Recensione Mortal Kombat Vs Dc Universe

I lottatori della saga di Mortal Kombat si scontrano con i mitici personaggi dell’universo DC: da un’idea bislacca un picchiaduro sorprendente.

Violenza allo stato brado

“Non puoi farmi del male… ma ti spiegherò il significato di DOLORE” – Basta una frase gettata nella mischia per chiarire la linea di pensiero portata avanti dall’ultimo progetto Midway: violenza e divertimento, nel rispetto della tradizione. Quando fu annunciato molti fan della saga di Mortal Kombat accolsero la notizia con diffidenza, dopotutto com’era possibile integrare la morale superoistica DC con la violenza sadica della serie opposta? La scelta dei programmatori alla fine è ricaduta, ovviamente, sul paradossale; immergendo il giocatore in un ciclo di eventi assurdi e deliranti degni del migliore cross-over anni 60.

Dopo che i due mondi si uniscono per delle cause incomprensibili, si creano delle fazioni e ogni occasione risulta adatta per darsele di santa ragione. I filmati, realizzati con il motore del gioco, evidenziano una qualità tecnico-artistica degna di nota e un’evidente cura al dettaglio, non sempre controbilanciata nelle parti giocate.
Nella modalità storia il gioco vi dà la possibilità di selezionare il gruppo con cui iniziare l’avventura, potendo scegliere tra i personaggi DC e quelli della serie Mortal Kombat. Sebbene distinti, i due cicli sono legati da un filo narrativo comune: distruggere il potente Dark Khan e rimettere a posto gli equilibri dell’universo. 8 mini-capitoli all’interno dei quali non sarete liberi di scegliere i singoli personaggi da controllare ma verrete guidati dagli eventi a seconda delle interazioni createsi.


Per i puristi: non allarmatevi, è naturalmente presente la modalità Arcade grazie alla quale potrete dar sfogo alla vostra ira selezionando i personaggi a voi più congeniali. Non mancheranno inoltre l’allenamento e la modalità sfida, in cui dovremo mettere a segno alcune tra le combo più difficili da realizzare contro avversari immobili. Il multiplayer svolge il suo compito senza esagerare, proponendo scontri 1 vs 1 divisi in quattro stanze pubbliche con tanto di statistiche per i più smaliziati. Aggiunta che amplifica il valore dell’esperienza allungandone la longevità pur non aggiungendo nulla di realmente vario e originale.


Finish him: il cuore della sfida

Il sistema di controllo, pur non sottraendosi dal proporre un approccio tradizionalista legato al suo decennale passato, ha introdotto delle novità piuttosto originali: Klose Kombat, Test Your Might e Free Fall Kombat sono in questo contesto le protagoniste assolute. Nel primo caso, premendo il tasto R1 nelle vicinanze di un avversario, lo afferreremo e colpiremo con una serie di colpi violenti; la telecamera effettuerà uno zoom a mezzo busto e visualizzerà i tasti del pad premuti dal giocatore per dare la possibilità all’avversario di azzeccare le combinazioni ed effettuare così un contrattacco. Test Your Might invece permette al giocatore di spingere il contendente contro un muro e iniziare una corsa distruttiva degli stage tanto spettacolare quanto devastante – il gioco in questo frangente vi suggerirà di premere forsennatamente tutti i tasti del pad per incrementare il danno. Infine il Free Fall Kombat si attiverà contestualmente all’ambiente, nello specifico quando lanceremo il combattente oltre una sporgenza. Entrambi precipiteranno avvinghiati fino a colpire violentemente il terreno. Anche in questo caso è possibile contrattaccare azzeccando in tempo i tasti premuti dall’avversario.

Oltre a questi brevi Quick Time Event, durante gli scontri una barra dorata divisa in due denominata “Rage” aumenterà in relazione ai colpi subiti. Una volta riempita, premendo entrambi i grilletti la attiverete rendendo il vostro personaggio invincibile per una manciata di secondi; tanto basta per capovolgere potenzialmente l’esito dello scontro e distruggere con ferocia il nemico di turno. Tutti questi elementi casuali arricchiscono il gameplay favorendo l’effetto sorpresa: nessuno scontro potrà mai dirsi costruito o prevedibile poiché basterà studiare per bene l’ambiente di gioco e le mosse a disposizione per uscirne vittoriosi. Il numero delle combo purtroppo lascia a desiderare e l’audio, a parte proporre dei campionamenti standard, non stupisce. Positivo invece il doppiaggio in italiano che vede addirittura Marco Balzarotti prestare la voce a Batman.


“Il tuo mondo deve essere tanto diverso dal nostro. Qui non uccidiamo gli amici”
[Wonder Woman]

Nella tradizione fumettististica i personaggi DC, perlomeno gli eroi, non uccidono. Questa scelta si ripercuote sul gameplay e in modo più marcato nelle fatality – dalla nascita, marchio di fabbrica della serie. Decisamente più politically correct rispetto al passato, il nuovo capitolo di Mortal Kombat dimentica la violenza “pornografica” che lo rese famoso per venire incontro alle esigenze morali della DC. In questo modo Batman, Superman o Lanterna Verde compieranno delle Brutality: attacchi d’ira culminanti in un KO decisivo. Scelta che nei loro confronti risulta sensata, non si conferma tale nei confronti dei personaggi di Mortal Kombat. Seppur di fatality si tratta, non colpiscono né stupiscono, lasciando per lo più insoddisfatti e con l’amaro in bocca.


Graficamente il titolo si difende molto bene: i personaggi sono modellati tenendo fede alle proporzioni anatomiche e il numero di pixel a ricoprire i modelli è massiccio. Durante i combattimenti si manifesta ancora quella sensazione “plasticosa” data da un’altalenante qualità delle animazioni ma nel complesso l’impatto grafico è ottimo, merito di intuitivi tocchi di classe (come ferite e sangue che rimangono visibili sui corpi) e riusciti effetti particellari. Le arene, tutte riprese dalle serie di riferimento, propongono un level design ispirato anche se povere di elementi scenografici. Discreti gli extra, ammettendo che i modelli 3D dei personaggi, due personaggi sbloccabili e le sequenze filmate vi interessino particolarmente.


Conclusione

L’esperimento voluto da Midway ha si portato una ventata d’aria fresca ma non senza quel fastidioso pulviscolo sopraggiunto un volta esaurito il fattore sorpresa. Mortal Kombat Vs Dc Universe ha dalla sua un gameplay immediato, dei personaggi ottimamente caratterizzati e generalmente diverte come pochi. Dove non mantiene le premesse è nella violenza e nella quantità dell’offerta: a parte la modalità storia e il multiplayer, il fattore rigiocablità verte esclusivamente sulla sua stessa natura da picchiaduro. Se amate il genere, tuttavia, non potrete farne a meno anche perché dopo Deadly Alliance e Armageddon, le speranze per un revival del trademark sembravano per lo più esaurite. E invece…

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