy-Con, il cui utilizzo risulta essere facile e comodo dato che nessuno dei due giochi richiede una particolare sensibilità dei controlli o riflessi fulminei.

Giocare in modalità portatile su Switch ovunque ci troviamo è ormai la caratteristica che rende unica la console di Nintendo. Il piccolo schermo da 6,2 pollici rende un po’ più difficile vedere cosa stiamo facendo o verso cosa stiamo andando incontro e la telecamera in Inside rispetto a Limbo essendo impostata leggermente più indietro, rende i personaggi abbastanza piccoli e a volte e difficili da seguire. L’oscurità che caratterizza Limbo a sua volta può rendere il gioco altrettanto difficile da giocare in modalità handheld se l’illuminazione ambientale è troppo elevata. Tuttavia, stiamo parlando di problemi minori e in generale entrambi i giochi sono fantastici da giocare, magari con un bel paio di cuffie che renderanno  l’esperienza di gioco ancora più immersiva.

Commento finale

Limbo e Inside sono due piccoli gioielli. L’unico “vero problema” è che entrambi i titoli sono usciti da un po’ di tempo e nessuno aggiunge qualcosa di nuovo in versione Switch. Se li avete già spolpati per bene, non c’è quindi un valido motivo che possa spingervi ad acquistare nuovamente Limbo (9,99€) e Inside (19,99€) salvo che voi non desideriate giocarli “on the road”, ma la rigiocabilità di entrambi i titoli è abbastanza ridotta, Inside ha però un finale segreto che potrebbe essere l’unico motivo valido per rigiocarlo anche se non aggiunge nulla di particolare in termini di trama. Se vi siete persi uno o entrambi i titoli, tuttavia, le versioni Nintendo Switch risultano essere sicuramente quelle più versatili da giocare.

Limbo/Inside
8.6 / 10 4News.it
Disponibile suSwitch
Pro
    - Direzione artistica notevole
    - Gameplay ispirato
    - Impegnativi quanto basta
    - Due titoli senza tempo
Contro
    - Longevità bassa
    - Se li avete già giocati non c'è nulla di nuovo in questo porting su Switch
Riassunto
Limbo e Inside sono due piccoli gioielli. L'unico “vero problema” è che entrambi i titoli sono usciti da un po’ di tempo e nessuno aggiunge qualcosa di nuovo in versione Switch. Se li avete già spolpati per bene, non c'è quindi un valido motivo che possa spingervi ad acquistare nuovamente Limbo (9,99€) e Inside (19,99€) salvo che voi non desideriate giocarli “on the road”, ma la rigiocabilità di entrambi i titoli è abbastanza ridotta, Inside ha però un finale segreto che potrebbe essere l'unico motivo valido per rigiocarlo anche se non aggiunge nulla di particolare in termini di trama. Se vi siete persi uno o entrambi i titoli, tuttavia, le versioni Nintendo Switch risultano essere sicuramente quelle più versatili da giocare.  
Gameplay
Grafica
Sonoro
Longevità
Giudizio finale
Criterion 10

    Rispondi