Recensione Vesper

Articolo di · 30 Luglio 2021 ·

È sempre un’emozione speciale provare un titolo in anteprima, specialmente se realizzato da un team tutto italiano alla sua prima opera. Come avrete capito dal titolo, stiamo parlando di Vesper, l’interessante indie realizzato dai ragazzi del team meneghino Cordens Interactive e pubblicato dai veterani di Deck 13 (The Surge, Lords of the Fallen, ecc.).

Sin dal teaser trailer il titolo ha colto il nostro interesse, in quanto era presente una chiara componente in “stile anni ’90” a sua volta accompagnata da un comparto grafico coloratissimo e decisamente particolare. È inoltre evidente la somiglianza con titoli indipendenti come Limbo ed Inside, ma entrando in profondità scoprirete che questa avventura si presenta a noi con elementi originali ed inediti.

Nel caso vogliate provarlo prima di effettuare l’acquisto, vi consigliamo di scaricare la demo (ad ora il titolo è disponibile solo per PC). Fidatevi, se vi diciamo che non ve ne pentirete.

Un piccolo androide e la sua storia

Vesper ci narra l’avventura del piccolo Seven, un piccolo androide che dovrà farsi largo sul pianeta Aryish, un mondo chiaramente ostile e per grandi parti distrutto e decadente. Quest’ultimo aspetto è legato al fatto che i robot i quali popolano il mondo di gioco sono andati incontro ad una catastrofe immane, causata da una gigantesca guerra tra enormi macchine robotiche.

Al fine di evitare la distruzione totale del pianeta, venne attivato il Protocollo Vesper. Ora, un migliaio di anni dopo, è compito del piccolo Seven controllare il mistico potere della Luce e decidere il destino della sua razza, attraversando innumerevoli minacce. Durante il suo peregrinare, questo simpatico robottino, apprenderà quale è il suo scopo e cosa è successo a chi ci ha preceduto.

Molte di queste domande troveranno risposta durante la nostra prima run, infatti, il racconto che si nasconde tra i livelli ci aiuterà in questo. Però, questo piccolo titolo nasconde più segreti di quanti ne evidenzi sin dal principio. Pertanto, vi consigliamo di prolungare la vostra esperienza di gioco con una seconda run. Facendolo, avrete la possibilità di svelare ulteriori segreti e scoprire alcune nuove sorprese dal punto di vista del gameplay.

Vesper

Platform, che passione!

Vesper appartiene allo storico genere platform, e proprio per questo motivo ruota attorno al tipico gameplay che negli anni ’90 ci vedeva saltare di piattaforma in piattaforma con i nostri beniamini digitali. Infatti, dovrete sbloccare percorsi, risolvere enigmi e nemici da evitare (un colpo e “Adios Amigo”).

Ad inizio avventura, sarete costretti ad affidarvi alle vostre piccole gambe robotiche. Infatti, dovrete scappare ricorrendo al vostro ingegno e ad un discreto tempismo, il tutto al fine di sfuggire da una ingloriosa morte.

Però, appena entrerete in possesso della mitica Drive Gun i giochi cambieranno. Quest’arma, riesce ad assorbire e rilasciare luce a piacimento, e sarà la vostra indispensabile compagna d’avventura. Dopo aver ottenuto questa mitica meraviglia tecnologica potrete affrontare tutti gli enigmi che il titolo vi metterà a disposizione, permettendovi inoltre di reagire aggressivamente anche nei confronti dei vari nemici che vorranno farvi la pelle. Detto questo, dovrete comunque prestare attenzione all’ambiente circostante e alle capacità dei nemici, in quanto non aspetteranno di essere colpiti.

Questi ultimi potranno però tornarci utili in svariati modi. Infatti, la potente Drive Gun ci permetterà di prenderne il controllo ed utilizzarli per i nostri comodi, dall’eliminazione di altri nemici alla violazione della sicurezza del posto. Una volta svolto il loro compito, potrete tranquillamente farli sparire causandone l’autodistruzione.

L’intelligenza dei nemici non è sicuramente altissima, ma basterà che vi aggancino per farvi cominciare a pregare. Infatti, una volta entrati nel loro campo visivo, vi inseguiranno finché non riuscirete a bloccarli o oltrepasserete la loro portata.

Per fortuna, potrete sfuggire allo sguardo indicatore delle sentinelle il nostro Seven è anche in grado di mimetizzarsi con l’ambiente (ad eccezione di quando la Drive Gun è carica di luce), spegnendo il suo faccione luminoso. Mentre sarete in questo stato, nessun nemico vi noterà, usate questo vantaggio con saggezza e ricordate il motto di Ra’s Al Ghul ” Il ninja sa che l’invisibilità è una questione di pazienza e agilità“.

Vesper

Il fascino della vecchia scuola

Giocando il piccolo gioiello creato dai ragazzi di Cordens Interactive, vi accorgerete sin da subito che le azioni del piccolo protagonista ed il gameplay è ispirato ad altri grandi titoli (del passato e non). Partiamo dalle meccaniche legate al controllo dei nemici e alla gestione delle schermate, in questo caso, è chiaramente visibile il collegamento con Oddworld: Abe’s Oddysee (qui la recensione dell’ultima avventura di Abe).

Invece, se ci spostiamo verso la gestione dei vari documenti sparsi per il mondo di gioco (utilissimi per comprendere cosa è successo) è impossibile non pensare alla serie Dark Souls. L’intelligente utilizzo del buio arriva invece da capolavori indipendenti come Limbo e Inside. Continuando l’avventura di Seven vi accorgerete che il titolo si avvicina come meccaniche e pensiero anche al bellissimo Hollow Knight.

Insomma, ci troviamo davanti ad un piccolo capolavoro che ha preso il meglio dei suoi predecessori e l’ha portato su schermo con intelligenza e amore.

Vesper

Lasciami immergere l’anima nei colori!

Lasciando da parte i tecnicismi ed il gameplay, quello che sorprende maggiormente di questo titolo è la sua anima. Quest’ultima vive un dualismo che raramente abbiamo avuto modo di apprezzare nei videogiochi, infatti, riesce a mescolare il buio più oscuro ad esplosioni cromatiche tali da poter inserire ciascuna schermata di gioco in una galleria d’arte moderna.

La marcia in più del lavoro condiviso di Tommaso Loiacono e Matteo Marzorati risiede proprio nel comparto artistico e di design, che a sua volta ci racconta in modo emozionale la storia del mondo di gioco. Infatti, la “romantica” oscurità che avvolge il protagonista è circondata da una palette cromatica speciale, in questa aurora boreale distopica possiamo rivivere le scene di guerra e distruzione a cui ha assistito indifeso il pianeta. Tutto questo, accompagnato dalle forti tonalità (arancioni e blu) dei laboratori interni, laddove il Protocollo Vesper ha avuto inizio.

A dirla tutta, anche chi vi scrive ha difficoltà a descrivere l’emozione unica che rappresenta la cromaticità presente nel gioco. A far da cornice a questa esperienza unica si aggiunge la colonna sonora, mai invadente eppure sempre presente nelle orecchie del giocatore, tanto da accompagnare con il giusto ritmo questa avventura post-apocalittica.

Commento Finale

In breve, Vesper è un’avventura che diverte ed emoziona al tempo stesso. Risultato da non sottovalutare se teniamo presente che si tratta di una prima opera e che è stato sviluppato da un team di sole sei persone. L’esperienza di gioco è coinvolgente ed intensa sin dai primi attimi, e la rispettiva durata (6-8 ore) funge da sintesi perfetta per la trama, specialmente se analizziamo poi il fatto che per scoprire tutto il tuttibile su questo titolo sia necessaria una seconda run. Il gameplay è solido (ispirato ai grandi platform del passato) e mette alla prova anche il giocatore più esperto, tra enigmi e minacce non sempre semplici da evitare. In questo ambito è da premiare l’intelligente meccanica legata alla Drive Gun e all’utilizzo della luce, una soluzione che si è rivelata intelligente e mai banale. D’altro canto, non possiamo non menzionare l’eccezionale spettacolo cromatico che ci accompagna in ciascuna schermate accompagnato sapientemente da un comparto sonoro d’eccezione.

Criterion 10
8.5

Assolutamente da non perdere

Vesper è riuscito in qualche modo a superare quanto promesso, offrendo ai videogiocatori un'esperienza ludica veramente di pregio. Specialmente a tutti coloro che da tempo non hanno la fortuna di provare un titolo platform con tutti i crismi. Il team di sviluppo però non si è limitato alla riproposizione di meccaniche provenienti da un glorioso passato, anzi, le ha adattate e arricchite con idee interessanti. Se cercate un titolo che vi faccia riscoprire il genere platform e vi coinvolga dall'inizio alla fine l'opera prima del team meneghino è sicuramente quello che fa per voi.


+
    - Utilizzo della Luce e della Drive Gun molto intelligente
    - Aspetto estetico e cromia degne di un'opera d'arte
    - Comparto sonoro ottimo
-
    - La forza dei nemici e del protagonista non è calibrata benissimo
    - Non a tutti potrebbe piacere una trama così criptica
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Info sull'autore
Nato nei magnifici anni '90 e approdato nel magico mondo dei videogames grazie alle avventure di un baffuto idraulico italiano.

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