Giochi da tavolo: giochi o nuovi casinò online dietro alla rapida crescita del mercato del gioco d’azzardo online italiano?

Articolo di · 10 Luglio 2018 ·

Nel marzo 2018, il mercato regolato del gioco d’azzardo online italiano ha registrato un nuovo record di entrate da casinò online, mentre i ricavi delle scommesse sportive sono aumentati di oltre quattro quinti. Sono i giochi da tavolo più popolari di sempre come il Blackjack e il Burraco il motivo di questa crescita?

Casino1 ha fatto una ricerca approfondita riguardo a questi dati.

Secondo i dati forniti dall’agenzia italiana Agimeg sulle notizie del gioco, le scommesse sportive online hanno raggiunto i 51.3 milioni di euro a marzo, un guadagno annuo dell’82,4%, nonostante la crescita delle scommesse online generiche comparativamente piccola del 12.4% di 546.2 milioni di euro. I ricavi delle scommesse al dettaglio ammontano a € 59.8 milioni sul fatturato di € 385.4 milioni.

Come sempre, Bet365 ha conquistato il podio sia delle entrate (16,3%) e del fatturato (29,1%), con Planetwin365 di SKS365 al secondo posto, il marchio Eurobet di GVC Holdings in terza posizione, con Snaitech e Sisal che completano la top-five.

Ogni mese con nuovi record al casinò

La crescita dei casinò online ha avuto un mese fruttuoso, con un fatturato complessivo in aumento del 27% su base annua a € 60,6 milioni, un nuovo record di mercato, superiore ai € 59,7 milioni registrati a gennaio 2018. Il top dei casinò online è stata l’ammiraglia di The Stars Group, Il marchio PokerStars, che ha ottenuto una quota del 9,3%, superando da locale Lottomatica al secondo posto con l’8,8%, mentre il resto della top-5 si è piazzata come segue: Sisal (8,3%), LeoVegas (6,2%) e 888 Casino (5,5%).

Sul fronte del poker, le commissioni dei tornei hanno guadagnato il 7,4% a € 8 milioni, mentre la spesa per i giochi cash è salita dell’1,5% a € 6,3 milioni. PokerStars ha conquistato il 62,4% del mercato dei tornei, mentre la sua quota di giochi cash è salita al 40,3% dopo essere scesa al di sotto del 40% per la prima volta a febbraio.

Per quanto riguarda gli altri mercati, gli operatori di sport virtuali hanno generato guadagni per € 22,8 milioni a marzo, con € 21,1 milioni di quella somma proveniente dalle macchine nei punti vendita. Goldbet ha guidato tutti i visitatori virtuali con una quota del 27,8%, seguita da Snaitech (18,2%) e Eurobet (14%).

I ricavi del bingo online ammontano a 2,8 milioni di euro, con Tombola International che rivendica una quota del 44,5%, facilmente superando il marchio Bwin di GVC (12%), Sisal (10%) e Lottomatica (9,5%).

Le nuove regole pubblicitarie fermeranno la crescita del mercato?

Nel frattempo, la tendenza globale a cercare di limitare la pubblicità in TV su scommesse sportive (specialmente durante gli eventi) e i vari giochi d’azzardo ha toccato anche l’Italia. Il mese scorso, il senatore italiano Franco Mirabelli aveva già manifestato la propria disponibilità a rendersi partecipe di un disegno di legge per la riorganizzazione del settore dei giochi; successivamente con l’entrata in vigore del DL “Dignità” che ha portato alla decisione di “vietare la promozione del gioco d’azzardo durante le trasmissioni sportive” e in generale ogni forma di pubblicità del comparto, lo stesso si è dimostrato favorevole a quella parte del provvedimento che prevede una regolamentazione stringente del settore.

Mirabelli afferma che ci sia “un uso eccessivo dei canali sportivi per promuovere le scommesse e i giochi d’azzardo online. E che sia di conseguenza necessario intervenire”. Questo sarà indubbiamente un problema per i nuovi casinò online che cercano di entrare nel mercato italiano, in quanto faranno fatica ad attrarre giocatori nuovi. Se non possono promuoversi sui soliti canali, dovranno essere innovativi e trovare delle soluzioni nuove. Il divieto indiscriminato di promuovere ogni forma di scommesse o gioco online, ad eccezione delle lotterie nazionali, rischia inoltre di avere riflessi sull’occupazione già in crisi in Italia, in quanto nel settore lavorano centinaia di persone, migliaia se si considera l’indotto, che potrebbero perdere il lavoro nel caso in cui alcuni grandi investitori del settore, impossibilitati a fare pubblicità decidano di abbandonare il nostro paese.

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