Recensione Oddworld: Soulstorm

Articolo di · 17 Aprile 2021 ·

Versione Testata: PlayStation 5

Annunciato nel giugno 2020, Oddworld: Soulstorm riporta nelle case dei giocatori il mitico ed indimenticabile Abe. Ricordiamo agli utenti che il titolo in questione beneficerà anche di una versione retail, pronta a debuttare nei negozi a partire dal prossimo 6 luglio, con tanto di edizioni speciali e da collezione.

Ma chi è Abe? Stiamo parlando del simpaticissimo alieno di razza Mudokon che dal 1997 ci ha accompagnato con le sue incredibili avventure grazie al team di sviluppo Oddworld Inhabitants, fondato nel 1994 da Sherry McKenna e Lorne Lanning. Con questo nuovo capitolo, i ragazzi del team hanno dato seguito al lavoro fatto con New ‘n’ Tasty, generando una nuova pentalogia che seguirà esclusivamente le avventure del nostro amico Abe.

Un po’ di storia…

I fatti narrati in Oddworld: Soulstorm fungono da sequel agli eventi di New ‘n’ Tasty, quando il simpatico alieno blu riuscì a salvare i suoi compagni Mudokon dai Mattatoi Ernia e dalla conseguente trasformazione in snack.

Questa nuova avventura ci catapulta immediatamente all’interno di una situazione da film, che vede due Mudokon alla guida di un treno in corsa inseguiti da droni Slig. La situazione comincia a surriscaldarsi e le speranze di salvezza per questi bizzarri alieni calano, mentre il caos abbraccia il momento, Abe, all’interno di un’altra carrozza è rapito da un interessante oggetto. Nel frattempo che si prospetta una brutta fine per i Mudokon, il gioco ci porta indietro di 12 ore, e ci mostra i festeggiamenti sfrenati successivi alla liberazione dalla schiavitù imposta dai Glukkon.

Mentre vengono consumati ettolitri di bibita Soulstorm, il nostro impavido eroe viene messo in guardia dalla sciamana del gruppo che una nuova minaccia incombe. Appena la stessa termina la frase, il nemico incendia il rifugio con tutta la violenza possibile e costringe gli impacciati alieni alla fuga (quando si dice che la fortuna è cieca, ma la sfiga ci vede benissimo).

A questo punto, il futuro e la libertà dei Mudokon dipendono nuovamente da Abe, il quale guiderà (affrontando non poche difficoltà) il suo popolo ad una nuova salvezza, decidendo di attaccare il cuore del potere Glukkon.

Oddworld: Soulstorm

Gameplay

Anche in questo caso, la vostra volontà di salvare tutti questi simpatici alieni non basterà a compiere l’impresa. Infatti, nonostante la veste grafica differente, l’anima di Oddworld: Soulstorm continua ad essere spietata, dovrete sfruttare tutti i sensi e la vostra abilità pad alla mano per oltrepassare con successo (o con poche perdite) tutte le sezioni di gioco. Ovviamente, anche questa volta, dovrete accompagnare l’avventura di Abe con pazienza ed una discreta conoscenza dei Santi (un calendario potrebbe tornarvi utile).

Chi conosce le origini della serie, o ha provato il remake New ‘n’ Tasty, è sicuramente a conoscenza che l’essenza del gioco si basa sul trial & error, ovvero quei sistemi tanto in voga nei videogiochi del passato che vi porterà a morire milioni di volte nella stessa sezione. Siamo sicuri che quest’ultimo fattore renderà felici tanti videogiocatori old-style.

Avanzando vi renderete conto che non tutte le morti dipendono direttamente da voi. Infatti, spesso vi troverete ad affrontare comandi ancora troppo legnose ed una IA vittima di alcuni inspiegabili blocchi.

La serie è da sempre caratterizzata da una certa legnosità nei controlli, ma ci fa piacere sapere che in Soulstorm i ragazzi di Oddworld Inhabitants hanno pensato di velocizzare le movenze di Abe dotandolo addirittura del doppio salto. Purtroppo, le interazioni con l’ambiente circostante non sembrano aver ricevuto la stessa cura, richiedendo ai giocatori riflessi fulminei e nervi d’acciaio.

Oddworld: Soulstorm

Rigiocabilità e Level Design

Ogni elemento descritto fino a questo punto, rappresenta la particolare essenza di Oddworld: Soulstorm. Parliamo di un titolo composto da 15 livelli (più 2 extra, se sarete così bravi da salvare tutti i Mudokon) e dalla durata che va dalle dieci alle quindici ore circa. Quest’ultimo fattore, è collegato a doppio filo alla vostra bravura con il pad e dalla quantità di pause isteriche dopo le numerose vostre morti.

Troppo spesso giochi di questo tipo una volta finiti rischiano di cadere nel dimenticatoio, non è il caso della nuova avventura di Abe. Infatti, il mondo di gioco non solo ospita una grande quantità di aree segrete, ma vi offre la possibilità di sbloccare ben quattro epiloghi differenti. Tutto ciò, vi offrirà molte ore in più di divertimento, che aumenteranno notevolmente nel caso in cui vogliate platinare il gioco.

Detto questo, è necessario ammettere che nonostante il level design non brilli per originalità, le dinamiche di gioco funzionano molto bene, tanto da permettere al franchise di scoprire le opportunità offerte da spazi di gioco più ampi.

Oddworld: Soulstorm

Un paio di bug da conoscere

Partiamo dal fatto che durante il nostro giocato non abbiamo avuto modo di riscontrarli, ma il team di Oddworld Inhabitants per correttezza ci ha invitato a divulgarli. Nessuno dei due piccoli problemi corromperà i vostri salvataggi, quindi non preoccupatevi se ci incapperete.

Il primo, si è verificato durante il test pasquale del team e porterà Abe ad affrontare una caduta in loop. Questo succede nel caso in cui mentre l’animazione del salto/caduta/morte viene interrotto da un frame “impazzito”, il risultato è il blocco dei movimenti del protagonista. Non allarmatevi, riavviate la sezione dall’ultimo checkpoint e non avrete ulteriori problemi.

Quest’ultimo bug riguarda gli utenti PS4/PS4 Pro, durante la vostra avventura all’interno del decimo livello di gioco potreste tornare inavvertitamente alla home della console. Nessun dramma, tornate all’interno del gioco e scoprirete che potrete continuare esattamente da dove siete stati interrotti.

Ricordiamo a tutti voi che si tratta di problematiche rare e che il team di sviluppo ha promesso di risolverle quanto prima. Quindi, aspettatevi una piccola patch a breve.

Comparto Tecnico

Oddworld: Soulstorm si presenta al pubblico con cutscene veramente ben realizzate e ben interpretate, purtroppo però perde qualche punto quando si tratta di giocare, infatti, il comparto grafico è altalenante, passiamo dal surreale fascino di alcune zone a evidenti texture generiche e poco curate. Nonostante ciò, su PS5 il titolo gira a 60 frame per secondo (non troppo granitici) ed offre una risoluzione a 1440p.

Detto questo, è necessario ricordare che prodotti del genere puntano molto sul lato artistico, e da quel punto di vista non abbiamo molto da dire in quanto la visione dei ragazzi di Oddworld Inhabitants è chiara e coerente e lo stile utilizzato per i vari componenti del gioco è decisamente convincente.

Per quanto riguarda il comparto sonoro, in fase di sviluppo hanno evidentemente preferito ricorre poche musiche al fine di evidenziare i momenti più importanti del titolo. Il doppiaggio è sicuramente ben fatto, anche se gli accenti bislacchi di questi alieni non sono facilmente comprensibili. State tranquilli però, i sottotitoli in italiano vi saranno d’aiuto.

Oddworld: Soulstorm

Commento Finale

Oddworld: Soulstorm è sicuramente un gioco interessante nonostante alcune problematiche tecniche che possono sembrare anacronistiche. Ovviamente, i fan vecchi e nuovi della serie apprezzeranno adeguatamente questo reboot, che attraverso una formula non originalissima riesce ad offrire tante ore di divertimento. Concludendo, siamo certi che apprezzerete diversi aspetti del titolo, dalla narrazione all’elevata rigiocabilità. D’altro canto, alcuni giocatori potrebbero trovare frustrante l’esperienza trial & error e deludente l’aspetto tecnico, ma se siete amanti dei platform non potete lasciarvi perdere un videogioco così interessante.

Criterion 10
7.5

Un gioco per tanti, ma non per tutti

Oddworld: Soulstorm ci offre la possibilità di scoprire cosa è successo dopo l'esodo di massa dei Mudokon dai Mattatoi Ernia grazie al coraggioso Abe, e proprio come il predecessore ed il relativo remake/reboot, sprigiona anni '90 e platform da tutti i pori. Nel complesso, il gioco riesce ad intrattenere e divertire con le nuove avventure del simpatico alieno blu grazie all'introduzione di nuove dinamiche di gioco ed un sistema di crafting semplice ma funzionale. D'altro canto, bisogna ricordare che la legnosità dei comandi ed il continuo ricorso alle meccaniche trial & error potrebbero rendere l'esperienza di gioco frustrante. Per quanto ci riguarda, stiamo parlando di un titolo must-have per gli amanti del genere e della serie, a tutti gli altri consigliamo di provare, mai dire mai...


+
    - Narrativa e cutscene decisamente convincenti
    - Elevata rigiocabilità
    - Interessanti le nuove introduzioni lato gameplay
-
    - Controlli ancora troppo legnosi e frustranti
    - Lato grafico si poteva intervenire meglio
    - Eccessivo ricorso alle meccaniche trial & error
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Info sull'autore
Nato nei magnifici anni '90 e approdato nel magico mondo dei videogames grazie alle avventure di un baffuto idraulico italiano.

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