Xbox Review, Doom 3

Articolo di · 10 Novembre 2006 ·

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Uno tra i più amati videogames di tutti i tempi è approdato sulla console di casa Microsoft riscuotendo un indubbio successo.

Intro

E’ sempre difficile lo sviluppo di un sequel e diventa ancora più difficile se il termine di paragone è un “cult”. Questa è la volta di Doom, storico sparatutto in prima persona, che in tanti ricorderanno, ha per molto tempo spopolato su quelli che ormai sono semplicemente “obsoleti pezzi d’arredamento”, i x486, continuando con ogni generazione di Pc fino ad approdare sulle ormai famosissime console tanto di moda (Ps2 e Xbox).

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Il terzo capitolo, sviluppato da Id Software e Vicarious Visions, ci vede impegnati in una missione su Marte al servizio della più grande azienda di sviluppo tecnologico esistente nel futuro, nell’anno 2145 saremo inviati dalla UAC a “Mars City” per assumere un ruolo nella sicurezza degli stabilimenti e per capire cosa sta avvenendo di strano su quella importantissima base che conduce avanzati studi di ricerca.

Doom 3 è completamente incentrato sulla tensione, sull’azione e su un impianto fantascientifico di impronta futuristica; non appena iniziate a giocare la telecamera centrerà su di voi e Doom vi “piomberà addosso”, neppure il tempo di orientarsi nella base che sarete interessati dai primi scontri con “esseri particolari”. Mars City è infestata da strane creature e tutti i vostri colleghi, come pure gli scienziati che lavorano nel centro ricerche, lasciano tracce di instabilità psichica e di terrore.

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Evidentemente qualcosa non è andato per il verso giusto nel centro di ricerca marziano tanto che comincerete ben presto a rendervi conto che il nuovo lavoro a cui siete stati affidati è quanto di più lontano da una vacanza premio si possa immaginare.

Nella base su Marte, gli scavi archeologici e gli esperimenti sul teletrasporto, hanno materializzato qualcosa, e questo qualcosa, che di sicuro non appartiene al piano della nostra realtà empirica, sarà il vostro futuro problema.


Gameplay

La telecamera ha una ottima visuale e permette di avere tutto sotto controllo con il minimo sforzo, i tasti sono ben distribuiti sul controller, presenti anche “scorciatoie” che permettono di richiamare le armi utilizzate più di frequente.

All’inizio del gioco vi sarà consegnato un palmare (PDA), oggetto in dotazione a tutti coloro che lavorano per la UAC, che vi permetterà di conoscere la vostra posizione, di visionare reperti audio-video e di raccogliere informazioni da molti apparati informatici e dagli altri palmari in dotazione a colleghi più sfortunati di voi.

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Le armi danno la giusta soddisfazione a quei giocatori che negli sparatutto ricercano proverbialmente “la valvola di sfogo” che è tanto più gratificante quanto più le armi a disposizione sono distruttive e spettacolari.

Ma non troverete armi, per usare un termine tanto in voga, di distruzione di massa, piuttosto acquisirete via via armi armi sofisticate e precise che hanno come punto di forza la tecnologia più avanzata.

Gli scontri con i nemici saranno frequenti e differenziati rispetto alle varie specie di esseri che vi troverete ad affrontare, tutti piuttosto singolari e ben definiti, qualcuno realmente raccapricciante e terrificante.

Il terreno di scontro è una base, che rispecchia l’eccellenza tecnologica di una azienda che è di fatto la monopolista del futuro (tema ricorrente nella letteratura ludica, confronta Umbrella Corporation di Resident Evil o la Shinra di Final Fantasy VII),ma il sistema di esplorazione della stessa non comporta nulla di innovativo, alle diverse aree si può accedere mediante le solite schede di riconoscimento e qualche password, presenti infine diversi ascensori e mezzi di locomozione che danno un senso generale di già visto; la scelta delle password è invece intelligente per quanto concerne gli armadietti di rifornimento disseminati nella base, un espediente quest’ultimo che costringe quantomeno il giocatore più attento a seguire realmente la storia e non solo a sparare a destra e a manca.

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Non sono presenti veicoli da utilizzare per la battaglia e in questo è abbastanza carente se si considera che il naturale termine di riferimento cioè Halo è decisamente avanti per quanto concerne queste feature di gioco, in parte rimpiazzati da ragni robotici dalla potenza di fuoco distruttiva che però tanto ricordano i robot intelligenti del già citato Halo e quelli altrettanto utili e simpatici di Deus Ex.

Il sistema di combattimento è innovativo nella parte in cui costringe l’utilizzo differenziato di armi da adattare al tipo di nemico che si combatte e nelle tecniche di scontro coi boss di fine livello.

Particolare degno di nota, a costo di un piccolo spoiler che i lettori sicuramente perdoneranno, è costituito da un’arma particolare, “il cubo delle anime”, decisamente divertente da utilizzare grazie alla speciale potenza e a quell’aura di misticismo che lo connota.


Grafica

Giochi annunciati e agognati come Doom 3, che hanno a disposizione budget elevati e “intelligenze superiori” per il loro sviluppo, ce ne sono pochi in giro, e il suo blasone lo tiene lontano anche solo per il nome, dai bassifondi, dalla generica assimilazioni agli altri giochi.

La grafica è soddisfacente come non poteva essere altrimenti, in qualche punto eccellente (si pensi alle dissoluzioni dei corpi dei mostri eliminati), sempre fluida e dettagliata.

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Le colorazioni della base sono piuttosto standard, gli ambienti in alcuni punti troppo scuri nonostante la torcia in dotazione, ma questo rende molto bene lo stato di agitazione che gli autori hanno voluto fosse trasferito sul videogiocatore; per quanto concerne i livelli finali, quelli stile infernale per intenderci, i motivi sono sempre gli stessi e anche le colorazioni si basano sul rosso assillante.

Le armi sono particolarmente curate in ogni dettaglio: mirini avanzati con display informativi, design innovativo e giuste proporzioni nella camera. I simpatici mostri che vi troverete ad affrontare sono stati rappresentati con ogni dovizia di particolari, raccapriccianti al punto giusto, costituiscono in alcuni esemplari un esempio per gli altri videogames, come nel caso del super-boss da cui riceverete il già citato “cubo delle anime”.


Tirando le somme

Gli effetti sonori sono all’altezza dell’impianto di gioco, ovviamente i rumori degli spari la fanno da padrona come pure i versi e i colpi degli avversari.

Il vostro camminare è sempre ottimamente riprodotto, allo stesso modo sono fedelissimi tutti i suoni delle apparecchiature informatiche.

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La traduzione in lingua italiana è in linea di massima ottima e l’innovativo sistema di ascolto di supporti ottici in modalità palmare rende perfettamente lo stile da documentario impresso loro dagli sviluppatori.

Doom 3 è una esperienza di gioco utile e doverosa per ogni videogiocatore che si rispetti, ma il confronto con Halo dopo la sua entrata dirompente tra gli sparatutto, ridimensiona notevolmente il ruolo che un gioco come Doom 3, poteva avere solo qualche anno fa.

Nel complesso è impossibile negarne il valore tecnico a livello grafico e la buona giocabilità, ma seppure presenta caratteristiche innovative, il confronto non lo colloca al primo posto nella lista dei giochi della sua categoria pur essendo sicuramente tra i migliori.

Distribuito da Activision Inc. è disponibile per Pc, Ps2 e Xbox.

Articolo pubblicato su Hirc in data 31 Maggio 2005 a cura dello stesso autore.

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