Recensione Zombie Vikings

Vichinghi bidimensionali.

Versione testata PlayStation 4.

Zoink! Non è un’esclamazione fine a se stessa, ma il team di sviluppatori che hanno creato con le loro brillanti menti quel piccolo grazioso gioco noto come Stick it to the man! Il titolo indie aveva dalla sua un carisma eccezionale, battute divertenti e un gameplay se non innovativo quantomeno interessante, capace di dosare esplorazione e meccaniche platform, “stickers trasparenti” e combinazioni intelligenti. I baldi giovani a distanza di qualche anno ci riprovano, spostandosi questa volta dagli alieni e gli alienati esseri mortali a dei pericolosissimi zombie scandinavi: Zombie Vikings eredita molte meccaniche, approcci e idee strampalate dal predecessore, ma spostandosi verso un evidente approccio multigiocatore, con tanta voglia di sperimentare e osare. Come sarà andata a finire? Uscite fuori dalla tomba e lo saprete!

Vichinghi, Zombie, Divinità e un occhio rubato

Se gli Avengers sono riusciti a insegnare qualcosa più della cruda mitologia norvegese, quel qualcosa è che tra Odino il re del tuono e suo figlio Loki non corre buon sangue. Zombi Vikings non esisterebbe se oltre alla fantasia degli sviluppatori, infatti, il giovane dio non avesse rubato al padre nientepopodimeno che il suo prezioso occhio magico. Questa volta però Odino decide di non chiudere l’unico occhio buono rimasto, ma di passare alle maniere forti per rieducare il figlio: risveglia dal sonno eterno quattro prodigiosi guerrieri vichinghi. Che negli anni si sono un po’ decomposti, ma non hanno perso la volontà di menare una buona dose di legnate nordiche.

Gunborg, Seagurd, Hedgy e Caw-kaa non sono i versi di una persona che si sta strozzando mentre mangia, ma i rispettivi nomi dei nostri eroi. Con il compito ricevuto dal re degli dèi, si mettono immediatamente in viaggio sulle tracce di Loki. Si susseguono così, sapientemente dosate, mazzate da capogiro, divertenti battute (soprattutto se comprendete la lingua inglese e vi affidate poco alla traduzione italiana), gag in ogni dove e una basilare esplorazione delle lande nordiche. E sulla loro strada i pericolo sono dietro ogni angolo: tra questi dei vermi antropomorfizzati avidi di corpi umani, improbabili polpi, tribù di gatti vichinghi, streghe con strane voglie sessuali e molto altro. Non saremo noi a rovinarvi la sorpresa. Basta che riacciuffiate Loki in tempo.

Divertente da morire

Zombi Vikings può essere giocato sia da soli che in compagnia: per un’analisi di quest’ultima possibilità vi rimandiamo all’apposito paragrafo successivo, mentre qui ci concentreremo sull’avventura in generale, immaginandola giocata dal singolo. Grazie alle sue idee fuori dagli schemi, a situazioni improbabili, a gag ripetute ma mai ripetitive, il nuovo titolo di Zoink! è capace di divertire ad oltranza anche chi abbia inentenzione di approcciarlo senza la compagnia di qualcuno, anzi per determinati aspetti che richiedono più concentrazione, quali trama e sceneggiatura, risulta anche maggiormente godibile. Nell’avventura alla ricerca di Loki potrete impersonare uno dei quattro vichingi principali, ognuno dei quali possiede caratteristiche, aspetti e abilità uniche. Non è detto che il più piccolo del gruppo non possa essere il più letale, così come la forzuta della situazione è sicuramente massiccia contro i nemici, ma anche più lenta da utilizzare. Ognuno di essi ad ogni modo può essere ulteriormente potenziato con rune magiche e spade, acquistabili con la moneta di gioco sparsa per i vari livelli o con armi sbloccate tramite missioni secondarie.

Una tortuosa mappa principale funge da elencatrice dei vari mondi di gioco, ognuno dei quali può essere tranquillamente rigiocato dopo il primo completamento di base. Anche se gli sviluppatori hanno cercato di variare l’ambientazione e il proseguo dei livelli introducendo dei “bivi”, essi non sono mai davvero tali e finiscono col ricongiungersi al sentiero principale dopo pochi passi, rendendo di fatto l’esplorazione ambientale una mera appendice priva di profondità. Il divertimento non per questo ne risente: combinando meccaniche action con una buona dose di platform strutturale, Zombi Vikings permette di picchiare, stordire ed eliminare orde di nemici lungo il proprio arco narrativo, con tanto di boss di fine livello ben caratterizzati e interessanti. In questo modo l’azione frenetica non può essere disgiunta da un minimo di strategia e di riflessione, e battaglie apparentemente scontate possono rivelarsi ben più ostiche di quanto ci si aspettava, il che rende il tutto più interessante anche grazie a un livello di difficoltà mai eccessivamente tarato verso l’alto.

Rigiocare i singoli livelli non rende solo più longeva un’avventura tutto sommato assestata sulla decina di ore, ma permette anche di accumulare tesori (nascosti nei livelli) e monete necessarie per sbloccare tutto l’armamentario possibile e immaginabile per i nostri vichinghi. Al pari dei protagonisti e degli antagonisti, anch’esse sono strampalate, basti pensare al naso di un personaggio che diventa tranquillamente una daga da impugnare, o una spada composta dalla coda di una puzzola che ha la speciale abilità di stordire i nemici se con essa effettuate un attacco con capriola. Piuttosto maleodorante, ma efficace, soprattutto se combinato con il vichingo con cui vi sentite più a vostro agio nel giocare.

Ehi, quella testa è mia!

Se in singolo Zombi Vikings diverte, nella componente multigiocatore riesce anche ad esaltare. L’intera avventura può essere affrontata con accanto fino ad altri tre amici, fisicamente presenti nella vostra stanza e armati di altrettanti controller oppure connessi online. Questo significa che il caos e la freneticità dell’azione singola viene elevata al cubo e che numerose meccaniche si potenziano nella cooperazione attiva tra i giocatori, ciascuno dei quali può controllare uno solo dei quattro personaggi usufruendo delle sue particolari abilità e combinandole con quelle degli altri. Divertenti e utili anche i bonus multigiocatore, che vedono i quattro vichinghi smembrarsi contemporaneamente per ricombinarsi in un supervichingo devastante, sempre soddisfando determinate condizioni.

Tuttavia è proprio nella componente online che Zombi Vikings mostra anche i primi punti di cedimenti, un paradosso considerando che proprio verso di essa è indirizzata l’intera produzione degli Zoink! Innanzitutto il numero dei giocatori online è decisamente ristretto, per cui se non conoscete qualche vostro amico su PlayStation Network che possiede il gioco e potete invitare nella vostra partita potreste passare anche una ventina di minuti prima di trovare un paio di giocatori disponibili. Figurarsi radunarne ben tre nella stessa sessione di gioco. In secondo luogo è vero che il divertimento viene moltiplicato, ma allo stesso tempo subiscono un incremento sia i rallentamenti di gioco che la cofusionarietà complessiva. Un paio di dettagli certamente non da poco, che potrebbero spingere i più a godersi l’avventura nordica semplicemente da soli, la quale scelta dopotutto non è di principio sbagliata e consente comunque di accedere ad una grande dose di divertimento.

Zombie bidimensionali

Graficamente parlando Zombi Vikings si mantiene sullo stesso livello di dettaglio e pulizia già proprio di Stick it to the man, quindi decisamente elevato: gli ambienti non sono vastissimi ma ben curati e caratterizzati, la nitidezza delle immagini è fuori discussione al pari del carisma dei personaggi, e soprattutto protagonisti ed antagonisti godono di una cura di prim’ordine. Grazie all’assenza di modelli poligonali complessi l’accuretta dei programmatori si è concentrata sulle texture, in alta defizione e prive di sbavature, e sulla rappresentazione dei personaggi, che godono di una cura anche superiore a quella ambientale. Nel tutto si riconosce uno stile preciso e inconfondibile, capace di accompagnarsi efficacemente all’umorismo talvolta macabro della produzione. Buono anche il comparto sonoro, con motivi orecchiabili e calzanti pur con qualche ripetizione di troppo.

Commento finale

Zombie Vikings è un mix di divertimento e ragionamento, esplorazione e azione. Mescolando il platform bidimensionale alla freneticità di un action slash quasi da sala giochi, sa offrire diverse ore di divertimento, accompagnate da uno stile grafico inconfondibile e da un buon sistema di potenziamento e sfruttamento dei personaggi. Qualche pecca mostra il comparto multigiocatore, paradossalmente quello su cui tutto avrebbe dovuto fare leva, ma non è nulla di così grave: potrete comunque godere dell’improbabile avventura di quattro eroi vichingi zombificati, alla ricerca dell’occhio perduto di Odino. Se vi sembra strano, sappiate che siete solo all’inizio!

7

Zombie Vikings


Zombie Vikings è un mix di divertimento e ragionamento, esplorazione e azione. Mescolando il platform bidimensionale alla freneticità di un action slash quasi da sala giochi, sa offrire diverse ore di divertimento, accompagnate da uno stile grafico inconfondibile e da un buon sistema di potenziamento e sfruttamento dei personaggi. Qualche pecca mostra il comparto multigiocatore, paradossalmente quello su cui tutto avrebbe dovuto fare leva, ma non è nulla di così grave: potrete comunque godere dell'improbabile avventura di quattro eroi vichingi zombificati, alla ricerca dell'occhio perduto di Odino. Se vi sembra strano, sappiate che siete solo all'inizio!

PRO

Frenetico, dinamico, ma soprattutto divertente! | Buona differenziazione tra personaggi ed armi | Con gli amici è ancora meglio |

CONTRO

Qualche tentennamento sul versante tecnico | Alla lunga ripetitivo | Il multigiocatore poteva essere maggiormente curato

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