Recensione in pillole: Don’t Die, Minerva

Versione testata: Xbox One – Early Access

Una bambina, dispersa da sola in un ambiente ostile che ricorda una macabra festa di Halloween. Questo è il clima che viene creato da Don’t Die, Minerva, titolo di Xaviant Games in arrivo su Xbox One e PC. In una sfida crescente, dovremo sconfiggere ripetutamente il Signore dell’edificio per cercare di liberarci dall’incubo che ci circonda.


Che gioco è?

Don’t Die, Minerva è un roguelike con livelli generati proceduralmente. Vestiamo i panni di Minerva, una bambina che si ritrova in uno strano cortile circondato da edifici. Ogni edificio è composto da livelli procedurali generati su più piani, nell’ultimo dei quali si trova un boss: il Signore dell’edificio.

Ogni bossfight sblocca la zona successiva ed introduce un nuovo alleato con il quale si può interagire. Gli alleati, oltre a svelare alcuni dei misteri che circondano Minerva, permettono di investire i cristalli ottenuti esplorando i livelli e convertirli in upgrades. Nel momento in cui si viene sconfitti, tutti gli oggetti ottenuti nella run vengono persi, tranne gli upgrades fatti tramite gli NPC. Maggiori saranno gli upgrades ottenuti, più la run successiva sarà semplice.

Il gameplay di Don’t Die, Minerva riprende giochi come The Binding of Isaac. Minerva dispone di una piccola torcia con la quale potrà colpire i nemici direzionando il raggio. È possibile trovare delle versioni migliorate della torcia che hanno modalità di fuoco alternative. Si passa quindi dal raggio classico della torcia, a un laser che colpisce i nemici ravvicinati oppure ad una modalità di fuoco potente che colpisce i nemici all’interno di un’area. Oltre all’arma principale, la bambina dispone di un attacco corpo a corpo. Anch’esso può avere delle varianti droppabili nei livelli. Ci sono inoltre degli inseparabili animali di pezza che aiuteranno la bambina. I pet sono delle armi potenti e Minerva può posizionarli sul campo di battaglia in qualsiasi momento. Ogni animale ha comportamenti e danni diversi in base alla rarità e al livello. Il giocatore potrà equipaggiare un massimo di due pet che potranno essere schierati contemporaneamente.

Un elemento importante con il quale abbiamo dovuto familiarizzare durante il gameplay sono le sinergie. Esistono infatti quattro poteri elementali che possono essere combinati tra di loro e aggiungono attributi all’equipaggiamento di Minerva. Essi sono: fuoco, ghiaccio, elettricità e luce. Ognuno di loro concede ai giocatori dei vantaggi esclusivi (l’elettricità aumenta il danno della torcia, il fuoco aumenta quello dei pet, la luce aumenta gli hp e il gelo la resistenza ai danni). Sarà compito dei giocatori decidere su quali elementi puntare e costruire la propria build in modo che la sinergia sia elevata.


Cosa ci è piaciuto?

Le sinergie di Don’t Die, Minerva seguono una logica molto semplice da imparare ma altrettanto efficace. Abbiamo impiegato un paio di run per capire che non è possibile avere un livello alto in ognuna di esse e che la strategia migliore è quella di sceglierne un paio su cui puntare. Ciò costringe i giocatori ad avere un approccio più tattico e a valutare bene quali sono gli attributi su cui vogliono puntare per uscire vivi dall’incubo.

Don’t Die, Minerva crea un clima spettrale, con una colonna sonora coinvolgente e azzeccata. Ogni ambientazione ha delle differenze rispetto a quelle precedenti e rende gli scenari sempre vari e poco ripetitivi. Sia gli arredamenti che parte dei nemici si rifanno alla tradizione di Halloween. Le stanze non si limitano a contenere nemici, esistono anche camere segrete e tesori nascosti che sviluppano le abilità di Minerva. Le musiche sono incalzanti e aggiungono frenesia al gameplay, variando in composizioni più di ambientazione nelle stanze che contengono tesori o potenziamenti.

Esistono molti nemici diversi, ognuno di essi con delle tipologie di attacco personalizzate. Questo rende la sfida di Don’t Die, Minerva decisamente interessante. Inoltre, tra una bossfight e l’altra, i nemici cambiano completamente a dimostrazione del grande sforzo realizzato da Xaviant nel design del titolo.


Cosa non ci è piaciuto?

La versione in nostro possesso è una early access che è afflitta da alcuni lag piuttosto evidenti. Questi, tuttavia, si limitano ai momenti in cui si esce dagli ascensori tra un piano e l’altro, quindi durante i caricamenti del livello. Una volta generato il livello, gli scontri con i nemici rimangono sempre estremamente fluidi e i lag spariscono.

Abbiamo sperimentato anche alcuni glitch con determinate armi, che non permettono di uccidere i nemici in alcuni casi. Si può compensare facilmente con l’aiuto dei compagni o con l’attacco corpo a corpo ma, al momento, è meglio evitare l’uso di quelle armi. Trattandosi di una early access, è probabile che questi problemi siano già in fase di risoluzione.


Commento finale

Don’t Die, Minerva è un titolo interessante. Presenta le classiche meccaniche dei roguelike ed introduce alcune innovazioni, come i pet, che ne distinguono il gameplay. Inoltre, l’ambientazione e le musiche sono estremamente curate e piacevoli da vedere. La versione da noi testata ha alcuni difetti ma, tutto sommato, il gioco risulta fluido e assolutamente godibile. Siamo certi che, al suo rilascio ufficiale, Don’t Die, Minerva sarà un titolo assolutamente valido.

N/A

Ottimo potenziale


Don’t Die, Minerva è un titolo interessante. Presenta le classiche meccaniche dei roguelike ed introduce alcune innovazioni, come i pet, che ne distinguono il gameplay. Inoltre, l’ambientazione e le musiche sono estremamente curate e piacevoli da vedere. La versione da noi testata ha alcuni difetti ma, tutto sommato, il gioco risulta fluido e assolutamente godibile. Siamo certi che, al suo rilascio ufficiale, Don’t Die, Minerva sarà un titolo assolutamente valido.

PRO

    - Sinergie
    - Ottime ambientazioni
    - Varietà dei nemici

CONTRO

    - Alcuni lag
    - Qualche glitch
Antonio Rodofile
Già da prima di imparare a scrivere, i miei genitori mi hanno messo un pad tra le mani. Quel pad, nel corso degli anni, ha cambiato forma, dimensioni, peso ma la passione è rimasta invariata. Dopo tanti anni di studi tra media, cinema e videogiochi, sono sbarcato un po' per caso e un po' per destino nella critica videoludica che concilia le mie due più grandi passioni: scrivere e giocare.

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