Recensione Starship Troopers: Terran Command

Nell’inverno del 1959 Robert A. Heinlein scrisse l’originale Starship Troopers -libro conosciuto in Italia come Fanteria dello Spazio-, una singolare storia di guerra fantascientifica in cui forti critiche al nazionalismo, la propaganda, e il militarismo vengono travestite da un conflitto interplanetario tra gli esseri umani e una razza aliena d’insetti giganti.

Chi è cresciuto negli anni 90’ avrà forse più familiarità con il suo omonimo adattamento cinematografico del 1997, un film di guerra in cui le criticità mosse dal libro vengono ri-immaginati in un contesto quasi comico e surreale dando un tono molto più accattivante e action alle vicende del protagonista Rico e i soldati della Fanteria Mobile.


Versione testata: Steam


Starship Troopers: Terran Command è un gioco esclusivo per PC che riprende l’immaginario filmico nato dal regista Paul Verhoeven, non fermandosi solo alla prima pellicola -che nel cast vede anche l’apparizione di Neil Patrick Harris-, ma raccogliendo dentro una storia inedita anche vicende e truppe speciali apparse nei vari film, live action e animati, che hanno generato negli anni un universo narrativo, e una nicchia di fans sfegatati.

Un pianeta brutto, un pianeta pieno d’insetti

Sviluppato da The Artistocrats -già noti per il Free to Play tattico Order of Battle: World War IIStarship Troopers: Terran Command non è uno Strategico in Tempo Reale ma bensì uno dei suoi sottogeneri, un gioco Tattico in Tempo Reale -RTT-. La differenza risiede nella mancanza della gestione delle risorse, meccanica che lascia il posto alle manovre tattiche e di micro gestione delle unità sul campo di battaglia.

Dalle prime schermate Starship Troopers: Terran Command usa dei comunicati della Federazione Terreste tramite il canale FedNet come veicolo intradiegetico per introdurre, e concludere, le 19 missioni che formano la campagna principale. Le cut-scenes animate tra i singoli livelli servono da rinforzo per raccontare una trama che altrimenti appare molto vaga e potrebbe anche non esistere.

Lo stile delle cut-scenes è stato ben congeniato, ma fungono più da collante che altro

Senza un reale tutorial approfondito, il primo approccio al titolo avviene con una ricostruzione della Battaglia su Klendathu, casa natale degli Insetti, dove si viene introdotti al semplice sistema di posizionamento e puntamento del mouse delle truppe in combattimento. Nonostante la missione si concluda con una ritirata strategica, nel giocato della campagna le truppe termineranno per avere un ruolo più spendibile.

Il cuore della campagna in Starship Troopers: Terran Command si svolge sul pianeta colonia Kwalasha, un mondo deserto adoperato dalla Federazione Terrestre per prelevare i suoi preziosi minerali, ora invaso dalla minaccia degli Insetti.

Starship Troopers: Terran Command propone un Sistema balistico delle truppe basato sull’elevazione e le linee di tiro. Le unità di Fucilieri non potranno colpire le orde d’Insetti se questi si troveranno dietro un muro o un edificio, mentre i soldati Lanciamissili, grazie ad una gittata ad arco e il grande potere d’arresto, si riveleranno essenziali per avere la meglio contro nemici stazionari di grossa taglia nascosti sopra grandi elevazioni.

Purtroppo la rappresentazione nei livelli degli impedimenti balistici a volte non è coerente con le linee di tiro. Pericolose unità nemiche possono colpire anche attraverso angoli e barricate, ma fortunatamente le nostre truppe possono utilizzare a loro volta questa svista, trasformando i momenti più pericolosi in delle fasi di pseudo tower defense dove la dinamica è quella dello sfinimento dell’avversario.

Forse si colpisce un muro, forse il nemico, nel dubbio meglio sparare

Benvenuti nella Fanteria Mobile!

La monotonia durante le missioni in Starship Troopers: Terran Command viene combattuta a suon di variazioni negli obbiettivi. Si verrà chiamati a recuperare punti logistici per permettere l’avanzata della Fanteria Mobile nel territorio invaso dagli Insetti, portare in salvo membri chiave delle nostre armate, sedare rivolte in una prigione, e persino sterminare un numero preciso d’Insetti o impedirne la fuga tra le nostre retrovie.

Sostanzialmente le missioni vengono suddivise in due campi di battaglia, quelli liberamente esplorabili dentro dei confini prestabiliti, e quelli lineari, notoriamente rappresentativi d’incursioni nei sistemi sotterranei di Kwalasha e pullulanti d’Insetti di ogni natura pronti a dilaniare le nostre truppe al minimo passo falso.

Un angolo scoperto, un passo falso, e la trappola degli Insetti entra in azione

Se le sezioni lineari presentano un numero e un tipo di unità ben prestabilito, negli scenari più vasti si ha la possibilità di scegliere il gruppo di soldati da richiamare in campo, previa l’utilizzo delle poche risorse che si possono trovare nelle mappe, il raggiungimento d’obbiettivi principali o secondari, e l’avanzamento del Livello di Guerra.

Il conseguimento di risorse e degli obbiettivi è ben chiaro grazie alle informazioni a schermo, mentre il Livello di Guerra cresce in maniera poco chiara. Si tratta però di un valore molto importante, perché permette di richiamare gli edifici relativi a nuovi tipi d’unità.

In totale il gioco propone 10 unità di fanteria, che spaziano dai Fucilieri, i Cecchini, fino ad arrivare ai potenti Power Suit Troopers, e un colosso robotico denominato Marauder che può essere equipaggiato con tre tipi di armi differenti oltre all’imponente mitraglia a tamburo in dotazione standard.

Le truppe di Starship Troopers: Terran Command hanno un semplice sistema di progressione a tre livelli, raggiunto il quale possono sbloccare un’abilità speciale a scelta da un set di due. Purtroppo non è chiaro se la crescita del livello influenzi in altro modo le statistiche delle unità. La possibilità di richiamare in maniera infinita nuovi soldati e mezzi tramite trasporto aereo -se concesso dalla missione e se presente almeno un centro tattico- rende il sacrificio delle truppe della Federazione Terrestre la migliore strategia per minimizzare rapidamente la ricrescita degli Insetti, e facilitare la pulizia e distruzione di Alveari e Nidi, rendendo quindi quasi puerile il sistema di progressione.

Meglio sacrificare qualche soldato per fare spazio a nuovi Marauder, le unità più potenti del gioco

Tutti combattono, nessuno molla!

Nonostante la sua natura di RTT, Starship Troopers: Terran Command presenta gravi mancanze e problemi di bilanciamento. Le armate della Fanteria Mobile non hanno alcun tipo di schema o formazione prestabilita durante la marcia, costringendo a selezionare singolarmente le unità sul campo e riposizionarle continuamente per evitare la morte prematura di soldati con un raggio d’azione limitato o capitati sotto il fuoco nemico.

Il richiamo delle truppe non può essere svolto da tastiera, il binding dei tasti è relegato solo all’utilizzo delle loro abilità, che però nel caso dei Marauder portano all’utilizzo accidentale di pestoni bomba capaci di distruggere anche i compagni di fronte. L’impossibilità di richiamare -e organizzare- le armate in maniera rapida diventa incredibilmente frustrante durante la seconda metà del gioco, dove viene richiesto il controllo simultaneo da più fronti per avere la meglio sui nemici.

L’intelligenza artificiale dei soldati pare non pervenuta. Senza un comando certosino degli spostamenti, questa non è capace di preservarsi in movimento, e difronte agli Insetti predilige andare a morte certa pur di raggiungere il punto indicato dal nostro cursore. È presente una funzione di spostamento con fuoco in corsa frontale, ma serve realmente a poco quando la velocità ed il numero degli Insetti è capace di sterminare diverse unità in pochi secondi.

In molte occasioni per avanzare tra la nebbia di guerra è necessario premere costantemente il tasto di stop di marcia. Questa strategia risulta però controproducente durante le missioni che prevedono la presenza di nemici tiratori, infallibili e letali, a volte capaci di stanare i soldati ancora prima di essere avvistati.

La truppa è stata scoperta nel canion, ora non resta che schivare le bombe mentre si accorciano le distanze

Tra questi bisogna citare gli Scorpioni, unità nemiche capaci di distruggere anche i potenti Marauder con tre colpi, e dalla resistenza troppo elevata. A peggiorare la situazione durante le missioni sono presenti dei modificatori di minaccia, che alterano la presenza del nemico, sia per tipo di unità che per resistenza e respawn degli Insetti nei Nidi. Non è raro quindi perdere una perfetta operazione per mano di un gruppo d’inarrestabili Scorpioni capaci di decimare ogni umano sul loro cammino.

Starship Troopers: Terran Command offre la possibilità di affrontare l’intera campagna in diversi gradi di difficoltà, e consiglia un largo uso della sua funzione di quick save e quick load. Il titolo propone ugualmente un ottimo sistema di autosave che può essere richiamato dal menu di pausa, in caso l’azione manuale di salvataggio sia stata compiuta in un momento inopportuno.

Purtroppo l’offerta ludica del titolo si ferma solo a una componente singleplayer, e a parte due scenari extra, non rimane altro da fare una volta terminata l’avventura. Il supporto post lancio del titolo non è ancora molto chiaro, ma lo sviluppatore non ha mai nascosto il poco interesse nello creazione di una modalità multi-giocatore, mentre sta considerando la possibilità di rendere giocabili delle missioni al comando degli agguerriti Insetti alieni.

Il sacrificio di alcuni soldati può consentire la pulizia di un nido, specialmente se ben sorvegliato

Un mondo che funziona

Sul versante tecnico la fatica del team The Artistocrats sembra aver colto in pieno lo spirito propagandistico e la rappresentazione dell’immaginario introdotti dalle pellicole -grazie anche a svariate situazioni presentate come omaggio alla serie-. La possibilità di zoomare nel campo di battaglia concede una vista nel dettaglio della Fanteria Mobile e dei temibili Insetti.

La cura riposta nel traslare i diversi tipi di tuta da guerra, così come il cercare di differenziare i diversi nemici per renderli più leggibili durante gli scontri, è degna di nota. Le luci blu fluorescenti che appaiono dagli zaini elettrici delle truppe E-Pulse, la grandezza degli Insetti Bombardieri, o le movenze dei mostruosi Elite con il loro carapace striato sono alcuni dei tanti piccoli dettagli che rendono il gioco credibile nella sua presentazione.

Anche la caratterizzazione del pianeta Kwalasha, tra le sue città ed avamposti in rovina, rappresentato con uno stile dei modelli molto sobrio e credibile, grazie a un bilanciamento delle palette dei colori che richiamano, unitamente agli effetti di polvere e fiamme, tutta la brutalità del conflitto bellico in corso, in scenari sia diurni che notturni.

Insetti, membri della Fanteria Mobile, gli ambienti stessi, sono tutti rappresentati egregiamente

Seppure le truppe a schermo della Fanteria Mobile non presentino personaggi con una caratterizzazione, le missioni, e vicende di guerra, vedono l’introduzione di tre Colonnelli che comunicheranno costantemente per darci obbiettivi e utili informazioni tattiche. I Colonnelli Sam Hawthorne, Ava Cortez e Victor Yarrow – criptico Sensitivo militare – sono rappresentati con un ottimo doppiaggio in inglese. Da segnalare la mancanza di un una traduzione, sia del parlato che testuale, in lingua italiana, a fronte invece di varie altre lingue tra cui scegliere.

6

Starship Troopers: Terran Command


Starship Troopers: Terran Command è un titolo senza pretese che riprende alcuni dei punti di forza di Starship Troopers: Terran Ascendancy -RTT uscito agli inizi del 2000- cercando di fare della ricostruzione delle pellicole il suo punto di forza. Il gioco tralascia però molti problemi nel suo gameplay, principalmente di bilanciamento e di polishing generale nell’ease of use per il giocatore; problematiche per un’opera che, seppur venduta a un prezzo budget, incidono gravemente sull’esperienza di chi forse con questo gioco vuole avvicinarsi alle peripezie della Federazione Terrestre.

PRO

Un titolo pensato per i fan delle pellicole, con una discreta durata e una grandissima atmosfera

CONTRO

Offerta ludica carente e polishing nel gameplay che potrebbe frenare i giocatori meno agguerriti
Bernardo Andres Carvallo Herrera
La "cultura" videoludica non è solo una passione, è un costrutto radicato che nasce e si dipana nella vita di ogni persona che viene a contatto con uno schermo. Amo i fatti, cerco sempre una corretta soluzione, e penso che solo il tempo possa giudicare i nostri sforzi. Il miglior videogioco è quello che vorremmo consigliare.

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