Second Life: vita virtuale, soldi veri

Second life, il nuovo mondo nato dalla mente visionaria di Philip Rosedale, tra luci e ombre.

Introduzione

Immaginate di poter dar vita ad un mondo nuovo, di avere la possibilità di ripartire da zero, essere finalmente chi avete sempre sognato di essere, insomma di avere una seconda chance. E’ questa la promessa di Second Life, il mondo virtuale nato dalla mente visionaria di Philip Rosedale che nel “lontano” 1999 ideo’ i Linden Labs che diedero vita successivamente (nel 2003) a Second Life, qualcosa di molto simile ad un nuovo mondo ricco di possibilità per chi avesse voluto vivere una seconda vita virtuale.

Il mezzo è quello di internet e dei Mmorpgg (Massive Multiplayer Online Role Playing Game), gioco di ruolo svolto tramite internet, in cui migliaia di giocatori possono interagire interpretando personaggi che si evolvono insieme al mondo persistente che li circonda ed in cui vivono.

Fin qui tutto normale, tutto già visto, tuttavia il merito di Rosedale sta esser andato oltre il semplice gioco, trasformando un’esperienza ludica in una vera e propria esperienza di vita: persone reali con propri sentimenti, vizi e virtù, gusti e debolezze, trasportate in un mondo immaginario creato dagli stessi utenti secondo le proprie aspettative e i propri desideri. A differenza di qualsiasi altro gioco di ruolo e cosi come nella vita reale, non c’è un obiettivo da raggiungere, l’obiettivo è semplicemente “vivere”, conoscere, esplorare.

Tutto quello che gli utenti creano è di loro proprietà e sono liberi di scambiarlo, venderlo o regalarlo, guadagnando Linden Dollars, la moneta del mondo di Second life. Sembra la realizzazione di un sogno utopico immaginato per secoli, lo stesso sogno immaginato nella città del sole di Campanella o da Karl Marx. Tutti gli “uomini virtuali” nascono uguali, posseggono quello che costruiscono, valgono per quello che sono.


Second life è la mirabile sintesi di un mondo moderno basato su regole antiche.Naturalmente per poter costruire qualcosa è necessaria una certa padronanza del linguaggio di programmazione alla base del software di gestione (LSM) o quanto meno di un po’ di pratica con l’interfaccia grafica Machinima: ogni oggetto, un’isola, una casa o un semplice vestito altro non è che alcune righe di codice più o meno complesso. Ma del resto anche nella vita reale per poter costruire qualcosa è necessaria l’arte del saper fare, cambiano soltanto gli strumenti: martello e scalpello nella vita reale, mouse e tastiera nella “second life”.


In pochissimo tempo centinaia di migliaia di utenti credono al progetto visionario di Rosedale e creano la prima comunità dei residenti di Second Life; E’ un mondo del tutto inesplorato e come tutti i mondi inesplorati è pieno di opportunità. Su Second Life la gente comincia a conoscersi, a scambiarsi idee politiche; si formano delle vere e proprie sottoculture studiate in decine di università come modello virtuale di interazione umana. Nascono i primi grandi centri di aggregazione dei residenti. Si organizzano, feste, incontri, mostre, concerti con veri artisti (storico il concerto dei Duran Duran o quello di Suzanne Vega).


Persino grandi compagnie come IBM e Microsoft credono nel progetto Second Life e lo appoggiano con fondi e nuove idee. Cantanti, artisti, sviluppatori, cominciano a distribuire il proprio prodotto attraverso la rete creata da Rosedale. In soli anni tre anni, è nel 2003 infatti che nasce la prima bozza di Second life, la comunità di “residenti” raggiunge i 4 milioni e mezzo di utenti


L’unica cosa finta in Second Life sono gli avatar, ma dietro questi vere persone che interagiscono tra di loro.


Soldi veri: le prime differenze

Come nella vita reale anche in Second Life abbiamo detto c’è il denaro. La moneta dei residenti, il Linden Dollar, abbreviato L$, inizialmente è un semplice strumento di scambio, ben presto però si trasforma in qualcosa di fondamentale per la vita all’interno della comunità. Ogni scambio commerciale avviene in L$, che ha un vero e proprio cambio ufficiale, (un dollaro americano vale circa 260 L$).

I Linden Dollar si possano acquistare e vendere sia dentro sia fuori dal mondo di Second Life, di solito tramite carta di credito, usando normale denaro quindi e trasformando in reali le transazioni virtuali.

Basta fare due conti per capire che Second life oltre che una splendida opportunità “sociale” può essere anche un’opportunità economica. Nascono così i costruttori, gli immobiliaristi (il riferimento alle vicende, anche giudiziarie, italiane degli ultimi tempi è evidente) proprietari di grandi SIM (le isole di cui è costruito il mondo di SL), che vendono e comprano terreni, case, locali arricchendosi non poco; (Recentemente persino l’agenzia immobilare Gabetti ha aperto una propria sede in Second life)

Nascono i primi esercizi commerciali e di seguito le grandi compagnie “virtuali” che vendono e comprano i propri prodotti (per la maggior parte “script” utili ad altri utenti per animare il proprio avatar o per meglio personalizzarlo in base alle proprie esigenze). Le grandi compagnie “reali” ovviamente non si fanno sfuggire l’occasione e ne approfittano per installare proprie sedi nel mondo virtuale per farsi pubblicità ed in qualche caso anche vendere i propri prodotti.


Non mancano i casi di persone che cominciano ad arricchirsi sul serio, con dollari e moneta reale: basti pensare a Anshe Chung (questo il suo nick in second life, il suo nome reale è Ailin Graefe ed è una studentessa diciannovenne di Francoforte di origini giapponesi) che in pochissimo tempo mette su un impero da un milione di dollari all’anno vendendo e costruendo case virtuali e fondando poi la sua software house (reale) operante esclusivamente su Second Life.


Ben presto insomma lo scopo di Second life si trasforma in “Far soldi”: tutto comincia ad avere un prezzo. Servono soldi per comprare casa, per comprare i vestiti, per mangiare; tutto normale, simile alla vita reale direte voi (a parte la necessità di procurarsi organi riproduttivi maschili o femminili per fare l’amore); Eppure lo spirito di Second life, quello di un nuovo mondo fatto di opportunità, comincia ad incrinarsi.


Si conta che in Second Life circolino ogni giorno centinaia di migliaia di dollari veri, milioni di dollari l’anno, tanto che è sorta persino la prima borsa virtuale la “Linden Lab’s Lindex Exchange” e il governo americano sta seriamente pensando di tassare le transazioni che avvengono in Second Life

Cominciano le prime differenze tra coloro che ce l’hanno fatta e coloro che invece no, tra coloro che guadagnano e coloro che non possono permettersi un esperienza completa in Second Life. Per poter guadagnare occorre lavorare, lavori anche a volte lunghi e noiosi proprio come nella vita reale. Nella nostra esperienza in giro per il “nuovo mondo” abbiamo incontrato persone disposte a passare ore ad intrattenere persone o a servire ai tavoli per guadagnare qualche soldo da spendere in giro (figuratevi che nel nostro primo e anche unico giorno di lavoro siamo stati persino “mobbizzati” da un capo un po’ arrogante ). Certo a differenza della vita reale i soldi in Second Life non sono “indispensabili”, non servono per vivere, se ne può fare benissimo a meno; spostarsi da un posto all’altro, da New York a Parigi per esempio, è semplice come teletrasportarsi (è questo lo strumento utilizzato per muoversi da un’isola all’altra). Muoversi velocemente da un punto all’altro non richiede avere un’auto o un altro mezzo di trasporto, basta volare. Sono decine i centri di Freebies ovvero materiale gratuito di ogni tipo messo a disposizione degli utenti “poveri” dalla comunità opensource e non solo.

Eppure non avere denaro da spendere ci rende in qualche modo “diversi” dal resto della comunità, ci sentiamo in qualche modo “discriminati” anche se involontariamente dagli altri.


Un’altra prospettiva

Non manca chi considera Second Life in maniera forse più realistica, qualcosa di molto simile ad una chat visuale estesa a tutto il mondo. Second life infatti ci ha dato la possibilità di conoscere persone fantastiche da tutte le parti del mondo: Italiani, Francesi, Olandesi, Brasiliani, Americani. Incontrare persone e conoscersi è facilissimo, in breve tempo, a patto di masticare sufficientemente bene l’inglese (la lingua ufficiale) e di seguire alcune fondamentali regole, potreste ritrovarvi con una lista piena di amici, il che vi permetterà di ampliare i vostri orizzonti scambiandovi “landmark” ( i segnalibro dei posti che più vi sono piaciuti) oggetti, script e tutto quello che vi passa per la testa.

A patto però di seguire alcune regoli fondamentali abbiamo detto, la più importante delle quali è parlare esclusivamente della vostra seconda vita: già perché i residenti sono particolarmente suscettibili e restii a parlare della propria vita reale, a meno che non abbiate con questi un particolare affiatamento.


Nonostante questo secondo aspetto di cui vi abbiamo parlato ci abbia particolarmente entusiasmato non possiamo non pensare che lo spirito iniziale di SL sia stato tradito.


Sesso e politica

Il grande risalto mediatico e l’enorme successo di Second Life ha attirato centinaia di compagnie non solo della new economy.

Persino decine di uomini politici (tra questi anche il nostro ministro delle infrastrutture Antonio di Pietro) hanno scelto il mondo di Second life per la loro campagnia elettorale o per illustrare in diretta i programmi del World Economic Forum.


Ciò non ha fatto altro che stuzzicare le decine di gruppi di “anarco-insurrezionalisti-noglobal” che ne hanno approfittato per “guastare la festa” al politico di turno (l’ultimo in ordine di tempo John Edwards candidato alle primarie del partito democratico americano) con picchetti, sabotaggi, cartelloni di protesta, fino ad arrivare ai maiali esplosivi, autobombe e colpi di mitragliatrice. Fortunatamente in Second life, le bombe e i kalashnikov a differenza di quanto accade nella vita reale, non uccidono sul serio, al massimo vi fanno volare o tornare alla vostra home; il messaggio pero’ è chiaro: la violenza, in tutte le sue forme, è arrivata anche qui.


Per non parlare del sesso. Già perché in Second life uno dei settori più remunerativi, oltre al gioco d’azzardo e alle armi naturalmente, sembra essere quello del sesso. Decine sono i locali di “sesso libero”, centinaia quelli per il sesso a pagamento; migliaia le escort organizzate in gruppi o “libere professioniste” che si offrono al donatore più danaroso.


Naturalmente c’è anche l’aspetto più sentimentale della questione; le ambientazioni romantiche lasciano davvero a bocca aperta con tramonti e paesaggi mozzafiato, luoghi che avreste voglia di visitare davvero con la vostra compagna o il vostro compagno; c’è persino una piccola Venezia ricostruita per la gioia degli amanti.


Conclusione

Insomma se si abbandona l’idea utopica di un mondo migliore e ci si avvicina alla simulazione con cautela proprio come se ci si trovasse a dover affrontare la vita reale, Second Life è un esperienza incredibile che consigliamo a tutti. Se avrete la costanza di superare le prime due settimane, sempre la peggiori per i newbie, vi garantiamo che non potrete più farne a meno a patto abbiamo detto di accettarne le regole scritte e non scritte.


Second Life non è l’unico mondo virtuale disponibile, sulla rete ne esistono tantissimi altri (Active worlds, EntropiaUniverse, There e persino Sony ne ha in progetto uno per gli utenti della sua PS3), il progetto di Rosedale è pero sicuramente il più grande e il più completo. Le future implementazioni dell’engine permetteranno di aggiungere nuove funzionalità come la chat vocale, una migliore gestione dei mondi (meno esigente in fatto di richieste di banda internet) e chi sa cos’altro. Siamo sicuri pertanto che Second Life avrà vita lunga e chi sa forse in futuro ci permetterà di interagire in maniera più completa con la nostra vita virtuale, magari con odori, sensazioni tattili etc. tanto da farci arrivare a credere che forse la nostra “second life” tanto virtuale non lo è più.

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Arturo D'Apuzzo
Arturo D'Apuzzo
Nella vita reale, investigatore dell’incubo, pirata, esploratore di tombe, custode della triforza, sterminatore di locuste, futurologo. In Matrix, avvocato e autore di noiosissime pubblicazioni scientifiche. Divido la mia vita tra la passione per la tecnologia e le aride cartacce.

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